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    enrix 02:06 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi
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    Ancora una domandina a Marco Travaglio

    massimo_ciancimino_n

    Quest’oggi Marco travaglio nel suo "passaparola" è intervenuto sull’ultima testimonianza di Massimo Ciancimino nel corrente processo a carico del generale Mori.

    Il sottoscritto, sul suo blog voglioscendere a QUESTO INDIRIZZO gli ha posto una nuova, specifica, domandina sull’argomento, che ora vado a ricopiare.

    Ci auguriamo che risponda e chiarisca l’arcano.


    Domandina per Marco Travaglio, che sicuramente è preparato e saprà soddisfare la mia sete di sapere: se è vero ciò che ha affermato lo Junior, e cioè che nel 2002 Provenzano godeva di una sorta di immunità a seguito dell’accordo contratto con il ROS dei carabinieri, COME MAI, sempre nel 2002, stando a quanto si vede nella
    docu-fiction di RAITRE "Doppio gioco", per segnalare le "cimici" infilate PROPRIO DAL ROS, con lo scopo di rintracciare il boss, nell’auto dei mafiosi custodi della latitanza di Provenzano, gli Eucaliptus di Bagheria, COME MAI DICEVO, si doveva disturbare a fare la talpa proprio quel Pippo Ciuro che lei dovrebbe conoscere bene e che lavorava negli uffici della Procura di Ingroia, fatto per cui si è beccato quasi 5 anni di carcere col rito abbreviato?
    In buona sostanza: il ROS doveva garantire l’immunità territoriale al boss, e nello stesso tempo gli dava la caccia infilando cimici nelle auto ai mafiosi del suo clan, che però venivano avvisati dai collaboratori di Ingroia nonchè dagli amici potenti, come Cuffaro (incastrato anche lui dal ROS nella stessa inchiesta), e facevano le bonifiche.
    La domanda che pongo è: come possiamo noi scacciare dalla nostra testa, alla luce di questi fatti, l’esecranda idea che il nostro Junior stia cacciando semplicemente un mucchio di balle?
    E se vogliamo essere fini, altra domanda: come si concilia quanto affermato dal magistrato Sabella, altra persona che lei dovrebbe conoscere bene, e cioè che il ROS non sia affidabile per indagini di mafia in Sicilia, con il fatto che è stato lo stesso ROS ad incastrare Totò Cuffaro? Faceva parte anche questo dell’accordo con Provenzano?

    Grazie se mi vorrà rispondere.

     
    • enrix007 21:59 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Non so a quale passggio ti riferisci, probabilmente a quello in cui lo Junior narra che i carabinieri avevano affittato un appartamento al terzo piano di fronte al palazzo dove LUI, lo junior, abitava a Palermo, per controllarlo.

      Beh, mi obblighi ad anticipare una delle chicche dei prossimi articoli.

      L’appartamento di cui Junior parla, il suo, si trova al settimo piano.

      Una persona in contatto con me la scorsa settimana è andata a verificare in loco, per sicurezza, e mi ha già confermato quello che era prevedibile: dal terzo piano, se cerchi di guardare l’appartamento di junior al settimo del palazzo do fronte, non vedi un cazzo.

      Quindi, bugia.

      La casa di Ciancimino a Roma, invece, in Via San sebastianello, si trovava sulla punta di un terrapieno alto circa 15 metri, prospicente sulla strada, situazione molto rara in Roma. Si può vedere in google map, digitando Via san Sebastianello n°9 – Roma. Davanti alla casa,  (una costruzione bassa, terrazzata e verandata), con il pianterreno ad una quota di circa -15 mt rispetto alla casa Ciancimino, c’è una chiesa con annesso palazzotto della curia.
      Ma se anche i carabinieri avessero voluto mischiarsi ai preti o alle suore, di lì avrebbero visto ben poco.
      Quella casa avrebbe potuto essere visitata in incognito, se solo avesse voluto, non solo dall’Ing. Lo Verde, ma anche da Gheddafi in persona.

    • enrix007 22:01 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      In ogni caso, tutte ipotesi per assurdo.
      Io non credo a tutte queste visite di Provenzano.
      Non è verosimile.

    • Sympatros 22:33 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      """Una persona in contatto con me la scorsa settimana è andata a verificare in loco, per sicurezza, e mi ha già confermato quello che era prevedibile: dal terzo piano, se cerchi di guardare l’appartamento di junior al settimo del palazzo do fronte, non vedi un cazzo."""

      E metti che a loro interessasse guardare in basso e non in alto…. al portone e non ai balconi?

    • anonimo 23:31 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      marco travaglio, unitamente ai suoi degni compari, si sta arrampicando sugli specchi per far finta di credere che Ciancimino è "la bocca della verità" mentre un qualsiasi normo-dotato, pure lui, capisce che le cose che Ciancimino sta dicendo non stanno nè in cielo nè in terra, inventate di sana pianta per dare il giusto effimero godimento ai soliti noti
      Maria

    • anonimo 11:45 on 3 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros …e metti che berlusconi sia un alieno e ciancimino j. sia il nuovo messia e suo padre ciancimino s. dio,…ci hanno messo alla prova sino ad ora ma nel giorno del giudizio delegheranno di pietro per la scelta di  quali sono i buoni e cattivi…

    • anonimo 20:11 on 3 February 2010 Permalink | Rispondi

      Interessante il fatto che pur di cercare di andare contro Travaglio si usano parole di Ciancimino che Travaglio non ha neanche commentato. E per di più la si confrontano con una docu-fiction. Io direi che sarebbe il caso di verificare prima sui verbali se la docu-fiction racconta il vero o inventa quella parte. Poi si trattarebbe di sapere per conto di chi veniva tenuto sotto controllo Ciancimino e per conto di chi. In quanto detenuto agli arresti domiciliari, difficile che veniva tenuto sotto controllo dalla Procura che gli aveva dato gli arresti domiciliari. Infine si tratterebbe di sapere chi ha dato l’immunità territoriale a Provenzano e in che termini.
      Una volta avuta la risposta a tutti questi interrogativi e ad un altro centinaio di interrogativi che qui è troppo lungo elencare, si può valutare se la tua domanda ha senso o no.
      Allo stato è una domanda che dichiara: "Io odio Marco Travaglio". Fosse rivolta a me, ammesso che qualcuno me la facesse leggere, non risponderei neanche

    • enrix007 23:33 on 3 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Anonimo, interessante il fatto che pur di evitare gli argomenti posti nella mia domanda, tu divaghi con ben 11 righe di cazzate.

      Travaglio ha esordito nel suo passaparola, così: "dico subito che Massimo Ciancimino sta facendo delle dichiarazioni estremamente importanti a Palermo, al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995: sta descrivendo Provenzano come un intoccabile, come un uomo protetto da una parte deviata dei Carabinieri, con i quali aveva fatto un accordo addirittura prima della strage di Capaci", al che io gli ho posto la domandina: …ma se è vero ciò che dice il cianci, e cioè che il ROS proteggeva Provenzano, allora come mai…ecc..ecc.."
      Trovi che sia una domanda illegittima? Tu trovi che sia "dar contro ad ogni costo a Travaglio"?  Vedi una carenza di logica?
      Secondo te era forse meglio se io, a Marco Travaglio che focalizzava l’attenzione sulle dichiarazioni del Cianci sulle protezioni del ROS a Provenzano, invece che fare una domanda sui dubbi che sollevano queste dichiarazioni, domandavo invece la ricetta del fritto misto alla piemontese, visto che è di Torino?
      Ma prima di rispondere a queste domande, rispondi a questa: tu ritieni che io abbia del tempo da perdere con gli idioti pari tuo?
      Tu pensi veramente che io abbia del tempo per stare a domandarmi in compagnia di un anonimo imbecille per conto di chi sarebbe stata disposta una sorveglianza del Ciancimino, la cui esistenza sarebbe provata solo dalla parola di uno con quella faccia, il quale dice a sua volta di averlo saputo da Provenzano e da un certo sig. Franco cui lui avrebbe telefonato un mucchio di volte avendone i numeri sulla sua SIM, ma che purtroppo oggi non si può rintracciare perchè non c’è più traccia della SIM così come delle telefonate effettuate?
      E ancora: tu pensi veramente che io sia tenuto a non disintegrare con il tasto delete, i commenti di un mentecatto che viene qui a domandarsi chi avrebbe dato l’immunità a Territoriale a Provenzano, proprio esattamente sotto un mio post che descrive fatti che dimostrano che questa immunità non c’era per niente, come se io parlassi solo per i muri che mi circondano?

      No caro, questo non è il mercatino degli idioti, niente merce avariata.

      Tu dici che hai ancora cento domande di quel tenore, cioè cretine come quelle, nel tuo sacco.
      Se ti azzardi a porne anche una solanto che non abbia un briciolo di senso logico, e che puzzi anche solo da lontano di apodittico, ti cancellerò senza pietà. Naturalmente.

    • enrix007 23:49 on 3 February 2010 Permalink | Rispondi

      @ Sympa

      No, SYmpa, non era un discorso "di chi entrava e di chi usciva" dal palazzo.
      Sarebbe stata un’attività di sorveglianza di Ciancimino visiva ("tapparelle"), e acustica (microfoni direzionali).
      Lo spiega lo junior da pagina 31 in poi del verbale 9.11.20.

      Ma dal terzo piano, il settimo di fronte, nè lo vedi, nè lo senti coi microfoni direzionali. Troppo angolato. La persona che ha fatto il giretto, è esperta.

      Notare poi che il cianci dice persino di non sapere da quale appartamento di quale palazzo, sapeva solo del terzo piano. L’informatissimo sig. franco, sapeva e raccontava ogni dettaglio delle sofisticate apparecchiature usate dai carabinieri deviati inq uell’appartamento, e si è raccomandato di tenere chiuse le tapparelle anche se dal terzo piano di fronte non si vedeva un cazzo fossero state anche aperte, ma ha omesso di precisare dietro a quali finestre si nascondessero precisamente i carabinieri spioni.

    • Sympatros 09:55 on 4 February 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, non ho capito perché devi essere sempre ultra decisionista, ti è peculiare escludere in maniera netta e decisa le ipotesi degli altri. L’una cosa non per forza esclude l’altra. La vicinanza ( palazzo di fronte) serviva per l’acustica e le diavolerie elettroniche…. se poi funzionassero o meno bisogna vedere. Il terzo piano serviva per il portone…. una volta che tu sai chi è entrato…. e poi ascolti con i mezzi elettronici, non c’è alcun bisogno di spiare dalle tapparelle. Non costringermi a fare il segugio pure a me. 

      Se dal terzo piano poi non si vedeva nemmeno il portone, vuol dire che i carabinieri l’appartamento l’avevano affittato non per Ciancimino, ma per andare a puttane!

    • Sympatros 10:25 on 4 February 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, visto che ci hai perso o dedicato tanto tempo al rompicapo Ciancimino, dimmi una cosa… che idea ti sei fatto dell’onnipresente Franco o Carlo che sia? Misterioso, personaggio di rispetto, colui che sa e che è necessario e non si può fare a meno di informare di ogni passo della trattativa o altro. Io sono arrivato alla conclusione che non può essere un personaggio di fantasia…. secondo me è dotato dell’attributo dell’esistenza… ma come mai, almeno da quel che ho letto, i magistrati non stringono il testimone di più su questo aspetto per riuscire ad identificare il personaggio, che per molti aspetti è il deus ex machina di tante cose? Che i magistrati sappiano già chi sia? E ci aspetta il botto finale?

      D’altronde, il giovane Ciancimino, nonostante la naturale e caratteriale tendenza alle divagazioni, quando sa di rischiare qualcosa diventa più cauto.. s’interrompe e chiede consiglio ai suoi avvocati, anche se al punto dove è arrivato, c’è poco da rattoppare. Chi è Franco? Questo è il problema.

    • enrix007 11:52 on 4 February 2010 Permalink | Rispondi

      E’ Cianci che dichiara quello, che gli han detto di tener giù le tapparelle, non io.

      Franco?
      Se non fosse già defunto, ipotizzerei trattarsi di Franco Franchi.

    • anonimo 11:05 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      http://www.davidegiacalone.it/giustizia/pentiti-e-pezze/
      Spatuzza ha già dato bella mostra di sé. Ora è il turno di Massimo Ciancimino che, al di là di ogni altra considerazione, sta cercando di descrivere il padre Vito come un totale demente, che porta nella tomba i segreti, pagando il prezzo del silenzio, ma prima li confida al figlio inaffidabile, in modo che possa raccontarli a tutti. Delle due l’una: o non ci sono più i mafiosi di una volta, o qui c’è una giustizia che si lascia menare per il naso, salvo chiedere prestazioni a gettone ad un figlio di delinquente che è delinquente egli stesso, il quale cerca di salvare l’unica cosa che sa contare, i soldi. In ogni caso, mi sta anche bene, pure uno Spatuzza o un Ciancimino possono essere utili. Però, che diamine, purché ci sia una prova, un riscontro, qualche cosa che non ci costringa tutti a credere sulla parola a dei disonorati.

      bart_simpson

    • anonimo 15:19 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Bart sono d’accordo con te. Questo processo ritengo sarà più mediatico che altro. I riscontri non si troveranno e buonanotte ai suonatori, di reale non resterà nulla.

      Ma nella testa degli Italiani cosa resterà? Articoli di giornali, scenari immaginari che  nella ripetitività diventeranno per i più distratti (la maggior parte degli Italiani) fatti reali, e da questa finta verità si costruiranno la loro realtà, che purtroppo non esiste.

      La Commissione Mitrokhin, l’intervista di Borsellino, l’arresto di Riina con Mori ed Ultimo inquisiti e prosciolti,  sono solo tre semplici esempi per dimostrarti cosa succede,  quando passano per verità notizie assolutamente NON VERE.

      Questo caso non mi sembra discostarsi dagli altri, vedremo.

      Gianluca

    • enrix007 19:43 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Questa vicenda si differenzia da tutte le altre, spicca, per un particolare: Mori non è un politico come Berlusconi, o un giornalista schierato come Renato Farina. E’ il comandante del ROS che ha catturato Totò Riina.

      La tifoseria pro-Ciancimino, copiosissima e variegatissima, che parte da certi magistrati e dai loro parenti, passa attraverso certi giornalisti dalla parlata rancida, e si dirama fra i cittadini di ogni ceto e razza (sympatros è uno di quelli), se stesse prendendo una cantonata, questa volta non sarebbe legittimata in qualche modo da un gioco delle parti, dalle regole dell’antagonismo politico, dal diritto alle idee.

      No, questa volta la cantonata farebbe il gioco della mafia, in azione contro i servitori dello stato che hanno saputo profondamente danneggiarla.

      Una condanna di Mori fondata su elementi che non siano più che certi e fondati, provocherebbe un danno incalcolabile allo stato, alle sue strutture operative che combattono la mafia.

      I carabinieri sono tutti col loro generale, non dimentichiamolo, sino a prove contrarie certe come macigni.

      Dell’opinione che possono avere di questo personaggio e delle sue esternazioni, non c’è bisogno che dica nulla.

    • anonimo 20:08 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      @ gianluca e @ enrix

      "La Commissione Mitrokhin, l’intervista di Borsellino, l’arresto di Riina con Mori ed Ultimo inquisiti e prosciolti,  sono solo tre semplici esempi per dimostrarti cosa succede,  quando passano per verità notizie assolutamente NON VERE."

      ci sono aspetti controversi o no su come si arrivò al covo di Riina?
      Vedasi l’articolo della voce delle voci che ho postato in "nel nome dell’antimafia". Nessun commento su quell’articolo? Ultimo ha avuto un lapsus, o si è semplicemente confuso?

      "Una condanna di Mori fondata su elementi che non siano più che certi e fondati, provocherebbe un danno incalcolabile allo stato, alle sue strutture operative che combattono la mafia."

      Non si può dire la stessa cosa di Bruno Contrada? Anche lui aveva l’appoggio dei suoi colleghi tutti, incluso Mario Mori, che testimoniò a favore di Contrada in tribunale e fu minacciato da Ingroia di essere incriminato per falsa testimonianza.

      Moritz

    • anonimo 20:52 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Scusa Moritz, questa è la sentenza dove è spiegato per filo e per segno tutto, riguardo come si arrivò a prendere Riina, al suo covo, alla presunta perquisizione ecc. ecc. di controverso noto solo che quello che viene spiegato ai poveri cittadini che non leggono le sentenze è falso, oppure si gioca sul sottile filo di alcune parole E SI FANNO CAPIRE COSE DIVERSE NON VERE.

      http://www.testealfa.altervista.org/sentenza.pdf

      Qualsiasi stranezza lei ravvedesse (e sua piena libertà interpretare dei fatti) ciò non ha portato dei giudici a sostenere che siano state commesse delle illegalità, IN QUANTO IL FATTO NON COSTITUISCE REATO.

      Poi ritengo che qualsiasi persona che si legga la sentenza capirà che è assolutamente palese che Mori ed Ultimo abbiano fatto al meglio il loro lavoro.

      Gianluca

    • anonimo 21:14 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Tutta questa faccenda, comunque vada a finire è sconcertante.

      Delle due l’una

      1) O è marcio l’intero gruppo che fù il ROS palermitano( Mori, De Caprio, Di Donno  e, immagino molti sottoposti)

      2) O è marcia mezza  procura di Palermo e se non è marcia è costituita da incompetenti totali.

      A prescindere dalle mie opinioni e simpatie, che sono a favore del ros , in ogni caso sarà un disastro istituzionale.

      Considerato lo "spessore" del Ciancimino e delle sue rivelazioni è molto probabile che Mori ne esca per la seconda volta pulito (a proposito, non era Ingroia che aveva proposto più volte l’archiviazione nella vicenda di Ultimo ?)
      Se così sarà, come ne uscirà il magistrato "punta di diamanate"  Ingroia?
      Che credibiltà potrà avere in futuro? Quale collaborazione potrà avere  dalle forze dell’ordine nelle future indagini?

      Anton Egger

    • anonimo 21:26 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      C’è ancora una questione che non riesco a togliermi dalla testa.
      Se fosse vero che i ROS avevano stretto un accordo con Provenzano attraverso Vito Ciancimino, per quale motivo Mori avrebbe dovuto favorire una sua audizione  presso la comissione antimafia contattando il presidente Violante?  Mi verrebbe da pensare che se tale trattativa fosse stata in corso, sarebbe stato meglio che nessuno ne venisse a sapere, tanto meno un personaggio come Violante.

      Mahh!!!

    • anonimo 21:27 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Dimenticavo di ri-firmarmi

      Anton Egger

    • anonimo 21:37 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Mi sembra interessante quello che disse Mori alla commissione antimafia.

      Però, fino a quando la mafia resterà una
      struttura organica, vi è un settore al quale non rinuncerà
      mai, cioè quello degli appalti; essi, infatti, non implicano
      solo un guadagno ma il dominio del territorio, e il mafioso
      non può consentire che nella sua zona operi una ditta senza
      che egli abbia ottenuto in cambio la "mazzetta", perché se
      così fosse si prenderebbe la cosiddetta tagliata di faccia e
      dimostrerebbe di aver perso il controllo del territorio.
      Quindi, la mafia segue gli appalti con continuità. Me ne
      sono interessato quando mi sono trovato a Palermo ed ho
      prodotto un rapporto. Il mio comandante sottolineava
      giustamente che non sempre la verità investigativa corrisponde
      ad una verità giudiziaria, perché molte volte noi, come
      investigatori, non siamo in grado di dimostrare ciò che
      razionalmente abbiamo in mente, certi che sia vero. Un conto è
      la nostra verità, un conto è ciò che riusciamo a dimostrare al
      magistrato.
      Certo, i risultati mi hanno deluso, ma poiché sono
      caparbio continuerò a produrre altri rapporti, sicuro di
      conseguire maggior successo.

      Sicuro di conseguire maggior opposizione.
      bart_simpson

    • Sympatros 22:23 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      """"……(sympatros è uno di quelli), se stesse prendendo una cantonata, questa volta non sarebbe legittimata in qualche modo da un gioco delle parti, dalle regole dell’antagonismo politico, dal diritto alle idee…..""""

      Enrix la butta sul tragico ….l’ha messa a tinte fosche e drammatiche e spinge fortemente noi poveri tapini verso il complesso di colpa , noi che osiamo non pensarla come lui e abbiamo l’ardire di mettere nel conto che qualcosa di vero ci potrebbe essere nel "raccontantor di balle" Ciancimino. Per Enrix un’infausta sentenza porterebbe ad una sorta di angoscia istituzionale e manderebbe in crisi d’identità la Benemerita Arma dei Carabinieri. Io più prosaicamente penso che, cmq vadano le cose, si potrebbe andare verso il grigio e non per forza verso il fosco. Morto un papa se ne fa un altro. E poi non è la prima volta e non avviene solo nei filmi americani che il poliziotto, o per eccessivo zelo o per altri innominabili motivi, rasenti l’illegalità e qualche volta ci vada proprio a finire dentro. Morto un papa se ne fa un altro.

      E metti che la cantonata la stessi prendendo tu?…..

    • Sympatros 23:04 on 5 February 2010 Permalink | Rispondi

      Io penso che in questa vicenda sia plausibile… dico plausibile e non altro, che di altro non ci sono prove, … sia plausibile  che si siano incontrate delle forze, strutturalmente in contrasto tra loro, che convergevano però, per motivi differenti, su un obiettivo comune. L’obiettivo comune era far finire le stragi e possibilmente togliersi di mezzo lo stragista Riina.

      1 Lo Verde-Provenzano- stratega della mafia non appariscente e riservata, in opposizione alla strategia rozza, eclatante e stragista di Riina ed in competizione per la leadership con lo stesso Riina

      2 Ciancimino, livello politico della mafia, educato al compromesso, al dialogo e agli affari. Epidermicamente ostile a Riina e alle stragi… quando ci sono le bombe non c’è spazio per al politica.. anche se mafiosa. Riina toglieva spazio alla sua vocazione e ai suoi affari.

      3 Le istituzioni e le forze dell’ordine.. pressate dall’opinione pubblica, dovevano trovare un modo per far finire le stragi e… il fine giustifica i mezzi.

      Così penso ed il pensiero è libero!

    • anonimo 13:25 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Leggendo la sentenza di assoluzione di Mori e De Caprio nel processo conclusosi nel 2006, vengo a sapere che il "Covo" di Riina in via Bernini 54, fu "bruciato" il giorno dopo l’arresto di Riina, ovvero il 16/01/93, a causa dell’uscita su giornali e televisioni locali della sua ubicazione.
      Riporto qui lo stralcio degli atti in merito.

      Anton Egger

      Dalla sentenza di assoluzione nel processo Mori-Ultimo del 2006,  pagg. 49-50:
      ———–
      Sempre quel 16.1.93 diversi giornalisti tra cui Alessandra Ziniti ed Attilio
      Bolzoni – come da loro deposto in dibattimento all’udienza dell’ 11.7.05 -
      ricevettero da parte dell’allora magg. Roberto Ripollino una telefonata con
      la quale quest’ultimo gli rivelò che il luogo in cui Salvatore Riina aveva
      trascorso la sua latitanza era situato in Via Bernina, senza però specificarne il
      numero civico.
      Si recarono, quindi, immediatamente sui posto, ove furono raggiunti anche
      da altri giornalisti e, troupes televisive, tutti alla ricerca del cd. “covo”.
      Quella sera stessa la Ziniti mandò in onda, sulla televisione locale per la
      quale lavorava, un servizio nel quale mostrava le riprese di via Bernini e tra
      queste anche quella relativa al complesso situato ai nn. 52/54, aggiungendo
      che in base ad “indiscrezioni” che le erano pervenute quella era la zona ove
      il Riina aveva abitato.
      Lo stesso 16.1.93 apparve sulla stampa la notizia che “un siciliano di nome
      Baldassarre" stava collaborando con i carabinieri ed aveva da to da l
      Piemonte, ove si era trasferito, un input fondamentale alla individuazione
      del Riina (cfr. lancio Ansa acquisito all’udienza del 9.1.06).
      Posto dinnanzi a queste risultanze di fatto, il magg. Roberto Ripollino –
      escusso all’udienza del 21 novembre 2005 ha dichiarato che all’epoca dei
      fatti era addetto all’ufficio Operazioni Addestramento informazioni e
      Ordinamento (OAIO) del comando Regione Carabinieri Sicilia, il quale
      aveva competenze meramente gestionali, a livello regionale, in merito ai
      fenomeni criminali ed alle operazioni condotte sul territorio, con compiti
      infornativi all’interno del comando.
      A seguito dell’arresto del Riina, ricevette dal comando l’incarico di gestire i
      rappor t i con i giorna l i s t i acc redi ta t i (diver se dec ine ) che cont a t tò
      telefonicamente in occasione della prima conferenza stampa e dì tutte
      quelle che ne seguirono.
      Interrogato specificatamente in merito alle telefonate effettuate il 16
      gennaio, il teste ha precisato di avere solo un ricordo generale di continui
      contatti con i giornalisti, ma di non ricordare la circostanza contestata ne di
      ave r forni to l ‘ indica z ione su vi a Be rnini come pos s ibi l e s i to di
      localizzazione del "covo" del Riina. e difatti non conosceva tale via, in
      quanto gli era stato detto solo che il Riina era stato catturato in prossimità
      del motel Agip.
      Se pure avesse dato tale indicazione – ha dichiarato in sede di indagini
      preliminari e confermato in dibattimento – non potrebbe che averlo fatto in
      esecuzione di specifiche disposizioni impartitegli dal suo superiore col.
      Domenico Cagnazzo il quale, tuttavia, ha negato, in dibattimento, di avergli
      mai dato ordine in tal senso, aggiungendo che non era certamente
      interesse di nessuno `bruciare" il sito di via Bernini.
      Il gen. Cancellieri ha, sul punto, dichiarato di non essere mai stato a
      conoscenza di tale fuga di notizie, che avrebbe appreso solo nel corso della
      sua deposizione nel presente dibattimento.
      L’imputato De Caprio ha, invece, dichiarato di avere visto in televisione,
      quello stesso 16.1.93, un servizio che mostrava il cancello del complesso di
      via Bernini, apprendendo così che la notizia era in qualche modo filtrata, e di
      avere commentato la cosa con il proprio collaboratore mar.llo Santo
      Caldareri, dicendogli che il sito era stato "bruciato"; circostanza che ha
      trovato conferma nella deposizione resa dallo stesso Caldareri.

      —————————————————————-

    • anonimo 14:01 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ora, essendo accertato che procura, ros e nuclei teritoriali dopo l’arresto avevano concordato, su suggerimento di Ultimo e di Mori, che il "covo" non dovesse essere perquisito immediatamente per non  essere bruciato,  immagino che implicitamente o esplicitamente avessero concordato di mantenere riservata l’ubicazione dello stesso.

      Invece che succede? Il giorno dopo, l’ubicazione viene a conoscenza della stampa che diffonde la notizia, rendendo così del tutto inutile qualsiasi perquisizione successiva.  Certo, la Ziniti e Bolzoni fanno bene il loro mestiere, anche se, facendolo, favoriscono i mafiosi. Tra l’altro, sempre il 16, esce un’ansa che individua in “un siciliano di nome
      Baldassarre", trasferitosi in Piemonte (Di Maggio), l’autore delle rivelazioni che portarono all’arresto del Riina.

      Ma, se i giornalisti fanno il loro mestiere, quei membri delle istituzioni che gli forniscono le informazioni, fanno esattamente l’opposto: tradiscono il loro mestiere.

      Interrogati, Ziniti e Bolzoni riferiscono che fu il magg. dei carabinieri, Roberto Ripollino a comunicargli il 16, l’ubicazione del covo (solo la via, senza il civico, ma via Bernini non è l’Aurelia). Il maggiore, interrogato, risponde che era lui che, assolvendo il suo compito istituzionale, comunicava le notizie ai giornalisti, ma non ricorda con precisione quali notizie fornì e aggiunge  che, comunque, il nome della via non lo conosceva neppure lui all’epoca (N.D.R. e di conseguenza nega di averlo fornito)
      Come al solito delle due l’una, o mentono Bolzoni e Ziniti, o fu proprio Ripollino a fornire loro l’ubicazione.

      Tutto questo mi serve per dire che:
      ci sono  almeno due persone, i giornalisti Bolzoni e Ziniti, che  sanno esattamente di chi fù la colpa (o parte di essa) del fallimento delle operazioni successive all’arresto del Riina.

      Se lo sanno (che sia Ripollino o altri che non hanno voluto comunicare) perchè se la prendono con il Ros o solo con il Ros? In fondo tutti (Magistrati, Nucleo operativo e Ros)  avevano avallato l’idea che fosse utile rimandare la perquisizione, e, se tale perquisizione non ebbe più ragion d’essere, la colpa fu anche loro (di Bolzoni & co), ma soprattutto di chi fece la "soffiata".

      A proposito, qualcuno sà chi fece la soffiata all’ANSA su Di Maggio?

    • anonimo 14:02 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Dimenticavo, come al solito, di firmarmi
      Anton Egger

    • enrix007 14:30 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Anton, non commento perchè nei prossimi giorni pubblicheremo dei documenti ESCLUSIVI su questi argomenti, FRA CUI UN MEMORIALE DI SERGIO DE CAPRIO,  ed un memoriale di MORI.

      Forse già da domani. Così commenteremo coi documenti in mano.

      Comunque è come hai appema scritto.

      Tra l’altro, chi ha memoria di quei giorni, ricordando i continui servizi televisisvi dalle piazzole adiacenti a Via Bernini, è perfettamente consapevole che tutta questa storia dell’interrotta sorveglianza e della mancata comunicazione ai magistrati, è semplicemente ridicola.

      L’unico e solo responsabile dei danni alle operazioni di sorveglianza, è colui che ha passato l’informazione del sito ai giornalisti.

      Chissà perchè invece di prendersela con lui però, i magistrati, se la son presa con Ultimo e Mori. Già, chissà.

      Forse Sympatros ha una spiegazione logica.

    • enrix007 14:34 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros, tu stai parlando dell’obbiettivo comune del "far finire le stragi" quando Ciancimino adesso parla di inizio della trattativa ancora prima della strage di Capaci (ad ogni interrogatorio la arretra sempre di più nel tempo), quindi prima ancora che le stragi iniziassero.
      Ma anche dopo quella di Capaci e prima di quella di Via D’Amelio, un po’ difficile parlare di "strategia stragista" per il solo attentato a Falcone. Tutti erano unanimi nel definirlo meramente un attentato volto ad eliminare il magistrato. nessuna "strategia stragista".

      Sympatros, ho la nausea.
      Trascini qui una barca che fa acqua da tutte le parti.

    • anonimo 16:45 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Se il covo era "bruciato", vuol dire che non era più utile ai fini investigativi.
      Perchè allora non hanno avvertito la procura sùbito per vedere comunque se trovavano qualcosa?
      Tanto era "bruciato".

      Moritz

    • anonimo 17:50 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      La tua domanda se leggi la sentenza ha una risposta. Per prima cosa Ultimo e Mori avevano compreso di avere piena autonomia ed un minimo d’indipendenza, quindi non ritenevano di dover informare, per seconda cosa ritenevano bruciato il covo nell’immediatezza ma sapendo che i Sansone avevano quel complesso ritengo che volevano cmq avere un piccolissimo vantaggio e la mancata perquisizione poteva anche far pensare che effettivamente la sortita dei media non era avallata da reali indagini su quel complesso.

      Infatti l’ulteriore anomalia è la stronzata della perquisizione i primi di febbraio. Quando la procura dice di aver assolutamente capito, perchè dichiarato da Mori in maniera inequivocabile, che il Covo era senza punti d’osservazione, si decise l’immediata ricerca (perchè ancora non si sapeva quale era la villetta all’interno del complesso) della villetta ed immediata perquisizione. A che serviva? Me lo spiega lei Moritz?

      A cosa serviva perquisire un posto dopo più di due settimane? Ultimo ritengo che era in attesa di far raffreddare la zona per poi riprendere a lavorarci, e certo non era colpa sua o di Mori se qualcuno della territoriale a spifferato ai giornalisti che in quel complesso si trovava il covo, o sbaglio?

      Allora ragioniamo un attimo. Anche se era molto probabile che la zona fosse bruciata del tutto, aspettare e non perquisire nulla un minimo spiraglio ,o lasciava aperto, chissà dopo un paio di mesi poteva essere che si convincevano che realmente NON FOSSE SOTTO CONTROLLO, ed in futuro si sarebbe potuto riutilizzare, il perquisirlo i primi di febbraio invece cosa ha portato?

      Nulla a bruciarsi definitvamente al 100% un posto che poteva forse essere riutilizzato. Comunque la mancata perquisizione e mesi che passavano avrebbero ritenuto credibile che il posto non era osservato e sotto controllo. I mafiosi sono uomini e non super psicologi e l’ottima intuizione di Ultmo a qualcosa (forse) poteva ancora portare.

      Moritz l’anomalia VERA se leggi tutta la sentenza e che vengono accusati di essere in associazione con la Mafia Mori ed Ultimo. Secondo te leggendo tutti i fatti, di tutta questa vicenda è grave il comportamento di Ultimo oppure è grave che qualcuno dia news ai giornalisti senza essere MAI  scoperto, visto che gli unici che potevano darla la news hanno negato? (Ripollino e company)

      Se proprio in questo avvenimento si deve trovare un anomalia che faccia mettere il dubbio che persona delle istituzioni hanno aiutato la Mafia, ergo sono complici, quale avvenimento o fatto secondo te è sospetto?

      I fatti sono molto chiari. Caselli dice una cosa e viene anche smentito, poi fa retromarcia dicendo di essersi confuso, territoriale e autorità giudizizaria fanno indagini senza avvisare i ROS, ma cosa che secondo me E’ LA PIU’ IMPORTANTE, nessuno tra autorità giudiziaria, territoriale, Caselli o altri chiede o si raffronta con il ROS sull’argomento covo. Nessuno fa domanda e come queste arrivano si viene a scoprire la strategia dei ROS che nelle riunioni post arresto Riina sembrava chiara, con Ultimo che si era opposto alla perquisizione imminiente, chiedendo di far raffredare la zona.

      Ma poi possibile che io che sono un cretino qualsiasi senza nessuna esperienza investigativa, riesco a percepire CHE LA PERQUISIZIONE IMMEDIATA non avrebbe dato nessun risultato significativo e le dichiarazioni di Provenzano che la Magistratura vuol portare a prova che erano felici di questi ritardi lasciano il tempo che trovano, anzi alla lunga poteva convincerli che il covo poteva essere ancora utilizzato.

      Se c’era qualsiasi cosa compromettente secondo voi dopo che Riina è stato arrestato, nessuno a sottratto gli ipotetici documenti dalla villetta? Un latitante di quel calibro secondo voi non ha nessuno che lo aiuta nella latitanza anche sul luogo ed immediatamente non avrà bonificato tutto?

      Ma di cosa stiamo a parlà? Sul covo solo fumo, tutte cose insignificanti, l’unica cosa serie CHE NON HA AVUTO NESSUN SEGUITO e che qualcuno ha spifferato alla stampa news che NON DOVEVANO MAI ESSERE SPIFFERATE.

      Questo è l’unico fatto di rilievo di tutta questa storia. Per il resto vedo solo gelosie tra corpi ed apparati diversi, capisco come mai la Mafia vince contro lo stato, visto che ognuno pensa al suo cortiletto,  vedo cose strane come la spifferata ai giornalisti, mi accorgo che chi  ha il merito dell’arresto del LATITANTE PIU’ PERICOLOSO  poi viene addirittura accusato!!!

      Se poi la spifferata e’ causata da gelosie (sarebbe meglio) e non da altre ragioni, IL FATTO doveva essere COME MINIMO l’unica cosa da appurare, E COSI’ NON E’ STATO.

      Questa è l’Italia. Si indaga, si massacrano delle persone, si fa un gran polverone su cose ridicole e l’unica cosa IMPORTANTE viene lasciata cadere e va nel dimenticatoi.

      Gianluca

    • Sympatros 18:36 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Trattativa anche prima delle stragi?

      E’ certo, se il Ciancimino senior rappresentava il trait d’union fra mafia e politica, la  sua vita era una perenne trattativa…. d’altronde il misterioso signor Franco, stando a quel che dice il figlio Massimo, era in pianta stabile in casa Ciancimino.

      La convergenza sull’obiettivo comune, in sinergia obbligata, diventa necessaria e stringente di fronte alla strategia militarista e bombarola di Riina.

      Hai la nausea?…. Vedi che non è la mia barca, senz’altro piena di buchi, non sono mica un inquirente io e nemmeno un segugio…. ma la colpa della nausea è da addebitare forse alla tua barca troppo veloce e un po’ fantasiosa e ti fa venire il mal di mare.

      Buona domenica a tutti!

    • anonimo 20:07 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sto ascoltando l’integrale del processo da radioradicale, per ora non mi risulta che Ciancimino abbia parlato di trattative prima della strage di capaci, ha solo detto che conosceva gia’ il De Donno prima di Capaci, ma a livello di scambiare due parole. E’ solo nella settimana successiva alla strage che c’e’ l’incontro casuale (?) sull’aereo, e il De Donno gli parla esplicitamente di “aprire un canale” con i vertici di cosa nostra per fermare le stragi.

      Quanto al fatto che l’attentato a Falcone non sia abbastanza per parlare di attivita’ stragista.. metti in conto che arrivava due mesi dopo l’omicidio Lima che gia’ era stato un discreto shock. Poi andrebbe ricordato a chi non c’era che l’attentato a Falcone ebbe un impatto enorme sull’opinione pubblica, che oggi e’ difficile valutare guardando i documentari. Per le modalita’ eclatanti, era la prima volta che usavano il tritolo, almeno a questo livello, e perche’ aveva dato una sorta di prova di “onnipotenza” di cosa nostra, la sensazione che potessero raggiungere chiunque. Inoltre non va escluso che Mori o qualcuno a lui connesso avesse accesso a ulteriori informazioni sugli attentati che al momento si stavano preparando.

      Ultimo particolare, Ciancimino dice espressamente che alcune delle note da lui prodotte sono di suo pugno, e le distingue da quelle scritte da suo padre, spiegando che all’epoca stava prendendo appunti per scrivere un libro.

    • anonimo 20:27 on 6 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ancora una cosa.
      Ma su Ripollino, visto che un "autorevole"  giornalista come Bolzoni dice essere il suo informatore sull’ubicazione del covo, è stata aperta un’inchiesta? E’ stato sospeso dal servizio? Mandato a caccia di Talebani in Afghanistan?

      Anton Egger

    • enrix007 12:52 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      "Sto ascoltando l’integrale del processo da radioradicale, per ora non mi risulta che Ciancimino abbia parlato di trattative prima della strage di capaci, ha solo detto che conosceva gia’ il De Donno prima di Capaci, ma a livello di scambiare due parole."

      L’ha detto Travaglio, fa parte del gioco: una mezza cosa passa per la bocca di un giornalista-guru, e diventa una cosa creduta, cotta e mangiata.

      "E’ solo nella settimana successiva alla strage che c’e’ l’incontro casuale (?) sull’aereo, e il De Donno gli parla esplicitamente di "aprire un canale" con i vertici di cosa nostra per fermare le stragi."

      Bello quel punto interrogativo. Come dire, che per parlare con Ciancimino Junior De Donno aveva bisogno di far finta di incontrarsi con lui  casualmente, e quale miglior posto di un mezzo di trasporto che per consentirti l’operazione nel frattempo si sposta di 500 km.
      Ce ne fu anche uno, di viaggio in aereo, che casualmente vide fra i passeggeri Violante e Brusca. Ce lo metti anche lì il punto interrogativo?

      Di strage ce n’era soltanto una, ed era finalizzata ad eliminare Falcone, non a fare terrorismo. I carabinieri lo sapevano benissimo, e quindi non aveva alcun senso intavolare trattative di sorta, a meno che si trattasse di abboccamenti con i mafiosi per ottenere spunti per  le proprie indagini, così come avvenne con Vito Ciancimino.

      "Quanto al fatto che l’attentato a Falcone non sia abbastanza per parlare di attivita’ stragista.. metti in conto che arrivava due mesi dopo l’omicidio Lima che gia’ era stato un discreto shock. "

      L’omicidio Lima era una strage?  Aveva le connotazioni di un’iniziativa di tipo terroristico nei confronti dello stato tanto da indurre i carabinieri a trattare? E certo, un uomo di stato probo, onesto e moralmente irreprensibile qual era Lima, saranno stati tutti preoccupati, bisognava trattare.

      "Poi andrebbe ricordato a chi non c’era che l’attentato a Falcone ebbe un impatto enorme sull’opinione pubblica, che oggi e’ difficile valutare guardando i documentari."

      Ah beh, questo è un elemento forte.  Normalmente un attentato contro un giudice (la mafia ne ha ammazzati tanti, e anche col tritolo, caro) non ha mai fatto ne caldo nè freddo. Ma quello a Falcone aveva tripla dose di tritolo, quindi bisognava subito scendere a trattativa, con una mafia con le santabarbare così grasse.
      Comunque io c’ero, caro, e come sempre quando la mafia ammazza un magistrato, mi sono semplicemente domandato su cosa stesse indagando, che è ciò che fa un inquirente sano di mente quando vuole scoprire il movente dell’omicidio di un magistrato. Lo stesso per Borsellino.
      Che si dovesse trattare con la mafia, nel paese civile e nello stato non lo pensava neppure l’ultimo netturbino, figurati i carabinieri di un reparto operativo, il Crimor, gente da trincea.

      "Per le modalita’ eclatanti, era la prima volta che usavano il tritolo,"

      Non è vero, caro. Ti dice niente, ad es., il nome di Chinnici?

      "almeno a questo livello, e perche’ aveva dato una sorta di prova di "onnipotenza" di cosa nostra, la sensazione che potessero raggiungere chiunque."

      Sensazione che cosa nostra ha sempre dato, perchè da sempre uccide gli uomini dello stato che non riesce a piegare in altro modo. Per questo Falcone e Borsellino sono eroi.
      Certo non mette il tritolo sotto le auto di chi archivia le inchieste che per la stessa mafia sono scomode, come Scarpinato e Giammanco. Lì puoi stare tranquillo.

      "Inoltre non va escluso che Mori o qualcuno a lui connesso avesse accesso a ulteriori informazioni sugli attentati che al momento si stavano preparando. "

      Certo, magari sapevano qualcosa anche dell’attentato in preparazione alle Twin Tower. E invece di parlarne coi magistrati e studiare come prevenirli, si sono messi a trattare con Ciancimino per convincere Riina a desistere. Ciò che c’è di bello nelle arrampicate degli anonimi mosconi che girano su questo blog, è la verosimiglianza delle loro ipotesi.

      "Ultimo particolare, Ciancimino dice espressamente che alcune delle note da lui prodotte sono di suo pugno, e le distingue da quelle scritte da suo padre, spiegando che all’epoca stava prendendo appunti per scrivere un libro."

      Non capisco cosa vorrebbe dimostrare questa tua ultima inquietante scoperta.
      Magari spiegati meglio.

       

       
       
       

    • anonimo 13:26 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Complimenti Enrix hai evidenziato in modo splendido tutte le contraddizioni di chi si sforza a far passare tesi che non hanno ne capo ne coda.

      Il problema è questo in Italia si va sempre per etichette. Se simili cantonate vengono prese da Magistratura che ha una sua collocazione ben precisa PER FORZA DI COSA QUELLE TEORIE DEVONO ESSERE VERE. A costo di essere illogici, di portare avanti tesi ridicole, ma tant’è questo accade.

      Processi istituiti che per ora hanno dimostrato solo buchi nell’acqua, tutto ricordiamolo sempre con i soldi degli Italiani, altri processi che vanno avanti, opinione pubblica concentrata SULLE STRONZATE E NON SUI FATTI VERI, a chi giova tutto questo?

      Certamente alla mafia.

      Una sola speranza, voglio credere che tutto ciò accada per incompetenza, giochi politici, guerre tra schieramenti, MA SE CONSAPEVOLMENTE AVVENISSE PER FAVORIRE LA MAFIA beh …… non ci sarebbero parole.

      Gianluca

    • enrix007 15:46 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Gianluca, questa vicenda è esplosa quando il ROS di de Donno presentò in Tribunale a Palermo il fascicolo d’indagine preliminare "Mafia e appalti".
      Lì si aprirono le fazioni. Da un lato Falcone e Borsellino, coi carabinieri che svolserò le attività d’indagine.
      Dall’altro i magistrati che quell’inchiesta hanno archiviato, la loro fazione, Orlando, ed una folta schiera di rappresentanti della stampa.
      La situazione poi si è incrudita quando alcuni PM di Palermo cercarono di scaricare sui carabinieri, e soprattutto sul defunto maresciallo Lombardo,  la responsabilità di una fuga di informazioni verso la mafia su quel dossier, ed il Capitano de Nonno si precipitò senza esitare al Tribunale di Calanissetta per esporre accuse contro la Procura di Palermo in relazione a quei fatti.
      Pochi sanno che alla fine fu accertato che il punto di partenza di quella fuga di notizie, era stata proprio la procura di palermo, e non le stanze della benemerita.
      Ma da quel giorno le ritorsioni da parte di chi evidentemente non dimentica e non perdona, non si fecero attendere, e partì una lunga serie di iniziative contro i carabinieri (c’è anche Canale, non dimentichiamo) che ancora oggi continua nei modi che tutti vediamo.

      Sic et simpliciter.

    • anonimo 02:25 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Non dimentichi Giorgio Riolo?

      Moritz

    • enrix007 02:36 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Si. Giorgio Riolo era un carabiniere, ed il fatto che lavorasse in proprio, anzi in coppia con Ciuro, e che sia stato smascherato in diretta, grazie alla sua stessa abituale moneta, le intercettazioni, proprio dai colleghi del ROS, dimostra semplicemente che quelli del ROS nelle indagini non hanno guardato in faccia nessuno.

    • Sympatros 08:49 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Se rispondesse al vero che Provenzano-Loverde andava a casa di Ciancimino persino quando questi era agli arresti domiciliari, non penso sia azzardato dedurre che una qualche protezione, totale o parziale che sia, da parte, non per forza di tutti i Ros, ma da qualche settore di essi, ci sia stata. Provenzano girava libero, ma non penso senza cautele… se aveva a che fare con gli ipotetici protettori dei Ros.. andava "tranquillo"…. Mettiamo, sempre per ragionamento ipotetico, che la casa di Ciancimino fosse controllata da persone "amiche", in questo caso andava tranquillo. La casa, pero’, era sotto controllo o erano degli arresti domiciliari all’acque di rose?

      Naturalmente il mio ragionamento si posa sull’iniziale "se" e i "se" sono sempre "se" fino quando non diventano certi e spariscono.

    • enrix007 10:43 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros, piedi per terra.
      Non esiste una custodia domiciliare col piantonamento.
      Se necessitasse, sarebbe convertita nel carcere.
      La custodia domiciliare è sottoposta di norma ad un’ispezione quotidiana, normalmente mattutina, da parte di carabinieri della territoriale competente, un evento che dura 5 minuti, il tempo di verificare la presenza del fermato e poi non si ripete per 24 ore. Qualche volta, in casi straordinari, l’ispezione viene duplicata a sorpresa nel pomeriggio o nelle ore serali, ma solo una volta ogni tanto, e per casi eccezionali.
      Ma niente di più.
      Se vuoi conferire con un fermato nel domicilio, non hai che da attendere di vedere, dall’esterno della casa, i carabinieri andarsene dopo l’ispezione e la via è libera, questo è noto.
      Non c’è bisogno di avere la scorta del ROS  a garantirti l’impunità.

      E comunque leggiti i verbali delle deposizioni precedenti di Ciancimino.

      Ancora una volta, lo junior, ha cambiato versione in corso d’opera.

    • enrix007 10:45 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      In ogni caso la tua osservazione non ha alcuna pertinenza con la mia domanda, quella che ho posto a Travaglio.

    • Sympatros 15:54 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Quindi, in altri periodi, le forze dell’ordine arrivano, sempre a detta di Ciancimino giovane, ad affittare un appartamento di fronte all’abitazione dello stesso palazzo in cui abitavano i Ciancimino, per controllare e vedere anche chi entrava e chi usciva.
      E, invece, nel periodo degli arresti domiciliari, il controllo si esauriva in un burocratica visitina al giorno, che non impensieriva Lo Verde-Provenzano  che andava cmq a trovarlo? Mi sembra strano… ma tutto è possibile a questo mondo.

  • Avatar di enrix

    enrix 08:01 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi
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    Travaglio-Segugio: Miniround 

    Travaglio – Segugio: miniround.

    Nella ormai nota DISCUSSIONE SUL BLOG DI VOGLIOSCENDERE, ieri ho commentato il sesto (un vero record) intervento di Marco Travaglio.
    Per la verità, più una precisazione che un intervento vero e proprio.


    # 169    commento di   Marco Travaglioutente certificato  lasciato il 10/1/2010 alle 17:15

    Ah, dimenticavo: prima che altri soggetti impermeabili all’ironia, oltrechè all’evidenza, pensino che ritengo "eroi" i carabinieri che catturarono Riina e subito dopo evitarono accuratamente di perquisirne il covo, lasciandolo incustodito a disposizione della mafia, preciso che il mio "eroica cattura di Riina" era ironica. Con quello che sta emergendo al processo di Palermo a carico di Mori & C., è sempre più probabile che Riina sia stato consegnato al Ros dall’ala provenzaniana di Cosa Nostra tramite Vito Ciancimino.
    mt

    # 583 commento di segugio – lasciato il 15/1/2010 alle 4:20

    Ma dai. Ma sa che non l’avevo capito che era ironico? Infatti mi stavo domandando come si conciliava quel complimento con certi fatti inquietanti che ho letto in giro, come quello che Ultimo avrebbe rimosso da un lampione una telecamera che invece non è mai esistita, o che i mafiosi avrebbero portato via, salvo fare un bel falò di ciò che era rimasto, mobilio e cassaforte che invece non si sono mai mossi da quell’appartamento.

    Se poi "quello che sta emergendo al processo di Palermo a carico di Mori & C." sono le prodigiose dichiarazioni di Ciancimino Jr, allora Mori è senz’altro colpevole e fottuto.
    Spero soltanto che questo vaso di Pandora, dopo averci raccontato delle bischerate dei carabinieri con Provenzano, di ciò che faceva per la mafia Il "Senatore Dell’Utri" quando non era ancora senatore,e soprattutto dei segreti sugli accordi sottobanco fra DC e Mafia alle spalle del povero Moro e dei segreti di Ustica, ci dica anche qualcosa di Pinelli, dell’Italicus e della strage di Bologna. Che aspetterà mai ad illuminarci anche su quello?
    E mi auguro pure che per il solo fatto di aver consegnato due "papelli" dove la scrittura apposta, a dir suo, da suo padre, risulta anche ad occhi non esperti un neppure ben fatto tentativo di imitazione della scrittura di Ciancimino, costui non rischi di passare per un cialtrone, altrimenti Mori potrebbe farla franca un’altra volta.

     
    • anonimo 05:20 on 23 January 2010 Permalink | Rispondi

      Stavo leggendo la vostra discussione e trovandola interessante, ma poi ho visto che un commento di un utente è stato cancellato. Ce ne sono già tanti di forum penosi in cui gli amministratori durante le discussioni cancellano post di chi sostiene (spesso a ragione!) che hanno torto; tra l’altro sono forum che cercano di dare un’immagine di se completamente diversa e si fingono posti aperti ai commenti, come ad esempio l’Olimpo Informatico, il forum di Zeus News. Questo non è un forum, e non credo che si possa ritenere altrettanto sbagliata la cancellazione di commenti, ma posso, umilmente dirvi che secondo me è una cosa comunque scorretta? Non è cancellando le opinioni degli altri che si dimostra di aver ragione, si può semplicemente dire perché sarebbero sbagliate o perché non inerenti…
      Scusate l’intromissione e cordiali saluti.

      Spirolone

    • anonimo 12:48 on 24 January 2010 Permalink | Rispondi

      Secondo me cancellare commenti volutamente fuorvianti e ripetitivi dopo che e’ stata spiegata la loro inconsistenza aiuta a far emergere la verita’ e le domande chiave:
      Travaglio si e’ approfittato per la sua carriera della PALESE manomissione all’intervista o era solo accecato dall’antiberlusconismo e quindi superficiale? Teniamo conto del fatto che continua a dire che la sostanza, nel dvd originale, non cambia….
      cesare

    • enrix007 16:22 on 24 January 2010 Permalink | Rispondi

      Spirolone, grazie dei consigli e del parere, ne farò tesoro.

      Fermo comunque quanto ho già detto: chi scrive volutamente per buttarla in coglionella e depistare dal fuoco, qui non ha spazio.
      Questa è casa mia, e qui comando io.

      Sono invece ben accetti tutti gli argomenti che mi fulminano smentendomi con prove schiaccianti ed illuminanti. Quelli non li cancellerò di sicuro, tranquilli.

    • anonimo 02:04 on 30 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Enrix,
      vado OT ma spero che perdonerai l’ardire :)
      Siccome sei informato molto più di me e di tanti altri, avrei una domanda che mi frulla da tempo nella testa e spero tu sappia rispondermi.

      Se ben ricordo (caso Cuffaro/Aiello) il ‘vasa vasa’ seppe da Roma che Aiello e Ciuro erano intercettati.
      Presumo che i magistrati, sia in primo grado che in appello, abbiano chiesto a Cuffaro chi fossero i (o il) contatti romani che lo informarono.

      Glelo hanno chiesto? (presumo di sì)
      Ha risposto? (temo di no)
      Ma come non ha risposto?

      Saluti

      Renzo C

    • enrix007 09:35 on 30 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Renzo C.

      A quanto mi risulta Cuffaro ha sempre negato di avere informato i mafiosi di alcunchè, come se gli incontri segreti nei retrobottega con Aiello, organizzati per telefono ed intercettati, fossero stati mirati a parlare del clima e dei cannoli. Poi però sono stae sequestrate carte che dimostravano i suoi rapporti di natura affaristica con Aiello, e questo naturalmente è stato determinante per la sua condanna.

      Tu hai letto l’articolo "Doppio gioco" sull’altro mio blog?
      E’ determinante per capire.

      La presenza di un misterioso informatore sconosciuto di Cuffaro, sulle indagini del ROS nei confronti di Guttadauro e Aiello, emerge nel processo ed è anche stata ricordata di recente da Travaglio ed altri, sui giornali.

      Per quella che però è la conoscenza ufficiale dei fatti, quest’inchiesta era supersegreta, e conosciuta solo dal ROS e dai PM che l’avevano autorizzata (un paio di magistrati, non Ingroia comunque).

      Quindi la notizia, sino almeno ad un certo punto dell’indagine, può essere uscita solo da uno dei carabinieri del reparto, o da un magistrato.

      Poi, quando la posizione di Ciuro fu chiara ed inequivocabile, pare che i PM decisero di avvisare anche Ingroia, affinchè egli fosse a conoscenza della funzione criminale del suo stretto collaboratore e diffidasse dal fornirgli notizie delicate. Da quel momento in poi, c’era solo un PM in più, a conoscenza dell’inchiesta di cui Cuffaro venne informato "a Roma".

    • anonimo 15:41 on 30 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Enrix,
      è troppo chiedere anche un link al vecchio blog? spero di no, così leggo e approfondisco.

      Solo uno con la tua pazienza può mettersi a confrontare date di fatti e di intercettazioni, cosa che sarebbe necessaria (a meno che sia già stata fatta nel vecchio blog), perchè il mio personale parere è che nè Travaglio nè Ingroia siano collusi, ci mancherebbe, ma scrivere di Ciuro "talpina" è come ammettere "abbiamo fatto una figura dimmerda, e mo come ne usciamo?"
      Non era semplice da evitare, Ciuro al tempo era immacolato e stimato per quanto ne so io, ma la figura dimmerda resta, e ammetterla sarebbe la miglior cosa.
      Ma si sa, Travaglio è allergico ad ammettere i propri errori, non ce la fa proprio.
      Nel blog Voglioscendere gli ho posto un ultimatum, perchè io invece mi sono rotto un po’ i coglioni di prendermi insulti da lui in primis e dai travaglini ottenebrati poi.
      Ci sono gli estremi per andare oltre (non chiedermi quali, pls) e se a ciò aggiungo che il progetto di web tv l’ho proposto prima di tutti a loro, ma che fino ad oggi non si è concretizzato nulla (strano no? e dire che è gratis!) mi sento anche un po’ preso per il K.

      Saluti

      Renzo C

    • anonimo 01:48 on 31 January 2010 Permalink | Rispondi

      Vedi Renzo anche io voglio sperare non siano collusi, e mi piacerebbe sapere come sia possibile che si facciano determinati errori.

      La cosa che mi irrita maggiormente e che se  Travaglio dovesse scrivere di se stesso,  utilizzando il metro che lui usa per attaccare alcuni personaggi politici, NE VEDREMO DELLE BELLE.

      Spesso ha attaccato dei politici  per incontri con  personaggi inquisiti SUCCESSIVAMENTE agli incontri avuti. La stessa identica cosa che si potrebbe dire di lui e Ingroia nel caso Ciuro.

      Una persona sana di mente, mai gli verrebbe in mente di accusare Travaglio o Ingroia per aver frequentato persona di cui non si era a conoscenza fosse un malfattore, poi tutto può essere ma la logica dice questo.

      Perchè invece lo stesso deve scrivere libri, pagine di giornale ecc. ecc. quando parla di molti personaggi del PDL che è assolutamente accertato che quando gli stessi frequentavano dei presunti malfattori al tempo della frequntazioni gli stessi ERANO ANCORA ILLIBATI?

      Gianluca

    • anonimo 22:12 on 1 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Gianluca, di persone come Ciuro Travaglio ci vive, nel senso che è certo (IMHO) che abbia contatti in parecchie procure d’ Italia.
      Non è pensabile che corra fra tutte a recuperare materiale, è molto più ragionevole, direi ovvio, che abbia conoscenze che gli forniscono indicazioni e anticipazioni su cosa bolle nella procura.
      Ciuro infatti era una sorta di addetto stampa, da quanto ho letto, e quindi è ovvio che Travaglio ci tenesse ad avere buoni rapporti.
      Per Ingroia era un collaboratore, ma chiunque, per soldi, ricatto o altro, può tradire la fiducia, non puoi essere mai certo di nessuno.
      Travaglio conosceva Ciuro almeno dal 2002, visto che gli consigliò un residence per le ferie, e nonostante gli sia costato il doppio del preventivato, Travaglio non ha mandato aff…. Ciuro, perchè uno informato sulle indagini e i procedimenti in corso a Palermo fa assai comodo ad un cronista giudiziario.
      Su tuto ciò credo ci sia poco da eccepire, passo quindi a personali ipotesi, forse fantasiose, forse no.

      Ciuro è stato stralciato dal processo perchè ha scelto il rito abbreviato, e mi senbra che sia stata una mossa astuta.
      A parte gli sconti previsti, è totalmente improbabile che ciò gli abbia consentito di chiudere rapidamente il suo caso?
      Tornando a ciò che faceva Ciuro e all’ indagine in cui è rimasto invischiato perchè colpevole, è fuori da ogni logica pensare che ciò che faceva per Aiello lo facesse anche per altri?
      Ovvero, visto che aveva oltrepassato la barricata, perchè limitarsi ad informare chi non doveva su un solo procedimento, visto che aveva accesso a tutti i magistrati (era una sorta di addetto stampa, quindi era giustificato a chiedere) e quindi fare la talpa a tempo pieno?
      In fondo, visto il sistema usato, bastavano una o due schedine intestate ad ignari per evitare l’ intercettazione.

      Come ho scritto sono solo ipotesi personali, però il ricorso al rito abbreviato mi ha insospettito molto.

      Per quanto riguarda Travaglio invece sono d’accordo con te, ed infatti mi fa incazzare molto il suo comportamento, la disonestà intellettuale e l’ idiosincrasia a scrivere "scusate, ho sbagliato".
      Deve rimanere il paladino senza macchia e senza peccato, il personaggio Travaglio si basa su questo assunto popolare, ed è costruito appositamente su ciò, quindi deve difenderlo a costo di andare contro  ogni logica, mentre invece è un cazzone come tanti altri suoi colleghi, forse migliore della media ma non certo un eroe.

      Saluti

      Renzo C

    • enrix007 01:40 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Un addetto stampa? Guarda che Ciuro era un finanziere della DIA, cui tra l’altro fu assegnata la scorta da quando avviò le sue attività peritali per conto della procura sui documenti ed i movimenti finanziari delle società di Berluconi, proprio nel periodo in cui frequentava Travaglio vacanze comprese.
      Non è proprio la tipica figura dell’addetto stampa, e neppure atipica.
      Era figura istituzionalmente vincolata al riserbo.

    • anonimo 02:28 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, non ricordo dove l’ ho letto, ma mi sembra di ricordare che anche nella docufiction ne accennassero.
      Che fosse un graduato della finanza e nella DIA si sa, ma era il "lavoro" di portavoce che mi ha incuriosito molto, perchè lo metteva a contatto con tutti o quasi i magistrati.
      Si vede anche quando chiede informazioni ad un altro magistrato su una altra inchiesta, portata avanti da un gruppo di polizia segreto, che lo impensieriva.
      Quindi erano in parecchi a fidarsi di lui e a riferirgli delle loro indagini.
      Insomma, ci sta che al tempo non si potesse dubitare di Ciuro, così come ci starebbero anche oggi un paio di righe di scuse.

      Vedrai che Travaglio ti risponde di sicuro su Ciancimino :D
      Se ti risponde mi mangio un uovo crudo intero col guscio!

      Saluti

      Renzo C

    • enrix007 02:41 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Occhio che se legge i commenti qui, solo per il piacere di farti ingollare un uovo col guscio, magari mi risponde, anche solo per mandarmi a quel paese. :-)

    • anonimo 03:58 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      Palle o inesattezze?

      Dal "Fatto Quotidiano" in Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2009, Firmato Marco Travaglio

      I due reporter (…) si concentrano sui rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri e Cosa Nostra. Intervistando, fra gli altri, Borsellino.
      Il tema interessa molto la pay-tv francese, anche perché il Cavaliere imperversa in Francia con La Cinq e si affaccia sul mercato della tv criptata, in concorrenza con Canal Plus. Poi però il suo sponsor Mitterrand perde le elezioni e il nuovo presidente Chirac mette i bastoni fra le ruote a La Cinq, che di lì a poco fallisce. Canal Plus perde ogni interesse sulla figura di Berlusconi: il reportage non andrà in onda. Ma i tre quarti d’ora di chiacchierata con Borsellino tornano d’attualità quando, nel gennaio ’94, Berlusconi entra in politica."

      Lista che dimostra le inesattezze o palle scritte da Travaglio.

      Quando Moscardo e Calvi intervistano Borsellino, maggio 1992, La Cinq è già fallita, l’ultima trasmissione è del 12 aprile 1992.
      "La Cinq" perde la concessione per trasmettere nel febbraio del 1987. Quando Chirac è eletto, sì, ma Primo Ministro, il Presidente continua ad essere Mitterand,
      Nel 1987 riprendono la concessione Berlusconi e Hersant (Berlusconi pesa il 25%). Battono Lagardère, Mitterand è ancora Presidente (non è vero che Chirac l’ha battuto, lo batterà solo nel 1995)
      Nel 1990 il Gruppo Hachette di Lagardère riprende "La Cinq" che è piena di debiti, 1miliardo nel 1991
      Nel 1991 Berlusconi propone un piano per salvare "La Cinq", ma si ritira. Il Presidente è sempre Mitterand, primo ministro Chirac
      12 aprile 1992, "La Cinq" smette di trasmettere, il presidente francese è ancora Mitterand che lo resterà fino al 1995. Non è vero dunque che "Poi però il suo sponsor Mitterrand perde le elezioni e il nuovo presidente Chirac mette i bastoni fra le ruote a La Cinq, che di lì a poco fallisce. ". "La Cinq" fallisce nel 1992 e Mitterand perde le elezioni nel 1995.

      Arturo Zulawski   

    • anonimo 14:05 on 2 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ehh no Enrix!
      Io intendo risposta nel merito.
      Se ti desse del decerebrato o imbecille (e ne sarei geloso :D ) quella non la considererò risposta, è ovvio.
      A offendere se la cava bene, a rispondere su argomenti dove non ha scampo, meno bene, anzi, non risponde.
      Ahh ci aggiungo anche l’ "armonico magmatico" e stronzate similari alle NON risposte.

      Escluso ciò, l’uovo intero guscio incluso lo mangio con mucho gusto, ma resto digiuno di sicuro, scommettiamo? ;)

      Tu forse ti sei perso il caso con la Borromeo, ma ha scritto una tale BESTIALITA’ matematico statistica da fare rizzare i capelli, e l’ ha spacciata pure per "caparbietà" della Borromeo, un colosso di insipienza.
      Lì mi son preso dell’ imbecille :)
      Per il caso Vulpio non ricordo cosa mi scrisse, ma forse non esagerò troppo quella volta, anche perchè gli rivoltai il suo blog contro :D
      A insulti da Travaglio sono nettamente in testa :p

      Saluti

      Renzo C

    • anonimo 14:14 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      Questa è semplicemente una inesattezza, non sembra una "palla" raccontata coscientemente.

      Potrebbe essere un indizio della superficialità di MT e sarebbe interessante spulciare i suoi interventi al fine di verificare la presenza di eventuali inesattezze in affermazioni minori (che in quelle maggiori ci pensa il nostro "segugio").

      E’ necessario però osservare che mediamente i giornalisti
      1) scrivono un sacco di bufale,
      2) che raramente verificano le fonti,
      3) che quando lo fanno, tendono a dar credito alle fonti che confermano la loro ipotesi e, contemporaneamente, ad ignorare o minimizzare le fonti contrarie

      In sintesi, i giornalisti non sono scienziati e nemmeno usano il metodo scientifico. Travaglio ha la fama, tra i suoi fan e non solo, di essere sempre molto ben informato. L’impressione che dà quando parla o racconta è  proprio questa, credo dovuta  alla sua dialettica ed al suo stile.
      Ma l’abito non fa il monaco.
      Anton

    • anonimo 16:16 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      Per la precisione

      # 145    commento di   Renzo C
      p.s. manuelino vigliacchetto con eroe, Antonio, Angelina travaglina dove siete? avete letto che adesso Mori e Ultimo sono EROI? cosa ci raccontate oggi?

      # 199    commento di   Renzo C
      Ma guarda un po’ che combinazione, furono i sodali a Provenzano a ‘consegnarlo’ ai ROS, una novità sconvolgente.
      Vuole che riprenda cosa ha scritto lei? Ma no, direbbero che son qui per farle le pulci, invece ho tante di quelle volte scritto che la stimo che ho perso il conto.
      Certo è che mentre lei e Bolzoni scrivevate fantasie, Ultimo non perquisiva il covo: però Ultimo rischia pallottole dalla mafia, lei querele da Previti.
      Ultimo esce pulito dal processo, lei meno.
      E Ultimo/Mori avevano l’avvallo di Caselli per non perquisire, sarà colluso anche Caselli? :D
      Come mi piace ricordarle questi FATTI.

      E visto che ci siamo, potremmo ricordare agli astanti che io invece mi sono dato da fare non poco perchè possiate avere un canale televisivo vostro e GRATIS!
      Magari capirebbero che non sono contro di lei, uhmmm… pericolosa la faccenda? Che gli diciamo ai fans? Beh qualcosa ci inventeremo, tanto quelli si bevono tutto :D

      In questi giorni sapevo benissimo che evitava di rispondermi, perchè come negli altri casi citati so di aver ragione, ed è tutto nero su bianco, o video su nastro, o flash su youtube… insomma c’è TUTTO per TUTTI per SEMPRE (lampione e cassaforte inclusi, ovviamente).
      Infatti, come in questo thread, più d’uno scrive che lei risponde a segugio/enrix/Enrico: non ci cascai nemmeno ‘stavolta :D
      _____________________________

      Della serie: trappolone riuscito, Travaglio il tonnetto nella rete ;)
      Chiaro adesso lo scopo del mio p.s.?
      Per il resto, tutto tuo Travaglio, fagli pure le pulci as usual, ricordati almeno di essere sintetico, l’ abbiocco incombe :D

      Saluti

      Renzo C

    • enrix007 19:58 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      Se vuoi dorinnanzi ti passo la bozza dei mei pezzi e tu che sei sintetico me li sintetizzi. Ti potrei pagare in barbera (vero, non sintetico).

    • anonimo 20:35 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      Il mio è solo un suggerimento, prendilo come vuoi, di certo non è piaggeria la mia se dico che leggo ciò che scrivi ed è interessante.
      Fai come credi sia meglio, non ho titoli per essere portatore di verità assolute.
      Non sono un bevitore, preferisco altro, grazie :)

      Saluti

      Renzo C

    • anonimo 13:33 on 17 January 2010 Permalink | Rispondi

      X Sergio C. ed Enrix

      A proposito sempre dell’intervista integrale pubblicata da Travaglio, vediamo che naturalmente è entrata nel dibattimento  del processo d’appello di Dell’Utri, ma vediamo con meraviglia che nemmeno la difesa Dell’Utri si sofferma molto sulle difformità e i buchi, cerca invece di stringere sui documenti passati da Borsellino ai due giornalisti, rintracciando in essi un appiglio per dichiarare improcedibile l’attuale procedimento, ma la corte ha smontato il tutto dicendo che quei documenti la difesa Dell’Utri li aveva già potuti visionare nel primo appello.

      Domanda: se nemmeno la difesa Dell’Utri ha dato questo grande rilievo ai buchi, ai tagli su cui noi abbiamo tanto parlato, pensate ancora che avessero tutta questa importanza?

      Sympatros

    • anonimo 14:36 on 17 January 2010 Permalink | Rispondi

      E ancora, Enrix, gli avvocati di Dell’Utri senz’altro avranno seguito il dibattito sulla integrezza e sui tagli del DVD nel sito di Travaglio ed io do per scontato che qualche capatina se la siano fatte anche qui nel tuo blog. Il fatto che non abbiano approfittato dei suggerimenti ricavabili dal dibattito e dal tuo blog, non ti lascia pensare?

      Sympatros

    • anonimo 15:21 on 17 January 2010 Permalink | Rispondi

      Come al solito Sympatros non hai colto la ragione per la quale è stata respinta la richiesta della difesa che riguardava GUARNOTTA. E’ stato risposto che se anche  vera questa affermazione di borsellino riguardo Guarnotta che aveva indagini in corso su Dell’Utri, la difesa doveva chiedere l’incompatibilità prima.

      Gianluca

      P.S. Sul resto (quello che scrivi te riguardo l’intervista) neanche si sono soffermati visto che questa ipotesi poteva automaticante far ANNULLARE IL PROCESSO, per un grave vizio e naturalmente hanno giocato questa carta.

    • anonimo 20:57 on 17 January 2010 Permalink | Rispondi

       Inesattezze o palle?

      La spiegazione di Travaglio sulle ragioni del rifiuto attraverso il contesto che riporta non sta in piedi. Perché gli argomenti che porta sono falsi. La Cinq non perse lo sponsor Mitterand perché quando la Cinq fallì Mitterand ancora era presidente. Il nuovo presidente Chirac non mise il bastone alle ruote di La Cinq che di lì a poco fallì perché Chirac fu eletto nuovo presidente quando La Cinq già era fallita. 
      La frase di Travaglio, piena di inesattezze, si trasforma in un’affermazione errata, argomentata con un contesto errato. Ed è dunque una balla. 

    • anonimo 12:50 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Inesattezze o palle…. può darsi tutte e due

      Vedo che si fa accademia. Il contesto è importante e va preso in considerazione solo nel caso sia determinante alla sostanza del testo. Il testo è il DVD dell’intervista; il contesto, gli interessi francesi, le problematiche politiche, Mitterand Chirac eccetera, non sono determinanti per stabilire la veridicità, l’integrezza, la bontà dell’intervista. Nell’intervista c’è la voce di Borsellino, c’è l’immagine seria, cauta e nello stesso tempo coraggiosa del povero giudice vigliaccamente ucciso dalla mafia.
      Travaglio non era tenuto a sapere tutti i particolari che alla larga giravano intorno all’intervista. Sapeva e l’ha detto che c’erano degli interessi francesi che non volevano Berlusconi nel mondo televisivo francese. Sui particolari ha potuto pure dire delle inesattezze o delle balle, chiamatele come volete. Quando si compra un prodotto, si guarda alla sostanza del prodotto, non agli ammendicoli ininfluenti.

      E ripeto, se gli avvocati di Dell’utri avessero riscontrato buchi tagli dissolvenze misteriose, le avrebbero utilizzate, tentando di azzerare il tutto. Invece del DVD hanno focalizzato, diciamo pure in maniera ridicola, il fatto delle carte, dei documenti, cercando in essi un appiglio….. naufragato.
      L’intervista è lì integra!

      Sympatros

    • anonimo 13:37 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Dio ma che pazienza che hai!
      complimenti, io proprio non reggerei così a lungo

      gabibbo

    • enrix007 21:08 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros:

      1) Il "girato" venduto dal Fatto, non è integro, poichè: 

      a) mancano delle domande e delle risposte che sono state pubblicate dall’Espresso.
      b) non c’è neppure un secondo della parte di intervista ripresa dal corridoio, ed utilizzata per due volte con due domande nella versione trasmessa dalla RAI. Una di queste due domande, nel DVD del fatto, non c’è.
      E’ quindi un fatto acclarato che non sia integra, e senza magari scomodare l’empirismo di Galilei.

      2) Travaglio ha indicato in un passaggio di poteri in francia, il carburante che ha mosso l’intervista. Quel passaggio non c’era ancora stato, e quindi Travaglio ha sbarellato del tutto, tanto per cambiare. ma noi gli diamo la possibilità di fornire un’altra indicazione, diciamo una di risrva, se lo vuole. Siamo buoni.

      3) " la voce…l’immagine seria, cauta e nello stesso tempo coraggiosa del povero giudice vigliaccamente ucciso dalla mafia"  sono state bellamente e strumentalmente usate, in una versione di post-montaggio di questo video,  per fargli formulare risposte tronche e quindi di diverso significato a fronte di domande mai poste, e per fargli dire cose che lui ha detto in contesti diversi e quindi con significati diversi. Per questo io scrivo su questo argomento. Un piccolo modesto modo di porre riparo alla mancanza di rispetto verso quell’uomo, che questo ha comportato.

    • anonimo 21:27 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, però non mi hai detto niente sul fatto che gli avvocati di Dell’Utri  non abbiano saputo approfittare di queste tue notazioni e dei suggerimenti ricavabili dal dibattito sul sito di Travaglio e, pur volendo fare rientrare il DVD di Travaglio nel processo Dell’Utri, si sono soltanto malamente aggrappati ai documenti passati di mano da Borsellino ai due francesi. Che dici in proposito?

      Sympatros

    • enrix007 21:38 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ops, è vero. Non ti ho detto niente. Scusami.

    • anonimo 22:26 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Riporto qui, qualcosa che ho detto di là a Zulawski

      Zulawski, che tu possa coltivare delle curiosità ed esprimere interrogativi e dubbi, è qualcosa, come ho già detto, del tutto lecita. Secondo me, questi interrogativi fanno parte dell’intorno del contorno, la sostanza che esce fuori dall’intervista è che Mangano è un mafioso, punto di riferimento importante della mafia nel nord Italia e quindi anche a Milano. A Milano sappiamo con certezza che viveva nella stessa casa di Berlusconi…. ergo… ergo niente non dico niente e non si può dire niente, anche Borsellino è molto cauto, ma, nonostante la sua cautela, dal tono complessivo dell’intervista, sembra autorizzare qualche dubbio sulle figure di Dell’Utri senz’altro… e in qualche modo anche su Berlusconi. Questo è l’arrosto dell’intervista.. il resto è fumo che ci può incuriosire, ma sempre fumo rimane.
      Comunque sarà la magistratura a decidere e stabilire come stanno le cose. Le nostre sono chiacchiere.
      E ricordati che se i francesismi, i tagli, le dissolvenze, il nero fossero state cose importanti a cui appigliarsi, gli avvocati di Dell’Utri l’avrebbero fatto. Hanno cercato malamente di acchiapparsi ai documenti passati da Borsellino ai due francesi, ma niente di più…. e sembra proprio che il secondo processo Dell’Utri vada a sentenza, salvo sorprese. Vediamo cosa decideranno…. qui la curiosità è altrettanto lecita, però non riguarda l’intorno del contorno.

      Sympatros

    • grilloz 23:59 on 18 January 2010 Permalink | Rispondi

      Se ho ben capito la difesa di dell’Utri sostiene che dall’intervista si evince che a carico del senatore, era stata svolta un’indagine condotta dall’allora giudice istruttore Leonardo Guarnotta, poi presidente del tribunale che ha condannato Dell’Utri in primo grado.
      Cosa che se ho ben capito poteva portare ad un’istanza di improcedibilit, respinta però dalla corte perchè nell’intervista a Borsellino ci sono solo cenni generici di una conoscenza peraltro indiretta di un’inchiesta a carico del politico, mai realmente dimostrata.

      quindi la domanda che sorge spontanea è, ma il procedimento a carico di dell’Utri sostenuto da Gurnotta esiste o no? e perchè nessuno ha mai intervistato Guarnotta in proposito?

    • grilloz 00:01 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

    • anonimo 01:31 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      Per Grilloz

      Il punto è quello che lei ha sollevato. La corte ha riggettato senza entrare nel merito (quindi controllando se Guarnotta aveva indagato o no) spiegando che visto che era possibile da parte della difesa PROCEDERE ad un controllo precedentemente, ATTULAMENTE NON E’ PIU’ GIUSTIFICABILE TALE RICHIESTA visto il tanto tempo fatto passare.

      In pratica se l’imbeccata data da Borsellino su Guarnotta (una volta scoperta l’intervista originale) fosse vera e quindi IL PROCESSO SAREBBE NULLO, la difesa di dell’Utri non potrebbe più fare tale richieste PER IL TROPPO TEMPO LASCIATO PASSARE. Diciamo che:;

      1- Di fatto il processo non si sarebbe potuto fare con Guarnotta ma il troppo tempo fatto passare non PUò ora far chiedere alla difesa QUANTO SPETTA. E’ come se vieno chiesto all’arbitro un calcio di rigore negli spogliatoi alla fine del primo tempo, ed una delle parti in causa ammettesse di aver fatto il fallo di rigore. ORAMAI NON E’ PIU’ POSSIBILE DECRETARE IL CALCIO DI RIGORE.

      Questo è quello che ho capito io e spero di non aver scritto cazzate.

      Gianluca

    • anonimo 07:55 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      Guarda, Enrix, sul discorso tecnico io non me ne intendo, ho letto quello che tu, renzo c. e zulawski avete scritto… ora io non me ne intendo, ma tu pensi che una difesa di un personaggio importante come Dell’Utri, coi mezzi che ha, non avrebbe prima di tutto curiosato e dato ascolto a ciò che dicevate e poi ci avrebbero lavorato in proprio e l’avrebbero utilizzato nel processo.. senza far la figura barbina dei documenti. Non ti sembra logico? Avevano la possibilità, come minimo di mettere il bastone fra e ruote al processo, e la perdevano così stupidamente? Non mi sembra credibile.

      Sympatros

    • anonimo 07:56 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, quello che tu pensi di aver scoperto, se fosse vero, è cosa sostanziale e contribuirebbe a modificare molto e tanto e non poteva non interessare alla difesa Dell’Utri. Tu dici delle cose mica da poco, dici che qualcuno ha manipolato, forse pure post mortem di Borsellino, correggimi se ricordo male, ha manipolato e col taglio e cuci abbia fatto in modo di caricare di luce sinistra l’immagine di Dell’Utri e e questo non sarebbe materiale altamente appetibile per un difesa di Dell’Utri che cerca appigli di tutti i tipi? Ma questo per loro sarebbe stato un terno al lotto. E non ne avrebbero approfittato? Ma scherziamo. Forse non hanno visto il sito di Travaglio e il tuo….. ma allora sono dei fessi… ed io non ci credo!

      Sympatros

    • enrix007 09:23 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros, come al solito le tue arringhe sono completamente vuote di senso logico, e sono solo fuorvianti.

      Se io dico che al posto di una domanda ne è stata appiccicata un’altra che nel girato originale non c’è, che la risposta è stata tagliata di una parte fondamentale, che il risultato di tutto questo è che secondo Borsellino Berlusconi frequentava Mangano per riciclare il denaro della mafia, e che invece Borsellino ha detto un’altra cosa, ti sto parlando di fatti veri che puoi constatare con i tuoi occhi, senza bisogno di chiamare in causa quelli degli avvocati di dell’Utri. Tu ce li hai gli occhi, Sympatros, davanti al cervello?
      Bene, allora usali. Questi fatti veri li puoi constatare con i tuoi occhi, e riconstatare ogni volta che lo vorrai rivedendo le immagini. E senza bisogno di chiedere il parere degli avvocati di dell’Utri. La scena "A" è la scena "A", e non diventa "B" perchè gli avvocati di Dell’Utri non l’hanno contestata.
      Io sono io, tu sei tu, e gli avvocati di Dell’Utri sono gli avvocati di dell’Utri.

    • anonimo 11:07 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      @Sympatros
      Nell’intervista di Luttazzi a Travaglio del marzo 2001, quest’ultimo fa intendere a TUTTI I TELESPETTATORI che Borsellino parli di due cavalli da portare in albergo nella telefonata tra Mangano e Dell’utri, quando invece nella telefonata vera si parla di un cavallo (vero) e la sentenza su Dell’Utri fa riferimento a quella telefonata, che e’ stata intercettata il 14 febbraio dell’80 dalla Criminalpol.
      Il problema VERO e’ l’utilizzo dell’intervista contraffatta per INGANNARE dal 2001 i telespettatori, non gli inquirenti!
      cesare

    • anonimo 14:09 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      Niente di fuorviante. Enrix, io non dico che non si vedano le diversità fra le varie pubblicazioni, dico soltanto che non hanno l’importanza e la valenza che tu gli dai; e, come me, sembra che l’abbia pensato pure la difesa di Dell’Utri, che, detto tra parentesi, presumo disponga  di bravi tecnici, che hanno senz’altro setacciato e vivsezionato sia Rai News, sia l’Espresso che il DVD di Travaglio.

      Concludendo, io resto della mia idea, certo è un’opinione non una verità, non posso quindi escludere il resto con certezza matematica….. viviamo nel regno del possibile.

      Sympatros

    • anonimo 20:25 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      La tua idea e’ che la cosa ha poca rilevanza? Ok Symp rispettabilissima.

      Ora parliamo di fatti:

      1- Travaglio ha mentito (consapevolmente o incosapevolmente) da Luttazzi e nelle due edizione dell’odore dei soldi sul fatto telefonata Mangano/Dell’Utri che mai è esistita.

      2- I fatti HANNO ASSOLUTAMENTE PROVATO che Travaglio fa una cattiva ricostruzione del contesto Francese relativamente alla famosa cassetta dell’intervista di Borsellino

      Per te sono quisquiglie per me no. Reputo grave che il giornalista d’inchiesta più accreditato dall’opinione pubblica Italiana,  faccia certi svarioni, trovo gravissimo che su un tema scottante come la MAFIA, l’opinione pubblica per decenni abbia fatto passare UN FATTO FALSO, la telefonata tra Mangano e Dell’Utri. Per te quisquiglie per me ed altri no.

      Spero come io rispetto i tuoi giudizi finali tu possa rispettare i ns, ma ricordati che i giudizi possono cambiare MA I FATTI RESTANO IMMUTATI E SONO QUELLIO SCRITTI DA ENRIX.

      Gianluca

    • anonimo 10:20 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

       Già, gli inquirenti erano già stati ingannati e chi riportava notizie dal processo, a riguardo di quella telefonata a proposito di cavalli da recapitare in un albergo, riportava una manomissione, un’alterazione, che però si era trovata lì. Nel processo e scritta nella sentenza del 2004. Possiamo ancora leggere. Nero su bianco. Un giornalista che  pratica la deontologia giornalistica e non altro, dovrebbe oggi, affermare che quanto sta scritto in quella sentenza del 2004 a riguardo di cavalli da recapitare in albergo è un falso. Non era una telefonata tra Dell’Utri e Mangano, ma tra Mangano e Inzerillo. E si vergogni per sempre chi in quel processo a giurato che l’intervista montata era vera sapendo che in realtà era falsa. 

      "

    • anonimo 12:06 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      #24

      1- Travaglio ha mentito (consapevolmente o incosapevolmente) da Luttazzi e nelle due edizione dell’odore dei soldi sul fatto telefonata Mangano/Dell’Utri che mai è esistita.

      Falso!

      http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1865218.html

    • anonimo 12:55 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      @25
      Già, gli inquirenti erano già stati ingannati e chi riportava notizie dal processo, a riguardo di quella telefonata a proposito di cavalli da recapitare in un albergo, riportava una manomissione, un’alterazione, che però si era trovata lì. Nel processo e scritta nella sentenza del 2004

      ma dove?

      leggi la sentenza e vedi che c’è scritto che la telefonata è con uno degli Inzerillo

      e c’è anche la spiegazione della telefonata tra dell’Utri e Mangano sul cavallo "Epoca" del 1980

      e vediamo di non sparare c….e please

    • anonimo 13:38 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      Per commento 24

      Non facciamo il gioco delle tre carte, si parla dell’affermazione di Borsellino che NON E’ MAI ESISTITA NELL’INTERVISTA  CHE DA GIORNI VEDE CONFRONTARCI, e da cui Travaglio trae le sue conclusioni. Borsellino mai ha citata nella sua intervista e Calvi della telefonata Mangano/Dell’Utri ed anzi parla di telefonata Mangano/Inzerillo e nel processo testimonia questo, avvalorando quanto dalla sua intervista (montata e manipolata e trasmessa da RAINEWS24) si sente, PECCATO CHE E’ UN FALSO, e da questo falso TRAVAGLIO COSTRUISCE IL SUO PRIMO SUCCESSO.

      L’intervista linkata è una conversazione realmente avvenuta dove si aprlava realmente di un cavallo. Non capisco perchè tirare fuori altri argomenti e buttarla in caciara. In quest post Guzzanti spiega bene qull’altra chiacchierata telefonica CHE NULLA C’ENTRA CON QUELLO DI CUI CI DILETTAVAMO A PARLARE:

      http://www.paologuzzanti.it/?p=674

    • anonimo 15:42 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      PER COMMENTO 25

      Questa è la sentenza:

      http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf

      Pagina 431  FALSO
      Non è vero che è l’ultima intervista a Borsellino prima della morte. http://summonte.splinder.com/tag/riina

      Anche nel post precedente da me scritto ho linkato quanto sostiene Guzzanti riguardo l’intervista a Borsellino e spiega bene anche questo fatto del link sopra dove si precisa CHE QUELLA NON E’ L’ULTIMA INTERVISTA (parlo di quella di Calvi).

      SEMPRE A PAGINA 431 SI LEGGE
      "In questa intervista (v. doc. 63 del faldone 6), la cui trascrizione è stata
      affidata ad un perito, il magistrato si soffermava sulla “personalità” di
      Vittorio Mangano, uomo d’onore della famiglia di Pippo Calò, e faceva
      espresso riferimento alle conversazioni telefoniche, intercettate dagli
      inquirenti, nelle quali il Mangano parlava di “cavalli"

      Caro Utente Anonimo visto che si sta parlando di "SENTENZA DELL’UTRI" i giudici è chiaro che con questo inciso pur non facendo il nome di Dell’Utri intendono quello, visto che questa non e’ la sentenza MANGANO. Andiamo avanti:

      Sempre quanto riportato dalla cassetta originale depositata presso il tribunale E’ VERO QUELLO CHE SOSTIENE LEI UTENTE ANONIMO, la trascrizione è precisa e si riporta la risposta ORIGINALE DI BORSELLINO, che la telefonata incorreva tra Inzerillo e Mangano E NON DELL’UTRI. E’ vera anche l’affermazione fatta da lei riguardo il cavallo Epoca di cui nella sentenza si fa menzione. A partire da pagina 496 si può leggere cosa specifica Mangano e come in precedenza un giudice archiviò le accuse ritenendo le accuse prive di fondamento e le spiegazioni di Dell’Utri soddisfacenti.

      Ritornando all’intervista citata nel processo la cosa grave è il senso che si vuol dare all’intervista riportando nell’udienza solo le domande che potevano far sembrare Dell’Utri colluso a Mangano (da pag. 431 a 436) non riportando tutte le affermazioni CHIARE dove Borsellino spiegava di non poter dire nulla contro Dell’Utri.

      Agganciandomi a questi due fatti che ricostruisce IN MODO CORRETTO signor UTENTE ANONIMO, non capisco come possa affermare NEL COMMENTO 24 che è falso quanto da me sostenuto da Travaglio RIGUARDO AVER FATTO PASSARE DELLE CAZZATE riguardo la telefonata.

      Se ha rivisto lo spezzone della puntata di Satyricon che ho postato per risponderle, molto ben fatto da Enrix, Travaglio fa una cosa sofisticatissima E VERAMENTE GRAVE. Riprende una telefonata tra gli Inzerillo e Mangano dove nel processo si è STABILITO CHE PER CAVALLI SI INTENDE DROGA, e poi modella questa COSA CERTA per appiopparla alla telefonata tra Mangano e Dell’Utri dove si parlava del cavallo Epoca, si dimentica di specificare che i giudici avevano stablito la connessione cavalli/droga  riguardo la telefonata INZERILLO/MANGANO, a lei sta ben così visto che lo difende, mentendo anche lei, personalmente lo ritengo un bruttissimo modo di fare giornalismo.

      FINISSIMA CONTROINFORMAZIONE. Voglio sperare solamente che lo fa in buona fede (anche se i dubbi sono titanici).

      Gianluca

    • anonimo 17:34 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      @gianluca
      SEMPRE A PAGINA 431 SI LEGGE
      "In questa intervista (v. doc. 63 del faldone 6), la cui trascrizione è stata
      affidata ad un perito, il magistrato si soffermava sulla “personalità” di
      Vittorio Mangano, uomo d’onore della famiglia di Pippo Calò, e faceva
      espresso riferimento alle conversazioni telefoniche, intercettate dagli
      inquirenti, nelle quali il Mangano parlava di “cavalli"

      Caro Utente Anonimo visto che si sta parlando di "SENTENZA DELL’UTRI" i giudici è chiaro che con questo inciso pur non facendo il nome di Dell’Utri intendono quello, visto che questa non e’ la sentenza MANGANO.

      Mi pare di capire che lei e la lingua italiana litigate spesso
      per quello che vuol dire lei con le affermazioni sopra non si capisce per nulla

      telefonata Mangano/Dell’Utri che mai è esistita.
      Falso!

      ho evidenziato in grassetto ciò che volevo dire,
      per cui l’unica certezza indissolubile che io ho,
      mi ripeto, è che lei e la lingua italiana litighiate spesso
      sia in fase di lettura che scrittura

      senza rancore

      stia bene!

    • anonimo 19:24 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      PER COMMENTO 30

      Chiedo perdono se scrivo dei concetti poco chiari. Proverò a fare di meglio perdendo un po più di tempo.

      Le ho semplicemente detto che su due fatti aveva ragione, ma intromettendomi nel confronto tra lei e l’autore del commento 25, spiegavo che nonostante lei avesse ragione (ho postato la sentenza che lei conosce benissimo) se l’accusa portava a sua prova contro Dell’Utri quell’intervista delle ragioni le avrà avute o no? qualcosa voleva dimostrare o no?

      Se lei ha avuto la pazienza di vedersi l’intervista integrale ottimamente distribuita dal Fatto Quotidiano avrà tratto la conclusione che RIGUARDO DELL’UTRI Borsellino NON HA DETTO NULLA DI RILEVANTE. Cosa che invece ha fatto su Mangano. Allora perchè riportare agli atti l’intervista a Borsellino?

      L’obiettivo, secondo me,  era rendere peggiore l’immaggine di Dell’Utri portando agli atti solo spezzoni d’intervista E NON TUTTA L’INTERVISTA. Dagli estratti (anche se originali)  ci si poteva fare una certa idea ed anche confondersi con la storia dei Cavalli/Droga.

      Riguardo il falso le ho spiegato benissimo cosa intendevo.

      Se si è rivisto la trasmissione Satyricon dove Travaglio commenta la presunta telefonata Mangano/Dell’Utri (inesistente le ripeto ancora una volta visto che Travaglio non parla di quella che cita lei ed è molto chiaro)  si sarà accorto CHE  AFFERMA IL FALSO RIGUARDO L’INTERVISTA MANGANO /DELL’UTRI/ CAVALLI/DROGA cosa mai accaduta come raccontata da Travaglio, ora le è più chiaro il concetto?

      Di due telefonate:

      1- una presa in esame dai giudici ed archiviata (Mangano/Dell’Utri) in quanto si parlava di un cavallo sul serio "Epoca" in un altro procedimento e le spiegazioni di dell’Utri sono state considerate credibili.

      2- una tra Mangano/Inzerillo nella quale il tribunale aveva detto che per cavalli si parlava di droga

      UTILIZZANDO COME TRADE D’UNION BORSELLINO

      si è portata avanti un FALSO STORICO. Spero che tra le sue certezze indissolubili ci sia anche qusto fatto CHE NON PUO’ ESSERE ASSOLUTAMENTE SMENTITO.

      C’è di più,  per avvalorare questo falso storico, per dargli ancora più valore,  è stata creata una cassetta sull’intervista a Borsellino CHIARAMENTE MANIPOLATA, frutto di un montaggio con intervista mandata in onda da RAINEWS24 e che ADDIRITTURA SPIEGAVA QUELLO CHE TRAVAGLIO CI VOLEVA FAR CREDERE PARLANDO DA LUTTAZZI. Tutte casualità, utente anonimo? Non lo so ma di verità indissolubili ci sono queste E NON SMETTER MAI DI RINGRAZIARE ENRIX E COLORO CHE SI SONO DATI DA FARE PER RISTABILIRE LA VERITA’.

      Unica cosa a cui vado dietro.

      Gianluca

      Gianluca

    • enrix007 20:46 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      Il dibattito mi piace. Occhio però che ci sono messaggi che non posso accettare sul mio blog, in quanto, per l’appunto,  inaccettabili.

      Il 26, ad esempio, che in primis arriva da un anomino, cosa che mi irrita, e quindi fa da eco alla manipolazione. E su questo blog poi, il che è il colmo.

      Quando si parla di una telefonata fra Mangano e Dell’Utri che non è mai esistita, si parla di quella in cui Mangano proponeva cavalli in albergo.

      Quella telefonata non è mai esistita, perchè è esistita ma fra altri interlocutori.

      La manipolazione aveva l’obbiettivo di indurre a credere gli ascoltatori sprovveduti (cioè tutti) che la telefonata dei cavalli in albergo fosse tra mangano e dell’utri.

      Replicare che comunque una telefonata fra mangano e dell’utri in cui si parlava di cavalli c’era, e cioè quella della san valentino, e ancora peggio fornirne il link, è un modo ripugnante di giustificare la manipolazione, e quindi di offendere la memoria del magistrato.  Pertanto qui dorinnanzi non sarà accettato.

      Ancora una porcheria del genere, e comincerò a cancellare di brutto.

    • anonimo 23:02 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      Forse c’è stato un disguido fra l’anonimo e Gianluca

      1 Gianluca afferma che non ci sono state telefonate tra Mangano e Dell’Utri, intendeva nell’intevista.. quindi ha ragione

       2 L’anonimo diceva che di una telefonata si parla, intendeva nella sentenza, quindi ha ragione.

      INSOMMA

      Nell’intervista Borsellino non si parla della telefonata tra Mangano e Dell’Utri, ma nella sentenza sì. Prima c’è la spiegazione che dà Dell’Utri, che io trovo tra l’altro plausibile, la storia della cavalla Epoca… e tra l’altro il magistrato milanese archivia…. ma a Palermo la sentenza dice che la versione Dell’Utri non combacia con quella di Mangano

       "Una diversa versione della conversazione telefonica del 14 febbraio
      1980 veniva fornita in dibattimento.
      E’ quella ammannita da Mangano Vittorio nel corso del
      interrogatorio dibattimentale."

      Noticina, non so se abbia valore, nella telefonata Mangano parla di "cavallo" al maschile…. nel processo diventa cavalla… Epoca.

      Sympatros

    • anonimo 23:27 on 20 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sembrerebbe chiaro, quindi, che. almeno per i giudici di Palermo, vista la discordanza tra la testimonianza Dell’Utri e quella di Mangano, la storia del cavallo non è ancora chiusa o scontata. Almeno questa è la mia impressione. Vediamo se la prossima sentenza di appello ne parlerà.

      Sympatros

    • anonimo 00:00 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Quale discordanza Sympa?

      Gianluca

    • anonimo 00:03 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Come mai Travaglio non corregge la storia dei cavalli in albergo? Secondo me non avrebbe perso nulla nel correggerla. Ma perché non lo fa?…. Secondo me… perché, dal suo punto di vista, la storia di cavallo e droga regge ancora… il disguido e l’inesattezza non eliminano secondo lui la sostanza della cosa….. il cavallo o la cavalla della telefonata Mangano Dell’Utri sostanzialmente ancora regge e ci sono margini per intenderla come si intendeva nella telefonata dei due cavalli dell’albergo… non si tratta di quella…. ma la sostanza potrebbe restare la stessa ….. e la discordanza delle testimonianze Dell’Utri e di Mangano, messa in rilievo della sentenza di primo grado, secondo lui, lasciano margini e spazio a questa ipotesi. Secondo me questa è la posizione di Travaglio… non sono, comunque, nella sua testa.

      Sympatros

    • anonimo 00:10 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sympa tu hai una grande capacità, a Roma se dice la butti in caciara!!

      Come dice spesso personaggio politco che se ho ben capito ti sta simpatico … CHE C’AZZECCA?

      Il tema è l’intervista di Borsellino. PUNTO. Enrix in questo sito dove scriviamo gli fai i raggi X, aiutando molti a capire COME SONO ANDATI I FATTI.

      Cosa dice l’intervista, come è stata presentata all’opinione pubblica, quale ruolo ha avuto i alcuni processi. Ci fa vedere le differenze tra il dvd integrale, le trascrizioni dell’espresso, il servizio di RAINEWS24.

      Da questa intervista si snodano diversi fatti, tutti purtroppo negativi per la VERITA’, spesso distorta, manipolata, MASSACRATA. E Travaglio consapevolmente o  incosapevolmente aiuta questa verita’ AD ESSERE MASSACRATA. Questi sono i  fatti.

      Gianluca

    • anonimo 00:12 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Gianluca, ma te l’ho detto, anzi ho portato il virgolettato della sentenza che dice che Mangano dà una diversa versione della telefonata rispetto a Dell’Utri. Non mi fare andare a rileggere la sentenza.

      Sympatros

    • anonimo 00:46 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sympa mi spieghi cosa c’entrano ora questi fatti (che io non conosco e non voglio nenache conoscere perchè slegati dal ns discorso) che tu riporti?

      Gianluca

    • anonimo 01:16 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Gianluca, mi disarmi con la tua ingenuità….. la sentenza del processo dell’Utri….. io non leggo molto i documenti ma l’ho leggiucchiata… ma se tu almeno non legiucchi… finisci per presentarti fragile nella discussione non solo con me naturalmente. Insomma, secondo la sentenza, naturalmente secondo i giudici, non è del tutto escluso che la cavalla della telefonata di Mangano-Dell’Utri non sia un vero cavallo.

    • enrix007 01:25 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      "Come mai Travaglio non corregge la storia dei cavalli in albergo?"

      Perchè ha la faccia come il….   pardon, come la tua.

    • anonimo 01:37 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Battuta passabile, Enrix, ma sulla sentenza e le testimonianze Dell’Utri-Mangano non dici niente, visto che i post li hai fatti passare?

    • enrix007 01:47 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      « Tra le telefonate intercettate (il cui tenore aveva consentito di disvelare i loschi traffici ai quali il Mangano si era dedicato in quegli anni) si inserisce quella del 14 febbraio 1980 intercorsa tra Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri.
      È opportuno chiarire subito che questa conversazione, pur avendo ad oggetto il riferimento a “cavalli”, termine criptico usato dal Mangano nelle conversazioni telefoniche per riferirsi agli stupefacenti che trafficava, non presenta un significato chiaramente afferente ai traffici illeciti nei quali il Mangano era in quel periodo coinvolto e costituisce il solo contatto evidenziato, nel corso di quelle indagini, tra Marcello Dell’Utri e i diversi personaggi attenzionati dagli investigatori. »

      Quando viene chiesto a Borsellino se nella telefonata della san valentino cavalli poteva voler dire droga, lui risponde "Beh", in quella del maxiprocesso si parlava di cavalli in albergo, il che è assolutamente illogico. Intendendo implicitamente: bisogna vedere se in quella della San valentino che dite voi, e che io non conosco, c’è un utilizzo della parola altrettanto illogico, sì da far pensare alla droga. 
      Alla questione posta da Borsellino, risponde la sentenza che ho citato qui sopra.

      Questo era il senso dell’intervista vera: su quel fatto, una bolla di sapone. E se fosse passato l’originale, sarebbe passato il senso vero.

      Invece è passata una versione tagliuzzata da mani furbe che ha fatto credere a tutti gli italiani, me compreso almeno sino ad una certa data, che Dell’Utri trafficava droga in albergo.

      Questi sono i fatti e gli atti.

      Se qualcuno ricomincerà a manipolarli nei commenti, inizierò a tagliare di brutto. E non per censura, ma a salvaguardia del mio stomaco.

    • enrix007 02:25 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Come avevo preannunciato, ho cancellato un messaggio di Sympatros, avente la sola funzione di sparpagliare melma su un concetto chiaro.

      Niente melma su questo blog.

      Augh.

    • enrix007 02:35 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros, per chiarirti ancora meglio il concetto.
      Siccome il tema qui è l’intervista a borsellino e la sua manipolazione, e siccome borsellino ha dichiarato di non conoscere gli atti del processo contenenti la famosa telefonata, qualsiasi discussione sui contenuti reali o ipotetici di quella telefonata è fuorviante non pertinente. Nel tuo caso poi, VOLUTAMENTE fuorviante ed IMpertinente.
      Questa corte pertanto, come quelle americane, stralcerà dai verbali qualsiasi affermazione non pertinente o irrilevante, respingendo qualsiasi opposizione.

      TUM.  (martellata sul bancone del presidente).

    • anonimo 10:18 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ad Enrix e alla sua suprema Corte, il meschino imputato sottoscritto riteneva i suoi post né fuorvianti né impertinenti.. cancello poi del tutto il volutamente. Potrei concedere qualcosina sull’impertinente.

      Ma santo Iddio, perché tagliare i post e non lasciare decidere a chi legge se i post sono vomitevoli o meno?… Tra l’altro non saremo mica noi a stabilire se Dell’Utri sia colpevole o meno. Martellata sul bancone del presidente… e sapessi io dove la vorrei dare quella martellata. Scherzi a parte…. l tema è l’intervista e l’intervista sarà!

      Sympatros

    • enrix007 13:08 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Bravo, anche perchè Dell’Utri, fino a prova contraria, è colpevole per conto suo di vari reati, ma non vi è alcuna attinenza fra questo fatto e questa intervista con le sue manipolazioni. Ripeto: qualsiasi tentativo di mescolar le cose per ottenere un intruglio, sarà cancellato, proprio a beneficio di chi rischia di leggere ed uscirne confuso.

      Ti lascio questo 46 qui sopra per grazia ricevuta.

      Amen

    • anonimo 15:12 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Bravo Enrix, sei riuscito nell’impresa disperata di far ritornare il "cavallo" Sympa quieto.

      Gianluca

    • anonimo 16:42 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Bravo Gianluca, adesso puoi prenderti le tue rivincite…. ne approfitto per dire ad Enrix che ha un mio messaggio nella mail privata!

    • anonimo 16:56 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Non so chi tu sia visto che ti firmi anonimo, io non devo prendermi nessuna rivincita, e quando vedo che Sympra ragiona, invece di fare il cavallo imbazzarrito che non vuole seguire il percorso intrapreso, elogio chi riesce a rimetterlo nella retta via.

      Se sull’argomento hai news che sostengono cose diverse sull’argomento in questione, che molto bene da anni Enrix affronta, non devi far altro che darci i tuoi contributi e ci si ragionerà sopra. Personalmente quando mi confronto ho  solo uno scopo da raggiungere , scoprire LA VERITA’. Delle rivincite di cui tu parli non so che farmene, ragioni così forse  perchè il confronto lo intendi in maniera diversa, tipo incontro di boxe, naturalmente è un ipotesi.

      Per me il confontro è solo un passo, un contributo verso l’accertamento della VERITA’, quando possibile.

      Gianluca Micarelli

    • anonimo 17:05 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Gianluca, ero proprio Sympatros.. mi son dimenticato di firmare

    • anonimo 19:30 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Va bene tutto ma qui ci si accartoccia ed io vorrei qualche giudizio preliminare.

      E’ del tutto evidente che Travaglio
      1) nell’intervista a Satyricon induce erroneamente a credere che Borsellino abbia parlato di legami tra Berlusconi  Dell’Utri e la mafia,
      2) persevera nel suo errore ancora oggi

      Quello che vorrei sapere è il perchè, naturalente secondo voi.

      A) E’ in buona fede, ma troppo superficiale e magari obnubilato dall’odio?

      B) E’ in malafede?  Diciamo che siccome deve sbarcare il lunario,  sta sfruttando la gallina delle uova d’oro (il popolo della sinistra che vuol sentire proprio quello che lui racconta).

      Qualsiasi altra ipotesi è benvenuta.

      Anton Egger

    • anonimo 01:35 on 22 January 2010 Permalink | Rispondi

      La stessa domanda che mi pongo io. Alcune persone mi hanno fatto notare che dalla famosa puntata di Satyricon Travaglio ha spiccato il volo.

      Diciamo che il fattore commerciale probabilmente ha supporti logici. Vi immagginate Travaglio che sostiene scusate tutti  non c’avevo capito nulla pure io ed indotto da una serie di episodi sovrapposti e una chiara manipolazione (quella del filamto di RaiNews24) ho ingenuamente sbagliato.

      Stessa cosa nell’odore dei soldi ed in molti altri libri. Chiedo scusa a tutti ma sfido chiunque a sostenere che l’argomento non era una matassa molto complicata, spero che con il dvd distribuito da  "Fatto" apprezziate la mia onestà intellettuale nell’aver riportato LA VERITA’.

      Penso che si sarebbero alzate pernacchie da tutte le parti. Vogliamo poi parlare dell’accanimento di Travaglio nel filone Mori/Ultimo? Io nel mio piccolo e da cittadino normale ho notato una cosa semplice semplice,  tutti coloro che hanno inflitto le più grosse sconfitte alla mafia negli ultimi 20 anni SONO STATI MASSACRATI o uccisi. A quelli uccisi ci si è sforzati di fargli dire cose che mai hanno detto, e si sta cercando di cambiare la storia, su Falcone è evidente quello che successe quando non sostitui Caponnetto ma x chi è poco informato gli si riportano fatti contrari.

      Collaboratori di borsellino che diventano amici dei mafiosi ed i protagonisti degli arresti eccellenti di Riina e Provenzano SOTTO PROCESSO da 10 anni, da diventare matti, con Travaglio che fa parte di coloro che soffiano su questa revisione storica. Questo è quello che ho notato io. PERCHE’ SUCCEDE? Bohhhh

      Magari ci stiamo sbagliando noi, anche se per ora con le poche cose certe che conosciamo non ce ne è una che mi sembra sbagliata e per questo devo ringraziare Enrix ed il suo gruppo di lavoro. Certo le domande sono migliaia. Possibile che giudici che fanno questo di mestiere non si accorgono di cose che dei semplici cittadini come noi NOTIAMO?

      Hai fatto una domandona Anton!!

      Gianluca

  • Avatar di enrix

    enrix 04:34 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: marco travaglio   

    Travaglio – Segugio: terzo round.

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    131 commento di Marco Travaglio – lasciato il 10/1/2010 alle 12:4

    Alcune precisazioni ancora, spero le ultime.
    1) Quando parlo di Corti d’appello come “scontifici” mi riferisco a quando mantengono inalterato l’impianto accusatorio e limano qualche giorno sui mesi o qualche mese sugli anni inflitti in primo grado. Quando invece stravolgono le condanne di primo grado, fanno altro: le riformano, le rivedono, le smentiscono. Vedremo se è così anche nel caso mio: ho scritto che, diversamente da qualche trombone che sa tutto in anticipo, aspetto la motivazione.
    2) Al sapientone (sono sempre io – ndr) che mi ricorda come la richiesta di archiviazione dell’indagine di Caltanissetta sui mandanti occulti delle stragi del ’92 fosse stata presentata dai pm due settimane prima che andassi a “Satyricon”, faccio notare che le richieste di archiviazione sono atti segreti, dunque sconosciuti fino a quando l’archiviazione non viene disposta dal gip. Dunque, quando andai a Satyricon, non lo potevo sapere come non lo sapeva nessuno, a parte i pm che avevano inoltrato la richiesta e il gip che l’aveva ricevuta. In ogni caso, dissi la pura e semplice verità: l’inchiesta era aperta, visto che fu chiusa soltanto l’anno seguente.
    3) A chi continua a menarla con i tagli, suggerisco di tenersi la propria idea malata e distorta sulla manipolazione, se li aiuta a sentirsi meglio e a rafforzarsi nella loro convinzione patologica che tutto è merda, che siamo tutti uguali, che tutti i giornalisti manipolano e mentono. Io continuerò a ribadire ciò che so: e cioè che il filmato integrale dell’intervista è quello che abbiamo pubblicato. Forse i complottisti non hanno mai visto il filmato integrale di un’intervista: che non è un flusso armonico di immagini ininterrotte, ma un materiale magmatico di inquadrature diverse, da diversi punti di vista, in cui alla fine spesso l’intervistatore ripete due o tre volte la stessa domanda a seconda del numero delle inquadrature che gli vengono fatte dai vari cameramen o dallo stesso cameraman da diversi punti di osservazione.

    Questo avviene alla fine dell’intervista, quando si accumulano molte immagini per movimentare la scena onde evitare la fissità del giornalista di spalle e dell’intervistato in primo piano. Il tutto in vista di un montaggio più vivace, che qui non c’è stato perché l’intervista non andò mai in onda e non fu mai montata.
    4) Il montaggio che qualcuno, citando sentenze, definisce “manipolato” è, come ho detto nella presentazione del Dvd, era un brogliaccio che fu inviato all’Espresso dagli autori dell’intervista e che, l’ho saputo da Calvi un paio di mesi fa, non era stato autorizzato dagli autori. Penso comunque che riflettesse abbastanza bene il pensiero di Borsellino, anche se ovviamente lo sintetizzava. Ogni montaggio, ogni sintesi è un intervento soggettivo. Se qualcuno lo vuol chiamare “manipolazione”, lo può fare. Esistono manipolazioni tendenziose, capziose oppure semplicemente riassuntive. La famiglia Borsellino non s’è mai lamentata della sintesi operata in quel montaggio, tant’è che lo consegnò ai magistrati di Caltanissetta che indagavano sui mandanti delle stragi e a Rainews24 perché lo trasmettesse. Noi l’abbiamo pubblicato nell’Odore dei soldi.
    5) Non voglio minimamente raccogliere le polemiche di Veltri: è in causa con Editori Riuniti perché nemmeno a lui han pagato tutti i diritti d’autore. Io, che avanzo un credito infinitamente più vasto del suo perché con E.R. ho pubblicato diversi libri oltre all’Odore dei soldi, ho deciso di non far causa. Quando mi han chiesto, come da contratto, di aggiornare il libro per ripubblicarlo, l’ho fatto volentieri, anche perché molti lettori protestavano: lo cercavano in libreria e non lo trovavano. Ho preteso che l’editore avesse l’assenso di Veltri, e l’editore mi ha assicurato di averlo avuto. L’editore voleva invertire l’ordine degli autori, mettendo prima il mio nome e poi quello di Veltri: mi sono opposto e ho preteso che restasse Veltri come primo autore.

    Sul Fatto abbiamo scritto che Borsellino parla di un’indagine ancora in corso sui rapporti fra Mangano, Dell’Utri e Berlusconi perché Borsellino lo dice più volte nell’intervista (versione integrale e versione montata) molto chiaramente, quando i giornalisti cercano di fargli dire qualcosa in più sui tre, e lui dice che si indaga ancora e non sa cos’è coperto da segreto e cosa no. Del resto, l’abbiamo scritto Veltri e io nella prima edizione dell’Odore dei soldi, e non vedo come Veltri possa smentirlo ora: come se non si riconoscesse nemmeno nella prima versione del nostro libro.
    6) Io non mi sono mai schierato con alcun partito, nemmeno con l’Idv. L’ho semplicemente votata e sono felice di averlo fatto: nonostante tutti gli errori di Di Pietro nella scelta di alcuni uomini e nella gestione del partito, mi domando che cosa sarebbe la politica italiana se in Parlamento non ci fosse almeno l’Idv a fare opposizione dura e a costringere il Pd a farne una meno molle di quella che vorrebbe fare.
    7) Alcuni amici del blog ricordano che ho sempre invitato i lettori a mantenere il loro senso critico verso tutto e tutti, me compreso. Lo confermo anche ora. Solo, visto che siamo sul blog di Corrias, Gomez e Travaglio, mi piacerebbe avere almeno il beneficio della buona fede. Chi pensa il contrario è libero di scriverlo su questo blog o di cambiare blog, ma non può certo pretendere risposte affettuose e rispettose. Io, con chi pensa che sono un manipolatore e un falsario, il mio rispetto e il mio affetto non li spreco. E adesso, per favore, occupiamoci di cose più serie e urgenti. Ciao a tutti.
    mt

    # 294 commento di segugio – lasciato il 11/1/2010 alle 2:42

    Caro Travaglio,

    Il “sapientone che Le ricorda come la richiesta di archiviazione dell’indagine di Caltanissetta sui mandanti occulti delle stragi del ’92 fosse stata presentata dai pm due settimane prima che Lei andasse a “Satyricon”,” ha sbagliato, perché in realtà era sul tavolo del GIP da più di tre mesi prima.

    Sono andato infatti a controllare, ed era ai primi di dicembre del 2000.

    E stia certo che terrò preziose anche le sue informazioni tecniche sulle richieste di archiviazione. Prima non lo sapevo, ma adesso che so che “sono atti segreti”, e “dunque sconosciuti fino a quando l’archiviazione non viene disposta dal gip”, farò più attenzione a come parlo. Ma per quanto riguarda questo caso specifico, invece, posso parlare tranquillo, perché si doveva trattare di una richiesta di archiviazione di tipo speciale, parendo nè segreta, né soprattutto sconosciuta, dal momento che Repubblica ne dette la notizia il 7 dicembre 2000, in un pezzo dal titolo “STRAGE DI CAPACI: ARCHIVIAZIONE PER IL LEADER DI FORZA ITALIA.”, dove c’era scritto, tra l’altro: “Dopo due proroghe del termine delle indagini VA IN ARCHIVIO IL PROCEDIMENTO 1370/98, le investigazioni più segrete su Berlusconi e Dell’ Utri, gli unici personaggi inseriti tra i "mandanti occulti" delle stragi.”

    Purtroppo lei in quel periodo su Repubblica ci scriveva, ma evidentemente non la leggeva.

    E certamente Lei non l’ha letta, quell’informazione, perché altrimenti , memore, anzi, pregno come dev’essere dell’insegnamento del suo maestro Montanelli, quando Le rammentava che “I fatti vanno raccontati tutti, chi ne censura qualcuno è un disonesto che, come tale, prima o poi viene smascherato”, mai e poi mai Lei avrebbe omesso di aggiornare il pubblico televisivo sull’effettivo stato dell’indagine, dopo avergli raccontato che quella stessa indagine "mentre Tescaroli parlava era in corso"”, se avesse perlomeno sfogliato Repubblica, e cioè il giornale per cui lavorava, prima di parlare. Non è vero?

    E non rammarichiamoci troppo, Travaglio, con i suoi colleghi di Repubblica che, un paio di giorni dopo il suo “Satyricon”, sempre a proposito di quell’archiviazione supersegreta, hanno impropriamente intitolato un articolo “La procura di Caltanissetta conferma: sulle stragi del ’92 indagine chiusa” senza attendere il pronunciamento del GIP, che invece come Lei mi ha ricordato è quello che dice l’ultima sulla chiusura e sull’apertura. In fondo non hanno tutti i torti neppure loro: quando i PM posano i fascicoli sulla scrivania del GIP con la richiesta di archiviazione, chi ci può essere ancora in giro ad indagare? Fisicamente le indagini son certamente già chiuse, e comunque molto ma molto più chiuse di come le aveva descritte Tescaroli nell’aula pubblica di un Tribunale, cosa di cui Lei ha premurosamente ed urgentemente avvertito gli italiani.

    Per tornare infine alla nostra intervista, prendo atto che la Sua versione più volte ribadita, e direi definitiva, è che il filmato integrale dell’intervista sia quello che avete pubblicato.

    Qualcuno ogni tanto su ‘sti filmati ci fa dei montaggi, Lei ci dice, ma su questo non è stato fatto, Lei ci dice.

    E va bene, allora vuol dire che queste domande e queste risposte:

    E QUESTA INCHIESTA QUANDO FINIRÀ?
    Entro ottobre di quest’anno …

    QUANDO È CHIUSA, QUESTI ATTI DIVENTANO PUBBLICI?
    Certamente…

    "PERCHÉ CI SERVONO PER UN’INCHIESTA CHE STIAMO COMINCIANDO SUI RAPPORTI TRA LA GROSSA INDUSTRIA"
    “Passerà del tempo prima che …”

    se l’è inventate di sana pianta l’Espresso o chi per lui ha fatto la trascrizione, perché nel girato integrale senza tagli, né montaggi, non ci sono.

    Una bella fantasia, non trova? No, voglio dire, una bizzarra invenzione, per essere lo stralcio di un’intervista aggiunta così, alla cazzo, non si capisce bene per quale insana ragione.

    Inoltre la domanda formulata da Calvi nella versione trasmessa in RAI:

    “Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell’Utri, siano collegati a uomini d’onore tipo Vittorio Mangano?”

    se l’è registrata Calvi in studio e a Borsellino in realtà non è mai stata posta. (per forza, se nel “girato” intonso, integrale e non montato non c’è…).

    Poi, una volta registrata, è stata sostituita all’audio di un altro stralcio di intervista, dove la scrivania è ripresa dalla parte posteriore. Poi questo pezzetto audio-video così ricostruito, è stato inserito al posto della domanda originale, che è stata eliminata. Poi sono state tagliate la testa e la coda della risposta. Poi è stato magistralmente tagliato un “in poi” nella parte di risposta rimanente. E il tutto per confezionare una Demo che dimostrasse ai colleghi ed ai famigliari del magistrato la genuinità dell’intervista. Mecojoni.

    Il risultato di quest’alacre attività di “sintesi” di una domanda e di una risposta che nelle loro versione estesa e non sintetica erano invece una domanda ed una risposta, risultato che comunque “riflette abbastanza bene il pensiero di Borsellino”, è che il povero (ed inconsapevole) Borsellino, per gli spettatori RAI, fece coincidere perfettamente, nella sua risposta, le attività di riciclaggio di valuta della mafia all’inizio degli anni 70 con i “collegamenti fra Mangano (che nella domanda originale invece non veniva neppure nominato) e Berlusconi” di quel periodo di cui parla Calvi nella domanda postuma, circostanza che invece nella versione originale, per quanto concerne il pensiero di Borsellino, per nulla al mondo.

    Eh si, credo che ancora una volta abbia ragione lei, Travaglio, quando nella Sua prefazione dice che in questo montaggio “forse hanno calcato un po’ la mano”. O putacaso sarebbe meglio dire che in quel montaggio “forse qualche tecnico frettoloso e senza supervisione ha calcato un po’ la mano”.

    Detto ciò, soddisfatto delle sue risposte, mi congedo pure io.

    Anche perché non voglio più sottrarla ai festeggiamenti che, mi pare di capire dal tono dei suoi scritti, Lei dovrebbe avere in corso per la conferma della condanna per diffamazione con netto sconto della pena decisa dalla Corte D’Appello, e sulla quale un giudice estensore ci informerà meglio prima o poi, ci auguriamo senza “calcare troppo la mano”.

    Mi stia bene

    enrix

     
    • anonimo 05:27 on 12 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ti brucia che ce l’abbia con i tuoi "amici"……

    • enrix007 17:49 on 12 January 2010 Permalink | Rispondi

      @1  Anonimo

      Ecco dunque una bella dimostrazione empirica di quale fenomenale coglione possa scaturire da una poco fortunata seduta sessuale.

    • anonimo 11:22 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      Allora materiale disperso o rimasto nel cassetto? Travaglio ci diceva nell’"Odore dei soldi" che il materiale era introvabile, andato disperso:
      “Fabrizio Calvi e il suo regista affermano che di quel documentario (…) di cui faceva pare il colloquio con Borsellino non se n’era fatto più nulla, per il venir meno dei finanziatori. Improvvisamente lal televisione francese aveva perso l’interesse ad occuparsi di questi argomenti. E tutto il materiale accumulato andò disperso”.
      Invece, anni dopo ci racconta il contrario, Travaglio. Ci dice che il meteriale era rimasto in mano a Calvi:
      “Per questo, con Elio Veltri, decidiamo di inserirla nel libro L’odore dei soldi, uscito nel 2001. Nel libro ovviamente c’è solo la trascrizione del montaggio breve e ufficioso, non l’integrale rimasto in mano a Calvi e Moscardo. Ora Il Fatto Quotidiano ha acquistato il filmato integrale e lo mette a disposizione dei lettori. ”
      Invece Ranucci di Rainews che ci dice del materiale?
      “Nel corso del dibattimento d’appello, Ranucci e ha precisato che, malgrado i tentativi fatti, era risultato impossibile ottenere la versione originale, poiché il gioranlista Calvi aveva chiarito che il materiale non era più in loro possesso e che “la casa di produzione era fallita”

      Arturo Zulawski   

    • anonimo 17:53 on 19 January 2010 Permalink | Rispondi

      ….“STRAGE DI CAPACI: ARCHIVIAZIONE PER IL LEADER DI FORZA ITALIA.”, dove c’era scritto, tra l’altro: “Dopo due proroghe del termine delle indagini VA IN ARCHIVIO IL PROCEDIMENTO 1370/98, le investigazioni più segrete su Berlusconi e Dell’ Utri, gli unici personaggi inseriti tra i "mandanti occulti" delle stragi.”…

      non vorrei fare le pulci 
      ma dell’articolo lei cita solo quello che le fa comodo

      http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/07/strage-di-capaci-archiviazione-il-leader-di.html

      infatti secondo me il senso generale dell’articolo è che decorsi i termini massimi per le indagini (scadute in agosto 2000) Sarebbe pronta la richiesta di archiviazione, in effetti presentata il 2 marzo 2001

      quindi mi sembra che anche lei tagli e incolli i pezzi che le fanno comodo
      (cioè accusa Travaglio di quello che fa anche lei)

      interessante anche poi il decreto di archiviazione
      che cita:

      "
      Il GIP di Firenze ha accolto la richiesta con provvedimento in data
      14/11/1998, rilevando che  “le indagini svolte hanno consentito
      l’acquisizione di risultati significativi solo in ordine all’avere cosa nostra
      agito a seguito di inputs esterni, a conferma di quanto già valutato sul
      piano strettamente logico; all’avere i soggetti  (cioè gli odierni indagati,
      n.d.r.) di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i
      soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato,
      all’essere tali rapporti compatibili con il fine perseguito dal progetto”.
      Concludeva tuttavia che, sebbene  “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e
      semmai incrementato la sua plausibilità”, gli inquirenti non avevano
      “potuto trovare – nel termine massimo di durata delle indagini preliminari
      – la conferma delle chiamate de relato e delle intuizioni logiche basate
      sulle suddette omogeneità”.

      e sottolineo

      all’avere i soggetti  (cioè gli odierni indagati,
      n.d.r.) di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i
      soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato

      dato che si tratta del nostro presidente del consiglio e il suo fraterno amicone senatore

      direi che c’è da esserne fieri

      Cordiali saluti

      Gianlodi

    • enrix007 12:08 on 28 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Gianlodi, soltanto ora vedo qui sopra questa sua porcheriuola.

      V                                                                                                                                       ede, il suo giornalista preferito ha riferito in televisione, diventando così molto famoso, che un PM aveva detto che c’era un’indagine in corso su Berlusconi come mandante delle stragi, e non che "c’era un’inchiesta in corso" a Caltanissetta su quella vicenda, perchè sapeva benissimo che mentre parlava la richeista di archivizione era già partita da mo’, perchè era persino scritto sui giornali (non solo su repubblica, ma anche su altri).

      Quindi io non scrivo, quel "che mi fa comodo", ma quel che riguarda l’oggetto della discussione fra me e Travaglio, e cioè la sua buona fede.
      Questo era l’oggetto, e non i sospetti o i non sospetti o gli elementi o i non elementi su Berlusconi come mandante,

      Il fatto è che il passaggio in RAI di Travaglio, grazie all’abile costruzione dei termini,  ha convinto molti italiani, alla vigilia delle elezioni, che c’era un’inchiesta in corso come mandante delle stragi su Berlusconi, quando già mesi prima sul giornale dove lui lavorava, così come su altri, c’erano articoli che dicevano  "I due indagati più eccellenti escono dall’ inchiesta giudiziaria sulle stragi siciliane dell’ estate del 1992. Sono "Alfa" e "Beta", Silvio Berlusconi e Marcello Dell’ Utri. Per loro è pronta la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Caltanissetta, una richiesta che nei prossimi giorni arriverà sulla scrivania del giudice delle indagini preliminari. E’ probabilmente l’ ultimo atto delle investigazioni legate a Capaci e a via D’ Amelio che coinvolgono il leader di Forza Italia e il suo braccio destro, la fine di una vicenda giudiziaria iniziata due anni fa. "

      Le pare corretto che Travaglio abbia dato la notizia a quel modo, quando il SUO giornale già settimane prima riferiva in questo modo?

      Evidentemente a lei si, a me invece no, guardi un po’.

      E non è un problema tecnico di quando la richiesta sia arrivata sulla scrivania del GIP, quando sia stata sottoscritta, quando sia stata ratificata, quando, la data esatta  ecc..ecc…
      Tutto ciò è irrilevante. Come giustamente scrive Repubblica nell’altro articolo che ho citato, quell’inchiesta a dicembre era già di fatto chiusa. perchè quando un PM chiude un fascicolo per chiedere l’archiviazione, lo chiude, e non indaga più (a meno che il GIP poi gli ordini di continuare).  Ma gli italiani, grazie a Travaglio, l’hanno saputa diversa.

      Accusato da me di questo, si è difeso con la risibile storiella del segreto istruttorio, pensando di avere a che fare con uno sbarbatello. (e nota bene che Repubblica scrive "i PM confermano", alla faccia del segreto istruttorio).
      Lui conosceva benissimo lo stato di quell’inchiesta, in realtà, non è mica così sprovveduto, il suo giornale lo legge eccome, e non solo quello.

      E questo è il punto. Per il resto, concordo con lei sul fatto che non si possa andare fieri di questo PDC, ma non sul fatto che sia il mandante delle stragi. Quello secondo me è un depistaggio.

      Ho parlato di porcheriuola perchè lei mi ha accusato di scrivere quel che mi fa comodo.

      Speriamo che non si ripeta.

      Saluti.
       

    • anonimo 16:49 on 28 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ho parlato di porcheriuola perchè lei mi ha accusato di scrivere quel che mi fa comodo.

      Veramente io non ho scritto questo comunque non ho voglia di "azzufarmi" con lei su questioni di "virgole"

      e ho gran  rispetto del suo "lavoro", scritto volutamente tra virgolette, svolto molto puntigliosamente!

      Concordo anch’io che Travaglio, dato il termine massimo per indagini era scaduto in agosto del 2000, nel marzo 2001 poteva risparmiarsi di far credere che erano ancora in corso, però probabilmente il colpo "a effetto" a satyricon non sarebbe riuscito così bene!

      Saluti

  • Avatar di enrix

    enrix 23:44 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: gianni barbacetto, , marco travaglio,   

    SI ARROVENTA LA POLEMICA CON TRAVAGLIO 

     

    Purtroppo per il mio occhiuto censore, (sta parlando di me – ndr)  che ha trascorso le vacanze natalizie a strologare su inesistenti tagli all’intervista integrale a Paolo Borsellino distribuita con Il Fatto quotidiano, la sentenza di primo grado della giudice Roberta Di Gioia, quella in cui venivo condannato a 8 mesi di carcere più un paio di multe e ammende per avere nientemeno che diffamato Previti in un articolo del 2001 sull’Espresso, è stata appena devastata dalla Corte d’appello, che elimina la pena detentiva e lascia una multina di 1000 euro. Ora aspetto la motivazione e mi auguro che venga scritta da un giudice che abbia la più pallida idea di che cos’è un articolo di giornale: penso sia utile parlarne qui, visto che chi mette in dubbio la mia buona fede non ha mai fatto il giornalista in vita sua e non ha la più pallida idea di che cosa significhi fare il giornalista.
    In quell’articolo riassumevo in un paio di paginette dell’Espresso alcune centinaia di pagine di verbali. Il pezzo fu poi tagliato in redazione perché lo spazio inizialmente assegnatomi era stato ridotto. Non potendo riportare integralmente il verbale del colonnello Riccio sulle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), dovetti necessariamente sintetizzarne il contenuto. La sintesi non è piaciuta a Previti, che s’è ritenuto diffamato. Tesi soggettiva, ma legittima quanto la mia, che ritengo di non aver diffamato nessuno riportando un fatto vero, e cioè che Previti era presente due volte nello studio Taormina quando vi si tenevano certe riunioni. La giudice Di Gioia ha dato ragione a Previti, tesi anche la sua soggettiva ma legittima, ritenendo che quel che avevo scritto fosse talmente grave da meritare una pena detentiva di 8 mesi, roba da omicidio colposo. La Corte d’appello è stata di diverso parere, tesi soggettiva ma legittima.
     
    Tutto questo per dire che il nostro mestiere è piuttosto rischioso, e fra i rischi del mestiere contempla le condanne per diffamazione, in assenza di una legge chiara che contempli la rettifica come esimente del reato di diffamazione (se Previti, anziché querelare, avesse mandato una lettera di rettifica, ovviamente l’avremmo pubblicata sull’Espresso). Tutto questo per dire che il fatto che io non abbia mai riportato, in 26 anni di carriera nei quali ho scritto circa 20 mila articoli e una trentina di libri e ho subìto oltre 200 denunce penali e civili, nessuna condanna penale definitiva per diffamazione, è non solo la prova che ho sempre cercato di verificare l’esattezza delle notizie, ma anche di una notevole fortuna: può sempre capitare che i giudici non capiscano, o capiscano male, o che interpretino soggettivamente un articolo in maniera distorta, salvi naturalmente i casi in cui il giornalista sbaglia, il che capita e di frequente. Io quando ho sbagliato l’ho sempre fatto in buona fede e, appena me ne sono accorto, ho rettificato prim’ancora che qualcuno mi chiedesse di farlo. Per questo mi incazzo, come ho fatto in questi giorni, quando qualcuno mi dà del manipolatore. Per la semplice ragione che so di non esserlo. Non ho mai replicato alle critiche, nemmeno alle più aspre e insultanti, che costellano i commenti di questo blog. Replico invece a chi mette in dubbio la mia onestà intellettuale e la mia buona fede, che sono l’unico patrimonio di cui dispongo.

    Per esempio, quando si scrive falsamente che io avrei partecipato a un “montaggio troppo frettoloso e non supervisionato” dell’intervista a Borsellino (di cui abbiamo pubblicato nella sua integralità il filmato girato a suo tempo e ora messoci a disposizione dai giornalisti francesi), avrei attribuito a Previti “un reato di subornazione pur trovandosi da un’altra parte” (Previti si trovava nello studio Taormina, come detto da Riccio e come scritto da me), avrei addirittura manipolato “i Borsellino che indicano nel riciclaggio del denaro della mafia le ragioni dei collegamenti fra Mangano e Berlusconi pur non avendolo mai detto in vita loro” (ho riportato esattamente quanto ha detto Borsellino, come risulta dal filmato e come riconosciutomi dai suoi parenti più cari), avrei detto che “Dell’Utri si fa portare droga in albergo anche se in quell’albergo non c’erano ma c’era un altro “(mai detto una simile bestialità), avrei parlato di “indagini che appaiono in corso quando invece ne è già stata richiesta l’archiviazione” (l’indagine su Dell’utri e Berlusconi per le stragi era aperta quando ne parlai da Luttazzi, visto che fu archiviata un anno dopo). 
    Le verginelle che si meravigliano perché rispondo a muso duro a simili calunnie, mentre dovrei essere educato e sereno, e che invitano addirittura chi ha acquistato il dvd di Borsellino a “farsi ridare i soldi o l’originale girato vero”, si mettano pure il cuore in pace: non esiste alcun “originale girato vero” diverso da quallo che abbiamo pubblicato.
    Quanto a me, rispondo come e quando mi pare ad accuse calunniose e vergognose, e continuerò a farlo quando e come mi pare, visto che questo è il blog di Corrias, Gomez e Travaglio. Chi non gradisce è liberissimo di farsi il proprio blog e a dettarvi le regole che preferisce. Su voglioscendere, decidiamo noi. Ps. A proposito di errori, ringrazio gli amici che mi han segnalato quello contenuto nel post dedicato a Craxi e i craxiani: ho scritto erroneamente del decimo anniversario del crollo del muro di berlino, mentre era il ventesimo. L’altro presunto errore, invece, non lo è: come ha scritto Der Spiegel, Angela Merkel ha negato il volo di Stato a Helmut Kohl, tagliandolo fuori dalle celebrazioni ufficiali del ventennale del Muro. Ed è quello che ho scritto anch’io.
    mt

    LA MIA IMMEDIATA REPLICA


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    # 38    commento di   segugio -   lasciato il 9/1/2010 alle 21:41

     

    Caro Travaglio,

    vedo che nel suo lungo commento, dedicato in gran parte a replicare al sottoscritto (ne sono onorato), Lei si è applicato fortemente nella finissima arte del parlar d’altro, oltre che prodigato, ovviamente, nel collezionare una bella pletora di inesattezze.

    La più grave di tutte, che io Le contesto fortemente, è presente nel passaggio “si scrive falsamente che io avrei partecipato a un “montaggio troppo frettoloso e non supervisionato”, e a seguire tutti gli incisi ove Lei manifesta una sua presunta chiamata in causa personale e soggettiva a tutta una serie di presunte alterazioni e manipolazioni di fatti.

    Guardi, Travaglio, io credo che sarebbe ora di smetterla con questi giochini.

    Nessuno ha mai detto che Lei avrebbe partecipato alle attività di confezionamento di quel “piccolo estratto dell’intervista che è stato montato FRETTOLOSAMENTE da qualche tecnico, senza nemmeno la loro supervisione”. (son parole Sue, della Sua prefazione, che io ho semplicemente ripreso).

    La sfido, ora che l’ha scritto, a dimostrare dove e quando Lei sarebbe stato indicato come partecipe a quell’attività. Io personalmente ho idee ed opinioni ben diverse su quelle “alterazioni” (come le ha chiamate la Corte d’Appello di Milano), o “manipolazioni” (come sono chiamate nella sentenza Dell’Utri dal Giudice estensore) , e sugli ignoti autori delle stesse, e non coinvolgono Lei, per cui non posso aver scritto ciò che non penso, così come Lei ora falsamente afferma.

    Il punto è che, deviando su questo punto la discussione, e cioè sulle sue dirette responsabilità che Lei si sarebbe visto addebitare, errando del tutto, Lei svicola dalle tre questioni centrali che io ho posto, rivolgendole altrettanti quesiti, formulati a seguito dei miei strogolamenti nelle vacanze natalizie.

    E le tre questioni sono le seguenti:

    1) Come è possibile che sul girato integrale del suo bel DVD, se è integrale, non siano presenti alcune domande poste dai francesi ed alcune risposte formulate da Borsellino, che invece sono presenti nella trascrizione dell’intervista pubblicata dall’Espresso nel 1994? (Le faccio notare che quelle domande e quelle risposte, nella trascrizione dell’espresso, sono presenti in punti dell’intervista che nel suo video originale seguirebbero ad un paio di “sfumate” da sala regia, individuate dal commentatore di questo blog Renzo C.)

    2) Come è possibile che nel filmato dell’intervista trasmesso da RAINEWS24 sia presente una domanda, formulata in prima persona da Fabrizio Calvi seduto davanti al giudice, che nel suo “girato integrale” non è invece presente?

    3) Dal momento che io ho provato, analizzando le immagini delle due versioni dell’intervista, e così come ho descritto nel primo dei miei video strogolati nelle vacanze natalizie, che nella versione trasmessa da RAI NEWS 24 la traccia audio di una domanda formulata da Fabrizio Calvi, è stata certosinamente montata su una traccia video relativa ad un momento dell’intervista successivo di 30 minuti, con una ripresa effettuata dal corridoio, montaggio che ha richiesto tempo e fatica e che produce un risultato percettivo che io nel mio video e nel mio blog ho già illustrato nel dettaglio, come ritiene che si possa conciliare questo tipo di raffinata attività di editing con la descrizione fatta da Lei di quel montaggio? (gliela rammento: “montaggio un po’ sbrigativo” fatto “a dimostrazione della GENUINITA’ dell’intervista”, “ piccola clip”, “piccolo estratto dell’intervista che è stato montato FRETTOLOSAMENTE da qualche tecnico, senza nemmeno la loro supervisione”.

     

    Sarebbe bastato rispondere a questi tre quesiti, che sono semplici e chiari, per soddisfare la mia curiosità, ma ora dopo il suo intervento, se ne è aggiunto un quarto, che è questo:

    4) Dal momento che lo scorso 22 ottobre 2008, replicando a Filippo Facci il quale sosteneva di avere annotato sul proprio casellario giudiziale, soltanto un  “modesto risarcimento” pecuniario, Lei ha scritto

     

    “Il suo casellario giudiziale non riporta “un modesto risarcimento”. Riporta una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione per il libro “Di Pietro, biografia non autorizzata” (Mondadori), a 500 mila lire di multa e 10 milioni di provvisionale, più le spese, decisa dalla Cassazione il 20 novembre 2002. Dunque il Facci che l’altro giorno mi dava del “pregiudicato” (falsamente: la mia condanna è solo in primo grado) è, lui sì, un pregiudicato.”,

     

    a questo punto, ora che la Corte d’Appello ha devastato la precedente sentenza di primo grado dove il giudice Roberta di Gioia Le comminava una pena detentiva, riducendola ad una pena pecuniaria, potremo scrivere anche noi (ove lei non ricorra in cassazione, ovviamente), come ha fatto Lei con Facci, che il suo casellario giudiziale presto riporterà una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione, a 1.000 euro di multa e 20.000 euro di provvisionale, più le spese., e che dunque anche Lei sarà un pregiudicato?

    Sarebbe un peccato se fosse così, perché quel suo casellario immacolato sino ad oggi ha fatto la sua bella figura, e ci lascerà dei rimpianti. Forse conviene ricorrere in Cassazione.

     

    Sempre buone cose.

     

    Segugio

     

    P.S.: Lei ha precisato che ”l’indagine su Dell’Utri e Berlusconi per le stragi era aperta quando ne parlai da Luttazzi, visto che fu archiviata un anno dopo” a commento di un mio passaggio. Quindi ha capito a cosa mi riferivo, bravo. Però il mio passaggio era: “indagini che appaiono in corso quando invece ne è già stata RICHIESTA l’archiviazione”. "Richiesta", non "ordinata".

    L’archiviazione è stata richiesta dalla Procura il 2 di marzo, mi risulta (mi corregga se sbaglio, sto andando a memoria), circa due settimane prima del suo Satyricon. Anch’io cerco di essere preciso nell’uso dei termini.

    D’altro canto, Lei mi è maestro, perché quella famosa sera li ha pesati benissimo, i termini. Infatti non ha detto che mentre Lei parlava innanzi alle telecamere, l’inchiesta era in corso (sarebbe stato semplice e nulla ostava, fosse stato vero), ma ha parlato di "indagine che mentre Tescaroli parlava era in corso". E Tescaroli ne ha parlato un po’ prima. Quindi lei ha detto la verità.

    Come vede, lei è preciso nel parlare, ed io son preciso nel capire.

     

    P.P.S.: Ci sarebbe il suo amico e collega Gianni Barbacetto, che nel suo libro “Dossier Dell’Utri, Kaos edizioni, 2005”, ha scritto: . “È del febbraio 1980 la famosa telefonata tra Mangano e Dell’Utri in cui i due parlano di «cavalli» da «consegnare in albergo».

    Le domando: secondo Lei qui Barbacetto, è stato ignaro recettore e vittima di quella che il tribunale di Palermo ha definito una “evidente manipolazione” di un’intervista, oppure è il diretto autore ed inventore di una “simile bestialità” (cit.)?

     
    • VittoriaFeltri 23:57 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ehi, sei un GRANDE! Ti metto tra i miei preferiti e voglio leggerti tutto! Digli alla vecchia zitella di Travaglio (da parte mia, si intende) che é soltanto un farabutto che fa soldi facendo presa sui babbei di sinistra!
      Sei un GRANDE!

    • VittoriaFeltri 00:02 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ho dimenticato di aggiungere che la vecchia zitella é soltanto un buffone tale quale a Grillo, ma forse la mia puntualizzazione é superflua.

    • anonimo 00:44 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      caro enrix,

      mi sento un po’ inadeguato a postare questo senza mostrarti il culo, ma devi scusarmi, oggi non mi sono depilato.

      Ti avevo postato questo commento al secondo video, ma vedo che quel thread e’ un po’ morto quindi lo ripropongo qui, si lega alle domande 2 e 3: riguardo alla domanda al blocco 173, l’ipotesi del montaggio/doppiaggio mi pare quella piu’ probabile, anche perche’ nella versione rn24 la domanda coincide con una ripresa da dietro, che viene riutilizzata piu’ volte. Quindi e’ il giornalista che ridoppia la domanda e taglia la risposta. In questo secondo me ne’ RN24 ne’ travaglio centrano nulla. Del resto lo stesso Travaglio dice chiaro e tondo, che Canal+ puntava a colpire berlusconi, per cui e’ comprensibile (per quanto affatto condivisibile) che cerchino di mettere lui e dell’utri nella peggiore luce possibile. Per come la vedo io Travaglio e’ stato abbastanza onesto nel precisare il particolare del “mandato” di canal+, anche se avrebbe potuto insistere di piu’ su questa cosa.

      Comunque, se e’ vero che il borsellino autentico e’ molto piu’ prudente del borsellino rimontato della versione breve, e sta sempre bene attento a non legare le sue affermazioni a nomi eccellenti, e’ altrettanto vero che non si fa scrupoli quando parla di mangano, definendolo una testa di ponte tra il mondo della mafia e quello dell’imprenditoria, con mandato di investire e riciclare. Insomma, se “unisci i puntini”, l’immagine che ne esce non e’ molto differente. Non e’ una questione di mera lana caprina, ma non e’ neppure un sovvertimento completo. Borsellino conferma il quadro presentato dai giornalisti dove puo’ farlo senza rischiare la denuncia per diffamazione, e lascia allo spettatore le conclusioni. Io le mie le ho tratte.

      satanetto

    • anonimo 13:41 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

       AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAAH

    • anonimo 14:39 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      nuova dose di figure di merda per il povero segugio…. decerebrato, strologo, trombone, sapientone… aggettivi travagliatii

    • anonimo 00:04 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      sei molto preciso e argomenti in modo esaustivo!
      hai fatto 3 semplici domande a cui non ho visto nessuna risposta, ma mi sembra palese che il filmato non è integrale. com’è possibile negarlo????
      per l’idiota che dice nuova dose di figure di merda…forse ti riferivi a travaglio, è cosi semplice vedere 2 video uno a fianco dell’altro, ma negare l’evidenza!!!!!

    • anonimo 00:31 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      PER COMMENTO 3

      Ottimo intervento, quello che ci vorrebbe sempre in un confronto educato ed onesto. Sono d’accordo in parte ma quando parla di testa di ponte tra mafia ed affari SENZA FARE RIFERIMENTI A BERLUSCONIE  DELL’UTRI nonostante gli viene chiesto espressamente NON PUOI DIRE che cmq afferma cose similari.

      Sai benissimo che questo punto è cruciale, passando per certe certe affermazioni (CHE NON ESISTONO), in quanto Borsellino mai accusa facendo nome e cognome i due, si sono scritti libri, fatti ragionementi, create correnti di pensiero, NON NASCONDIAMOCI.

      Personalmente ci dovrebbe interessare se questa intervista ci svela qualcosa di significativo riguardo il personaggio mangano ed il duo Berlusconi/Dell’Utri. Questa intervista una cosa la dimostra, Borsellino per ciò che conosce ed è certo NON SA DI LEGAMI tra gli stessie Mangano.

      Mi sembra che da questa vecchia intervista SI SIA PORTATO AVANTI IL CONCETTO CONTRARIO, ti sembra corretto?

      Gianluca

    • anonimo 14:21 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      bisogna avere sempre uno spirito critico, però accusare travaglio invece di ringraziarlo per essere uno dei pochi giornalisti non asserviti è davvero insopportabile…mi verrebbe da dire:"ma a te chi ti paga?"…e comunque, i piccoli cavilli che hai trovato, nell’articolo di travaglioe nel DVD, frutto mi sa di giorni di scervellamento allaricerca di qualcosa sono quisquiglie in comfronto alle montagne di balle e di merda fatta passare per notizia che ogni giorno ci propinano feltri, fede e co…se proprio devi prendertela con qualcuno fallo prtima con loro, con tutti i migliai di loro simili e poi, alla fine. se ti resta del tempo, prenditela anche con travaglio.

    • enrix007 16:36 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro anonimo, lo so che ti viene naturale domandarti chi mi paga, fa giustappunto parte dell’azione propedeutica (e pedagogica) al libero pensiero di alcuni straordinari giornalisti che si proclamano "non asserviti". Sono tanto convincenti da persuadere intimamente i propri fedeli che chi come loro "non è asservito" ad una certa causa, debba essere  automaticamente asservito alla stessa.
      E questa è una soltanto delle vergognose violenze psicologiche che questi guru esercitano sull’anima e sullo spirito della nazione, della loro strategia divisionista che è anche la chiave del loro successo.
      Purtroppo invece, ahimè, la realtà è sempre ben diversa. Qui non siamo al Truman Show, ma soltanto nella cruda realtà, quella di chi non prende una lira e ne ha a mala pena del suo stipendio per tirare avanti.
      Berlusconi e dell’utri, poi, non sanno neppure della mia esistenza.
      E questo per amor di precisione.

      Sempre nella stesso mondo crudamente reale, c’è poi anche questo: 1) quelli che ho trovato non son cavilli e tanto meno piccoli cavilli 2) dietro a quest’intervista tu non hai la più pallida idea di che cosa possa esserci 3) i giorni di scervellamento che ho impiegato a studiare questa intervista, sono sempre meno dei giorni di scervellamento impiegati da qualcuno per studiare, elaborare  a tavolino, e realizzare la sua micidiale manipolazione. Te lo garantisco.

    • anonimo 18:16 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      caro gianluca (commento 7)

      hai ragione quando dici che qualcuno ha usato questa intervista per attaccare berlusconi e dell’utri. E’ vero anche che il contenuto dell’intervista non coincide esattamente con le accuse mosse negli anni successivi.

      Non parlerei pero’ di concetto contrario: sarebbe tale se Borsellino avesse affermato che i due sono totalmente estranei alla vicenda.

      Inoltre non e’ affatto vero che Borsellino non sappia del legame Mangano-Dell’Utri: lui stesso conferma che c’e’ un’inchiesta in corso che riguarda i due + alberto. Semplicemente non ne conosce i dettagli.

      Diciamo piuttosto che il concetto portato avanti dai giornalisti francesi, nonche’ da travaglio etc., e’ compatibile con le affermazioni di Borsellino.

      Altra osservazione, piu’ importante:
      Non devi dimenticare il contesto dell’intervista, ovvero quell’insieme di informazioni che si possono ricavare da altre fonti.

      Negli anni 70 Berlusconi e’ un’imprenditore milanese, e assume un capomafia in villa, piu’ tardi definito da Borsellino & C. una testa di ponte tra la mafia siciliana e l’imprenditoria milanese, con mandato di investire i proventi del traffico di droga.

      A me basta questo.

      Piu’ tardi nei processi lo stesso B rifiuta di rispondere a domande su ingenti capitali da lui immessi nel mercato immobiliare a partire dagli anni 70.

      Quando berlusconi scende in campo, il suo partito prende la totalita’ dei seggi in sicilia. Non era mai successo neanche con la DC.

      Questo solo per dire tre cose che trovo eclatanti, ma piu’ passa il tempo e piu’ escono elementi nuovi (ad es i tabulati telefonici del ’92 di cui parla Genchi).

      Fatti tu “una serie di deduzioni, per il rispetto che si deve all’intelligenza”. Unisci i puntini.

      satanetto

    • anonimo 13:57 on 12 January 2010 Permalink | Rispondi

      PER UTENTE 10

      Ho letto con attenzione quanto da te scritto (scusa se mi permetto di darti del tu), il punto chiave è proprio quando tu scrivi che Borselino non dice che sono totalmente estranei alla vicenda. IN REALTA’ LO DICE.

      Non mi trovi d’accordo quando poi dici che Borsellino sa dei LEGAMI tra Dell’Utri e Mangano perchè c’è un inchiesta in corso, Borsellino sapeva benissimo e dovresti saperlo anche tu, CHE UN INCHIESTA IN CORSO NON SIGNIFICA CHE CI SONO LEGAMI, saranno i giudici a decidere e siccome Borsellino da persona inappuntabile quale era,  queste regole le conosceva bene, non si permetteva mai  di far intendere nulla di ufficiale. Saper che c’è un processo o un indagine in corso E’ COSA ASSOLUTAMENTE DIVERSA DAL SOSTENERE CHE CI SONO LEGAMI.

      Se dice di non sapere nulla e quindi non si esprime SIGNIFICA CHE PER LUI FINO A PROVA CONTRARIA SONO TOTALMENTE ESTRANEI ALLA VICENDA. Seguendo la tua interpretazione bastava che nella domanda si chiedeva di D’Alema e Prodi ed automaticamente diventavano collusi, qualsiasi nome si faceva diventava colluso e compatibile, TI SEMBRA UN BUON GIORNALISMO QUESTO?

      Non facciamo salti mortali per trovare le compatibilità, limitiamoci ai fatti. Borsellino NON VUOL FAR INTENDERE UN BEL NULLA, Borsellino dice che sui LEGAMI DEI due NON SA NULLA e che c’è un inchiesta in corso.

      Ancor più grave è l’interpretazione data sulla famosa telefonata tra mangano e gli Inzerillo che è stata trasformata in telefonata tra Mangano e Dell’Utri. A me di Berlusocni e Dell’Utri non frega nulla anzi … chi mi conosce visto che intervengo nel blog di Guzzanti giornalmente sa che non l’ho mai votato e sarei felice sparisse dalla vita politica Italiana.

      La parte  finale del tuo post è piena di fatti che NULLA HANNO A CHE FARE CON QUESTO ARGOMENTO. Cosa c’entra dirmi che era un imprenditore, che ha fatto il pieno di voti in Sicilia, che si è avvalso della facoltà di non rispondere CON IL TEMA TRATTATO? Stiamo parlando dell’intervista a Borsellino e dei suoi contenuti. Stiamo parlando di quello che l’opinione pubblica ha recepito da questa intervista e dal ruolo che ha avuto Travaglio (consapevole o inconsapevole) nell’aiutare a far passare tesi CHE NON ESISTONO.

      Mi vuoi dire che non vuoi Berlusconi? Anche io non lo voglio ed ora che facciamo? Siamo autorizzati a far passare falsità? Io credo che proprio perchè non vogliamo Berlusconi al governo NON DOBBIAMO FARE PASSARE ASSOLUTAMENTE MAI DELLE FALSITA’ SUL SUO CONTO.

      Vedi noi sono giorni che dialoghiamo su questo argomento e sia io che te abbiamo studiato, letto, sentito impressioni, cosa che la maggiornaza del PAESE NON HA FATTO. Fai conto che fra due anni esce fuori questo argomento E L’OPINIONE PUBBLICA SCAVANDO DA RAGIONE A BERLUSCONI E DELL’UTRI che felici dichiarerebbero avete visto come ci diffamano, questa è l’Italia. I Berlusocnes in Italia sarebbero sempre più convinti di stare dalla parte giusta e magari fa anche nuovi proseliti. E’ questo quello che vuoi? Io no. Ci sono tante di quelle schifezze su cui può essere attaccato Berlusconi insieme al suo governo  che sposare tesi come questa di cui stiamo dibattendo MI SEMBRA FOLLIA CHE POSSA TORNARE UTILE SOLO A LUI.  Per questo miarrabbio con Travaglio.

      IO  SONO PER LA VERITA’ senza guardare in faccia nessuno.

    • anonimo 14:01 on 12 January 2010 Permalink | Rispondi

      PER COMMENTO 8

      Ho letto che ti verrebbe da dire chi te paga, riferita ad Enrix. Cosa indelicata per chi ha a cuore la verità. Travaglio lo paghiamo noi che compriamo i suoi libri e quindi da questo lavoro trae dei guadagni, Enrix che lo fa per passione visto che nessuno gli ha ordinato di fare quel che fa, non dovrebbe essere così dileggiato.

      Invece di pensare a chi lo paga, ritengo cosa corretta approfittare degli studi di Enrix, vedere, leggere, perdere tempo, tanto tempo E POI FARSI LA PROPRIA IDEA. Fare come fai mi sembra molto superficiale.

      Gianluca

    • anonimo 17:48 on 12 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ma quando si dice che Berlusconi prende la totalità dei seggi in Sicilia, si intende dire totalità, oppure si intende dire totalità più o meno non facciamo i pignoli?
      Mi viene in mente il politologo Giovanni Sartori quando dice che "Bondi ci spieghi come ha fatto Berlusconi a prendere 61 parlamentari su 61"
      Poi vai a guardare, ed è vero che ne ha presi 41 su 41 nell’uninominale.
      Ma tenendo conto della quota proporzionale, ne ha presi 50 su 55 in totale.
      I 6 che mancano per arrivare a 61 non so dove andarli a pescare.
      E l’anno era il 2001, ma Sartori quello l’aveva azzeccato.
      Nell’anno della discesa in campo, il 1994, Berlusconi raccoglie 37 deputati su 41 nell’uninominale.
      In totale, tenendo conto della quota proporzionale 43 su 55.
      Vi risparmio il 1996 perchè è peggio del 1994.
      Non vi risparmio invece l’anno d’oro del pds, il 1992, quando stava al 10% circa era il 4° partito e prendeva più deputati (6)  rispetto al 1994 quando stava al 17% era il 2° partito e di deputati ne prendeva 4.
      Per arrivare al 2006 quando la situazione è la seguente:
      Sicilia1: centrodestra 56% centrosinistra 44% eletti 13 a 13.
      Sicilia2: centrodestra 60% centrosinistra 40% eletti 15 a 13.
      Cosa è successo? Nel 1992 non c’era la mafia, dal 94 al 2005 sì, nel 2006 di nuovo sparita?
      No, nel 92 c’era il proporzionale, nel 94 e nel 2001 un sistema prevalentemente maggioritario, nel 2006 è tornato il proporzionale.

    • anonimo 20:02 on 13 January 2010 Permalink | Rispondi

      per anonimo 13: parlamento= camera + senato. Nel 2001 il polo ha preso 41 deputati e 20 senatori con l’uninominale. Il proporzionale e’ fatto apposta per recuperare un po’ di secondi arrivati. Vero che col maggioritario e’ piu’ facile fare cappotto ma rimane comunque improbabile..

      per gianluca: diciamo che diamo interpretazioni diverse del silenzio di borsellino. Quanto ai fatti extra non sono scorrelati, servivano come esempio per sottolineare che le accuse di travaglio &c non sono basate solo sull’intervista, ma anche su altri elementi. Sono d’accordo sul pericolo del fondare accuse su elementi inesatti. Comunque e’ anche giusto e auspicabile che il giornalista si spinga piu’ in la’ del giudice nell’interpretare la realta’.

      per tutti: tutta sta bagarre deriva da un errore di fondo dei francesi, che avrebbero dovuto intervistare Guarnotta. Fortuna per noi che Guarnotta ha nel frattempo reso pubblica la sua interpretazione dei fatti.

      satanetto

    • anonimo 02:30 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      Satanetto io ritengo che il compito del giornalista sia quello di descriverci la realtà che vede e renderci partecipe dei fatti che ha modo di risxontrare. FATTI CERTI.

      Fare altro è molto pericoloso. Se io vedo un morto per terra e vicino una persona sporca di sangue ai miei lettori dovrò spiegare quel che ho visto, se contrariamente scriverò che la persona vicino da me notata e probabilmente l’assassino FAREI UN CATTIVISSIMO SERVIZIO AI MIEI LETTORI e darei un informazione condizionata da una mia impressione.

      Gianluca

    • anonimo 11:24 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      #14 satanetto
      Non avevo capito che bisognava guardare solo i seggi assegnati con l’uninominale e non quelli col proporzionale.
      Vorrei capire se possiamo confrontarli con i seggi assegnati nelle elezioni in cui il sistema è proporzionale.
      Prima del 1994 c’è il proporzionale, però non c’è Berlusconi e quindi possiamo confrontare; viene fuori che Berlusconi domina come neanche la DC riusciva a fare.
      Dal 2006 c’è Berlusconi però c’è il proporzionale, quindi non possiamo confrontare; strano perchè nel 2006 guardando i seggi c’è un sostanziale pareggio.

      Possiamo confrontare le percentuali, ma diventa lungo fare una cosa precisa perchè prima del 1994 e dal 2006 i risultati sono divisi per provincia, mentre dal 1994 al 2001 ci sono province che si sdoppiano (la provincia di Palermo viene suddivisa in 10 collegi) e io non ho voglia di mettermi a fare le somme.
      Possiamo confrontare su base regionale, però così vediamo la situazione troppo da lontano e poi ci sono partiti che appaiono, scompaiono, un anno contano le coalizioni e i partiti si raggruppano, un anno non contano e stanno divisi.
      Comunque dall’87 al 2008 a me sembra che ci sia una certa continuità (gli anni precedenti non li ho guardati) con la sinistra ampiamente sotto. Se vogliamo, l’anno anomalo è il 2006, anno migliore per la sinistra e in cui perde su base regionale 60% a 40% circa.

      bart_simpson

    • anonimo 18:52 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi

      se puo’ interessare, i difensori di dell’utri parlano del dvd, decidono di confrontare la trascrizione dell’intervista a verbale con quella sul dvd, ed eventualmente acquisire il dvd agli atti:

      http://www.radioradicale.it/scheda/294607/processo-dellutri-appello

      h 11:40, ultimo segmento prima della pausa

    • enrix007 09:58 on 16 January 2010 Permalink | Rispondi

      @ 17

      Si, ho letto, e me l’aspettavo, perchè noi avevamo già rilevato che la gestione da parte di Guarnotta, così come emerge dalle dichiarazioni di Borsellino,  di un’indagine preliminare su dell’Utri, inficia la sua possibilità allo stesso Guarnotta di fare il giudice successivamente in un processo a carico dello stesso imputato. Con questo appiglio, Dell’Utri può chiedere l’annullamento del processo. La circostanza poi è incrudita dal fatto che nel 93 e soprattutto nel 94, anche a seguito delle voci che giravano su quest’intervista e sui suoi contenuti, la Procura di palermo ha dichiarato ufficialmente alla stampa, in risposta alle pressanti richieste, che non vi erano MAI state indagini su Dell’Utri e Berlusconi, in precedenza, al tribunale di palermo.
      Dal che consegue che o hanno detto il falso, oppure quanto meno vanno chiarite le posizioni di dell’Utri e Berlusconi in quei fascicoli giudiziari di cui parla Borsellino.

    • anonimo 02:36 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

       Va aggiunto che esplicitamente Borsellino segnala a Zagdoun-Calvi e Moscardo che esita nel consegnare ai due il sommario che ha stampato da computer perché lì dentro ci sono pure voci riguardanti Dell’Utri e Berlusconi. Lo dice tenendo i fogli in mano, poi li consegna ai due aggiungendo "non dite che ve li ho dati io". Borsellino, così prudente, dimentica la telecamera e dice ai due che -nero, su bianco- in quei fogli, ci sono voci riguardanti la questione Dell’Utri – Berlusconi. Non ne volle parlare durante l’intervista perché c’era un indagine in corso di Guarnotta. Borsellino si sbagliava? Mah..

      az

    • enrix007 02:44 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Bisogna vedere se il PC nell’estrapolare i nomi di comparenti in un’indagine, assegnava ai nomi anche la funzione imputata nel procedimento, oppure se stampava genericamente dei nomi.
      Se si trattava ad esempio della vicenda della bomba alla villa, e dei tentativi di estorsione di Mangano, Berlusconi poteva comparire come presunta vittima, e Dell’Utri come persona informata dei fatti. E quindi non come indagati.
      D’altro canto ci sarà pur una ragione, se Travaglio usa sempre dire dappertutto che Borsellino parla di indagini "sui rapporti fra Mangano e Berlusconi", anzichè indagini "su mangano e Berlusconi". Se non dice mai così, c’è senz’altro una ragione, essendo tipo che primo pesa molto bene le parole e secondo non perde mai l’occasione di non fare sconti a Berlusconi. E qui gli fa un piccolo sconto.

    • anonimo 15:15 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix due domande:

      1- Se ritieni Travaglio giornalista attento alle parole significa che nel caso "Intervista Borsellino" e tutto quello che ne consegue c’è un evidente mala fede, giusto?

      2- Perchè secondo te gli fa un piccolo sconto, cosa non normale visto che il suo successo è costruito proprio per mancanza di sconti su B. anzi ….

      Gianluca

  • Avatar di enrix

    enrix 11:08 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , marco travaglio,   

    SCARAMUCCE CON MARCO TRAVAGLIO. 

    Zuffa sul blog di Marco Travaglio sull’intervista a Paolo Borsellino, ed il giornalista in persona esce dalla tana, insultando chi ha osato infastidirlo.

    Nei giorni scorsi sul blog di Corrias, Gomez e Travaglio "voglioscendere.it", in QUESTA discussione, è esplosa una polemica fra gli utenti sulle alterazioni dell’intervista di Paolo Borsellino, polemica suscitata dai video prodotti da questo blog "Le verità sull’intervista a Paolo Borsellino".
    Marco Travaglio è stato chiamato più volte in causa, tanto che il giornalista torinese, fatto atipico per questo personaggio ieratico e guruforme, è dovuto intervenire per ben tre volte in prima persona in replica alle pungenti sollecitazioni.
    Naturalmente lo ha fatto semplicemente negando l’evidenza e lanciando insulti da bulletto universitario, ma qualcuno ha già rilevato che si tratta comunque di un fatto eccezionale.
    E quindi, in replica agli insulti, son dovuto scendere in campo anch’io, per forza.
    Riporto quindi per una più immediata comprensione dei termini della querelle, la parte saliente  della discussione, che tra le altre cose contiene, oltre ai tre di Travaglio già citati, altrettanti miei messaggi di replica, nonchè un intervento del blogger e scrittore amico mio,  Gabriele Paradisi.

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    # 14    commento di   Versione integrale ? –   lasciato il 5/1/2010 alle 20:30

     

    Il Fatto Quotidiano dal 18 dicembre scorso distribuisce nelle edicole un DVD dal titolo “Paolo Borsellino. L’intervista nascosta” presentandola come “versione integrale” dell’intervista rilasciata da Paolo Borsellino il 21 maggio del 1992, appena due giorni prima della strage di Capaci. Messa in questi termini l’iniziativa non è affatto banale, nel corso del tempo sono infatti circolate varie versioni di questo lungo colloquio del giudice scomparso con due giornalisti di Canal Plus. Il problema è che differivano fra loro in maniera significativa, il Fatto dichiara di pubblicare ora la versione integrale e non contraffatta del pensiero di Paolo Borsellino, un documento “eccezionale ed inedito”. Ma è davvero cosi?

    Oltre ai 45 minuti di intervista a Borsellino, altrettanto spazio viene riservato sul DVD per la corposa prefazione e postfazione di Marco Travaglio. Quest’ultimo ribadisce come non siano stati effettuati tagli al filmato originale, qualcuno si è preso però la briga di analizzare attentamente quanto proposto da il Fatto e lo ha messo a confronto con altre versioni circolate in rete. Vediamone il risultato nel video che segue, nel quale vengono poste domande precise al giornalista torinese, del tipo: caro Marco, se il DVD che avete pubblicato è veramente “integrale” come dici tu, che fine ha fatto questa parte? E via di seguito, il risultato del DVD a quanto pare più che altro è un mal rifatto.

    Caro Marco Travaglio, a te dissipare i dubbi, anche se conoscendo la tua nota allergia all’autocritica appare altamente improbabile che arriverà mai una risposta


    http://www.youtube.com/watch?v=Pa4e1QqG0lg
    http://www.youtube.com/watch?v=_XMnjVGXqR8

     

    # 33    commento di   Renzo C  lasciato il 5/1/2010 alle 23:36

     

    # 14 commento di Versione integrale ?

    Ho visto uno dei video e mi pare questione di lana caprina, come ho già scritto nel thread precedente.
    Semmai è un altro il punto per cui non può essere definita integrale, ma non lo riposto qui.

    Saluti

    A questo punto, ecco il primo intervento di Travaglio:

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     # 62    commento di   Marco Travaglio  lasciato il 6/1/2010 alle 10:48

    A proposito dei commenti che mettono in dubbio l’integralità dell’intervista a Paolo Borsellino dei due giornalisti di Canal Plus, distribuita in dvd con il Fatto Quotidiano, confermo che si tratta dell’integrale "girato" e non montato da Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo, dal momento in cui giungono dinanzi a casa Borsellino al momento in cui ne escono. Come può verificare chiunque abbia visionato il filmato. Le mascalzonate diffuse ad arte da qualche sito di noti manipolatori si commentano da sole.


    mt


    Ma la discussione prosegue, incurante di questo monito, con decine di altri messaggi di discussione, tanto che Travaglio deve di nuovo intervenire:

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    # 282    commento di   Marco Travaglio  lasciato il 7/1/2010 alle 10:16

     

    Sto seguendo, con un misto di incredulità e sconcerto, l’incredibile dibattito che si sta sviluppando sul nostro blog a proposito del dvd con l’intervista di Borsellino. Forse qualcuno dovrebbe mettere mano al dizionario della lingua italiana per informarsi del significato di "integrale". Intervista integrale non vuol dire che, quando i giornalisti accendono la telecamera, non la spengono e non la spostano più per tutte le ore dell’intervista. Vuol dire, semplicemente, che tutto quel che i due giornalisti francesi hanno girato e stava sul nastro dell’intervista a Borsellino l’hanno dato a noi, che l’abbiamo riversato sul dvd senza togliere nemmeno un nanosecondo. Che poi ci siano delle pause nella ripresa, lo capiscono anche i bambini (non si capirebbe, invece, se l’avessimo montato): per esempio, quando Borsellino chiede di staccare perchè ha una telefonata di lavoro in corso, dopodichè gli rifanno la domanda o quando finisce la cassetta e viene sostituita. Di che cosa dovrei o dovremmo scusarci? Di aver definito integrale un filmato integrale? Di averlo messo a disposizione delle migliaia di persone che non l’avevano mai visto in quella definizione e tutto di seguito? Di aver ricevuto la pubblica gratitudine della vedova di Paolo Borsellino, signora Agnese, e del fratello Salvatore? Quando leggo certi deliri mi cadono le braccia e mi vien voglia di occupare in maniera più dilettevole il mio scarso tempo libero. Poi penso ai tanti che han visto quel video e ci hanno ringraziati, anche nell’affollatissima serata di presentazione a Palermo, e allora penso che vale la pena continuare. Se poi qualche decerebrato vuole continuare a credere che io (o i colleghi francesi, 17 anni dopo) mi sono messo lì a tagliuzzare l’intervista, con la mia nota manualità di montatore cinematografico, per nascondere chissà cosa è libero di farlo. E magari anche di farsi visitare da un bravo specialista.

    mt

    A questo punto il sottoscritto, in qualità di autore dei due video che hanno suscitato il dibattito, si vede obbligato ad intervenire:

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    # 300    commento di   segugio –   lasciato il 7/1/2010 alle 11:37

     

    Sono l’autore dei video "Le verità sull’intervista a Paolo Borsellino" e rispondo al commento n°62 di Marco Travaglio e successivi.


    Caro Travaglio,

    innanzitutto "noti manipolatori" te lo tieni per te che per il trattamento furbo di un testo vanti già una condanna per diffamazione, privilegio che per il momento ancora mi manca.


    Detto questo, e letti gli interessanti commenti di Renzo e le tue repliche, ti dico che le chiacchiere stanno a zero.

    Le due "sfumate" di cui parla Renzo producono la scomparsa di parti dell’intervista che invece sulla trascrizione dell’ Espresso proseguivano ancora per un pezzo, sino a tre fantomatici puntini (e son quei puntini, che ci interessano) , con compiute domande e compiute risposte del magistrato che nel DVD del Fatto non esistono. Quindi, o se le è inventate di sana pianta l’Espresso, o il tuo "girato" non è integrale. Io credo la seconda. E siccome dopo lo sfumo c’erano delle domande (erano francesi, e facevano domande) e delle riposte che sull’espresso sono state invece trascritte, la spiegazione è una sola: qualcuno in uno studio, col culo su una sedia, si è messo lì e ha tagliato.


    Non è dato sapere, come al solito, chi l’ha fatto, e son convinto che non l’hai fatto tu.
    Ma è stato fatto. E se quacuno l’ha fatto, ha tagliato, e perchè li c’era qualcosa che andava tagliato, e non per portarsi a casa un pezzo di nastro come ricordino.

    Possiamo dichiararci pelomeno curiosi di sapere che cosa è stato tagliato senza che tu ti precipiti ad insultare con epiteti tipo"imbecille"?  Grazie ancora e sempre.

     

    Segugio.

    La controreplica di Travaglio, giunge verso sera:

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    # 388    commento di   Marco Travaglio  lasciato il 7/1/2010 alle 18:9

     

    Non so chi sia il tizio che sostiene che gli avrei dato del manipolatore. Non lo conosco nè ci ho mai avuto a che fare. I manipolatori a cui mi riferivo stanno in certi siti che manipolano da anni quello che scrivo sulle stragi e sull’eroica cattura di Riina, e ad essi mi riferivo nel mio commento precedente. Quanto a questo signore, che cita presunte mie condanne per miei presunti articoli diffamatori e manipolatori, gli rammento che il mio casellario giudiziale è immacolato e che Vittorio Sgarbi è stato appena condannato dal Tribunale civile di Torino a risarcirmi i danni per avermi dato del diffamatore ad "Annozero". Quanto al dvd di Borsellino, confermo per l’ultima volta che esso riporta il filmato integrale dell’intervista fatta dai giornalisti francesi nel 1992, che ci hanno riversato l’intera pellicola girata in quell’occasione. Chi non si rassegna e continua a sproloquiare con domandine insinuanti, scambiando normali stop di ripresa per tagli o censure, lo farà d’ora in poi in beata solitudine. ho cose più serie da fare che star dietro alle loro elucubrazioni. e torno a consigliare un bravo specialista.


    mt


    A questo, punto, l’intervento di Gabriele Paradisi, al quale risponde "Renzo C":

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    # 391    commento di   Gabriele Paradisi –   lasciato il 7/1/2010 alle 18:18

     

    @MT – #395


    Ma al di là che il dvd sia l’intervista integrale fatta da Calvi e Moscardo a Borsellino, come spiega le differenze col testo dell’Espresso e soprattutto le differenze con la "clip"?
    Ovvero perchè Calvi nella clip fa a Borsellino una domanda diversa da quella che si vede nel filmato integrale al minuto 37 e 36 secondi?


    http://www.cielilimpidi.com

     

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    # 405    commento di   Renzo C  lasciato il 7/1/2010 alle 19:24

     

    # 391 commento di Gabriele Paradisi

     
    Egregio Sig. Paradisi, ho visto il video a cui si riferisce e a mio modestissimo parere si tratta solo di un ridoppiaggio dell’ audio della domanda posta da Calvi a Borsellino.

    Perchè lo abbia fatto non è dato saperlo (forse perchè era in italiano non perfetto?) ma la sostanza della domanda è rimasta la stessa, così come, ovviamente, la risposta di Borsellino.
    Le faccio un esempio: se le chiedo


    lei si chiama Paradisi di cognome?

    oppure
    Paradisi è il suo cognome?


    Che differenza c’è? nessuna sostanzialmente, è la stessa domanda.


    E’ ciò che ha fatto Calvi, perchè non si sa ma è questione, come ho scritto, di lana caprina.


    La mancanza invece di parte del registrato nel punto che ho segnalato no, in quel punto manca qualcosa, è palese.


    Cordiali saluti

    p.s. complimenti per il suo "Periodista, di la verdad!"


    ______________________________________
    # 388 commento di Marco Travaglio

    Poichè lei è sempre così impegnato, la ringrazio per aver perso tempo prezioso per dedicarlo al suo blog e ai suoi lettori.


    >>Chi non si rassegna e continua a sproloquiare con domandine insinuanti
    ma il punto indicatole lo ha visto, sì o no?


    >>scambiando normali stop di ripresa per tagli o censure


    semmai è lei che lo scambia con un normale stop (non sa di cosa scrive, mi perdoni) e non ho MAI scritto di censure, di mancanza sì.


    >>ho cose più serie da fare che star dietro alle loro elucubrazioni


    non si direbbe, è il suo terzo post, è un record!


    >>e torno a consigliare un bravo specialista


    grazieee :)


    Saluti dal suo personale "imbecille decerebrato"

    E per concludere, le mie due ultime repliche: quella a Renzo C, e, naturalmente, quella a Marco Travaglio:


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    # 449    commento di   segugio –   lasciato il 8/1/2010 alle 2:2

     

    @ RENZO C

    Caro Renzo C., mi scuso per il ritardo con cui replico, ma sono molto impegnato.

    Vediamo dunque di scendere un po’ nel dettaglio.

    Se si esamina il sinottico dell’intervista che io ho messo online sul mio blog da più di un anno, ed il suo completamento che ho realizzato quando è uscito il DVD,:

    http://static.zooomr.com/images/8762137_1cfcfdc36e_o.png

    si vede, leggendo la trascrizione dell’espresso, che nei punti dove lei ha visto la sfumata, la macchina non si fermava per niente, perché l’intervista continuava.

    Con questi passaggi:

    “MANGANO CONOSCEVA BONTADE?

    “Questo ritengo che risulti anche nella dichiarazione di Antonino Calderone [Borsellino poi indica un altro pentito ora morto, Stefano Calzetta, che avrebbe parlato a lungo dei rapporti tra Mangano e una delle famiglie di corso dei Mille, gli Zanca, NDR]…


    E soprattutto, nel contesto del secondo taglio:

    E QUESTA INCHIESTA QUANDO FINIRÀ?

    Entro ottobre di quest’anno …

    QUANDO È CHIUSA, QUESTI ATTI DIVENTANO PUBBLICI?

    Certamente…
    "PERCHÉ CI SERVONO PER UN’INCHIESTA CHE STIAMO COMINCIANDO SUI RAPPORTI TRA LA GROSSA INDUSTRIA"

    “Passerà del tempo prima che …”

     

    Quindi, il DVD non è integrale. Ci sono dei tagli. E li vede quei puntini? Ecco, io credo che sarebbe interessantissimo sapere cosa c’era lì, al posto di quei puntini.

    Lana caprina? Mah. Lei dice dunque che vedere differenze nel punto dove ho segnalato quell’alterazione (perché ovviamente si tratta di una modifica postuma; quando ipotizzo che si possa pensare ad una domanda posta veramente al giudice, e poi tagliata, faccio dell’ironia, ma l’ironìa è per pochi) è questione di lana caprina. Poi fa l’esempio col cognome di Paradisi.

    Guardi, caro Renzo, qui noi abbiamo due Paolo Borsellino.

    Il primo è un Paolo Borsellino che ad una domanda piuttosto ampia sui rapporti  fra Cosa Nostra e industria, (gli era stato chiesto di esprimere un giudizio sulla fusione tra cosa nostra ed industriali al di sopra di ogni sospetto come Berlusconì o Dell’Utri) risponde che, A PRESCINDERE DAI NOMI SPECIFICI DI BERLUSCONI E DELL’UTRI (perché su quei nomi egli precisa di NON POSSEDERE ELEMENTI tali da poter esprimere opinioni), la mafia iniziò a cercare sbocchi in quella direzione, cioè quella dell’industria e del commercio lecito, per reinvestire il denaro illecito o paralecito, DALL’INIZIO DEGLI ANNI 70 IN POI.

    L’altro è un Paolo Borsellino che, quando gli viene chiesto di dare una spiegazione all’anomalia (“non trova strano?”) dei “collegamenti fra Mangano e Berlusconi”, risponde che la mafia ALL’INIZIO DEGLI ANNI 70 (“in poi” viene magistralmente fatto sparire nel “montaggio frettoloso” della versione trasmessa in RAI. Se n’era accorto?) stava cercando sbocchi per investire i suoi soldi. In pratica il secondo paolo Borsellino, è un Borsellino che implicitamente ma neanche troppo implicitamente (grazie ai tagli della pellicola ed alla domanda postuma) motiva le frequentazioni fra Mangano e Dell’Utri con i trasferimenti di denaro della mafia avvenuti all’inizio degli anni 70.

    Il primo è il Borsellino originale, naturalmente.

    Il secondo, quello della versione dove il francese si prende la briga di piantarsi davanti ad un microfono, registrare una domanda a giudice ormai sepolto e sostituirla a bella posta alla domanda originale, è quello di RaiNews24, quello della “Demo” di 10 minuti confezionata a titolo esemplificativo e riassuntivo, quello del “montaggio un po’ sbrigativo” fatto “a dimostrazione della GENUINITA’ dell’intervista”, di quella “ piccola clip”, quel “piccolo estratto dell’intervista che è stato montato FRETTOLOSAMENTE da qualche tecnico, senza nemmeno la loro supervisione”.

    Ora, le sembra che le differenze fra i due Borsellini siano differenze di lana caprina? Ma si, mi dirà lei.

    In fondo che differenza passa tra un Borsellino che accusa implicitamente Berlusconi del reato di riciclaggio ed uno che non lo fa per niente? Proprio nessuna, no?

    Se il Borsellino vero fosse il secondo, non ci sarebbe per niente da stupirsi se la Corte giudicante del Borsellino-bis avesse voluto richiamare quest’intervista fra i moventi “coadiuvanti” della strage.
    E guarda un po’, la Corte l’ha proprio fatto, come giustamente ci ha ricordato Travaglio nella prefazione.
    Peccato però che il Borsellino vero era il primo.

    A Marco Travaglio, che brandisce querele, rispondo domani.

    http://segugio.splinder.com/


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    # 480    commento di   segugio –   lasciato il 9/1/2010 alle 2:24

     

    Egr. Dott. Travaglio,

    Le do del “Lei” perché col suo messaggio 388 la cosa è diventata un po’ più formale.

    In questa discussione due persone, con il messaggio n° 14 e n°33 hanno manifestato alcune perplessità suscitate dal DVD dell’intervista a Paolo Borsellino, e si sono richiamate per il caso, il primo indicandone anche i link, a due video  di mia creazione ed inseriti nel mio sito, indicato in calce, nonché su youtube, sul mio canale personale.

    Nella sua personale replica n° 62, Lei ha additato queste come “mascalzonate diffuse ad arte da qualche sito di noti manipolatori”, le quali, sempre a suo dire,  “si commentano da sole.”.

    Le “mascalzonate” in questione consisterebbero, tra l’altro,  nella tesi che il “girato” allegato al Fatto non sia, in realtà, il girato integrale, ed effettivamente tali “mascalzonate” sarebbero state diffuse in primis dal mio sito, in particolare mediante uno dei due video citati, avente titolo “Caro Marco, facci sapere.”.

    Senza volere per ora scendere nel merito della discussione, e rimandando il piacere di dimostrarLe  che non si tratta affatto di “mascalzonate”, rimarco che Lei con riferimento al sito che tali “mascalzonate” avrebbe diffuso, il quale purtroppo è il MIO sito, lo ha definito  come un sito di “noti manipolatori”.

    Ora, non essendo il sottoscritto né noto, né manipolatore, né quindi e a maggior ragione un “noto manipolatore”, mi pare, stante il quadro, di poter accampare il diritto, come già ho fatto nel mio messaggio precedente con riguardo all’ingiuria stessa, di girare al mittente l’avvertimento consistente nell’esempio del malcapitato Sgarbi, il quale per aver parlato a vanvera a Suo danno, a seguito di causa civile da Lei promossa, è stato condannato a risarcire per l’appunto tale danno. Condanna,  peraltro, di primo livello di giudizio civile, e quindi appellabile, ritengo,  così come appellabile era la sentenza di condanna  che testè ebbi il pregio di rammentarLe, e vale a dire quella dove il giudice monocratico del Tribunale di Roma Roberta Di Gioia, in riferimento ad un suo articolo, scrisse nello specifico provvedimento: “nel caso di specie non risulta rispettato il fondamentale limite della scriminante, vale a dire la veridicità della notizia. La notizia come riportata non risponde a verità”.

    E dove poi scrisse: “e’ evidente  che l’omissione del contenuto integrale della frase di Riccio, riportata solo parzialmente nell’articolo redatto da Travaglio ne ha stravolto il significato.”

    E dove quindi scrisse: “ Travaglio ha fornito una distorta rappresentazione del fatto riferito dalla fonte le cui dichiarazioni lette integralmente modificano in maniera radicale il tenore della frase che nell’articolo è stata AGGANCIATA AD ARTE IN MANIERA PARZIALE subito dopo la descrizione del nebuloso contesto di intrecci relativi ad affari illegali, al precipuo scopo di insinuare sospetti sull’effettivo ruolo svolto da Previti”.

    E dove scrisse: “le modalità di confezionamento dell’articolo risultano peraltro singolarmente sintomatiche    della sussistenza in capo all’autore di una precisa consapevolezza dell’attitudine offensiva della condotta e  della sua concreta idoneità lesiva della reputazione di Previti

    E dove infine scrisse: “La circostanza relativa alla presenza dell’onorevole Previti in un contesto di affari illeciti e di pressioni indebite è stata inserita nel corpo dell’articolo mediante un accostamento indubbiamente insinuante con l’effetto di gettare una pesante ombra sul ruolo avuto da Previti in quella specifica situazione e con chiara allusione ad un suo coinvolgimento nella vicenda, acquisendo perciò una evidente connotazione diffamatoria

    Insomma, di quella condanna lì, stavo parlando. Condanna di primo grado, certo; pena sospesa, certamente; sotto regime di indulto, che diamine; appellata, ci mancherebbe.

    Tutte ottime cose che sospendono gli effetti della sentenza di condanna e quindi ne impediscono l’iscrizione sul casellario giudiziale, (quello da Lei esibito scintillante di pajettes), ma che non disintegrano la sostanza del giudizio stesso, la quale rimane lì dov’è, condivisibile o meno. Condivisibile o meno, beninteso, solo relativamente alla parte dell’intervento di amputazione delle dichiarazioni di Riccio da Lei effettuato, nel senso se questo sia avvenuto in effettivo stato di coscienza, come dice il giudice, o di incoscienza. In questo secondo caso Lei avrebbe dipinto INVOLONTARIAMENTE un quadro dove Cesare Previti risulterebbe presente, e quindi coinvolto, in un contesto in cui si perpetrava un grave reato di subornazione. Perché sul fatto che nel Suo articolo il Previti in quel contesto ci risultasse, non ci piove, e non basteranno certo i sei occhi da Lei invocati, né eventuali dodici o sessantaquattro successivi, per affermare che è vero il contrario. No, la mission è dimostrare ai sei occhi che vedon meglio di due, che lei non l’ha fatto apposta. O forse anche solo di dimostrare come non provabile che Lei l’abbia fatto apposta, anziché per non aver fatto più attenzione.  Le auguro di cuore di riuscirci.

    Detto questo, mi ritiro da questo suo giardinetto dei bambini fortunati, quelli  cioè cui viene magicamente concessa dalla dea bendata la possibilità di dare libero sfogo al proprio sdegno, di cementare le proprie convinzioni politiche, grazie ora ad un soggetto che muta, ora all’avverbio che scivola, ora all’oggetto che manca all’appuntamento, ora al verbo che, offeso da un raggio di sole troppo intenso, si ripara dietro all’ombrellone non senza aver trovato però prontamente un valido sostituto, anche se, ahimè, di  significato non proprio identico, e magari supportato da un ficcante aggettivo in cerca di impiego.

    E così, vuoi per un caso, vuoi per un accidente, vuoi per un tecnico di montaggio  troppo frettoloso e non supervisionato (ed io aggiungerei: anche ben ubriaco), vuoi per ragioni di sintesi, vuoi per sfiga o per dimenticanza, ecco sorgere i nostri personaggi di cartone: i Previti ubiqui che partecipano ad un reato di subornazione pur trovandosi  da un’altra parte, i Borsellino che indicano nel riciclaggio del denaro della mafia le ragioni dei collegamenti fra Mangano e Berlusconi pur non avendolo mai detto in vita loro, i Dell’Utri che per telefono si fanno portare droga in albergo anche se in quell’albergo non c’erano ma c’era un altro, così come c’era un altro al telefono, indagini che appaiono in corso quando invece ne è già stata richiesta l’archiviazione,  ecc…ecc…

    Tutti casi fortunatissimi e fortuitissimi, intendiamoci bene, di cui non ha colpa nessuno.

    Lungi da me quindi voler turbare i sogni dei bambini  e spezzare l’incanto del magico mondo di Gianni Rodari e delle sue paroline indisciplinate.

    Soltanto insisto nel rammentarLe la domanda che Le ho posto nel mio video, e che rimane senza risposta: come mai nella “demo” di 10 min montata frettolosamente da un tecnico senza supervisione e poi trasmessa da RAINEWS24, c’è Fabrizio Calvi che formula a Paolo Borsellino una domanda che nel video “integrale dallinizioallafine” allegato al Fatto, non compare?

    Se Lei, Travaglio, non sa rispondermi, potrebbe sempre aiutarmi a girare la domanda a Calvi, il quale forse non supervisionava i montaggi perché era già troppo impegnato ad implementarne i contenuti in sala di registrazione.

    Buone cose.

    enrico tagliaferro (enrix).

    P.S.: Lo specialista può essere utile anche solo per sedare una crescente  predisposizione agli eccessi di iracondia ed all’ingiuria. Quando questi poi dimostrano di sconfinare spesso e volentieri nello sbrocco, direi che è molto consigliato.

     
    • anonimo 20:50 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

    • anonimo 21:47 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sei riuscito a stanarlo e a metterlo all’angolo, ora vediamo se ti risponde
      o se preferisce non insistere
      Maria

    • anonimo 22:27 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

      Maria angelica vedi che Marco Travaglio ha risposto, notizia fresca, e il segugio non ci fa una bella figura

      http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/comments/2415318

    • anonimo 23:35 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sisi proprio una figura pessima
      l’arrampicata sui vetri di Travaglio
      spaventerebbe chiunque eheheh

      L’arte del divagare
      ma che bell’esercizio di retorica da parte dell "opinionista satirico"…..
      solo che non basta…..

      Che Carini Sympatros e Sagra
      Travaglio non sa neanche che esistono
      ora sul blog è costretto ad intervenire
      per rispondere a Enrix
      ed eccoli per la prima volta da anni su voglio scendere
      con i loro strusciatine,spacchi e tacchi a spillo
      per farsi "belle" con lui
      che ovviamente continua ahimè a non cagarli…

      Non sono un’amore?

      Rake

    • anonimo 00:12 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      non ci sta facendo una bella figura ma secondo me la smorza qui sta storia… prevedo silenzio stampa :)

    • poliscor 02:43 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

       Eh si, bella risposta: uno sproloquio al 97% dedicato alla sua condanna ed un 3% per dire "lei non sa chi sono io, faccio come mi pare, rispondo come e quando mi pare".
      Tipico.

      P.

    • anonimo 03:55 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro il mio amico Segugio, ho postato questo commento sul sito di Travaglio e lo lascio anche a te.
      Un abbraccio
      Alessandra  Fontana

      Ahi…Ahi… Il travagliato pennivendolo si è seccato ed ha risposto con tono piccato quando il buon Segugio l’ha trovato con le mannine esili e diafane nella marmellata!

      Titolo in terza persona e poi un mare di non risposte. Peccato.
      Una "multina" della Corte d’Appello per le balle raccontate in un articolo non è sinonimo di non colpevolezza, ma non sporca la fedina penale e il pennivendolo fa il furbo… Peccato.
      L’intervista a Borsellino (pover’uomo, mi dispiace vederlo strumentalizzare dalla sinistra, lui ne soffrifebbe doppiamente) è evidentemente manipolata e il pennivendolo non risponde. Peccato.
      Ma come, Marcolino si affanna nel chiedere e pretendere risposte a domande banali sull’alcova di Berlusconi e poi non risponde ad accuse gravi di manipolazione della verità? Peccato.
      L’allusione ad uno specialista per chi lo contraddice è banale e sciatta. Peccato.
      Il tentativo di attribuire frasi non scritte agli interlocutori al fine di ribaltare la realtà per trarne vantaggio, è triste oltre che becero. Peccato.
      E poi quella chiusa prepotente e presuntuosa che ancora una volta svela perfettamente il personaggio… che pena.

      Paghi la "multina" (le faccio notare che la cifrettina equivale allo stipendio mensile di un operaietto, quindi non sia snob!) e smetta di fare il furbo, travagliato pennivendolo, maestro del copia incolla e cancella quello che non mi fa comodo.
      Non molti italiani fortunatamente la ritengono persona seria e lo dimostrano quando vanno a votare.
      A proposito, a quando la candidatura con Di Pietro?

      L’ho già detto, ma mi sento di ripeterlo, che pena.

      Alessandra

    • anonimo 04:20 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix un inizio d’anno col botto. Travaglio come al solito in pubblico se la tira, in privato starà rosicando causa la figura che gli hai fatto rimediare.
      Complimenti di nuovo!

      Davide Baldoni

    • anonimo 17:37 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Complimenti Enrix, come spesso fai hai messo in evidenza contraddizioni importanti nel giornalista che viene considerato lIL PRIMO DEI POCHISSIMI VERI GIORNALISTI ITALIANI, SOPRATUTTO GIORNALISTA SENZA CONDIZIONAMENTI.

      Solo un piccolo appunto, per precisione, sulla risposta che ti ha dato Travaglio riguardo il fatto che la richiesta d’archiviazione era impossibile da conoscere visto che era di due settimane prima della messa in onda della tasmissione, e quella news NON POTEVA ESSERE UFFIICIALMENTE CONOSCIUTA DA M.T.

      Gianluca

      P.S. E’ stato molto bravo anche Gabriele che entrando nel confronto ha posto le 10 domande a Travaglio, tutte molto ben fatte ed interessanti, peccato che M.T. stia facendo la figura barbina di d’Avanzo. Speriamo ci faccia la grazia, facendo luce su molti argomenti interessantissimi.

    • enrix007 13:21 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      Gianluca, ho replicato a Travaglio sulla barzelletta del segreto istruttorio.

      Come vedi, anche in quel caso, si tratta sempre di affermazioni evidentemente poggianti sul convincimento di avere a che fare con degli sbarbatelli che come tanti suoi ammiratori bevono senza mai controllare cosa c’è nel bicchiere.

    • anonimo 20:56 on 11 January 2010 Permalink | Rispondi

      Lascio la mia opinione: non avete capito una fava.

      Renzo C

    • enrix007 10:39 on 13 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ed io ti lascio invece la mia: oltre a non aver capito tu una fava, sei anche un bell’ingenuo.

      Continui a rompere i marroni con sta storia delle sfumate che è solo un minuscolo pezzo del puzzle, e non capisci che se non la interconnetti con i documenti precedenti (soprattutto la trascrizione "Espresso") ed i dati storici, tu non vai da nessuna parte. La storia poi della "truffa" sulla vendita di una cosa passata per integrale che invece non lo sarebbe, che per te rappresenta il problema centrale e a fottersi tutto il resto, fa ridere i polli. Qui ti è stata venduta plastica e cartone  col trucco da acciaio inox, e tu ti lamenti perchè ne manca un angolino sostenendo che quello è il fatto fondamentale, poi chissenefrega se è plasticaccia da due soldi, fatto già dimostrato. Basterebbe fosse stata integrale, e poi chissenefotte se il magistrato è stato strumentalizzato da defunto, anche solo per quel che già si vede.

      Tu dici che io ho offerto a Travaglio la possibilità di ritirarsi senza rispondere, quando invece basta prendere atto di una cosa: a te Travaglio ha già risposto, a me no. Ti ha liquidato con due stronzate, e continuerebbe a farlo se solo volesse, perchè alla fine è suo buon diritto farlo, seccarti con un bel "echecazzoneso che son ti sfumi? Io non c’entro nulla. Potrebbero essere molte cose" Punto.
      Il perchè è chiaro: se lo solleciti soltanto sull’aspetto "tecnico" della presenza di una  dissolvenza, quello ti porta a vendere dove vuole, come ha effettivamente fatto.

      Ciò che mette in difficoltà Travaglio in questo momento, invece, sono le prove del lavorìo manipolatorio che c’è stato intorno a questo intervista, sono i pezzi di manipolazione incontrovertibili che io gli sto sbattendo in faccia (ai quali gli sfumi concorrono solo come indizio) e sui quali egli si guarda bene dal rispondere, perchè qualsiasi risposta lo metterebbe in merda.
      Tutte le sue risposte invece toccano solo ed esclusivamente il problema dei neri, quello che tu gli hai posto, perchè lì ha buon gioco, lì sa benissimo che tanto lì può nascondersi dietro il dito e non si arriva da nessuna parte, perchè avulso dal resto, diventa un falso problema, o comunque un problema soltanto latente.
      Sul fatto invece, incontrovertibile, che al posto di quei neri sull’Espresso compaiano delle domande e delle risposte precise, come vedi egli fa come le tre scimmiette, e si guarda bene dall’entrar nell’argomento.

      Ed è questo il problema di Travaglio di fronte al pubblico, sia dei suoi sostenitori che dei suoi detrattori, perchè lì perde la faccia.

      Sullo sfumo lui non perde la faccia, perchè in mancanza di una definizione precisa di che cosa rappresentino effettivamente quei "neri", anche se io e te o zulawski (che non è uno sbarbatello, è un regista della TV svizzera) come tecnici sappiamo bene che essi rappresentano una prova di un’intervento di "taglio" del girato, di fronte al pubblico medio, specie dei suoi ammiratori, ciò non rappresenterà mai nulla di grave, sino a che lui continuerà a sostenere apoditticamente che non rappresenta nulla di grave. Il perchè è chiaro: alla prova contraria si arriva attraverso un ragionamento tecnico e logico che chiunque può sentirsi non obbligato a fare, specie se in malafede. Invece la mancanza dal "girato" di parti pubblicate e/o trasmesse in precedenza da vari mezzi d’informazione, rappresenta un pugno negli occhi, secco ed immediato, anche per chi è armato e pronto a ribattere in malafede, e pertanto quello è il centro del problema. Tu gli stai dando una mano, a Travaglio, per sfuggire da questo fulcro.

      Io ho trovato sino ad ora il tuo contributo alla ricerca per definire la storia di quest’intervista, molto importante, e l’ho sostenuto, ma se tu al contrario nei miei confronti continui a dire minchiate  tipo quella che io avrei fornito a Travaglio la scusa per non rispondere, allora per piacere scansati ed ognuno per la sua strada.

      Buone cose anche a te.

    • anonimo 15:49 on 13 January 2010 Permalink | Rispondi

      Non so come spiegartelo, forse con un disegnino?
      Visto che sei un analizzatore acuterrimo, purtroppo affetto da logorrea, non ti sarà sfuggito che ho letto ‘cazzillo’ e altre storie, peccato che siano quasi indigeribili, anche se dettagliatissime fino allo sfinimento.

      La sostanza di ciò che ho portato è data proprio dal fatto che a domanda semplicissima e comprensibile da TUTTI, adulatori e critici, NON ci può essere altra risposta se non ‘scusate’.

      Infatti a me ha risposto con uno splendido ‘armonico magmatico’ roba da sbellicarsi dal ridere :D
      Mentre te/voi gli offrite sempre degli appigli dialettici su cui controbattere, ed infatti vi risponde a tono.

      Non ti offro ancora un altro appiglio che ci sarebbe, anche se mi è già sfuggito, perchè se non sei/siete in grado di apprezzare questa fondamentale differenza è inutile e strumentale che andiate oltre.

      La gente deve capire il messaggio, non abbioccarsi.

      Stammi bene anche tu e tenta la sintesi, Travaglio ti batte e di molto sulla chiarezza.

      Renzo C

      p.s. in quanto a rompimarroni direi che con te non c’è gara: vinci per distacco :)
      Turo tuo aveva il ciuccio e riempiva il pannolone quando lavoravo in tv io: in analogico non è cambiato praticamente un cazzo fino al digitale.

    • enrix007 22:51 on 13 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Renzo C., sei troppo modesto:
      a giudicare da quanto hai scritto su voglioscendere su ‘sti sfumi, non mi pare proprio che vi siano speranze, nè io nè altri, di sottrarti il primato in quanto a logorrea.
      Inoltre ti voglio rammentare un piccolo particolare dell”arte del discutere: per dire una bugia, bastan due parole. La bugia è sintetica nel DNA, perchè al fine di essere difficilmente smascherata, deve essere per forza di cose omissiva e dettagliata quanto meno possibile. La demolizione della bugia, al contrario, non può esserlo, perchè deve per forza richiamarsi a tutti i dettagli di un fatto omessi dalla bugia, e possono essere molti.
      Non solo: più la bugia è diabolica ed efficace, più occorrono argomenti ampi e profondi per demolirla.
      Copia due righe da un verbale giudiziario, con tre parole in premessa, e seduta stante infili un tizio in un ufficio dove si sta subornando un teste. E non è che la ricopiatura di due righe di un verbale giudiziario! Quasi quasi non c’è nulla di male. Così sostiene Travaglio.
      Per spiegare invece che c’erano altre due righe subito dopo che il teste lo scagionavano, mutando il significato delle due precedenti, fatto che rende moralmente e legalmente inaccettabile l’eventuale iniziativa di ometterle, occorre uno spazio almeno triplo, per quanto tu sia conciso.
      Pertanto tu non puoi porre a confronto la brevità e la chiarezza di Travaglio con la mia, poichè facciamo due mestieri diversi, non so se mi spiego.

      Inoltre se tu rilevi che egli abbia risposto a tono, vuol dire che non hai una corretta percezione di quanto accade.  Se lo desideri, possiamo anche scendere nel dettaglio.

      Ma soprattutto, per quanto concerne i tagli dell’intervista, guarda che lui ha risposto solo a te, leggi bene. Ha risposto solo a te perchè tu gli hai dato un appiglio per parlar d’altro.
      A me no che non ha risposto, neppure con una sillaba.

      Perchè centro il bersaglio, senza possibilità di replica. (con me non basta uno "scusate", ehm….)

      Ciao.

    • enrix007 22:54 on 13 January 2010 Permalink | Rispondi

      P.S. : Io non ti ho detto che cosa fa Zulawski per ingaggiare una gara di esperienza fra voi due.
      Io ti ho solo detto che cosa fa Zulawski.

      Della tua prodigiosa e vetusta esperienza avevi già scritto su voglioscendere, ed io avevo letto; non ho ragione per dubitarne.

    • anonimo 00:57 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      No caro Enrix, la logorrea è solo tua: non la misuri a numero di post, ma dalla lunghezza (mi pareva ovvio)
      Anche il pistolotto sui 2 diversi mestieri (tu e Travaglio) c’azzecca poco, perchè al mio semplicissimo e breve rilievo (quindi non lungo come i tuoi) ammetti pure tu che sarebbe bastato un "scusate".
      E’ vero, peccato però che ti sfugga il seguito……. (c’è c’è, dai che ti viene in mente)
      Quindi il tuo postulato sul come smentire la bugia cade miseramente, sei d’accordo vero?

      Sul fatto poi che a te non abbia risposto… beh mettiti d’accordo con te stesso :D
      Hai riletto i tuoi articoli o devo citarteli? ;)
      Massì dai
      "Caro Travaglio,vedo che nel suo lungo commento, dedicato in gran parte a replicare al sottoscritto (ne sono onorato),"
      Dalla Settimana Enigmistica: chi l’ha scritto?

      Con Arturo ci siamo chiariti, e dalle offese siamo passati al dialogo; mi scuso con lui e con tutti, ma sai, dopo 1.100 post dove ne ho prese da tutte le parti…. beh le palle a me girano, tu sei un santo?
      Anche se Arturo scrive delle cose poi si smentisce…. tu lo capisci? io no, sarà un tipo indeciso di natura.

      Saluti

    • anonimo 01:09 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      Dimenticai di firmare, sorry, son sempre io

      Renzo C

      Saluti

    • enrix007 02:01 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sul fatto poi che a te non abbia risposto…

      "Caro Travaglio,vedo che nel suo lungo commento, dedicato in gran parte a replicare al sottoscritto (ne sono onorato),"
      Dalla Settimana Enigmistica: chi l’ha scritto?

      Io.

      Ed ora senti questa:

      "…Lei si è applicato fortemente nella finissima arte del parlar d’altro" (cioè del non rispondere)
      Dal "Questionario per il patentino del piccolo manipolatore travaglino": chi l’ha scritto?

    • anonimo 03:34 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      Tu!
      E allora vedi che devi metterti d’accordo con te stesso? :D

      A parte questo però, sul resto non è che mi dai delle gran risposte.
      Non che siano dovute, però… faccia Lei, al suo buon cuore :)

      Postulato?
      Possibile seguito? (non l’hai ancora trovato, sii sincero)

      Comunque l’ "armonico magmatico" è perla di rara confusione e fumo negli occhi, e quella, modestamente, è tutto per me.

      Saluti

      Renzo C

    • anonimo 01:00 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Renzo reputo il tuo lavoro UN OTTIMO LAVORO, che calzava perfettamente con il lavoro di Enrix. Due lavori diversi, il tuo un tecnicismo che dimostrava un modo di fare di Travaglio antipatico, anche se sullo stesso,  il commento di Arturo ha un qualcosa di reale, il lavoro di Enrix di contro è una lunga analisi che metteva in evidenza ancora una volta un Travaglio  superficiale, in buonafede o cattiva fede, poco professionale, o non so che altro TUTTE COSE CHE NON POSSIAMO SOSTENERE PERCHE’ CI SFUGGE QUALCHE VERITA’.

      Quando attacchi Enrix per la sua lungaggine mi sembra un attacco gratuito, qui stiamo cercando di capire come funziona il ns paese. Stiamo cercando di capire come mai il giornalista d’inchiesta più affermato in Italia cade in errori grossolani, stiamo cercando di capire come mai certe situazioni strane si ripetono spesso con meccanismi simili.

      Cosa ci interessa la lungaggine? A volte è necessaria. Enrix, come il suo amico gabriele,  che hai detto di conoscere bene complimentandoti con lui se non mi sbaglio, per l’ottimo Periodista di La Verdad, cercano LA VERITA’, e quando trovano delle incongruenze, studiano, ricercano, analizzano.

      Non capisco realmente questa tua avversità nei confronti di Enrix e queste polemiche.

      Ciao Gianluca

    • anonimo 13:03 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Gianluca, che il mio lavoro sia ottimo è un’ esagerazione notevole.
      Semmai di ottimo c’era che LO CAPIVANO TUTTI e al volo, è questo che sfugge a enrix il logorroico :D
      La cosa non è di poco conto, perchè erano molte le voci che chiedevano spiegazioni (mai avute).
      Sulle valide ma cervellotiche e logorroiche obiezioni di enrix scatta inesorabile l’abbiocco.

      Io non ho alcuna avversità ad enrix e riconosco che i suoi approfondimenti sono validissimi ma soporiferi.

      Avrei anche smontato il suo “postulato”, detto anche il primo postulato del segugio: “per smontare una balla bisogna scrivere un poema”.
      Avrei appena dimostrato il contrario: con 2 righe, precise che vanno al cuore della balla, ottieni un risultato migliore.
      Quale?
      Le leggono e capiscono molti di più e ti inchiodano a rispondere o “scusate” (mai letto) o un favoloso “armonico magmatico”, che, se permetti, mi appartiene e ne rido con mucho gusto :D

      Saluti

      Renzo C

      Adesso si attende l’ enrix che sostiene il suo postulato e intanto non ha ancora capito il possibile seguito nascosto (mica vero, l’ho pure scritto, ma vallo a trovare adesso) ;)

    • anonimo 15:51 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Renzo non fare il modesto … l’ottimo lavoro l’hai fatto e spesso nei confronti dimostri di essere pragmatico, chiaro ed a conoscenza di quelo che dici, però mi ritorni sempre sulla presunta logerrea e poca chiarezza di Enrix.

      Io penso che capire qualcosa riguardo il filo sottilissimo che lega tutti gli argomenti intorno ai due giudici uccisi (papelli, conversioni di Cianciminio, processi a Mori e Canale, trasferimenti, inchieste Mafia ed applati, magistrato Stepankov o come si chiamava, processi vari tra cui spicca quello a del’utri condannato in primo grado) SIA COMPLICATISSIMO PER L’ENORME MOLE DI INFORMAZIONI E FATTI IN CAMPO, ora se chi fa l’analisi (in questo caso stiamo parlando di Enrix) non è bravo nella sintesi, come me d’altronde :-(

      parliamo di lana caprina, non credi? Potrebbe essere più sintetico ed appassionare maggiormente i lettori? POTRA’ ESSERE SICURAMENTE VERO, ma ritengo che Enrix, visto che stiamo aprlando di lui, ABBIA UN ALTRO OBIETTIVO, cercare con i mezzi in suo possesso DI FARCI COMPRENDERE LE NUMEROSE CONTRADDIZIONI CHE SMASCHERANO UNA REALTA’ CHE NON ESISTE.

      Non deve vendere, non deve fare i soldi, vuole grazie alla rete, aiutare LA VERITA’, cosa che ravvisavo anche in te grazie alla tua affermazione del girato ed alla domanda che hai fatto a Travaglio, ENTRAMBI VOLEVATE FAR TRIONFARE LA VERITA’, tutto qua.

      Tu giustamente preoccupato che la maggiorparte della gente non segue cose che fanno perdere troppo tempo (è vero ma ciò non toglie che io mi appassiono maggiormente a cose più complesse e che so mi fanno perdere più tempo, questo per farti capire che non tutti siamo uguali), posti e poni u tema DI SEMPLICE COMPRENSIONE, Enrix seguendo un filone che gli sta a cuore ha scviscerato temi un po più complessi ma entrambi …

      STATE FACENDO UN OTTIMO SERVIZIO ALLA VERITA’

      per questo vi ho accumunato e reputo un po esagerata la polemcia.

      Gianluca

      P.S. Ti conosco da poco, si vede che sei persona svelta, inteligente, chiara, hai molte qualità ma credimi quando scendi in qualche svarione tipo le prime battutine ad Arturo cadi troppo in basso. Capisco le tue ire ma mi permetto di darti il consiglio di cercare di essere ironico SENZA SCADERE.

    • anonimo 16:28 on 15 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Gianluca, ti ringrazio ancora ma credimi è stata cosa di poco conto.
      Enrix non è poco chiaro, mai scrito, ma logorroico sì.
      Il suo postulato "per sbugiardare servono molte più parole di chi mente" è una cavolata, provasse ad essere sintetico avrebbe molti più lettori, sarei pronto a scommetterci.
      Questo non intacca in alcun modo le sue eccellenti indagini, solo che così come le espone…. l’abbiocco è in agguato :D
      Talvolta prima di leggerlo ti giuro che guardo quanto è lungo "il pezzo" poi decido.
      Con Arturo ci siamo chiariti, ed è stata colpa mia, lo ammetto senza problemi; posso avere al limite solo la scusa di una settimana  di insulti vari e improperi anche da "amici", per un totale di circa 1.100 post.
      Magari avevo le palle a elicottero? probabile :)

      Saluti

      Renzo C

    • enrix007 02:19 on 21 January 2010 Permalink | Rispondi

      UNA PRECISAZIONE: nel messaggio n°12 ho scritto che arturo zulawsky è un regista della TV svizzera. Si tratta di un errore conseguente un’informazione ricevuta non dal diretto interessato, da me equivocata.
      Arturo non fa quel mestiere, ma è comunque esperto di videoprocessi e videoapparecchiature.

  • Avatar di enrix

    enrix 09:06 on 31 December 2009 Permalink | Rispondi
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    CARO MARCO, FACCI SAPERE 

    Le verità sull’intervista a Paolo Borsellino – 2

    "CARO MARCO, FACCI SAPERE". Ecco il secondo video che abbiamo prodotto per illustrare le manipolazioni effettuate sul girato della famosa intervista rilasciata da Paolo Borsellino a due giornalisti francesi il 21 maggio 1992. Questo secondo capitolo contiene una lettera aperta a Marco Travaglio.


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    CARO MARCO, FACCI SAPERE.

    Per il secondo capitolo sulle manipolazioni della famosa intervista al magistrato Paolo Borsellino, realizzata due mesi prima che egli fosse barbaramente assassinato insieme agli uomini della sua scorta a Palermo, in via D’Amelio, dobbiamo ancora chiamare in causa il giornalista Marco Travaglio.

    Marco Travaglio ha realizzato la prefazione e la postfazione, per una durata totale di circa tre quarti d’ora, alla versione “integrale” dell’intervista a Paolo Borsellino pubblicata su DVD ed allegata in edicola, al prezzo di 9 euro e 90 cents,  a “Il Fatto Quotidiano”, giornale che vede fra i protagonisti della sua redazione lo stesso Marco Travaglio.

    Marco, fra le altre cose, nella prefazione dice questo:

    La versione integrale di TUTTO il girato dei due giornalisti francesi a casa di Borsellino invece è quella che stiamo per vedere insieme. NON ABBIAMO TAGLIATO NULLA, nemmeno i momenti preparatori, nemmeno i momenti in cui la telecamera, PUR  ACCESA, rimane appoggiata per terra (che sbadati – ndr) e inquadra i piedi del giudice Borsellino prima dell’inizio del colloquio ufficiale”.

    Ma caro Marco, se il DVD che noi abbiamo acquistato con il Fatto Quotidiano è veramente “integrale” come dici tu, con TUTTO il girato, e non avete tagliato nulla, “nemmeno i momenti preparatori”, allora dovresti cortesemente spiegarci che fine ha fatto questa domanda:

    (Dal video “RaiNews24): F. CALVI:  Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell’Utri, siano collegati a uomini d’onore tipo Vittorio Mangano?

    Caro Marco, non è una domanda di poco conto. E’ una domanda centrale per capire il pensiero di Borsellino su questo argomento, potendo disporre della risposta del magistrato. Il problema, caro Marco, è che questa domanda è presente nel video “demo”  dell’intervista trasmesso da RAINEWS24 mentre invece sul tuo DVD “integrale e senza tagli”, non c’è. Non c’è proprio, fidati.

    Il secondo problema è che nello stesso video di RAINEWS24 a questa domanda risulta appiccicata una risposta che invece, come già è avvenuto per altre manipolazioni, nell’intervista originale Paolo Borsellino formulava a seguito di un’altra domanda, e cioè, questa risposta:

    All’inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un’impresa anch’essa, un’impresa nel senso che attraverso l’inserimento sempre più notevole, che ad un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti , Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, cercò lo sbocco perchè questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero e allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali

    Ed ecco la domanda e la risposta nella versione originale:

    F. CALVI: “Lei in quanto uomo, non più in quanto giudice, come giudica la fusione che si opera, che abbiamo visto operarsi tra industriali al di sopra di ogni sospetto come Berlusconì o Dell’Utri e uomini d’onore di Cosa Nostra? Cioè Cosa Nostra s’interessa all’industria, o com’è?”

    PAOLO BORSELLINO:  Beh, a prescindere da ogni riferimento personale, PERCHÉ RIPETO CON RIFERIMENTO A QUESTI NOMINATIVI CHE LEI FA, CHE LEI HA FATTO,  IO NON HO PERSONALI ELEMENTI TALI DA POTER ESPRIMERE OPINIONI, ma considerando la faccenda nel suo atteggiarsi generale: allorché l’organizzazione mafiosa, la quale sino agli anni 70, sino all’inizio degli anni Settanta aveva avuto una caratterizzazione di interessi prevalentemente agricoli o al più di sfruttamento di aree edificabili. Dall’inizio degli anni Settanta in poi, Cosa Nostra cominciò a diventare un’impresa anch’essa. Un’impresa nel senso che attraverso l’inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali. Una massa enorme di capitali dei quali, naturalmente, cercò lo sbocco. Cercò lo sbocco perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero e allora così si spiega la vicinanza fra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali,..contestualmente cosa nostra cominciò a porsi il problema e ad effettuare degli investimenti leciti o paraleciti, come noi li chiamiamo, di capitali. Naturalmente per questa ragione, cominciò a seguire vie parallele, e talvolta tangenziali all’industria operante anche nel nord, della quale, in certo qual modo… alla quale in certo qual modo si avvicinò per potere utilizzare le capacità, quelle capacità imprenditoriali al fine di far fruttare questi capitali dei quali si era trovata in possesso.”

    Ora, caro Marco, noi vorremmo che tu, insieme a noi, ti concentrassi sul problema.

    I casi possono essere soltanto due:

    O  questa domanda, la quale è scomparsa dal tuo DVD “integrale” era stata veramente formulata al magistrato nell’intervista originale, ed in questo caso doveva avere avuto per forza dal giudice una risposta diversa da quella appiccicata nel video trasmesso dalla RAI… oppure questa domanda nell’intervista originale non è mai esistita, ma è stata inventata di sana pianta e recitata da Fabrizio Calvi davanti ad un microfono, in fase di post produzione e quindi quando il giudice era già morto, per poi essere appiccicata a delle immagini video “fuori campo” nella versione breve trasmessa dalla RAI.

    Se fosse vero il primo caso, caro Marco, ti pregheremmo cortesemente di cacciar fuori sia la domanda che la risposta originali tagliate non si sa perché dal DVD di cui ti sei preso cura, soprattutto la risposta, perché moriamo dalla voglia di sentire che cosa non avete voluto o potuto farci sentire. Grazie Marco.

    Se fosse invece vero il secondo caso, allora non soltanto saremmo davanti ad un nuovo episodio di grave manipolazione (addirittura domande registrate in studio a giudice sepolto), ma, ciò che è importante, saremmo davanti finalmente alla prima prova documentale che a tali manipolazioni furbette, rimaste sino ad oggi di autore ignoto, il francese  Fabrizio Calvi,  alias Jean-Claude Zagdoun , per mezzo della sua viva voce, avrebbe partecipato in prima persona.

    Caro Marco, facci sapere.

    Enrix
     
    • anonimo 10:58 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Dimenticavo: Paolo.

    • enrix007 12:51 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Conosco benissimo quello ed altri "neri", l’ho già trattato in un video che sto per pubblicare. tant’è vero che ne illustro l’importanza nella risposta che ho dato a Travaglio su voglioscendere (commento n°300), che anticipo qui di seguito, anche se a breve credo che ci farò un articolo:

      "Sono l’autore dei video "Le verità sull’intervista a Paolo Borsellino" e rispondo al commento n°62 di Marco Travaglio e successivi.
      Caro Travaglio,
      innanzitutto "noti manipolatori" te lo tieni per te che per il trattamento furbo di un testo vanti già una condanna per diffamazione, privilegio che per il momento ancora mi manca.
      Detto questo, e letti gli interessanti commenti di Renzo e le tue repliche, ti dico che le chiacchiere stanno a zero.
      Le due "sfumate" di cui parla Renzo producono la scomparsa di parti dell’intervista che invece sulla trascrizione dell’espresso proseguivano ancora per un pezzo, sino a tre fantomatici puntini (e son quei puntini, che ci interessano) , con compiute domande e compiute risposte del magistrato che nel DVD del Fatto non esistono. Quindi, o se le è inventate di sana pianta l’Espresso, o il tuo "girato" non è integrale. Io credo la seconda. E siccome dopo lo sfumo c’erano delle domande (erano francesi, e facevano domande) e delle riposte che sull’espresso sono state invece trascritte, la spiegazione è una sola: qualcuno in uno studio, col culo su un sedia, si è messo lì e ha tagliato.
      Non è dato sapere, come al solito, chi l’ha fatto, e son convinto che non l’hai fatto tu.
      Ma è stato fatto. E se quacuno l’ha fatto, ha tagliato, e perchè li c’era qualcosa che andava tagliato, e non per portarsi a casa un pezzo di nastro come ricordino.
      Possiamo dichiararci pelomeno curiosi di sapere che cosa è stato tagliato senza che tu ti precipiti ad insultare con epiteti tipo"imbecille"?
      Grazie ancora e sempre.
      Segugio.

    • anonimo 13:31 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Non avevo dubbi, vista la tua capacità di analisi.  Mi pareva il caso di segnalare le dolci parole – e null’altro- utilizzate da Travaglio.
      Letto il #300, aspetto l’articolo.
      Un saluto.
      Paolo

    • anonimo 15:46 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Aspetto con ansia nuove :-)
      Il film che lei cita ce l’ho ben presente, per una curiosa coincidenza, ma purtroppo non l’ho mai visto. Se mi capita lo faro’.
      Buon lavoro e congratulazioni.
      Luigi

    • anonimo 20:18 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

       # 388    commento di   Marco Travaglio  – utente certificato  lasciato il 7/1/2010 alle 18:9

      Non so chi sia il tizio che sostiene che gli avrei dato del manipolatore. Non lo conosco nè ci ho mai avuto a che fare. I manipolatori a cui mi riferivo stanno in certi siti che manipolano da anni quello che scrivo sulle stragi e sull’eroica cattura di Riina,….

      Se interessa, naturalmente.
      Buon lavoro.
      Paolo

    • anonimo 20:19 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ma Travaglio nega anche le condanne?Ti ha lasciato un altro commento, il #388 credo:


      Non so chi sia il tizio che sostiene che gli avrei dato del manipolatore. Non lo conosco nè ci ho mai avuto a che fare. I manipolatori a cui mi riferivo stanno in certi siti che manipolano da anni quello che scrivo sulle stragi e sull’eroica cattura di Riina, e ad essi mi riferivo nel mio commento precedente. Quanto a questo signore, che cita presunte mie condanne per miei presunti articoli diffamatori e manipolatori, gli rammento che il mio casellario giudiziale è immacolato e che Vittorio Sgarbi è stato appena condannato dal Tribunale civile di Torino a risarcirmi i danni per avermi dato del diffamatore ad "Annozero". Quanto al dvd di Borsellino, confermo per l’ultima volta che esso riporta il filmato integrale dell’intervista fatta dai giornalisti francesi nel 1992, che ci hanno riversato l’intera pellicola girata in quell’occasione. Chi non si rassegna e continua a sproloquiare con domandine insinuanti, scambiando normali stop di ripresa per tagli o censure, lo farà d’ora in poi in beata solitudine. ho cose più serie da fare che star dietro alle loro elucubrazioni. e torno a consigliare un bravo specialista.
      mt

       

       

       

       

       

      #388

    • anonimo 13:42 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

       sono Marco Ottanelli di http://www.democrazialegalita.it

      Seguo con vivo interesse la questione da tempo, e non posso che fare i miei complimenti a Enrico e Gabriele per il loro attento lavoro.

    • anonimo 16:43 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

      la seconda che hai detto, mi pare l’ipotesi piu’ probabile, anche perche’ nella versione rn24 la domanda coincide con una ripresa da dietro, che viene riutilizzata piu’ volte. Quindi e’ il giornalista che ridoppia la domanda e taglia la risposta. In questo secondo me ne’ RN24 ne’ travaglio centrano nulla. Del resto lo stesso Travaglio dice chiaro e tondo, che Canal+ puntava a colpire berlusconi, per cui e’ comprensibile (per quanto affatto condivisibile) che cerchino di mettere lui e dell’utri nella peggiore luce possibile.

      Per come la vedo io Travaglio e’ stato abbastanza onesto nel precisare il particolare del “mandato” di canal+, anche se avrebbe potuto insistere di piu’ su questa cosa.

      Comunque, se e’ vero che il borsellino autentico e’ molto piu’ prudente del borsellino rimontato della versione breve, e sta sempre bene attento a non legare le sue affermazioni a nomi eccellenti, e’ altrettanto vero che non si fa scrupoli quando parla di mangano, definendolo una testa di ponte tra il mondo della mafia e quello dell’imprenditoria, con mandato di investire e riciclare.

      Insomma, se “unisci i puntini”, l’immagine che ne esce non e’ molto differente. Non e’ una questione di mera lana caprina, ma non e’ neppure un sovvertimento completo. Borsellino conferma il quadro presentato dai giornalisti dove puo’ farlo senza rischiare la denuncia per diffamazione, e lascia allo spettatore le conclusioni. Io le mie le ho tratte.

      satanetto

    • anonimo 21:42 on 9 January 2010 Permalink | Rispondi

    • anonimo 19:03 on 1 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ciao Segugio,

      hai visto come Elio Veltri ha ultimamente preso le distanze da Travaglio e la precedebte propaganda che si faceva sul’lintervista? Eppure lui era co-autore di Travaglio.

      http://www.democrazialegalita.it/redazione/redazione_vere_parole_borsellino=24novembre2009.htm

      Il noto quotidiano a cui si riferiscono credo che sia "Il Fatto Quotidiano":
      http://antefatto.ilcannocchiale.it/print/2386824.html

    • anonimo 19:05 on 1 January 2010 Permalink | Rispondi

      Scusa, ho dimenticato di firmarmi

      Moritz

    • anonimo 17:56 on 4 January 2010 Permalink | Rispondi

      Bentornato Enrix
      Buon anno e i migliori auguri con tutto il cuore.
      Dal pensatore ci sono due vecchie sue conoscenze che si stanno coprendo di ridicolo. Uno addirittura sulla relatività
      Se vuole farsi due risate faccia un salto. Magari ne viene fuori un bell’alrticolo dell’imbecillario.
      Buone cose.

    • anonimo 14:57 on 5 January 2010 Permalink | Rispondi

      Il commento sopra era mio.
      Luigi

    • enrix007 22:34 on 5 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sulla relatività?  Credo di sapere di chi si tratta.

      Mi dica, caro Luigi: lei ha per caso visto mai il film "La cena dei cretini"?
      (Le diner des cons).

    • enrix007 22:47 on 5 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Moritz, fra meno di un mese su "Liberoreporter" uscirà un articolo sull’argomento, a firma Gabriele paradisi e Cielilimpidi..
      Si parlerà anche di una lettera di Veltri, al quale abbiamo scritto, e che ci ha risposto (pubblicheremo   la risposta, o comunque quasi tutta). Veltri fa anche qualche rivelazione clamorosa, sulla quale ahimè non posso anticipare nulla per riguardo nei confronti del mensile che ci ospita.

      Grazie di tutto.

    • anonimo 14:05 on 6 January 2010 Permalink | Rispondi

      Solo per informare che Travaglio è intervenuto sull’argomento, al solito non rispondendo ma utilizzando le solite 4 parole insultanti.

      Don’t give ip, Enrix. Never
      P.

    • anonimo 14:06 on 6 January 2010 Permalink | Rispondi

      Sorry, Don’t give Up

    • enrix007 10:35 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      anonimo, potresti darmi un link dell’intervento di travaglio?

    • anonimo 10:51 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      scusa, ho letto in ritardo:
      http://snipurl.com/tznap   [voglioscendere_ilcannocchiale_it]

      è il n. 62, che risponde al n.14 e ad altre sollecitazioni dei giorni precedenti.

      E’ emerso che c’è (commento 92) un velocissimo "nero" al min 2.16 in questo pezzo:
      http://www.youtube.com/watch?v=yJS0aVJHbXg   

      seguito da una pletora di commenti.

      Mi si perdoni il rirardo.

  • Avatar di enrix

    enrix 22:59 on 30 December 2009 Permalink | Rispondi
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    INTERVISTA "BORSELLINO": ECCO IL SINOTTICO. 

    Intervista “Borsellino”: ecco il sinottico.

    Indispensabile per comprendere ciò che è veramente avvenuto con le parole del magistrato.

     

    Ho reso disponibile online la tabella che mette a confronto, mediante la fedele trascrizione delle stesse, le 3 più note versioni dell’intervista rilasciata da Paolo Borsellino, il 21 maggio 1992, a due giornalisti francesi.

    La versione commercializzata dal “Fatto Quotidiano”, sotto la cura di Marco Travaglio, si trova nella colonna contrassegnata dalla scritta su fondo rosso “Originale DVD”.  Alla sua sinistra, la trascrizione apparsa su “L’Espresso” nel 1994.  Alla sua destra, la versione di montaggio trasmessa da raiNews24 nel 2000.

    Nella tabella sono anche riportati gli indicatori cronologici, espressi in “min : sec”, riferiti al flusso di immagini presenti sul DVD messo in vendita dal “Fatto”.

    Riteniamo questo un documento utile e interessante in senso lato, e non solo come base della nostra indagine su quell’intervista, indagine che continuiamo a portare avanti.

    Buona lettura.

    Enrix

     

     

     

     

     
    • anonimo 18:10 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Su voglioscendere un utente, sympatros credo, ha linkato una vecchia discussione avvenuta sul blog di Guzzanti; leggendo mi sono imbattuto in un punto in cui Guzzanti dice che l’intervista non è del 21 maggio 1992, ma è stata registrata nel 1991.
      Sto cercando conferme all’interno dell’intervista stessa.
      Borsellino dal 1987 (credo) fino a fine 1991 ha lavorato a Marsala, provincia di Trapani. A fine 1991 torna a Palermo.

      Blocco 16
      si potrebbe andarli a pescare questi documenti a Palermo
      Borsellino usa il verbo andare, strano per uno che lavora dove i documenti si trovano.
      Sempre blocco 16
      …qui è piuttosto ….movimentato. Stavo preparando un altro blitz, nel trapanese.

      Blocco 170
      Ciancimino è stato colpito da mandato di cattura nel periodo in cui io lavoravo ancora a Palermo ecc
      Sembra che Borsellino parli da persona che non lavora a Palermo
      Sempre blocco 170
      Procedimento che si è svolto a dibattimento… in epoca estremamente recente e nel corso del quale è stato condannato.
      Estremamente recente; sto cercando di capire a quando risale la condanna di Ciancimino.

      Blocco 172
      Si tratta di una sentenza di qualche mese fa

      Blocco 213
      E’ citato in questo libro di Arlacchi questo episodio. (Borsellino inizia a sfogliare le pagine di un libro di Pino Arlacchi, con tutta probabilità si tratta di "Gli uomini del disonore. La mafia siciliana nella vita di un grande pentito" – Mondadori, Milano, 1992)
      Zagdoun si sposta quasi per coprire Borsellino ma non ci riesce, la telecamera stacca dal volto di Borsellino che continua a parlare, e inquadra Moscardò che fa un gesto con la testa, sembra contrariato, la telecamera vaga per la stanza.
      Si riesce però a vedere la copertina del libro (bianca e rossa) e se la si confronta con la copertina del libro citato (marrone), direi che il libro è un altro, a meno che nel 1992 non abbiano fatto più edizioni con copertine diverse.

      http://media.mondoacolori.eu/images/libri/uominiDelDisonore1.jpg

      http://www.anobii.com/books/Gli_uomini_del_disonore/9788804353263/01bec753e6b8598f8d/

      Sto cercando immagini delle copertine dei libri precedenti di Arlacchi, ma non ne trovo.

      Territorio e Società. Calabria 1750-1950, Lerici,Roma, 1978.
      Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale. Le strutture elementari del sottosviluppo, Il Mulino, Bologna,1980.
      La mafia imprenditrice. L’etica mafiosa e lo spirito del capitalismo. Il Mulino, 1983.
      La palude e la città. Si può sconfiggere la mafia (con Nando Dalla Chiesa). Mondadori, 1987.
      Droga e grande criminalità in Italia e nel mondo, Sciascia, Caltanissetta-Roma, 1988.
      Imprenditorialità illecita e droga. Il mercato dell’eroina a Verona (con Roger Lewis). Il Mulino, 1990.

      Ok ho trovato La palude e la città su ebay, non sembra quello.

      Ciao.
      Bart_simpson

    • anonimo 18:24 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ah, ho notato anche uno scatto delle immagini al minuto 1:25 circa.
      Ditemi voi se è normale, io non me ne intendo.
      Ho guardato anche un altro video di youtube (non ho l’originale) e lo scatto c’è anche lì.

      http://www.youtube.com/watch?v=yF5Z-eYvJBM

    • anonimo 19:27 on 10 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ok, il libro è proprio "Gli uomini del disonore" del 1992.

      http://cgi.ebay.it/PINO-ARLACCHI-MAFIA-GLI-UOMINI-DEL-DISONORE-I-ED_W0QQitemZ380194879331QQcmdZViewItemQQptZLibri?hash=item5885617763

      Riguardo alle condanne di Ciancimino, ne subì una nel luglio 1990, per abuso in atti d’ufficio.

      http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/07/21/la-prima-condanna-del-re-degli-appalti.html

      E una seconda nel gennaio 1992, per associazione mafiosa aggravata e corruzione.

      http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/01/18/ciancimino-10-anni-si.html

    • trotzkij 19:40 on 14 January 2010 Permalink | Rispondi

      La verità su quell’intervista deve venire a galla[..] Di (…) Ho inviato l’articolo relativo a questi video alla redazione di , la quale ha deciso, come prevedevo, di non pubblicarlo. Ed è chiaro perchè: loro rispondono alla cieca massima santoriana del "". Questi video trattano [..]

    • Tufu 21:10 on 19 March 2013 Permalink | Rispondi

      We Enrix, ti ricordi di me? Stavo cercando il confronto tra le tre interviste che mi ricordavo avessi postato…lo trovo da qualche altra parte perché il link non funziona questo, avendo chiuso il sito zoomr.com

      Tufu

      • Avatar di enrix

        enrix 11:10 on 22 March 2013 Permalink | Rispondi

        Ciao Tufu, certo che mi ricordo di te. Eccoti accontentato. Se qualcosa non funzionasse, fammi sapere.

  • Avatar di enrix

    enrix 21:39 on 25 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , marco travaglio, ,   

    L'INTERVISTA A PAOLO BORSELLINO. Cap. 1 

    PAOLO BORSELLINO E LA FAMOSA INTERVISTA:
    si riparte.

    Nota bene Upgrade del video postato il 27 dicembre in versione estesa: rivedetelo!

    Rieccoci. Questa volta con nuovi articoli e soprattutto molto materiale video sulla famosa intervista, che pubblicherò a partire da domani.

    Mi scuso con gli amici se insisto tanto con questo argomento, ma lo considero una chiave di volta.

    Intanto, questo primo video, è l’aperitivo.  Il bello ha da venire.

    Buone feste!

    Enrix


     
    • anonimo 16:37 on 26 December 2009 Permalink | Rispondi

      Ottima idea fare un video di questa storia.

      Ma perchè sarebbe la chiave di volta? E di cosa?

      Moritz

      ps: ci sono 2 commenti sull’imbecillario in moderazione da una decina di giorni. Perchè non togli la moderazione? così se ti dimentichi non rimangono bloccati.

    • anonimo 15:01 on 27 December 2009 Permalink | Rispondi

      Bentornato!
      Anche se con ritardo le auguro buone feste!
      Con i migliori auguri per tutto
      Luigi

    • anonimo 22:24 on 27 December 2009 Permalink | Rispondi

      Ciao Enrix, aspetto il resto.

      Auguri a te e famiglia.

      Luciano. 

    • anonimo 01:35 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Che menate…

    • enrix007 15:50 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      No, le menate sono quelle che tu dedichi al tuo volatile, quando giustappunto te lo meni nel tempo libero. Tempo libero, che immagino sia parecchio.

    • anonimo 17:26 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Comincia a muoversi qualcosa, eh Enrico?
      Ciao grande.
      Mury

    • anonimo 17:31 on 7 January 2010 Permalink | Rispondi

      Invece di Mury,sono Maury….

    • anonimo 13:59 on 24 January 2010 Permalink | Rispondi

      Ciao Enrix,
      forse ho scoperto chi fosse l’interlocutore di Mangano in quella famosa telefonata.
      Il capo della Sezione Investigativa della Squadra Mobile di Palermo nel 1980 era Guglielmo Incalza, che, nell’udienza del 24 gennaio 1995 del processo a Bruno Contrada, dichiarò:

      INCALZA – "Nel quadro delle indagini su Spatola-Inzerillo-Gambino-Di Maggio io indagai su due utenze telefoniche, una facente capo al commerciante Rosario Inzerillo, l’altra facente capo a Vittorio Mangano."

      Che sia lo stesso Inzerillo di cui parlava Borsellino? Rosario Inzerillo? Boh, che dici?

      Questo il link alla fonte:
      http://casocontrada.blogspot.com/2008/02/il-blitz-del-maggio-1980.html

      Ciao
      Moritz

       

    • anonimo 15:14 on 3 March 2011 Permalink | Rispondi

      ma francamente mi sembra un po una arrampicata sugli specchi, questo taglia, cuci…la sostanza delle cose è che già in secondo grado si è arrivata alla conclusione secondo la quale dell'utri è un filo mafioso, e che questo possa essere attribuito alla mente che ha fondato il partito dell'attuale presidente del consiglio in un Pese che ha dato i natali alla mafia è un elemento molto più grave della trasformazione di un video, che per altro non ne cambia molto il senso, che è tabù! Perche non viene proposto dalla potentissima macchina televisiva del cavaliere questo video con la relativa "rivelazione", perchè non querelare Travaglio fino a portarlo alla rovina economica, mentre dalla parte di travaglio si discute, e nella discussione è ovvio l'errore, dalla parte di chi è accusato si preferisce non dare troppo risalto alla cosa, perchè?

    • anonimo 15:28 on 3 March 2011 Permalink | Rispondi

      e poi..ne esiste un'altra intercettazione, e la forma lessicale mi lascia capire che la sostanza della telefonata era la stessa anche perchè Borsellino, pur dicendo che si era dichiarato incompetente, non ha contraddetto il senso delle domanda dell'intervistatore che chiedeva di Mangano e dell'utri in merito ai "cavalli"

  • Avatar di enrix

    enrix 02:44 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , , , , , , , marco travaglio, , , , , , , , ,   

    I manoscritti sulla "trattativa" tra stato e mafia 

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    1) Premessa

    Prima di partire con la prima puntata del nostro telefilm, debbo fare una precisazione   doverosa.

    Quando per carburare il Truman Show si da il via ad una campagna mediatica, non è detto che tutti coloro che vi partecipano facciano parte della regia.

    Molti giornalisti, magistrati, politici, ecc…ecc… partecipano alla messa in onda del “rumor” , vale a dire quel suono, quel vociare che parte nel giornale del mattino e si conclude con le serate televisive, a volte persino inconsapevolmente, e vale a dire semplicemente ripetendo o facendo da eco alla colonna sonora dello show, e cioè ai virus informativi lanciati dai registi, convinti di fare cosa giusta e, certe volte, persino di avere a che fare con cose veritiere.

    Ergo, quando in questo sito, analizzando un testo od una trasmissione televisiva, scopriremo qualche cumulo di sciocchezze, occorre ribadire che tali sciocchezze non sempre, per chi le enuncia,  rappresentano qualcosa di scritto o pronunciato in stato di coscienza e consapevolezza, e quindi di dolo, ma che si può trattare semplicemente e giustappunto di sciocchezze, corbellerie, bufale, proposte al pubblico per mera superficialità ed approssimazione, da qualcuno che non ha verificato né approfondito la notizia innestata nello show da chi sta in cabina di regia, o da chi si è lasciato semplicemente trasportare dall’enfasi e dal noto metodo del “più o meno”.

    In sintesi: proponendo una teoria di imprecisioni, falsità e corbellerie, non è vero che intendiamo significare allo stesso tempo che gli autori delle stesse siano dei falsari di mestiere o dei criminali.

    Molte  volte, anziché di paraculi,  si tratta di gente pasticciona e poco professionale,  od anche ingenua , così come ingenua ed innocente è la schiera dei lettori o telespettatori che recepisce le notizie così come sono, senza alcuno spirito critico.

    Altre volte invece, pizzicheremo i veri e propri mascalzoni, i cervelli criminali. (Non distante da qui, negli articoli di Segugio dei giorni scorsi, abbiamo parlato di uno di questi, e bello grosso).

    Buona lettura.
     

    2) I manoscritti sulla "trattativa" tra stato e mafia


    C’eran tre papelli,
    vergati da Don Vito.
    Ma, di tre, due son patacche, ahimè.
    Lui non ci ha mai messo dito.

    truman show avatar.bmp Da  molti anni ormai si parla del famigerato papello, il foglio contenete l’elenco delle pretese avanzate allo Stato dalla mafia per allentare la morsa degli attentati e delle stragi.  Su questo blog abbiamo già trattato diffusamente dell’argomento, nell’articolo  “De papellibus”.

    A metà dello scorso mese di ottobre, il presunto papello è saltato fuori, consegnato prima in fotocopia, e quindi in originale, da massimo Ciancimino ai PM di Palermo.

    Insieme al papello, son saltati fuori altri due documenti.

    Il primo, è un papello-bis, un altro foglio contenente richieste che lo stato avrebbe dovuto esaminare per trattare con la mafia, sulla base delle stesse, onde fermare gli attentati.

    Il secondo, è un memoriale di 13 pagine, sulla trattativa, manoscritte da Vito Ciancimino nel 1993 e pubblicate integralmente e per la prima volta il 21 ottobre scorso, contemporaneamente su questo blog e sul blog “censurati.it” di Antonella Serafini, cui va il merito di avere reperito il documento. Memoriale che, come vedremo, era già in mano ai Procuratori di Palermo ancor prima che fosse manoscritto. (?….tranquilli, ora ve la spiego).

    Quindi, TRE documenti, che ho descritto in forma sintetica.

    A questo punto, per calarsi nello show provando in modo pieno ed appagante  la sensazione di essere un Mr. Truman come si deve, bisogna prima capire bene CHE COSA SIA EFFETTIVAMENTE ognuno di questi documenti.

    Così funziona. Per capire che ti è caduto un faretto cinematografico tra i piedi, bisogna prima sapere bene che cosa è e com’è realmente fatto, un faretto cinematografico.

    E quindi, ecco qua.


    —-> documento numero uno: il papello originale

    Lo vediamo in questa immagine:

     

    Come ho
    detto, è un elenco di 12 pretese numerate, scritte dalla mafia per mano di un
    non precisato scrivano (secondo Brusca si tratta del Dott. Cinà), su di un
    foglietto in possesso di Don Vito Ciancimino, da lui consegnato al generale
    Mori e custodito, in copia, in cassetta di sicurezza sino ad un mesetto fa,
    allorchè Massimo Ciancimino riuscì finalmente a recuperarlo e quindi a
    consegnarlo ai magistrati inquirenti.

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    Come ho detto, è un elenco di 12 pretese numerate, scritte dalla mafia per mano di un non precisato scrivano (secondo Brusca si tratta del Dott. Cinà, secondo Sandro Ruotolo potrebbe trattarsi di Totò Riina, secondo me di uno qualsiasi), su di un foglietto in possesso di Don Vito Ciancimino, da lui consegnato, in ori ginale o in copia, al generale Mori e custodito, in originale o in copia, in cassetta di sicurezza sino ad un mesetto fa, allorchè Massimo Ciancimino riuscì finalmente a recuperarlo e quindi a consegnarlo ai magistrati inquirenti.

    Su questa copia, come si vede dall’immagine, qualcuno ha scritto «Consegnato, spontaneamente, al colonnello dei Carabinieri Mario Mori dei Ros», e secondo Massimo Ciancimino lo scrittore sarebbe suo padre.  E quindi anche secondo la totalità dei media nazionale, Don Vito risulta essere l’autore di quella scritta. Fatto importante, quella postilla, perché essendo provato e confermato dallo stesso Mori che siano avvenuti incontri fra di lui e Vito Ciancimino, quella scritta del defunto Don Vito, sarebbe un pesante indizio contro il generale, una prima rilevante prova che egli abbia ritirato “il papello” della trattativa fra mafia e stato, fatto che egli ha sempre negato.

    In realtà noi abbiamo fatto un confronto calligrafico fra parole equivalenti, estratte le une da questo e dal secondo papello (doc. numero 2)  e  e le altre dal documento numero 3, scritto certamente da Vito Ciancimino.

    Dal confronto fra le grafie, sorgono alcuni dubbi. Anche il papello bis, come il precedente, in alcune parti suscita perplessità..

    VEDI QUI IL CONFRONTO CALLIGRAFICO

     

    —–> documento numero due: il papello originale “rivisto” da Vito Ciancimino   


    Lo vediamo in questa immagine.

     


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    Secondo quanto afferma Massimo Ciancimino, suo padre quando lesse per la prima volta il PAPELLO N°1, considerò le 12 richieste delle “richieste da testa di m….”.

    Per lui quelle richieste poste allo stato erano irricevibili, assolutamente improponibili.

    Pensò quindi di redigere un elenco di richieste alternativo, con pretese più “soft” rispetto a quelle originali, diciamo “smussate” così da renderle proponibili. Ad esempio la richiesta di eliminazione delle accise sul carburante, veniva sostituita da Don Vito con una più realistica e ragionevole: la soppressione del Monopolio di Stato sui tabacchi.

    Su questo papello-bis si possono leggere, in testa, i nomi di Virginio Rognoni e Nicola Mancino.  «Quei due nomi non sono sul papello. Mio padre li scrisse a mano su un foglio a parte (il papello-bis)  facendo i suoi ragionamenti, le sue modifiche sui 12 punti della carta principale, cioè il papello»

    Quindi questo papello sarebbe stato scritto di proprio pugno da Don Vito, così come confermato anche da suo figlio Massimo, il superteste.

    In realtà, sempre dal confronto calligrafico da noi effettuato e già citato sopra, ANCHE QUESTO SECONDO PAPELLO suscità perplesità in più punti. 

     

    —–> documento numero tre: il memoriale di vito ciancimino del 1993

    Questo documento viene definito “memoriale”, ma in realtà non è esattamente questo.

    Sarebbe invece la trascrizione testuale, fatta di proprio pugno da Don Vito Ciancimino, di un verbale di una sua stessa deposizione redatto il giorno 17 marzo 1993 nel carcere romano di Rebibbia, innanzi al Procuratore Distrettuale della Repubblica di Palermo, dott. Giancarlo CASELLI e al sostituto Procuratore dott. Antonio INGROIA.

    Vito Ciancimino, che in carcere aveva tutto il tempo per farlo, trascrisse a mano quel verbale e lo corredò di un paio di paginette di note aggiuntive.

    Il motivo dell’operazione, si spiegherebbe col fatto che il Ciancimino aveva l’intenzione di affidare ad un editore straniero un suo libro di memorie, che nella sua stesura originale doveva essere interamente manoscritto, a provarne l’autenticità anche in caso di eventuale incapacità di conferma da parte dell’autore, caso mai gli fosse capitato qualche incidente.

    E quindi Ciancimino trascrisse a mano quella parte del suo verbale di deposizione innanzi ai PM, perché aveva l’intenzione di utilizzarla per il suo libro.
    In realtà poi, rinunciò, e la ripose in un cassetto.

    Questo manoscritto NON RISULTA ESSERE MAI STATO CONSEGNATO da Ciancimino a Mori, o comunque non c’è alcuna prova che ciò sia avvenuto.  Anzi, c'è la prova contraria. Infatti il documento originale, è stato sequestrato dagli inquirenti nel 2005 a Massimo Ciancimino, nel contesto delle iniziative cautelari disposte dalla Procura di Palermo per le indagini relative alle presunte attività di riciclaggio del patrimonio illegale paterno illecitamente condotte da  Ciancimino Jr.

    Consiglio a tutti, giunti a questo punto, di leggere attentamente il testo della deposizione di Ciancimino resa dinnanzi a INGROIA e trascritta nel memoriale, testo che PER LA PRIMA VOLTA, su di un mezzo di comunicazione, qui di seguito è riportato fedelmente (compresi gli errori, l’uso delle maiuscole, e le sottolineature).

    Chi lo desiderasse, può scaricare QUI il file con l'ipertesto del memoriale, e QUI il file con le immagini ad alta risoluzione delle pagine del memoriale.

    memoriale Amemoriale Bmemoriale C

     
     
    memoriale D

    Penso che dalla lettura del testo tutti quanti si possa notare quali siano i punti salienti

    e soprattutto quanto questi siano importanti.
    Innanzitutto Ciancimino comunica la data degli incontri avuti con i carabinieri: dal 25 di agosto 92 (De Donno) al 1° settembre 92 (Mori) e oltre. Tutte date che smentiscono l’attuale teoria accusatoria dei PM contro Mori, ed escludono il coinvolgimento dei ROS e della loro trattativa, nella strage di Via D’Amelio (luglio 92).
    Ciancimino poi, spiega qual’era l’oggetto della richiesta dei ROS: collaborazione per assicurare alla giustizia i latitanti. Altra testimonianza che assolve i ROS dalle accuse di torbide trattative.

    Ciancimino dice di aver deciso di collaborare con i ROS, e di avere anche iniziato, esaminando insieme a loro carte geografiche di Palermo ed altri documenti utili per la cattura di un grosso latitante.

    Ciancimino afferma di essere stato arrestato immediatamente dopo aver dato inizio alla sua collaborazione con i carabinieri, essendo secondo lui tale circostanza una ben strana coincidenza e priva di fondate motivazioni.

    Ciancimino afferma di aver avuto una richiesta dimostrazione di “referenza” e “credibilità” da parte del suo interlocutore emissario della mafia, consistente in un aggiustamento “delle sue cose”, e cioè del suo processo (non sarà per questo che Ciancimino per mezzo di Mori, chiedeva insistentemente un incontro con Violante, a partire dell’ottobre 92?)

    Di quella deposizione di Ciancimino dinnanzi a Caselli, trascritta dallo stesso Vito Ciancimino, ci ha parlato Marco Travaglio, il 22 ottobre scorso (che è il giorno successivo alla pubblicazione sui nostri blog, di questo “memoriale”.) sul “Fatto quotidiano”:

    “(Vito Ciancimino) lo sentirà Gian Carlo Caselli, poco dopo essersi insediato alla Procura di Palermo il 15 gennaio ’93 (lo stesso giorno dell’arresto di Totò Riina e della mancata perquisizione del covo da parte del Ros, forse nel timore di trovare carte inerenti la trattativa del papello). Ma Ciancimino, a quel punto, si ritrarrà a guscio e dirà ben poco sul delitto Lima e sul caso Andreotti. Anche perché sia Violante sia Mori si sono ben guardati dal rivelare a Caselli quel che sanno sui colloqui top secret fra il Ros e Ciancimino.”  (Travaglio: Violante, don Vito e l'antimafia          di Marco Travaglio – 22 ottobre 2009)

    Così, piuttosto rozzamente,  liquida Travaglio quella deposizione, che invece, non si ha che da leggerla,  è la sola testimonianza diretta della parte interessata, di come,  quando e perché sia avvenuta la famosa trattativa. Niente niente.

    All’inizio di marzo del 2005, come ho già detto, il manoscritto viene sequestrato a Massimo Ciancimino, nella sua abitazione, nell’ambito delle indagini a suo carico per riciclaggio.

    E’ importante leggere il resoconto dato da Repubblica in quella circostanza:

    Dieci pagine firmate Vito Ciancimino

    Repubblica — 06 marzo 2005   pagina 2   sezione: PALERMO

    Inchiesta riciclaggio, all' esame dei pm c' è anche un manoscritto dell' ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino sequestrato la scorsa settimana durante la perquisizione a casa del figlio Massimo. Dieci paginette manoscritte dal titolo: "I carabinieri". Vito Ciancimino avrebbe voluto inserirle nel suo memoriale scritto negli anni passati a Rebibbia, ma alla fine decise di tenerle a parte. Anche se il tema era sempre quello: la sua «collaborazione» con lo Stato e la famosa trattativa avviata da Cosa nostra con pezzi delle istituzioni dopo la terribile stagione delle stragi del 1992. Le dieci paginette iniziano così: «Il capitano Giuseppe De Donno è coetaneo e amico di mio figlio. Da tempo cercava di convincermi a parlare, ma io ho sempre detto di no. Ora a farmi cambiare idea sono stati l' omicidio di Salvo Lima, che mi ha turbato, quello di Giovanni Falcone, che mi ha sconvolto, e quello di Paolo Borsellino che mi ha atterrito». Un rapporto rimasto misterioso quello avviato proprio dopo le stragi tra l' ex sindaco di Palermo e i carabinieri. E rievocato anche dal generale Mario Mori, capo del Sisde, nell' ambito dell' inchiesta sulla mancata perquisizione del covo di Totò Riina in via Bernini. Ai magistrati di Caltanissetta che lo interrogarono sul caso, Mori ricostruì così la collaborazione con Ciancimino, definito da lui "fonte confidenziale". «Il capitano De Donno aveva instaurato un buon rapporto con il figlio Massimo, durante la detenzione del padre. Fu così che invitai De Donno ad approfondire i rapporti». Il primo ottobre del '92 Ciancimino avvia la sua collaborazione, 18 giorni dopo l' incontro decisivo. «Ciancimino mi informò che i suoi interlocutori avevano accettato di portare avanti un certo tipo di trattativa… gli chiesi di avere la consegna di Riina e degli altri assicurando che le famiglie di costoro sarebbero state trattate bene. Al che Ciancimino ebbe uno scatto improvviso… "Mi vuole morto, così morite anche voi". Aggiunse che avrebbe comunicato ai suoi interlocutori che vi era stato un momento di ripensamento e ci accompagnò alla porta». Un mese dopo, il figlio di Ciancimino contatta De Donno e lo invita a tornare dal padre. «Ciancimino aveva accettato – spiega Mori – e chiese una dettagliata mappa di Palermo nella zona compresa tra viale Regione Siciliana e Monreale. La sera stessa fu arrestato». In carcere l' ex sindaco accettò di parlare con i magistrati. «La collaborazione – conclude Mori – non approdò a buoni risultati. Si è perduta un' occasione importante». (…)ALESSANDRA ZINITI


    Si noti dunque bene che:
    Il manoscritto di cui parla Repubblica il 6 marzo 2005 è proprio il nostro terzo documento, quello di cui stiamo parlando

    Ergo quel documento era senz’altro a conoscenza dei PM sin dal marzo del 2005, ove fu da essi sequestrato

    I PM lo posero immediatamente “all’esame”. Situazione un po’ paradossale, trattandosi della stessa procura ove quel manoscritto, nella sua forma originale e non trascritta, era depositato agli atti sin dal marzo del 1993.

    Pur contenendo il manoscritto tutti i particolari della “trattativa” ed altri dettagli fondamentali in merito all’oggetto della collaborazione cui Ciancimino si era determinato, Repubblica omette di illustrarci tali contenuti, che sono invece la parte fondamentale di quell’atto giacente in tribunale sin dal 1993; riporta invece parti, in virgolettato, non significative.

    Il resoconto reso da Mori su quelle vicende, in parte riportato nel virgolettato sull’articolo di Repubblica, coincide perfettamente con quello reso da Ciancimino sul suo manoscritto.

    In ogni dettaglio. Ergo, ai cittadini italiani è stato sempre taciuto (in primis, già nell’articolo di Repubblica che ho citato, indi viene ancora taciuto oggi, salvo la possibilità di leggere il testo su questo modesto blog) CHE ESISTEVA UNA DEPOSIZIONE OLOGRAFA DI VITO CIANCIMINO, e cioè l’interlocutore dei ROS, RESA IN CARCERE, che confermava alla lettera, passo per passo, tutte le circostanze riferite da Mori in merito alla trattativa. Tutte, in ogni dettaglio. Come se fosse un particolare da nulla. Piccoli fondali dipinti del Truman Show che cominciano a scollarsi dal telaio di sostegno.

    Ed ora facciamo un salto di oltre 4 anni. Del misterioso manoscritto non si sente più parlare, sino al 16 ottobre 2009. (sto parlando dei mass-media, in vero, poichè nella sentenza di assoluzione dalle accuse a carico di Mori e De Caprio per il presunto reato di favoreggiamento, il memoriale era stato citato)

    Il giorno precedente, 15 ottobre, l’Avvocato di Massimo Ciancimino ha consegnato la copia dei Papelli (numero uno e numero due), ai PM Palermitani.

    Il settimanale L’Espresso, mette in rete la fotocopia dei Papelli alle ore 18.33, dello stesso 15 ottobre come dimostra questa diagnosi del file.

      data creazione espresso

    Nelle ore immediatamente successive, le immagini dei papelli sono sul web e sui giornali.

    Il giorno dopo, 16 ottobre, il TG3 serale decide di occuparsi della papellofanìa, e lo fa con un servizio di Fabrizio Feo.

    Ora che conosciamo bene i DOCUMENTI NUMERO UNO, DUE E TRE, possiamo rivederlo, e divertirci:


    E quindi lo trascriviamo, questo servizio del TG, col corredo delle immagini, poste a lato del testo,   che nel video erano temporalmente coincidenti con la narrazione trascritta.


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    tg3 16 nov 09

    Vediamo dunque brevemente cos’ha combinato il TG3 in questo servizio:

    Il video comincia con una descrizione del papello n°1. Nel frattempo viene mostrata l’immagine del papello n°2. Poi lo speaker prosegue con la descrizione del papello n°1, e conclude: “Se sia la copia del papello originale, o un pro-memoria di Vito Ciancimino (il documento n° 3 – ndr) , lo chiarirà Massimo Ciancimino.”

    A fronte di questo dubbio, io, senza scomodare Ciancimino jr.,  avrei la risposta pronta per i nostri simpatici redattori della RAI: “Entrambi tre”.

    Poi, ancora un’affermazione sibillina:

    Difficile invece spiegare incongruenze temporali e anomalie nell’elenco di richieste.”

    Su questo argomento lo speaker non aggiunge altro; noi sappiamo a cosa si riferisce, perché abbiamo studiato, ma il telespettatore medio comincia ad accusare capogiri non capendo di cosa stanno parlando al TG; anche perché, nel frattempo, prorompe per la prima volta sullo schermo televisivo l’immagine di un misterioso documento, che nulla ha a che vedere con quelli sino ad ora oggetto del servizio: il memoriale di Ciancimino del 93 (documento numero tre), in un dettaglio della quarta pagina dove campeggiano in primo piano tre inquietanti parole sottolineate “piena delega a trattare.” Trattare. Trattativa. Abbiamo capito, abbiamo capito.

    Ma proprio a questo punto viene il bello, perché il commentatore ci spiega: “ Secondo l’Espresso sul documento c’era un post-it, con l’annotazione: “Consegnato al colonnello dei carabinieri Mori dei ROS”. Giustamente nel riferirci tale notizia, il TG  riproduce, finalmente, un particolare del Papello n°1, quello giusto di cui sta parlando il servizio, e precisamente la frase citata vergata dal presunto Vito Ciancimino (e che, tra l’altro,  noi riteniamo essere un falso, una brutta imitazione).

    Dopodichè, un capolavoro della logica.

    TG3 si domanda: “Cos’era stato consegnato a Mori?”  E a quel punto appare la simpatica faccia barbuta del cronista, Fabrizio Feo, che ci spiega cos’era stato consegnato a Mori.

    Ma alla spiegazione di Feo anteponiamo un breve riassunto delle parti precedenti, perché è una perla che va vista nell’insieme.

    In  pratica, ci è stato detto:

    C’è un papello, fatto così e così, contenente le richieste della mafia. E’ stato consegnato in copia da Massimo Ciancimino ai PM. Se poi sia una copia di se stesso o un’altra cosa, ce lo deve dire Ciancimino. Poi su questo papello c’è una nota: “consegnato a Mori”. E cos’era stato consegnato a Mori? Ve lo dico subito: non il papello con su scritto “consegnato a Mori”, ma degli appunti, redatti tra il 92 e il 93, pieni di sorprese. (che tra l’altro, mai sono stati consegnati a Mori). E fra queste sorprese, ad es., c’è Vito Ciancimino che scrive di ritenere che i boss mafiosi siano pazzi, oppure abbiano le spalle coperte politicamente. Per ora, fine delle sorprese.

    Sticazzi, chiarissimo, ed inquietante.

    A quel punto bisogna assolutamente sentire che ne pensa Violante:

    VIOLANTE: “Ma, bisogna vedere bene prima  che cosa sono, questi appunti. Si parla di fotocopie… bisogna vedere se corrispondono a quello dato ai magistrati. Quindi sarei molto molto prudente Sia ben chiaro: la mafia ha sempre cercato il contatto con i poteri pubblici: non è una novità.

    TRADUZIONE: Ma santa pazienza, dite di volermi intervistare sul papello consegnato ieri da Ciancimino, e mi mostrate questa roba, una deposizione di Ciancimino davanti a Caselli nel 93 che non c’entra una sega col papello e quindi non è quello che ieri han dato ai magistrati. Che caspita volete che vi dica? Mah…, dirò di stare molto prudenti a far ‘sti casini coi documenti, e poi qualcosa di un po’ generico sui contatti fra mafia e politica. Ma guarda che mi tocca… 

    E in conclusione, torna il nostro


    SPEAKER: col famoso papello finalmente sul tavolo dei magistrati, e le rivelazioni sui contatti fra stato e cosa nostra giunte a Paolo Borsellino poco prima della sua morte, i magistrati hanno elementi per nuove indagini, che potrebbero far luce sul periodo delle stragi, e sulle responsabilità.

    Tutto chiaro, il telespettatore è servito. Ora, grazie a queste informazioni opportunamente approfondite e spiegate dal nostro Truman Show, sa che i magistrati hanno sul tavolo una patacca, che si va ad aggiungere agli altri schiaccianti elementi a loro disposizione per nuove indagini, come “le rivelazioni sui contatti fra stato e cosa nostra giunte a Paolo Borsellino poco prima della sua morte”.

    E quali sarebbero queste rivelazioni?

    Le sole ed uniche rivelazioni nuove, sulle informazioni giunte a Borsellino sulla trattativa, sono quelle di Martelli ad Annozero, e cioè:

    «Mi fu comunicato dal direttore degli Affari penali del ministero, Liliana Ferraro, che era venuta a trovarla l’allora capitano Giuseppe De Donno, che l’aveva informata che Vito Ciancimino aveva volontà di collaborare». Cui seguì una precisazione di Sandro Ruotolo, che riferisce  che, secondo Martelli, Borsellino fu avvertito direttamente dalla Ferraro della volontà di Ciancimino di trattare.


    Quindi queste nuove rivelazioni, sarebbero che Borsellino era stato informato che Don Vito Ciancimino voleva collaborare con gli inquirenti (nespole, che rivelazioni inquietanti). Che è esattamente ciò che Mori va ripetendo da anni, nonché ciò che era agli atti della Procura di Palermo, con la deposizione dello stesso Ciancimino che abbiamo pubblicato, da oltre 16 anni.

    Caspita, proprio  nuove, nuovissime, rivelazioni.

     

    Questo è l’Italian Truman Show, giunto al termine della sua prima puntata.

    enrix                   
     

     
    • anonimo 23:36 on 24 November 2009 Permalink | Rispondi

      Enrix, tu affermi:

      Innanzitutto Ciancimino comunica la data degli incontri avuti con i carabinieri: dal 25 di agosto 92 (De Donno) al 1 settembre 92 (Mori) e oltre. Tutte date che smentiscono l’attuale teoria accusatoria dei PM contro Mori, ed escludono il coinvolgimento dei ROS e della loro trattativa, nella strage di Via D’Amelio (luglio 92)

      In realtà sono tutte date che smentiscono gli stessi  De Donno e Mori.

      Udienza del 24 gennaio 1998, al processo per le stragi nel continente celebrato di fronte alla Corte di Assise di Firenze:

      Teste Mori:…Incontro per la prima volta Vito Ciancimino a casa sua, a via di Villa Massimo, che è dietro Piazza di Spagna a Roma, il 5 agosto…nel pomeriggio del 5 agosto del 92

      A supporto di questo e di altri incontri Mori consegna ai giudici pagine delal sua agenda

      Teste Mori: Sì, ho portato la fotocopia delle pagine, solo delle pagine relative, ovviamente. E qui leggo: "5 agosto tra le 14 e le 15" – dell’agenda – "incontro con V.C.", cioè Vito Ciancimino.
      "Sabato 29 agosto, ore 16.00 V.C.", cioè Vito Ciancimino.
      "1 ottobre" – sempre di quell’anno – "pomeriggio, colloquio con V.C.".
      "Domenica 18 ottobre ore 11.30 V.C.".
      "22 gennaio" – dell’anno successivo, quindi siamo nel 93 – "ore 9.00, incontro con V.C.", qui a Rebibbia, anche se non l’ho scritto – "ore 14.00, 13.30 – 14.00 incontro col dottor Caselli"

      Quesito: chi dice la verità?

      Veniamo ora a De Donno, sempre il 24 gennaio 1998.

      Teste De Donno: …E abbiamo provato il contatto che, tra la strage di via Capaci e la strage di via D’Amelio, avviene. Perché Ciancimino accetta di incontrarmi nella sua abitazione di Roma. In quel periodo che Ciancimino era libero…

      Enrix, tu affermi: …il resoconto reso da Mori su quelle vicende, in parte riportato nel virgolettato sull’articolo di Repubblica, coincide perfettamente con quello reso da Ciancimino sul suo manoscritto.

      In realtà, più correttamente, è vero l’inverso: ciò che affermano Mori e De Donno coincide nella sostanza con gli interrogatori resi da Vito Ciancimino nel 1993 indipendentemente dalla veridicità o meno della sua trascrizione. La sequenza temporale degli eventi può non essere neutra rispetto all’analisi di queste testimonianze. Vediamo perché.

      Teste Mori:...L’inizio delle escussioni del Ciancimino verso la metà di febbraio. Ad alcune ho assistito anch’io. Nel contesto di queste dichiarazioni che rese ai magistrati della Procura di Palermo, Ciancimino fece cenno a tutta la vicenda del rapporto tra di noi e lui.
      Il capitano De Donno, che compilò gli atti relativi e tutti gli accertamenti connessi connessi alle dichiarazioni di Ciancimino, riferì anche sui nostri rapporti. La Procura di Palermo non ci ha mai chiesto alcunché su questo fatto.

      Nei fatti, potremmo dire che Mori e De Donno nel 1998 confermano ciò che già è stato detto nel 1993.

      Per ora è tutto.

      Andrea G.

    • enrix007 02:01 on 25 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ottimo intervento Andrea, ed ottime argomentazioni.

      le commenterò domani, che ora sono stanco.

      Però le incongruenze sulla data del primo appuntamento, credo meritino approfondimento, ed anche un articolo. Vanno senz’altro chiarite.

      Dimmi, se mi puoi asser d’aiuto: a quale fonte hai attinto per i verbali del 24 gennaio 98?

    • anonimo 10:11 on 25 November 2009 Permalink | Rispondi

      Buongiorno Enrix,

      L’Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili recentemente ha messo in rete i verbali dei dibattimenti.

      Vai a:

      http://www.strageviadeigeorgofili.org

      A sinistra dello schermo vai a "documenti", poi "verbali del primo dibattimento", poi "udienze", clicca su "980124", lì ci sono le deposizioni di Mori e De Donno.

      A presto

      Andrea

    • anonimo 17:17 on 25 November 2009 Permalink | Rispondi

      Scusa Andrea perchè scrivi chi dice la verità? Premesso che comunque gli incontri sono successivi la morte di Borsellino (come giustamente scrivi anche te) immagino che sia stato Ciancimino a ricordare male. Ho esistono atti ufficiali in cui Mori sostiene altre date?

      Solo per capire, Andrea.

      Gianluca

    • anonimo 17:24 on 25 November 2009 Permalink | Rispondi

      Tra l’altro leggo dagli atti ufficiali che gentilmente Andrea hai linkato relativi alla sentenza sulle stragi trovo scritto che Mori non ha agito assolutamente fuori le righe ha solo cercato con la collaborazione con Ultimo di arrivare ai capimafia:

      SENTENZA  (n. 2/2000 – depositata il 20.4.2000)

      In effetti Mori, che aveva informato Subranni il quale – pur lasciandogli ampi
      margini di autonomia e concordando con l’iniziativa – lo avvertì che il
      personaggio era abile e da trattare con estrema cautela e circospezione (la sostanza dei consigli fu questa anche se Subranni non ha confermato i termini letterali delle raccomandazioni come riferite da Mori: “…ti può mettere sotto scopa …”), e De Donno si accreditarono presso Ciancimino come rappresentanti dello Stato. Al di là di ogni loro aspettativa, Ciancimino si mostrò disponibile, e il 1 ottobre confermò che era in grado di fare da intermediario con i “corleonesi”. Quando, il successivo 18 ottobre, chiese esplicitamente cosa avevano da offrire, il “bluff” dei due ufficiali venne scoperto. Essi, in realtà, non potevano dare nessuna garanzia, e Mori fece l’unica proposta cui, quale ufficiale di p.g., era legittimato: Riina e Provenzano avrebbero dovuto costituirsi, i loro
      familiari sarebbero stati protetti. Dunque, una richiesta di resa incondizionata. Ciancimino ebbe una reazione impressionante, scattò in piedi adirato e congedò l’interlocutore dicendo: “Lei mi vuole morto, anzi vuole morire anche lei, io questo discorso non lo posso fare a nessuno.”
      Il 19 dicembre Ciancimino fu arrestato, in seguito risulta aver collaborato, ma, citato dalla difesa perché deponesse ai sensi dell’art. 210 c.p.p. all’udienza del 13.10.1999, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    • anonimo 18:16 on 25 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ciao Gianluca,

      sinteticamente poi probabilmente ci ritorneremo.

      - De Donno incontra, a suo dire, Vito Ciancimino tra le due stragi, poi, dopo la strage di via D’Amelio interviene Mario Mori

      - chiedo "chi dice la verità" perché le date di Mori differiscono da quelle della trascrizione di Ciancimino.

      Non ho espresso la mia opinione su chi dica la verità, può essere benissimo che Ciancimino abbia ricordato male. Più difficile che sia Mori a dire il falso perché ha con sé le pagine delle sua agende.

      Il problema è un altro (tra i tanti): siamo sicuri che la trascrizione di Ciancimino sia autentica? aggiungo che più della trascrizione a me interessano i verbali degli interrogatori al Ciancimino. Io non li ho ma per una serie di ragioni io credo che collimino nella sostanza con quelli successivi a Mori e De Donno.

      In questo stadio dell’analisi non esprimo ancora giudizi sui comportamenti dei soggetti.

      Andrea

    • anonimo 00:13 on 26 November 2009 Permalink | Rispondi

      Capisco che giustamente vuoi approfondire, stessa cosa mia, ma attualmente quanto sostiene Enrix è immodificabile, sto parlando delle considerazioni fatte con il materiale che abbiamoa disposizione.

      Di certo traspare una considerazione certa, è in atto un depistaggio MEDIATICO DI DIMENSIONE GIGANTI.

      Gianluca

    • enrix007 03:31 on 26 November 2009 Permalink | Rispondi

      E non è neppure un’operazione troppo facile, caro Gianluca, bisogna darne atto.

      Se si spinge troppo sul filone trattativa, si possono sottrarre elementi indiziari a carico di Berlusconi come mandante.

      Se si spinge troppo sul movente-mandante "Berlusconi", si depaupera il filone trattativa col rischio di scagionare Mori, che è già sotto processo.

      Non a caso il filone trattativa è spinto nel processo Mori, e l’altro nel processo Dell’Utri.

      Di fatto sono due processi che si contendono mandanti e moventi delle stragi, con una sapiente regia mediatica che cerca di renderli compatibili e conniventi tutti e due.

      Compatibili con la possibilità di esistere, ma per ora ben poco con la realtà, perchè ci sono testimnianze in contrasto fra di loro e documenti falsi che girano nelle aule di giustizia.

      Eh, si. Per fare luce occorrerebbe un po’ di pulizia.

    • anonimo 09:17 on 26 November 2009 Permalink | Rispondi

      A me sembra che si stia cercando di separare le varie stragi, quelle del 92 da quelle del 93.
      Berlusconi secondo le indiscrezioni viene abbinato ormai solamente alle bombe del 93.
      Anche le stragi del 92 vengono separate; quella di Capaci è opera della mafia, credo che nessuno lo metta in dubbio, quella di via D’Amelio sarebbe opera dello stato.
      Insomma quello che sembrava semplice, bombe di mafia, lo stanno facendo diventare una cosa complicatissima.

      La strage di Capaci mi permette di fare una divagazione.
      Ieri ho sentito alla radio da Cruciani le disavventure di Schifani. Credo che ad esporle fosse Flores D’Arcais, mi è sembrato che Cruciani lo chiamasse Flores o Floris, ma non mi sembrava la voce di Giovanni Floris.
      Cosa sosteneva Flores? Sosteneva che in un paese civile Schifani non sarebbe neanche in parlamento perchè quando era avvocato difese il costruttore di un edificio abusivo a Palermo, questa mi è sembrata l’accusa.
      E come la mettiamo con quel senatore dell’IDV che prima di essere eletto è stato il difensore di Giovanni Brusca, quello che ha messo la bomba a Capaci?
      Sottosegretario alla giustizia del governo Prodi.
      Se i dubbi valgono per Schifani, a maggior ragione, secondo me, valgono per Li Gotti.
      Se non dubitiamo di Li Gotti, non possiamo dubitare nemmeno di Schifani.

      L’avvocato che umanizza la ferocia.

      http://archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/01/Gotti_avvocato_che_umanizza_ferocia_co_8_9609013761.shtml

      Ciao, Gabriele

    • anonimo 11:48 on 26 November 2009 Permalink | Rispondi

      Non voglio entrare nel merito di date, luoghi e stragi.
      Da politico in erba, vorrei fare delle considerazioni che, stante le lapallisiane manipolazioni in corso nelle procure di Palermo e Caltanisetta, mi portano a leggere i FATTI sotto altra luce, ponendomi altresì una domanda: perchè?
      Perchè dei PM che già avevano indagato, interrogato, raccolto testimonianze, confessioni, già all’epoca delle due stragi (CHE NON SONO DI STAMPO MAFIOSO, PERCHE’ LA MAFIA UCCIDE NEL SILENZIO DELLA LUPARA), con processi già celebrati, sentenze già emesse, oggi a distanza di 16-17 anni dai fatti, riaprono il tutto?
      Perchè dei PM danno credito a dei pentiti, già sentiti, vagliati, smentiti da processi, che fanno rivelazioni  solamente di derelato, oggi hanno credito?
      Perchè dei PM, perseguendo nella loro volontà di piegare anche la dimensione temporale, voglio mettere sotto lo stesso cappello, due processi, Dell’Utri e Mori, così da far contraddire le due corti chiamate a giudicare, creando una dicotomia lampante nella giustizia italiana?
      Se tutti diamo la stessa risposta, allora credo che si arriverà a quello che non si riuscì di fare nel 1992 e che SB con la sua discesa in campo nel ’94 non permise e cioè all’allegra armata di instaurare un regime di allegro comunismo, in mano ai poteri forti del Britannia.
      Quindi se tutto il lavoro meritorio di Enrix diviene per l’ennesima volta carta straccia, ci troveremo ancora a dover difendere, ob torto collo, uno come SB che è la negazione della politica e l’anfitrione della menzogna, ma che cmq rimane il mane minore per la democrazia italiana.

      Star Joe, coffa di maestra Catania

    • anonimo 03:02 on 30 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ciao Enrix, hai scritto che dal doc.3, la mafia voleva da Ciancimino una prova di credibilità, che aggiustasse alcune cose, probabilmente un processo… e forse proprio per questo C. voleva incontrare Violante. Non hai approfondito… Non si può ipotizzare che questo fosse un anticipo di contropartita richiesta dalla mafia? C. voleva incontrare Violante (mi pare non ci riuscì) ma chi ci dice che non abbia trovato qualcun’altro disposto ad ascoltarlo? Insomma questa frase ha attirato la mia attenzione, se la mafia ha richiesto questo tipo di garanzia vuole dire che si aspettavano fosse possibile ottenerla… tu invece l’hai buttata li senza approfondire…

      Ma poi in molti punti del memoriale C. lascia intendere che secondo lui i suoi interlocutori mafiosi avevano le spalle coperte politicamente, cioè la trattativa vera non era la sua con i Ros ma un’altra che stava comunque avvenendo… tu non lo hai per niente approfondito… questo è il punto importante. Non il fatto che i Ros non c’entrano, ma il fatto che la trattativa pare esserci stata.

      Ultima cosa, secondo te da chi è mosso Ciancimino junior? Perché i papelli falsi?

      Luigi C.

    • anonimo 09:13 on 30 November 2009 Permalink | Rispondi

      Buongiorno sig. Enrix
      stamattina ho ascoltato come il solito la rassegna stampa di radio24 ed e’ stato letto un articolo della giornalista Marcelle Padovani (spero di non sbagliarmi), autrice di un libro su Falcone, che in non so quale quotidiano in edicola oggi ha detto che Berlusconi vive nel Truman Show (testuali parole).
      Ho subito pensato che magari e’  capitato su queste pagine!
      Buona giornata.
      Luigi (C. anch’io ma non sono quello di sopra. Sono quello del Pensatore, per capirci)

    • anonimo 09:35 on 1 December 2009 Permalink | Rispondi

    • anonimo 13:29 on 2 December 2009 Permalink | Rispondi

      Ciao Enrix, volevo segnalarti un interessante articolo su democrazia e legalità
      http://www.democrazialegalita.it/redazione/redazione_vere_parole_borsellino=24novembre2009.htm
      Vai alla fine della pagina che ti ho linkato e clicca su link… chissà che tu non riconosca la fonte

    • anonimo 13:29 on 2 December 2009 Permalink | Rispondi

      il mio nome è Alex

  • Avatar di enrix

    enrix 11:27 on 18 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , , , , marco travaglio, , , , , , ,   

    IL VIZIETTO 

    Il vizietto. 


    Ed ora, tanto per cambiare, parliamo di Marco Travaglio.

    Lo abbiamo già fatto ieri sull’altro blog, quello più ridanciano, ma oggi tocca rivedersela col giornalista torinese, e questa volta in argomento di mafia.

    Nonostante questo sia il tema centrale di questo blog, devo confessare che sono rimasto a lungo nel dubbio se dedicargli uno spazio in questa sede, o ancora una volta nelle cronache del variopinto mondo dell’imbecillario.

    Il fatto è che ormai Travaglio, nel raccontare a modo suo le cose, ha talmente abbandonato ogni ritegno, che letteralmente non sappiamo se, leggendolo quando si applica in argomenti seri come le stragi di mafia, ridere o piangere.

    L’allegria vorrebbe portarci a scrivere dall’altra parte, ma la mestizia alla fine prevale.

    E dunque veniamo al dunque.

    Ieri ho buttato l’occhio su un lungo articolo di qualche giorno fa, dal titolo “Alfonso Sabella, un giudice stritolato dalla Trattativa”, pubblicato sul “Fatto quotidiano”, ed immediatamente ripreso a rimbalzo su tutto il web.

    E dico “buttato l’occhio”, perché più che leggerlo integralmente, l’ho scansionato dall’alto in basso con le pupille, per alcuni secondi, soffermandomi su alcuni passaggi in grassetto. Tre o quattro passaggi, non di più.

    Di più non ce la faccio proprio a sorbirmi certi concentrati. Non ho più l’età.

    Ma comunque,  tanto è bastato per rilevare subito un paio delle solite porcherie.

    Una bella grossa balza subito all’occhio fra le prime righe.

    Travaglio introduce l’argomento dell’articolo, che è un piccolo trattatello celebrativo della figura del magistrato Alfonso Sabella, uno che, tanto per chiarirla subito, “dei ROS non si fida”, e che quindi “li ha tenuti sempre lontani dalle indagini sulla cattura dei latitanti”.

    Dal che, noi che siamo segugi, deduciamo tranquillamente, senza riserva di verifica, che le indagini del 2001-2002 volte a scovare Provenzano sulla base delle indicazioni del pentito Giuffrè, e che hanno invece prodotto, proprio a causa delle loro soffiate, soltanto l’arresto delle “talpe in procura” fra cui l’amico di Travaglio, Pippo Ciuro (braccio destro di Ingroia), il quale teneva informato l’Ing. Aiello (braccio finanziario di Provenzano, arrestato anche lui dai ROS e poi condannato ad un bel po’ di anni di carcere per associazione mafiosa) delle indagini avviate dai ROS e dei dispositivi di controllo telefonico ed ambientale impiegati da questi per sorvegliare Aiello, il boss Guttadauro, e la famiglia mafiosa Eucaliptus, custode a Bagheria del segreto del covo di Provenzano, quelle indagini lì insomma, ai ROS non può avergliele affidate Sabella, perché lui dei ROS non si fidava, mentre  invece magari della DIA di Pippo Ciuro si fidava.

    A dire la verità a dare una mano ad Aiello, insieme a Ciuro, provvedeva anche Totò Cuffaro, che per quella vicenda è stato condannato, sempre su denuncia dei ROS di cui invece Sabella non si fida, perché li ritiene intrallazzati con i politici nel promuovere la famosa “trattativa” fra Stato e mafia. Evidentemente però fra i politici che intrallazzavano con i ROS, Cuffaro non c’era, perché i ROS non  ci hanno pensato due volte a intercettarlo, coglierlo in castagna e denunciarlo.

    Ma torniamo al nostro Marco T. Dunque egli è un grande ammiratore di Alfonso Sabella, magistrato che peraltro, stanti i suoi numerosi successi nella cattura di pericolosi latitanti, non possiamo che stimare pure noi.

    E parlandoci di Sabella, Marco ci spiega subito che “è proprio davanti a lui che Giovanni Brusca mette a verbale le prime dichiarazioni sulla trattativa del Ros con la mafia che, disse l’esecutore materiale della strage di Capaci, produsse quella di via d’Amelio perché “siamo stati pilotati dai Carabinieri

    Allora, vediamo se disse proprio così, Giovanni Brusca.

    Ce lo chiarisce lo stesso Sabella, in un’intervista del 22 luglio scorso:

    “le dichiarazioni di Riina non sono per niente, a mio giudizio, diverse da quelle che fece Giovanni Brusca deponendo al processo per le stragi nel ’93 nell’aula bunker di Firenze quando disse, gli scappò una frase che poi spiegò: "Noi nel commettere le stragi del ’93 siamo stati pilotati dai carabinieri". Brusca non voleva dire che sono stati i carabinieri a far fare le stragi ma è un messaggio assolutamente analogo a quello che Riina manda adesso. Secondo me con la mafia non c’è spazio per andare a nessun tipo di trattative e a nessun tipo di rapporto.”

    E quindi, a parte il fatto già di per sè volpino e grottesco di sostenere che Brusca abbia messo a verbale le sue "prime dichiarazioni sulla trattativa del Ros" "proprio davanti a lui", ed indi citare una di queste dichiarazioni che invece appartiene ad una deposizione di Brusca  resa nell’aula-bunker di Firenze, antecedente al primo incontro fra Brusca e Sabella (rob de mat), bisogna altresì prender atto che lo stesso Sabella nella stessa intervista precisa che anche il solo trattare con alcuni mafiosi, può comportare una responsabilità, pur non penale, perlomeno morale, anche perché in quel modo si darebbe stimolo, anziché il contrario, ai mafiosi di compiere le stragi per esercitare il ricatto.

    In quel senso secondo lui, intendeva parlare Brusca quando ha parlato di “pilotaggio dei carabinieri” Per “pilotati” si intende “condizionati” ad agire in un certo modo dal contesto della trattativa, o magari dal suo esito negativo, senza che si configuri necessariamente una coscienza precisa da parte dei carabinieri della gravità del condizionamento in atto.

    Scritta come l’ha scritta Travaglio, si capisce tutt’altra cosa (pare quasi che la strage di Via D’Amelio sia stato un tour organizzato dall’arma benemerita), ma non è soltanto questo il punto grave.

    Ciò che è invece  grave, gravissimo,  è  il “lavoretto” che fa Travaglio con le parole di Brusca,.

    “Giovanni Brusca mette a verbale le prime dichiarazioni sulla trattativa del Ros con la mafia che, disse l’esecutore materiale della strage di Capaci, produsse quella di via d’Amelio perché “siamo stati pilotati dai Carabinieri

    Eh già, siamo alle solite. Travaglio è già stato condannato una volta, in un tribunale, per aver manomesso una frase di Riccio in maniera da imputare a Previti un reato non commesso.

    E qui è lo stesso.

    La frase intera, “scappata” a Brusca, era: "Noi nel commettere le stragi del ’93 siamo stati pilotati dai carabinieri"

    Vi pare una differenza di poco conto?

    Se Marco l’avesse riportata giusta, anziché con il cammuffo, avrebbe dovuto scrivere che Giovanni Brusca dichiarò a Sabella che “la trattativa tra mafia e stato produsse la strage di Via D’Amelio, perché nel commettere le stragi del ’93 siamo stati pilotati dai carabinieri”,  e ci saremmo fatti tutti una bella risata, perché,   per chi non lo sapesse, la strage di Via D’amelio  è del luglio 92 .

    Giovanni Brusca precisa evidentemente “del 93” per escludere che quelle del 92 siano state effettuate sotto condizionamento della trattativa. Solo quelle del 93.

    Travaglio, con il solito taglietto, e la solita frasetta aggiunta, ci fa credere il contrario, anzi arriva a precisare ipocritamente che Brusca abbia indicato proprio la strage di Via D’Amelio come effettuata sotto il condizionamento dei ROS.

    Una vera e propria mascalzonata.

    Insomma, proprio non se lo toglie, Travaglio, ‘sto vizietto del cammuffo.

    Passiamo oltre.

    Oggi la trattativa Stato-mafia e il “papello” sono sulla bocca di tutti. Ma quando Brusca ne parlò  diffusamente davanti a Sabella, era la prima volta in assoluto. Il boss pentito vi aveva già accennato  il 10 settembre 1996 dinanzi ai pm di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Vi aveva fatto di nuovo  cenno il 21 gennaio 1998 davanti alla Corte d’Assise di Firenze che stava processando mandanti  diretti ed esecutori materiali delle stragi del 1993.  Subito dopo fu preso a verbale da Sabella, il 23  febbraio 1998, poi il 22 aprile dello stesso anno e  infine il 19 marzo 1999. Gli parlò diffusamente  del papello consegnato da Riina al Ros fra Capaci  e via d’Amelio.

    Eh…. però, è davvero importante convincerci che il papello e la trattativa, ecc…ecc…tutto avvenne fra Capaci e Via D’Amelio. E già. Così diventa il movente della strage di Via D’Amelio, e le inchieste scottanti su cui aveva ormai le mani Borsellino, passano in cavalleria. Guarda un po’.

    Veramente però, caro Marco,  non  sono stati solo due, i cenni di Brusca alla trattativa, ed invero non erano proprio solo dei cenni.

    Brusca aveva parlato altre volte, e  schiettamente del papello e della trattativa.

    E soprattutto, dotando le sue deposizioni di precise, dettagliate e rilevanti circostanze.

    Lo aveva fatto anche a Caltanissetta, nell’aula bunker, il 28 marzo 97 (di quel cenno lì, te n’eri dimenticato, eh?), dove aveva dichiarato che dopo quelle di Capaci e via D’Amelio, Riina penso’ ad una terza apocalittica strage. "E sarebbe bastata quella per vincere la guerra con lo Stato", Ma un "patto" fermo’ la terza strage. (nota bene: la terza, non la seconda. Via D’Amelio era la seconda – ndr)  Un patto stipulato con "uomini delle istituzioni" tramite "qualcuno". "finalmente qualcuno s’ era fatto vivo" Riina  "Consegno’ a "qualcuno" due fogli con le richieste per abolire il carcere duro ed altro". (corriere della sera – 29 marzo 97)

    Anche nel gennaio 98, al processo per strage al tribunale di Firenze, (uno dei “cenni” citati da Travaglio), Brusca dice la stessa cosa:

    “"Dopo gli attentati a Falcone e Borsellino, Riina mi disse: "Si sono fatti sotto, pensa si sono mossi anche i servizi segreti per arrestarmi. Io gli ho presentato un papello di richieste lungo così e ora sto aspettando". Era l’ estate del ‘ 92 e per questo mettemmo un fermo agli attentati in attesa della risposta dello Stato". (Repubblica — 14 gennaio 1998   pagina 12)

    Dunque qui Brusca non parla di papello consegnato da Riina al Ros fra Capaci  e via d’Amelio” ma di un papello consegnato dopo Via D’amelio da Riina con le sue richieste, e per le quali aspettava una risposta mettendo un fermo agli attentati .

    La cronologia suggerita da Travaglio, soddisfa invece la tesi di oggi dei PM di Palermo, che vorrebbe realizzata la strage di Via D’Amelio  per sollecitare una risposta positiva al papello, accelerare la trattativa, ed eliminare comunque un magistrato che avrebbe potuto contrastarla.

    Peccato però che sin qui Brusca aveva detto tutt’altro, e con dettagli a corredo (lo stop al terzo attentato dopo la presentazione del papello).

    E sin qui siamo a metà gennaio del 98. Ora, io non so esattamente cosa disse Brusca a Sabella il 23  febbraio 1998, poi il 22 aprile dello stesso anno e  infine il 19 marzo 1999. Non dispongo dei verbali, purtroppo. E Travaglio, sempre così documentato e documentante, non ci riferisce neppure una parola di quei verbali.

    So però che se ha veramente parlato di un “papello consegnato da Riina al Ros fra Capaci  e via d’Amelio”, allora vuol dire che, per fare inversione ad “U” nella sua versione dei fatti, ha impiegato circa un mesetto. Chissà che sarà successo a Brusca, in quel mesetto, così da convincerlo a smentire sé stesso così visibilmente.

    Certamente Sabella, così preciso, nei verbali di deposizione si sarà fatto dettagliatamente illustrare, da Giovanni Brusca, le ragioni che lo hanno portato, nel giro di un mesetto ed in due diversi tribunali, a fornire delle versioni non coincidenti fra di loro, ed anzi diametralmente opposte, confessando praticamente di aver detto il falso nelle aule giudiziarie dove si celebravano i processi per le stragi, ancora sino a poche settimane prima.

    Peccato non averli, quei verbali.

    Passiamo oltre.

    C’è un “Atto II”, nell’articolo di Travaglio, dal titolo “ROS CONTRO LO FORTE”.

    Si tratta di un argomento che tratterò in un articolo che ho in preparazione già da alcuni giorni, e pertanto rettificherò Travaglio sulle cose da lui scritte a tal proposito, in quella sede, poiché si tratta di una vicenda complicata, e non certo semplificabile come ha semplificato qui Travaglio, e qui non voglio fare anticipazioni.

    Mi richiamo però, per il momento, alle prime parole di Marco, dove avrei qualcosa da dire subito:

    Le coincidenze non sono finite: sempre nell’ottobre del 1997, mentre sono in corso gli arresti  dei tre pentiti provenzaniani e del loro gruppo di  fuoco, il capitano del Ros Giuseppe De Donno si  reca a Caltanissetta a denunciare il vice di Caselli,  Guido Lo Forte, accusandolo di aver passato nel  1991 il rapporto del Ros su “Mafia e appalti” ad  alcuni politici e mafiosi, fra cui Salvo Lima, e di averlo poi insabbiato. La fonte di De Donno è  Angelo Siino, già ministro dei lavori pubblici di  Riina, a lungo confidente del Ros e poi ufficialmente “pentito” dal 1997. Accuse e veleni da  prendere con le molle, ovviamente. La Procura  di Caltanissetta, diretta da Giovanni Tinebra,  iscrive Lo Forte sul registro degli indagati. Un atto segretissimo, che però una fuga di notizie ben  pilotata divulga al quotidiano La Repubblica proprio il giorno prima della prima udienza del processo Dell’Utri, il 5 novembre 1997. Notizia vera, ma concentrata tutta sul nome di Lo Forte,  mentre insieme con lui sono indagati anche altri  colleghi, dall’ex procuratore Pietro Giammanco  al suo fedelissimo Giuseppe Pignatone. Così  quel mattino, mentre si apre il processo al braccio destro di Berlusconi, tutti parlano dell’inchiesta sul braccio destro di Caselli. I fatti si commentano da sé.”

    E dunque vediamo, controlliamo, che cosa scrisse Repubblica il 5 novembre a seguito delle notizie fuggite in modo così ben pilotato verso la sua redazione:

    Oggi la storia di quei colloqui è agli atti della Procura di Caltanissetta. Con un passaggio destinato a provocare più di una polemica. Racconta pressappoco De Donno: "Siino mi spiegò che nei primi mesi del 1991 entrò in possesso della nostra informativa sugli appalti. Mi disse di averla ricevuta da alcuni magistrati della Procura di Palermo. E mi fece i nomi: l’ allora Procuratore Pietro Giammanco e due sostituti, Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone". (ed ecco lì, come l’articolo di Repubblica è tutto incentrato su Lo Forte anziché anche sui suoi colleghi Giammanco e Pignatone. Ormai si va un tanto al chilo. – ndr) Giammanco, dall’ estate 1992, lavora in Cassazione. Lo Forte, sei anni fa semplice sostituto, oggi è il Procuratore aggiunto di Palermo, il titolare delle inchieste di mafia più delicate, il Pm in aula dei processi Andreotti e Dell’ Utri. Pignatone, invece, ha smesso di fare il pubblico ministero ed è attualmente alla Procura presso la Pretura. Siino confidò al capitano De Donno anche i dettagli di quel passaggio di documenti. De Donno li ha puntualmente riferiti. Fin qui i dettagli sui verbali di Caltanissetta. Ma perché il capitano ha deciso di parlare proprio oggi e in quella città anziché a Palermo? E soprattutto: che cosa ha riferito il pentito Siino sullo stesso episodio? Eccoci al retroscena. Ai Pm del capoluogo siciliano Siino ha raccontato un’ altra verità. Ha ammesso di essere riuscito a mettere le mani sul dossier del Ros. Ma ha fornito una versione diversa rispetto a quanto raccontò a De Donno nel 1993. Siino non ha parlato di fonti della Procura, bensì di "altri referenti" che gli passarono quelle mille pagine. Aggiungendo un dettaglio destinato a rendere ancora più incandescente il rapporto tra Pm e carabinieri. Ha detto Siino: "Anche il maresciallo Antonino Lombardo era disposto a offrirmi il rapporto. Mi fece vedere un malloppo di pagine. Ma io gli risposi che quei documenti già ce li avevo. Gli diedi comunque cinque milioni per il figlio malato".

    Quindi la fuga di notizie ben pilotata che secondo Travaglio ha sollevato uno scandalo “ad orologeria” relativo ad un’iniziativa dei carabinieri volta a colpire Lo Forte, PM del processo Dell’Utri che proprio in quei giorni stava iniziando, Repubblica ce la riporta scrivendo che c’era un pentito che aveva appena riferito ai PM che il dossier “mafia e appalti” non era stato consegnato ai mafiosi da Lo forte, ma da altri referenti, e proposto tra l’altro anche da un maresciallo dei carabinieri.

    Strano modo di colpire Lo Forte “ad orologeria”, hanno questi carabinieri. Anche perché, se a passare a Repubblica lo “scoop” segretissimo fossero stati i carabinieri o informatori ad essi vicini, anziché personale della procura, certamente Repubblica non ce lo avrebbe mai rivelato. E come no.

    Specialmente il dettaglio sulle deposizioni segretissime rilasciate da Siino ai PM, arriva dai carabinieri di sicuro, anziché dalla procura. E ricome no.

    E veniamo al gran finale.

    Travaglio ad un certo punto apre un virgolettato, ed attribuisce a Sabella, a proposito della “dissociazione” da “Cosa nostra” richiesta da alcuni mafiosi nel 2000, queste parole: “.Decidemmo così di opporci alla dissociazione. Fassino sposò la nostra linea e la comunicò a Vigna”. Appena la notizia trapelò sui giornali, la Procura di Palermo entrò in subbuglio: il procuratore Grasso sapeva, ma non aveva detto niente ai suoi sostituti. Così fu costretto a dichiararsi pubblicamente contrario alla dissociazione dei boss.

    Da questo virgolettato, inserito da Travaglio nel suo articolo ed attribuito al suo paladino Sabella, nasce una querelle, che viene riassunta in una lettera-esposto del procuratore Grasso all’ordine dei giornalisti, che qui riportiamo per intero:

     

    Lettera inviata dal procuratore nazionale antimafia all’Ordine nazionale dei giornalisti e le risposte di Marco Travaglio e del direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro


    Al presidente dell’Ordine dei giornalisti

    Gentile presidente,

    come forse Lei saprà, non è mia abitudine mantenere un regime di conflittualità coi giornalisti, anche perché sono consapevole delle difficoltà insite nel mestiere di cronista.

    Per questo motivo mi sono sempre astenuto dalle querele o da altre iniziative giudiziarie, nella presunzione che gli errori commessi dai cronisti fossero, come dire “assolvibili” per assenza di malafede.
    Rimango sconcertato, però, nel verificare come talvolta questa “assenza di malafede” possa essere messa in dubbio dallo stesso evolversi dei fatti.

    L’edizione del Fatto Quotidiano di martedì 10 novembre ha pubblicato, a firma di Marco Travaglio, un articolo, dal titolo “Un giudice stritolato dalla trattativa”, che riguardava, fra l’altro, i tentativi di far passare provvedimenti legislativi in favore di una presunta “dissociazione” dalla mafia di alcuni detenuti al 41 bis. La fonte di tale articolo, – una fonte dichiarata –, era l’ex pm Alfonso Sabella. Tra le tante notizie e interpretazioni di fatti accaduti in tempi non recentissimi, l’articolo riportava una frase secondo cui, pur conoscendo tali tentativi, non avrei mai informato né consultato i miei sostituti (allora ero procuratore a Palermo), e avrei – invece – pubblicamente manifestato la mia contrarietà solo perché costretto dai colleghi, che intanto avevano scoperto il tutto ed erano entrati in “subbuglio”. Il tenore della frase lasciava, quindi, chiaramente intendere al lettore che io sarei stato nascostamente favorevole a tale “dissociazione”.

    Della mia pronta reazione, manifestatasi con due note Ansa delle 14:30 e delle 14:33 dello stesso giorno (Grasso, sempre contrario a qualsiasi ipotesi di dissociazione), il giornale, mercoledì 11 novembre, dava contezza ai suoi lettori, attribuendo, però, la responsabilità della frase al magistrato Alfonso Sa-bella (anche se contenuta in parti non in corsivo né virgolettate) e sminuendone il senso e la portata solo al fatto che io, al corrente della trattativa sulla dissociazione, non ne avessi informato i sostituti del mio ufficio.

    Tale ricostruzione veniva smentita, non da me, ma dallo stesso Alfonso Sabella, che aveva invece chiaramente testimoniato la mia avversione alla “dissociazione sin dal primo momento”. Mi sarei aspettato dal Fatto Quotidiano una leale smentita con una evidenza proporzionata alle due pagine del giorno 10. Oggi, invece, leggo la seconda puntata dell’inchiesta senza nessun riferimento alle modifiche – sostanziali – dichiarate dallo stesso Alfonso Sabella. In fondo al giornale, tra le lettere, ho poi scorto una confusa smentita sotto il titolo “I nostri errori” che precisa: “Sono state attribuite al dott. Sabella parole ascrivibili invece all’autore dell’articolo”. Parole ascrivibili? Ma le parole dell’autore non erano forse notizie date per certe? E se è così, qual era stata la fonte dell’autore, visto che non si trattava di Sabella? Le poche righe pubblicate, inoltre, ancora una volta, limitano la smentita all’aspetto che riguarda la presunta mia conoscenza dei fatti e non già la assodata contrarietà alla “dissociazione”.
    Insomma un pasticcio che non rende giustizia alla verità dei fatti.

    Perché sottopongo tutto ciò al presidente dell’Ordine dei giornalisti? Perché non è la prima volta che vengo sottoposto ad attacchi personali – sempre dallo stesso giornalista – senza nessun intervento ragionevole, per esempio dei direttori che hanno pubblicato e pubblicano senza esercitare alcun controllo. Mi rivolgo a Lei che, nell’esercizio delle sue funzioni di garante e tutore della deontologia professionale dei suoi iscritti, certamente saprà trovare il modo di trasferire ai suoi colleghi i motivi del mio disagio.


    La ringrazio per l’attenzione


    Pietro Grasso

     

    Per dirla quindi alla maniera di Travaglio, il fatto si commenta da sé.

    La rettifica di redazione del “fatto quotidiano”, è spettacolare:

    Sono state attribuite al dott. Sabella parole ascrivibili invece all’autore dell’articolo”.

    Traduzione: Non era una palla di Sabella, ma una palla di Travaglio inserita a valle di un virgolettato che starebbe ad indicare un fedele riporto del pensiero e delle parole del Dott. Sabella, e che invece non lo era affatto.

    Pura sfrontatezza?

    Mera mancanza di pudore?

    Piena convinzione di avere per lettori degli imbecilli?

    Mah, mistero. Uno dei tanti misteri d’Italia.

    enrix

     
    • anonimo 12:47 on 4 December 2009 Permalink | Rispondi

      COMUNICATO DI ELIO VELTRI AD ANTONIO PADELLARO

      Roma 01/12/09
      Caro Padellaro,
      apprendo con vivo stupore di essere uno degli autori del pezzo: “Imputato Berlusconi chi le ha dato quei soldi?…” pubblicato in data odierna a pg. 4 del giornale da te diretto: “Il Fatto Quotidiano”.
      Con altrettanto vivo stupore apprendo, sempre dal tuo giornale (pg. 4 ultime cinque righe dell’articolo “Nascita di Fininvest”), che venerdì prossimo, 4 dicembre, nella sala della Stampa Estera, presenterò la nuova edizione de “L’Odore dei soldi” insieme all’altro autore, a Furio Colombo ed a Carlo Freccero.
      Tanto premesso ti comunico:
      1 non sono l’autore delle righe che hai pubblicato;
      2 non ho alcuna notizia di una mia presentazione de “L’Odore dei soldi”;
      3 la nuova edizione de ”L’Odore dei soldi” è avvenuta a mia insaputa con modifiche e capitoli aggiunti non concordati con me.
      In proposito, ho già dato mandato ai miei legali di perseguire nelle opportune sedi giudiziarie questa pubblicazione non autorizzata.
      Ti invito a pubblicare, con ogni urgenza, questa mia precisazione, fatta salva ogni azione di legge.
      Cordialità
      Elio Veltri
      =========

      Moritz

    • ilPensatore 12:18 on 18 November 2009 Permalink | Rispondi

      siamo alla frutta insomma: si virgolettano dichiarazioni liberamente interpretate o addirittura inventate pur di accreditare un proprio convincimento.

      se questo è un giornalista…!?

      comunque, Enrico, ancora una volta complimenti.

      resto in attesa del prossimo pezzo del Segugio…

    • anonimo 16:09 on 18 November 2009 Permalink | Rispondi

       più che alla truffa, siamo alla frutta.
      Travaglio, sei un odioso manipolatore, finiscila!

    • anonimo 16:32 on 18 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ho letto con attenzione l’interessante articolo, ma schifavo talmente tanto Travaglio, che è difficile schifarlo di più!!! Grande come sempre Vittorio!

    • anonimo 15:37 on 19 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ma il fatto che, secondo Brusca, le stragi del 93 siano state pilotate dai Carabinieri non è meno grave che se fosse vero come scritto da Travaglio… mi pare un semplice refuso che nulla aggiunge e nulla toglie…

    • anonimo 17:13 on 19 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ciao Enrix,

      ti segnalo che uscirà tra poco tempo la nuova edizione de "L’odore dei soldi".

      Ti ho lasciato un commento su cronache dall’imbecillario, nell’ultimo tuo articolo sul rinvio a giudizio di Travaglio per la questione della bimba bielorussa.

      ciao
      Moritz

    • enrix007 21:06 on 19 November 2009 Permalink | Rispondi

      Anonimo del "refuso" (minchia, che faccia tosta, ma lo sai cos’è un refuso? Significa battere un tasto al posto di un altro in tipografia, per una svista. Quando si viaggiava col piombo, i refusi li facevano i tipografi, sui testi dei giornalisti. Con l’introduzione dei PC e dgli ipertesti, i refusi sono poi passati tutti alla mano dei giornalisti. Con l’arrivo di Travaglio, i refusi si sono allargati a frasi intere sostituiti da altre frasi che cambiano la realtà dei fatti. Diciamo che è l’entropia, è nella natura) e del "nulla aggiunge e nulla toglie", hai ragione.

      Anche se un giornalista scrivesse che gli americani l’atomica di Hiroshima l’han buttata prima di Pearl Harbor, nulla aggiungerebbe e nulla toglierebbe, non trovi?
      Si tratta comunque della stessa bomba che ha fatto un disastro dell’umanità.  Quindi perchè non scriverlo? Son refusi.

      Eh, si, hai proprio ragione.

      La storia non cambia, anticipando un fatto di un anno.

      A parte il cambiare il volto dei mandanti di una strage e cambiarne il movente.

      Inoltre non hai capito un acca su cosa intendeva dire Brusca con "pilotati".

      Rileggi e studia.

    • anonimo 17:48 on 21 November 2009 Permalink | Rispondi

      Il fatto è che Brusca ha detto che la mafia è stata pilotata dai carabinieri, poi può benissimo esserselo inventato, ma lo ha detto. Che sia stata pilotata nel 92 o nel 93 cambia poco, sempre stragi sono. Potrebbe benissimo essere un errore (se non ti piace refuso) che può commettere chiunque, o potrebbe essere fatto di proposito per dare maggiore risalto alla cosa, sempre un dettaglio rimane, non mi interessa avere un giudizio morale di Travaglio mi interessa capire volta per volta se quello che dice è vero e quasi sempre lo è, a parte i dettagli.

      Luigi Cigarini

    • anonimo 17:53 on 21 November 2009 Permalink | Rispondi

      Per la parola "pilotati", io semplicemente non ci credo che i Carabinieri abbiano pilotato nulla qualunque cosa voglia dire. Io credo che chi "pilotava" o trattava stava più in alto, in politica.

    • enrix007 23:06 on 21 November 2009 Permalink | Rispondi

      Allora guarda Cigarini, se ti interessa davvero capire se ciò che dice Travaglio è vero, sappi che questa volta è tutt’altro che vero.

      Travaglio si è trovato davanti ad una citazione ghiotta, ghiottissima da riportare in un articolo.  Un virgolettato di Brusca, letto da lui come da me alcuni mesi fa nell’intervista a Spatola su Antimafia2000, troppo bello, irresistibile, perchè Brusca da buon semianalfabeta aveva detto "siamo stati pilotati dai carabinieri" non trovando termini più proprii per significare che l’occasione dei colloqui fra Ciancimino e i ROS aveva acceso nella mafia l’idea e la speranza che lo Stato, sottoposto ad attentati, potesse scendere a patti.
      Così interpreta Spatola, e può avere anche ragione.

      Naturalmente per Travaglio l’occasione è ghiotta a condizione di non spiegare questo, lasciando invece quella frase tale quale cosicchè chi legge prendendola alla lettera possa avere quella bella sporca sensazione di pilotaggio, di direzione attiva degli attentati per mano dei carabinieri. Tanto la sua è una classe di lettori che con lui si ferma in superficie e che a porsi qualche dubbio, anche solo per il fatto che pare davvero troppo grossa,  non ci pensa nemmeno per la fava.

      Ma c’è un problema.

      Quella frase, così com’è, mentre nella sua seconda parte lorda per bene la nomea dei ROS e quindi è perfetta per gli scopi, nella sua prima parte è una tragedia. Già, perchè se Brusca ha detto che il condizionamento è avvenuto per "le stragi del 93", dalla logica (conosci?) discende che per quelle del 92 questo condizionamento, secondo Brusca,  non c’è stato.
      E quindi il movente o comunque l’acceleratore della strage di Palermo non è la trattativa, ma è per forza qualcos’altro, visto che nel 92 la trattativa, a detta dei mafiosi pentiti,  non li ha condizionati.

      Ora, caro Cigarini, non è che per caso ti sei reso conto che negli ultimi tre mesi saranno usciti un cinquecento articoli di stampa che poggiando sull’esistenza dei papelli e delle più recenti affermazioni di Ciancimino Jr, nonchè di presunte (presunte perchè ce ne viene riferito, ma in foma testuale io non le ho mai lette) dichiarazioni  di GiovanniBrusca, ci vogliono far credere che la trattativa dei ROS ha determinato la mafia a far fuori Borsellino?

      No, forse non te ne sei reso conto. Invece Travaglio se n’è reso conto, ma per lui non è un problema. E quindi per non scrivere qualcosa che possa sollevare qualche dubbio sulla bufala dell’anno, a lui non costa niente pensare bene di sostituire ex abrupto e senza farsi tanti scrupoli le parole "le stragi del 93" con "la strage di Via D’Amelio", così, grazie al cammuffo di un piccolo baffo d’inchiostro, tutto torna a posto, ed i ROS tornano ad essere il motorino d’avviamento della strage di Via D’Amelio, quando invece secondo Giovanni Brusca, non lo erano.

      Ma lui può farlo, lui è Travaglio, l’unico che quando commette una simile porcheria anzichè offendere e fare dubitare i suoi lettori, se li ritrova tranquillo a difendere la bufala insieme a lui con ancor meno dignità dell’autore malandrino.

      Quindi Cigarini, chiariamo subito una cosa. Siccome tu non sei cretino, ed io lo so benissimo, comunicami magari se hai capito sino a questo punto ciò che ho scritto e confermami i tuoi naturali dubbi conseguenti, perchè qualsiasi persona onesta e in buona fede in un caso come questo se li pone eccome.
      Si tratta di un’oggettiva  manipolazione cosciente, non è dimostrabile in alcuna forma il contrario, e se tu vuoi continuare a sostenere che è un refuso involontario, fammi la cortesia di andarlo a scrivere da un’altra parte perchè qui gli ipocriti non son graditi.

      Ma sono certo che non sarà così

      Ed ora veniamo alla "moralità" del comportamento del ROS, in relazione alle stragi del 93, che è il problema che hai posto tu, anche se non c’entra nulla con le manipolazioni giornalistiche.

      Purtroppo anche qui, scrivere "Che sia stata pilotata nel 92 o nel 93 cambia poco, sempre stragi sono.", significa scrivere comunque una sciocchezza, e ti spiego perchè.

      NE’ IO NE’ TRAVAGLIO STIAMO SCRIVENDO E DISCUTENDO DI GIUDIZI MORALI SU CIO’ CHE E’ PRESUNTO O PUO’ PRESUMERSI DALLE DICHIARAZIONI DI UN PENTITO, IN MERITO ALLE CONSEGUENZE ESECRANDE, PUR INVOLONTARIE, CHE SECONDO BRUSCA HANNO CAUSATO I CONTATTI CON I ROS SULLE STRAGI DEL 93.

      NO CIGARINI. A TRAVAGLIO, COME AL SOTTOSCRITTO, INTERESSANO SOLO LE VICENDE E GLI ATTI GIUDIZIARI, CHE IN QUESTO MOMENTO REGISTRANO UN ALACRE LAVORIO PER DIMOSTRARE CHE I ROS HANNO LA RESPONSABILITA’ MORALE DELLA MORTE DI BORSELLINO E QUELLA PENALE DELLA LATITANZA ASSISITITA DI PROVENZANO, E SON QUELLE LE COSE CHE PER IL MOMENTO INTERESSANO A TRAVAGLIO E AI MAGISTRATI, PER CUI DELLE STRAGI DEL 93 SE NE PARLA ANCORA POCO O NULLA. E LO SAI PERCHE’?
      PERCHE’ UNA MAFIA CON A CAPO UN PROVENZANO DIVENUTO CAPO PER SUDICI SEGRETI ACCORDI CON I ROS SULLA TESTA DI RIINA E QUINDI LIBERO PERCHE’ ASSISTITO NELLA LATITANZA DAGLI STESSI ROS, (CHE E’ IL QUADRO CHE STANNO CERCANDO DI DIMOSTRARE I PM, E QUINDI ANCHE TRAVAGLIO) NON PUO’ ESSERE UNA MAFIA CHE FA ATTENTATI PER CONDIZIONARE ROS E STATO A PATTI, NEL 93, PERCHE’ L’ACCORDO C’E’ GIA’ STATO, SULLA TESTA DI RIINA, E QUESTO ACCORDO PREVEDE UNA LATITANZA ASSISTITA DALLO STATO CHE E’ INCOMPATIBILE CON GLI ATTENTATI MOSSI CONTRO LO STESSO STATO.
      SOSTENERE QUINDI ORA, IN GIUDIZIO, CHE IL CONDIZIONAMENTO E’ AVVENUTO ED E’ AVVENUTO NEL 93, POGGIANDO SULLA FRASE DI BRUSCA, SIGNIFICA AIUTARE MORI ED IL SUO COLLEGA AD ESSERE ASSOLTI NEL PROCESSO CHE OGGI LI VEDE IMPUTATI.
      PERCHE’ SE I CONTATTI AVUTI CON LA MAFIA A NELL’AUTUNNO 92 SONO CONTATTI CHE HANNO CONDIZIONATO LA STESSA A FARE ATTENTATI E STRAGI DA META’ DEL 93 IN POI ALLA RICERCA DI UN ACCORDO SINO A QUEL MOMENTO MANCATO, ALLORA NON POSSONO ESSERE ALLO STESSO TEMPO CONTATTI CHE HANNO PORTATO AD UN ACCORDO CON LA MAFIA, STIPULATO NEL DICEMBRE DEL 92, PER STRAVOLGERNE LA DIRIGENZA FACENDO LARGO A PROVENZANO IN CAMBIO DELLA TESTA DI RIINA. O UNA COSA O L’ALTRA. ED IN QUESTO MOMENTO AI PM INTERESSA LA SECONDA.  
      CONTINUI A SEGUIRE LA LOGICA, CIGARINI? COMINCI A CAPIRE PERCHE’ TRAVAGLIO HA MANIPOLATO?
      PERCHE’ NON SI PUO’ AVERE LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA, MA LUI HA VOLUTO PROVARCI LO STESSO PRESENTANDOCI LA SUA SIGNORA UBRIACA, E LA BOTTE IN CANTINA COMUNQUE PIENA.
      IO HO SOLO DIMOSTRATO CHE PERO’ ERA UN TRUCCO, PERCHE’ LUI L’AVEVA RIEMPITA D’ACQUA.

    • anonimo 12:32 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Innanzitutto ti ringrazio per la generosità delle tue risposte, e ti voglio dire che considero molto interessante la conversazione con te nonostante, anzi proprio in virtù, della differenza di vedute, che, ti assicuro, non ha nulla a che vedere con l’ipocrisia. Mi limito semplicemente ad esprimere sinceramente la mia opinione senza alcun intento provocatorio.
      La differenza tra noi, a mio avviso, sta nell’impostazione mentale: tendente sempre e comunque al dubbio la mia, più predisposta alla sicurezza la tua. Il ché sicuramente deriva anche dal fatto che tu sei senza ombra di dubbio più informato di me, ma penso non sia soltanto questo.

      Tu mi attribuisci sicurezze che non ho mai avuto e non posso avere: non sono affatto sicuro che T. fosse in buona fede, anzi, quando scrivi:

      "Travaglio si è trovato davanti ad una citazione ghiotta, ghiottissima da riportare in un articolo.  Un virgolettato di Brusca, letto da lui come da me alcuni mesi fa nell’intervista a Spatola su Antimafia2000, troppo bello, irresistibile, perchè Brusca da buon semianalfabeta aveva detto "siamo stati pilotati dai carabinieri" non trovando termini più proprii per significare che l’occasione dei colloqui fra Ciancimino e i ROS aveva acceso nella mafia l’idea e la speranza che lo Stato, sottoposto ad attentati, potesse scendere a patti.
      Così interpreta Spatola, e può avere anche ragione.
      Naturalmente per Travaglio l’occasione è ghiotta a condizione di non spiegare questo, lasciando invece quella frase tale quale cosicchè chi legge prendendola alla lettera possa avere quella bella sporca sensazione di pilotaggio, di direzione attiva degli attentati per mano dei carabinieri."

      sono propenso a darti ragione. T. come quasi tutti i giornalisti (tutti quelli di una certa fama), compie un’opera di selezione delle informazioni da dare, che non risponde soltanto a criteri di massima informatività verso il lettore, ma, nel caso di T., a un artificioso ingigantimento della notizia volto a presentare se stesso come quello-che-dice-cose-che-altri-non-dicono. Ma un’operazione di questo tipo come ti ho detto mi pare la facciano pressoché tutti i giornalisti, da Feltri a D’Avanzo, chi per proteggere il proprio editore, chi per avvalorare le proprie opinioni, chi come T. e Santoro per vendere più libri e fare audience. Il tutto ovviamente non deve superare un certo limite in modo che il lettore avveduto non screditi il giornalista, soprattutto se condivide le sue idee di fondo, politiche o giudiziarie.
      Nonostante questo preferisco giornalisti come T. che seminano dubbi e critiche anche in eccesso, non avendo interesse a proteggere nessuno, a giornalisti che per interesse o propensione personale tendono ad eccedere nel verso opposto. I primi sono utili, i secondi no.
      Come ti ho già detto il fatto che poi qualcuno debba vedere pesare su se stesso sospetti non veritieri lo considero un prezzo alto, ma dovuto alla libertà.

      Sulle parole di Brusca, ti segnalo un virgolettato di Brusca dal Corriere della Sera:

      "Tra le stragi di Capaci, di via D’Amelio e quelle del ’93 c’e’ una strada unica". Ed arriva a questa conclusione affermando che Bellini, a suo avviso ispiratore degli attentati ai monumenti, "era in contatto con un maresciallo; questi era a sua volta in contatto col colonnello Mori. Percio’ dico che siamo stati pilotati dall’Arma".

      http://archiviostorico.corriere.it/1998/gennaio/20/Brusca_carabinieri_hanno_pilotato__co_0_980120163.shtml

      Questo articolo è del ’98 ed è la cronaca, il giorno dopo che le parole sono state pronunciate.
      Da queste parole la mia impressione è che Brusca si riferisse sia al 92 che al 93, che non faccia alcuna distinzione.
      Tu nel tuo articolo dici che la tua fonte per le parole di Brusca è una intervista di Sabella di 10 anni dopo che le riporta così:

      "Noi nel commettere le stragi del ’93 siamo stati pilotati dai carabinieri"

      E’ pensabile che Sabella 10 anni dopo citando a memoria abbia semplificato quello che era il concetto espresso da Brusca, e che invece T. si riferisse alle testuali parole di Brusca, come riportate dal Corriere o da altra fonte, e non alla intervista che hai letto tu? Mi pare probabile.

      E d’altronde lo stesso Sabella faceva la supposizione che B. si riferisse alle stragi di entrambi gli anni senza fare alcuna distinzione. Proprio nella stessa intervista che citavi tu, proprio poche righe sopra (ma io non ti accuso di nulla…):

      "Ma laddove ci sono, come dite voi giornalisti, reati penali cioè fattispecie – i reati sono tutti penali – dove ci sono fattispecie di illecito penale. In questa vicenda è verosimile che ci possano essere responsabilità morali, non penalmente rilevanti nella strage di via D’Amelio, ma non responsabilità penali. Questa è la cosa, almeno credo che sia l’idea di fondo perchè probabilmente è difficile andare a ipotizzare che certe persone, il cui nome è apparso sui giornali in questi giorni, siano stati i mandanti della strage di via D’amelio. Probabilmente con il loro comportamento potrebbero aver determinato la mafia a commettere quella strage. E quindi capirà che la cosa è molto diversa. Sul piano della responsabilità penale significa zero, sul piano della responsabilità morale, politica e amministrativa a seconda dei casi, invece ha dei rilievi enormi e anche sul piano di ristabilire la verità storica. E le ripeto, quello che c’è sui giornali in questi giorni, e le posso dire una cosa, anche le stesse dichiarazioni di Riina non sono assolutamente nuove a quello che, almeno parlo per me, io già sapevo 12 anni fa. Anche le dichiarazioni di Riina, perchè le dichiarazioni di Riina non sono per niente, a mio giudizio, diverse da quelle che fece Giovanni Brusca deponendo al processo per le stragi nel ’93 nell’aula bunker di Firenze quando disse, gli scappò una frase che poi spiegò: "Noi nel commettere le stragi del ’93 siamo stati pilotati dai carabinieri". Brusca non voleva dire che sono stati i carabinieri a far fare le stragi ma è un messaggio assolutamente analogo a quello che Riina manda adesso."

      Mi pare che metta sullo stesso piano le stragi del 92 e quelle del 93, Riina si riferiva alle stragi del 92; Brusca al 93, secondo le sue parole; ma il concetto è lo stesso – dice – per lui non ci sono novità, quindi per lui c’è continuità tra 92 e 93, quindi lui ha interpretato le parole di B. come riferite a entrambi gli anni, quindi è giustificata la sua semplificazione di citare un solo anno nel riportare le parole di B., B. non ha fatto distinzioni, evidentemente, perché dovrebbe farne Sabella? (ammesso non si ricordasse che B. faceva esplicitamente riferimento a entrambi gli anni, stando al Corriere, a meno che non sia indegno di credito anche l’articolo del Corriere)…
      Poi può essere che T. comunque, avesse letto soltanto la parte di intervista che citavi tu e riportasse in malafede, ma non ne posso essere certo. Tu ne sei ancora certo? E poi comunque a questo punto mi sembra veramente un dettaglio infinitesimale…

      Hai scritto:
      "Ed ora veniamo alla "moralità" del comportamento del ROS, in relazione alle stragi del 93, che è il problema che hai posto tu, anche se non c’entra nulla con le manipolazioni giornalistiche."

      Quando parlavo di giudizio morale, non mi riferivo al giudizio morale che T. da dei Ros, mi riferivo ad un mio giudizio morale sull’uomo Travaglio: non ce l’ho e non mi interessa costruirmelo. Valuto volta per volta la veridicità delle sue affermazioni, quando ne ho il tempo e l’interesse, altrimenti lo prendo per buono (forse sbagliando me ne rendo conto, a volte sono sua "vittima", ma non posso approfondire tutto), perché come ti ho già spiegato penso che le sue manipolazioni non vadano oltre un limite e non siano tali da screditarlo e comunque nel panorama dell’informazione penso sia comunque tra i più degni di credito.

      Non ho mai sollevato neppure il problema di un giudizio morale sui Ros, anche nel caso fosse vera la trattativa, considero troppo complessa la questione morale, comprenderei anche moralmente la trattativa, pensa un po’…

      Hai scritto:
      "PER CUI DELLE STRAGI DEL 93 SE NE PARLA ANCORA POCO O NULLA. E LO SAI PERCHE’?
      PERCHE’ UNA MAFIA CON A CAPO UN PROVENZANO DIVENUTO CAPO PER SUDICI SEGRETI ACCORDI CON I ROS SULLA TESTA DI RIINA E QUINDI LIBERO PERCHE’ ASSISTITO NELLA LATITANZA DAGLI STESSI ROS, (CHE E’ IL QUADRO CHE STANNO CERCANDO DI DIMOSTRARE I PM, E QUINDI ANCHE TRAVAGLIO) NON PUO’ ESSERE UNA MAFIA CHE FA ATTENTATI PER CONDIZIONARE ROS E STATO A PATTI, NEL 93, PERCHE’ L’ACCORDO C’E’ GIA’ STATO, SULLA TESTA DI RIINA, E QUESTO ACCORDO PREVEDE UNA LATITANZA ASSISTITA DALLO STATO CHE E’ INCOMPATIBILE CON GLI ATTENTATI MOSSI CONTRO LO STESSO STATO."

      Qui non sono d’accordo. Io la vedo un po’ diversamente: non c’è bisogno che per arrestare Riina ci sia stato un accordo completo. Basta che Provenzano, che voleva liberarsi di Riina, lo tradisca in un qualsiasi modo e faccia sapere dove si nasconde. Per proteggere la latitanza di una persona ricercata, che nel …

    • anonimo 12:40 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Mi ha tagliato il commento, continuo qui.
       
      Per proteggere la latitanza di una persona ricercata, che nel contempo deve comandare una organizzazione, serve un lavoro complesso intorno a lui e se qualcuno tradisce salta tutto.
      Insomma, per me abbiamo pochissimi dati quando parliamo di mafia e avere la pretesa di tracciare un quadro preciso dei fatti e ricavare deduzioni con la tua sicurezza è azzardato.

      Anche tenendo conto che a pensarla come me non sono solo io, ma magistrati di tutto rispetto, come tu stesso hai definito Ingroia e Sabella…

      Secondo me, ti ripeto, la trattativa non l’hanno fatta direttamente i Ros, la trattativa è politica, la politica è impregnata di mafia in modo inimmaginabile, i governi sono in simbiosi da sempre con la mafia, ma in quel momento mancava l’equilibrio, si era rotto qualcosa, inoltre la politica si sentiva minacciata (probabilmente nel mirino della mafia c’erano dei ministri) e ha trattato. Come trattava da 50 anni a quella parte…

      Riina voleva trattare in modo diverso da Provenzano, forse voleva imporre condizioni diverse, forse il motivo dei dissapori con Provenzano non c’entrava nulla con la trattativa, come possiamo pretendere di fare ipotesi? Fatto stà che P. tradisce R. e continua la trattativa al posto suo e per accelerarla piazza bombe in giro per l’Italia.
      Al termine della trattativa, forse, incomincia l’esilio protetto che è sotto studio nel processo attuale a Mori. Ma soprattutto terminano gli attentati, e questo è certo.
      Fino a ché qualcuno non tradisce Provenzano, oppure l’esilio protetto non è mai esistito e P. viene catturato senza tradimenti.
      Non lo so, però a me sembra che possa quadrare così.
      Ma io non ho certezze, solo dubbi, questa mi sembra la teoria più plausibile.
      Posso, umilmente, farti alcune domande? Per la curiosità di conoscere la tua opinione, perché veramente non riesco a capire. Le prime che mi vengono in mente:

      L’agenda rossa di Borsellino: perché è sparita e cosa conteneva? Se è sparita o è mai esistita.
      Perché Ingroia, e tante persone competenti, sono così convinti che ci siano dei mandanti occulti per via D’Amelio?
      Perché, secondo te, la mafia, che se ne era sempre stata buona in Sicilia, a un certo punto inizia improvvisamente a fare attentati terroristici in giro per l’Italia, in un momento di ricambio della classe politica, e poi altrettanto improvvisamente smette? Che spiegazione logica ti sei dato?
      Cosa ne pensi di Andreotti? Sicuramente saprai della sentenza che lo vede colpevole di rapporti con la mafia fino al 1980, di Salvo Lima, ucciso poco prima che incominciassero gli attentati (ma guarda caso, cosa vorrà dire?). Sei proprio sicuro che nel Truman Show ci viviamo noi e non tu?

      Luigi Cigarini

    • anonimo 14:46 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Caro Luigi Cigarini volevo solo farti notare una cosa FONDAMENTALE CHE LE  E’ SFUGGITA.

      Nell’articolo che ha postato sulle dichiarazioni di Brusca LA COSA RILEVANTE NON E’ IL TITOLO MA LE AFFERMAZIONI DEL SUO AVVOCATO e precisamente:

      Per poi precisare – di fronte alle domande del suo avvocato Luigi Li Gotti – di essere arrivato a questa conclusione sulla base della sua esperienza in Cosa nostra e della lettura dei giornali.

      La traduzione è semplice. Brusca sostiene che la tesi del dialogo con i carabinieri è per lui chiara visto cosa i giornali scrivevano e le sue conoscenze dell’ambiente mafioso.

      A quali news potrà riferirsi secondo lei Brusca? Sicuramente quelle attinenti all’argomento di cui si parla, quindi Brusca LEGGE NEWS FALSE, NEWS CHE CIRCOLANO DA ANNI news che incredibilmente girano ancora ed in questi ultimi mesi ce le stanno propinando quasi settimanalmente, TUTTE NEWS SMENTITE DAI FATTI, SMENTITE DA SENTENZE DEL TRIBUNALE. E su queste si fa un idea. Che idea si può fare colui che legge info errate? Idee errate.

      Riesce a capire? Si sta discutendo del nulla.

      Riguardo Travaglio anche io come lei sono contento delle molte inchieste dello stesso, ma nel tempo ho notato spesso gravi strafalcioni e vorrei solo capire se è in buona fede o in cattiva fede. Compro quotidianamente il FATTO e quando lo leggo per forza di cosa sto sempre con le antenne diritte.

      Ora le chiedo, secondo lei non è pericoloso un giornalista del genere che nell’immaginario collettivo E’ IL BENE CONTRO IL MALE? Nell’immaginario colettivo è il giornalismo senza poteri che lo condizionano? E’ PERICOLOSO caro Cigarini, molto pericoloso ed aiuta sicuramente ad allontanare la gente alla vita politica Italiana.

      Giustamente dico io. Come si potrebbe sentire persona che segue sempre i ragionamenti di Travaglio dando per scontate tutte le sue inchieste FACENDOSI IDEE ED OPINIONI  e poi un giorno improvvisamente si accorgerebbe che le sue idee sono errate? Si accorgerebbe che le inchieste sono piene di crepe?

      Glielo dico io come si sentirebbe, gli cadrebbero le braccia come è successo a me quando mi sono accorto che tutto qeul che mi bevevo spesso era stato manipolato, spero in buona fede o per un ritorno commerciale, SE CI FOSSE ALTRO DIETRO SAREBBE GRAVISSIMO.

      Gianluca

    • anonimo 18:28 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Caro Gianluca, non mi è assolutamente sfuggito quello che mi ha fatto notare lei. Non ho postato quel link per avvalorare le parole di Brusca, che per quanto mi riguarda possono essere benissimo destituite di ogni fondamento; lo ho postato semplicemente per citare un virgolettato con le esatte parole (fino a prova contraria) di Brusca. Se rilegge meglio se ne può rendere conto.

      Lei dice che Travaglio è pericoloso, di che pericolo parla? Io penso che i lettori che si fidano ciecamente di Travaglio, che leggono solo lui senza approfondire e ascoltare opinioni contrarie, siano una piccola percentuale, e comunque non pericolosi, pensa che un magistrato si faccia condizionare da Travaglio?
      I giornalisti pericolosi sono altri, sono quelli mossi da interessi personali, quelli che cercano di insabbiare, di proteggere i potenti.

      Che altro ci potrebbe essere dietro Travaglio se non il suo ritorno commerciale?

    • enrix007 23:19 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Caro Luigi, ti risponderò più con calma nei prossimi giorni, perchè in questo momento sto lavorando molto sia all’attività che mi da un pezzo di pane sia ai nuovi articoli.

      Approfondirò volentieri gli argomenti con te. Questa sera dirò solo poche semplici cose.

      Sappi in ogni caso che come hai potuto notare, io amo far riferimento ai documenti e non ai riporti.

      Di per sè anche il virgolettato attribuito a Sabella (la frase di Brusca) va preso con le pinze, perchè bisognerebbe avere davanti agli occhi i verbali integrali, cosa che sto ottenendo e quindi nell’arco di poco sapremo.
      Per il momento però, il virgolettato di sabella rappresenta una frase completa riportata da un signor addetto ai lavori, ed è quanto di meglio abbiamo.

      L’articolo del Corriere che hai citato lo conosco (se mi dai un indirizzo email ti mando un file word con un casino di articoli messi insieme, fra cui questo, così è più facile fare ricerche con l’ipertesto), ma purtroppo riporta fra virgolette solo frasi tronche di Brusca, attribuendo i giornalisti un senso alle stesse, così come ha fatto anche Travaglio che ha presentato un virgolettato tronco ed un suo inciso a completarlo (quello su Via D’Amelio) Di fatto nell’articolo del Corriere si configura la stessa cosa (Bonini non è da meno di travaglio, ti assicuro). Io preferisco darmelo da me il senso, e non farmelo dire dai giornalisti. Quindi aspetto di avere i verbali completi.  Ma sono più che certo, per mia esperienza, che Brusca ha detto ciò che ha riportato sabella, e non ciò che ha riportatoi il Corriere, che è roba tronca.

      Quindi, partendo dall’esame dei documenti disponibili, io ho questo: non c’è stata nessuna trattativa così come ce la vogliono dipingere.

      la "trattativa" per il momento è e resta un abboccamento fra i carabinieri e Ciancimino per farlo collaborare come si sono fatti e si fanno collaborare moltissimi mafiosi.

      E, come leggerai nel nuovo articolo che sto pubblicando, Ciancimino su quella trattativa nel 93 ha dichiarato a Caselli una cosa molto semplice, che riassunta è così: i ROS mi hanno incontrato alla fine di agosto 92 (a stragi già eseguite),  volevano latitanti, io ho deciso di collaborare con loro a questo scopo. Ho deciso quindi di fare il doppio gioco a favore dello stato e per fare questo ho espresso ai ROS l’inenzione di avvicinare un certo ambiente "di imprese" che conoscevo, da dove avrei attinto informazioni.

      Per operare in quell’ambiente con libero spazio di manovra, avevo bisogno del passaporto, e pertanto ne ho fatto richiesta dicendo ai ROS di aiutarmi ad avere un celere rilascio dello stesso.

      Per tutta risposta fui arrestato dal magistrati della Corte di Appello  con la motivazione che avevo richiesto il passaporto, e quindi c’era il pericolo di fuga.

      Ciancimino quindi insinua nel suo verbale che il suo arresto sia servito a qualcuno per tarpare la sua collaborazione con i ROS, in quanto è stato arrestato precipitosamente, e senza ragione, proprio quando aveva deciso di collaborare. (se una persona chiede il passaporto pur avendo processi in corso, di solito, se si teme il pericolo di fuga, non si arresta, semplicemente gli si nega il passaporto. Ciancimino ha ragione. Pensa che gli han dato il passaporto lasciandolo liberamente espatriare, con 13 procedimenti in corso per calunnia aggravata, persino a Igor Marini).

      Tutto questo racconto di Ciancimino, trova riscontro negli atti, nei fatti, nelle testimonianze dei pentiti sino a quando Brusca viene interrogato da Sabella. Lì avvengono due cose: Brusca inizia a ritrattare le precedenti dichiarazioni, che erano supportate da riscontri logici e temporali, ed inizia a parlare della trattativa facendo un gran casino, cercando di tirare dentro in qualche modo confuso i carabinieri, di anticipare le date fornite negli anni precedenti, di demolire gli assunti logici precedentemente esposti sostituendoli con frammenti di fatti che correlati da loro risultano del tutto illogici. per finire a quest’autunno dove al processo Mori, alla domanda dell’Avv. Milio "quali sono le sue fonti di informazioni sul papello", Brusca risponde: "l’ho letto su Repubblica." La second acosa che accade, è questa: non appena Brusca inizia a fornire, pur confusamente, quella versione sulla trattativa, subito i magistrati chiedono il programma di protezione, e quindi la sua liberazione. prima lo dicevano infido, e gliela negavano. Il che, nel mondo della logica, ha un significato ben preciso: si chiama compravendita.

      Ma torniamo seri:
      la trattativa così come ci vuole venire dipinta, non è supportata da uno straccio di riscontro testimoniale logico nè da prove documentali nè da papelli. Da nulla.
      I papelli sono falsi. I nastri con le registrazioni di V.C. con i ros in realtà contengono tutt’altro, come mi aspettavo (come vedi prevedo giusto).

      "L’agenda rossa".  Io non so se fosse così importante quest’agenda e che fine abbia fatto, dal momento che pare comunque certo che esistesse.
      Però una cosa la so: e cioè che in uno stato serio a quell’Arcangioli gli avrebbero fatto un culo così. Se le foto e i video non sono falsi, quello se ne scorazzava avanti-indietro con la borsa del magistrato (non poteva essere di nessun altro). Negli USA l’avrebbero arrestato immediatamente foss’anche stata vuota.

      Quindi io contesto la sentenza di Caltanissetta che assolve Arcangioli, per quelli che sono i documenti.

      E penso, mia opinione, che da quella borsa sia stato rimosso qualcosa che si voleva occultare, l’agenda rossa, forse, o altro.
      Documenti, comunque. Perchè non si porta a passeggio materiale così delicato e probabilmente probatorio dopo un attentato. Quindi la logica ci dice che qualcosa di losco c’è di sicuro.

      Ma vedi Luigi, una volta ipotizzato che un uomo corrotto abbia asportato con dolo dei documenti, di lì ad ipotizzare con altrettanta certezza perchè l’abbia fatto, per conto di chi, e soprattutto che cosa si volesse occultare, ce ne corre. Direi che in questo contesto l’ipotesi che si sia trattato di un occultamento di prove relative alla trattativa, è francamente risibile. La trattativa per come poteva esistere nel luglio 92, non poteva rappresentare neppure un reato penale, e comunque in quella borsa non avrebbe potuto esserci nulla di così scottante su quell’argomento, alla sola idea mi vien da ridere. No, in quella borsa c’erano i documenti relativi alle questioni veramente sporche su cui Borsellino aveva puntato il naso, decretando la sua condanna a morte. Reati grossi, importanti, crimini, che coinvolgono persone molto importanti e operazioni finanziarie di elevato interesse. Ecco le cose per cui si uccide con 100 kg di polvere cecoslovacca e per cui si fanno sparire i documenti.
      Non per improbabili trattative. Non siamo ridicoli.

      Un’ultimo post-scriptum sulla logica, un sasso nello stagno (ma sono tutti sassi nello stagno, sarà interessante discuterne con più tempo).

      Tra il castello di Utveggio e via cilea, in linea d’aria, ci son 3 km. Ho verificato su google map e ne farò pure un articolo.
      A 3 km, per riconoscere il volto di una persona, ccome minimo, ci vuole un telescopio da 60-80 infrandimenti.
      Ora, pare che agnese Borsellino abbia recentemente dichiarato che il marito in vita temeva che dall’utveggio gli controllassero la camera da letto.

      Anche qui, francamente, pensare che Borsellino abbia potuto fare una simile affermazione, è dura. Perchè è dura, ma proprio dura, che il magistrato potesse ipotizzare che qualcuno stesse perdendo il suo tempo, dall’utveggio,  a tenere l’occhio incollato all’oculare di un telescopio, per sorvegliare il suo talamo nuziale.

      Ti ho fatto questo esempio, eprchè è uno dei tanti che dimostrano una recrudescenza giudiziaria fondata su tanti piccoli fatti che però se approfonditi si rivelano bufale o quanto meno improbabili.

      No stai tranquillo, non sono io, Mr Truman. Io son quello che esamina i papelli e li svopre apocrifi. Io, non tu.

      Sticazzi, che ci provino.

    • enrix007 23:50 on 23 November 2009 Permalink | Rispondi

      Ancora una cosa, perchè mi pare che tu mi abbia chiesto una mia opinione sul movente delle stragi del 93.

      La mia opinione è tanto logica quanto banale, e parte da alcuni presupposti.

      Secondo me la mafia non è diretta dai Bassotti e da Spennacchiotto, e la sceneggiatura di queste vicende non la scrive Walt Disney. Ergo, c’è una porbabilità su un milione che chi ha ordinato e realizzato quelle stragi, lo abbia fatto nell’ipotesi di piegare lo stato a qualche cosa.  Tu pensi che sia una cosa che sta in piedi, che un mafioso per quanto stupido possa pensare di obbligare uno stato ad elimjnare le tasse dalla benzina con il ricatto degli attentati?

      In breve, io mi son fatto quest’idea, e sono pronto a rimangiarmela al primo documento che la metta in dubbio. Ma per ora ci sono solo dei falsi.
      Io penso che Falcone e Borsellino siano stati uccisi  perchè stavano ficcando il naso in questioni delicatissime, già da due anni prima. Di conseguenza, per questioni delicatissime, si sono mosse "menti raffinatissime", parole di Falcone.

      Queste menti raffinatissime hanno fatto fuori i magistrati con un metodo (già usato per Chinnici, ne riparleremo), che sa più di guerra alle istituzioni che combattono contro la mafia come simbolo, più che di chirurgica eliminazione di due persone scomode a causa del loro futuro carnet di appuntamenti, elaborato sulla base di certe convinzioni che si stavano facendo. Una forma di depistaggio blando, diciamo così. I magistrati andavano ammazzati, per fermare le loro inchieste e la loro curiosità, e quindi per ammazzare, in qualche modo bisogna pur farlo.  Non si è scelta però la pistolettata di un cecchino, che pure era possibile, ma un metodo che potesse fare pensare a qualcosa di diverso. Poi è comiciata, difatti,  la bagarre dei giornali: l’attacco allo stato della mafia, la guerra ai magistrati, e vai col generico. La trattativa stessa come ipotesi di movente entra bene in questo quadro di genericità, che serve ad occultare la specificità, e cioè il culo ed il denaro di persone ben precise.
      Visto che funzionava, si son fatti altri attentati nel 93, per continuare ad infondere quell’idea e a depistare dal vero movente delle stragi precedenti. Così, come è evidente, per marcare quel colore, si è passato guarda caso dai magistrati ai monumenti di stato, e persino a Maurizio Costanzo.
      Mancava solo Raffaella Carrà.

      Pensaci bene, è un depistaggio.

      E’ semplice, banale, e logico.

      Questo è quello che penso io.

    • anonimo 03:22 on 30 November 2009 Permalink | Rispondi

      La mia mail è NOSPAMluigi2509@interfree.it (togli NOSPAM all’inizio), se vuoi mandarmi quel file di cui parlavi ti ringrazio, potrebbe servirmi.

      Dici che Borsellino non poteva sospettare che lo spiassero dall’utveggio, io non ne sono sicuro, sapeva di essere nel mirino della mafia (o di qualcun’altro), perché non poteva sospettare che lo spiassero per conoscere le sue abitudini?

      La teoria del depistaggio per il 93 potrebbe anche essere vera, la mafia ha voluto creare clamore anche per distogliere l’attenzione dalle indagini dei magistrati, allora però chi ci garantisce che dietro non ci fosse qualcun’altro, coinvolto nelle indagini di Falcone e Borsellino, mandanti esterni che dovevano rimanere nell’ombra e allora serviva un depistaggio. C’è comunque qualcosa di poco chiaro.

      Luigi C.

    • enrix007 14:22 on 30 November 2009 Permalink | Rispondi

      Luigi, Borsellino poteva benissimo sospettare di essere sorvegliato e controllato da tutte le parti, soprattutto da chi volesse tenere d’occhio i suoi movimenti e le sue inchieste.

      Ma una persona con un cannochiale piantato sulla finestra della sua camera da letto, a tre km di distanza… a che scopo? Servizi guardoni?

    • anonimo 15:25 on 30 November 2009 Permalink | Rispondi

      Caro Luigi l’oggetto del confronto possiamo dividerlo in due.

      1- LA CATTIVA INFORMAZIONE DEI GIORNALI
      2- I FATTI ACCADUTI

      Sul primo punto Enrix mette in evidenza tutte le innumerevoli incongruenze e tutti i depistagi in atto da quasi 20 anni. Questi sono fatti acclarati. Se un papello è falso e FALSO, stiamo verificando un fatto.

      Il fatto è che il papello è falso e l’informazione sembra non accorgersene, il fatto è che Ultimo e Mori in questa storia (arresto di Riina e mancata osservanza del covo dopo l’arresto) SONO USCITI ILLIBATI, INNOCENTI. Ifatti vengono dimenticati e giornalmente dobbiamo leggere il contario, è normale questo Luigi?

      Passiamo al secondo punto. Tu Luigi (spero non ti offendi se ti do del tu) scrivi che comunque dobbiamo appurare se la trattativa c’è stata ed anche non fosse stata quela di dei ROS capire chi l’ha fatta, e fai delle interpretazioni sul memoriale di Cianciminio.

      Tutto leggittimo ma interpretare con i dati in ns posso è complicatissimo, quindi evitiamo di dare per certe delle cose che sono solo interpretazioni. Sui perchè e sui per come sempre a livello di esclusive interpretazioni le due indagine archiviate su mafia ed appalti e del riciclaggio dei soldi russi sarebbero sicuramente interessanti MA QUESTE NON VANNO DI MODA.

      Penso che  la trattativa ha tutto questo clamore ed interesse  perchè s’intravede la possibilità di un coinvolgimento Berlusconiano ma mi chiedo visto che si parla d’ipotesi COME MAI LE DUE ARCHIVIAZIONI DI PROCESSI SCOTTANTISSIMI SONO CADUTE NEL DIMETICATOIO?

      Pensi davvero che si stiano scoprendo davvero tutte le schifezze della collusione politica mafia scavando su questo tema, cosa che si sta fecendo da 20 anni e LASCIANDO DA APRTE L’ALTRO FILONE?

      Ti dico quel che penso io Luigi. Sono convinto che i depistamenti sono all’ordine del giorno e si ha tutto l’interesse di concentrarci sulla trattativa sperando che semmai la giustizia niente appurerà RIMANGA NELLA MEMORIA TUTTO QUESTO FANGO con la gente sempre più sicura che ingiustizia sia stata fatta.

      Come è accaduto per Ustica, per la Mitrokin e per le tante stragi di stato, depistamenti, depistamenti e depistamenti e le verità ben custodite con noi persone normali assoluytamente lontani dal capire cosa è successo. Un plauso ad Enrix che aiuta le crepe a diventare voraggini.

      Gianluca

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