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    enrix 15:32 on 22 February 2011 Permalink | Rispondi
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    Presentazione del Libro "INTELLIGENCE" a Milano, 4 marzo 2011 

    Presentazione del Libro "INTELLIGENCE", un metodo per la ricerca della verita', di Angelo Jannone a Milano, 4 marzo 2011

    libro jannone

    L’opera di Angelo Jannone, “INTELLIGENCE”, con la presentazione del Prof. Vincenzo Mastronardi, criminologo ed ordinario della cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza, e la prefazione del dott. Roberto Pennisi, sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, è in parte un manuale dell’investigazione pubblica e privata, ed in parte un saggio completo sulla Giustizia Penale; stimolerà alla lettura – è vero – ma anche alla comprensione di fatti e misfatti nazionali un elevato numero di giovani che all’epoca dei casi sapientemente trattati e che hanno fatto la “storia” di questo Paese erano infanti o non erano ancora nati e che, oggi, non riescono a raccapezzarsi ordinariamente su vicende nazionali che hanno dato la stura alle discutibili attività investigative collegate alla metodica processuale ( collaboratori di Giustizia, “pentiti”, processi mediatici, pratica della calunnia, giornali assurti a tribunali, addirittura uno star-system criminale… eccetera). Il libro comprende quattro sezioni; la PRIMA PARTE ripercorre in maniera completa ed esauriente l’evoluzione della cultura investigativa in Italia, con riferimenti alla giurisprudenza ed alle norme. Dall’epoca in cui regnava la figura sovraesposta dell’investigatore solitario all’insorgere dei collaboratori di giustizia, con la successiva patologia del sistema, al contrastato metodo del ROS che paga oggi il tentativo di aver tentato di costruire un metodo ed una cultura investigativa moderna. La SECONDA PARTE tratta in modo analitico l’investigazione nel settore pubblico, sia da punto di vista del metodo sia dal punto di vista delle tecniche di indagine. La TERZA PARTE tratta delle indagini difensive penali, una riforma ed una parità tra ACCUSA e DIFESA incompiuta. La QUARTA PARTE tratta dell’investigazione nel settore privato e dell’analisi delle informazioni. E’ forse la parte più qualificante del libro, perché anche attraverso un richiamo a diversi filosofi greci, evidenzia gli errori nei percorsi logici di valutazione delle fonti di prova alla base di tanti errori giudiziari. Vi aspettiamo quindi alla presentazione del Libro"INTELLIGENCE"  un metodo per la ricerca della verita' di Angelo Jannone a Milano, 4 marzo 2011

    Ora: venerdì 4 marzo · 18.00 – 21.00

    Luogo: Milano, Società Umanitaria, via Daverio, 11.

     Maggiori informazioni Intervengono: Giancluca Nicoletti, giornalista, conduttore di Melog2.0 (Radio24), Roberto Pennisi, autore della prefazione e magistrato (Procura Nazionale Antimafia Roma), Giammaria Fara, sociologo, presidente di Eurispes e Davide Fonte, voce ufficiale di Sky Italia.

     link dell'evento: http://www.facebook.com/event.php?eid=144777652248799

     

    scheda di Angelo Jannone:

    Il dott. Angelo Jannone, è un Colonnello in congedo dei carabinieri

     

    Il dott. Angelo Jannone, è un Colonnello in congedo dei carabinieri, con trascorsi intensi e diversi incarichi nel ROS.
    Dopo aver frequentato il collegio Militare Nunziatella di Napoli e l’Accademia Militare di Modena, ha ricoperto diversi comandi.
    A Roma Eur, a Corleone quale comandante di compagnia, (1989-1991)ove a stretto contatto con Giovanni Falcone, ha svolto indagini sul circuito massonico di Totò Riina, avviando le indagini per la sua cattura poi continuate e completate da Sergio de Caprio (Ultimo)
    A Catania, (1991-1992)ove è stato artefice di numerose indagini con l’arresto di oltre 120 esponenti dei clan mafiosi, tra cui lo storico blitz di San Cristoforo.
    A Roccella Jonica (1992-1994) nella locride, dove ha arrestato con le sue indagini oltre 150 esponenti dell’Ndrangheta, compresi esponenti del clan Piromalli nella Locride e pericolosi trafficanti di Armi e droga.
    Al ROS di Catanzaro, ove è stato artefice dell’indagine Galassia, un imponente operazione internazionale sui rapporti tra Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra.
    Al Reparto Operativo di Venezia, in Mestre, ove si è occupato di smantellare il gruppo indipendentista dei Serenissimi, che assaltò nel 1997 Piazza San Marco.
    Sempre a Mestre si occupò di indagini per Usura e corruzione, con l’arresto anche di diversi ufficiali della Guardia di Finanza.
    Quindi nuovamente al ROS centrale, ove ha coordinato e diretto numerose indagini internazionali, in materia di narcotraffico, traffico dei migranti e riciclaggio, sino ad infiltrarsi personalmente in un gruppo di narcotrafficanti colombiani appoggiati dalla camorra, e sequestrare 280 kg di cocaina.

    Oggi, docente in materia di criminologia presso La Sapienza di Roma.

     ALTRE INFO: http://www.angelojannone.com/

    http://ilblogdiangelojannone.blogspot.com/

    http://www.facebook.com/pages/Angelo-Jannone/228461479037

    http://www.facebook.com/pages/Intelligence-un-metodo-per-la-verita-Ed-Eurilink/123001484419021

     
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    enrix 15:14 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: angelo jannone, , , , , , , , ,   

    Rimarchevole "botta e risposta" fra Antonella Serafini, il sottoscritto, e Massimo Ciancimino su BlogSicilia.
    Intervengono anche Gioacchino Basile ed Angelo Jannone.

    CIANCIMINO E LEPROTTO BISESTILE

    LA DISCUSSIONE SI PUO’ LEGGERE QUI.

    Ora però i miei messaggi non passano più. Chissà perchè.

    Update, alle 22: ora i messaggi passano regolarmente.

     
    • WG 18:35 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      In che senso i messaggi non passano più? Non c’è nessuna censura.

      Walter Giannò, coordinatoredi BlogSicilia.

    • enrix007 19:02 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ho postato due messaggi, a commento di quanto scritto dal sig. Vultaggio, e dopo avere dato "invio" non sono passati.

      Ho pensato, prima di scrivervi per capire, che essendo domenica pomeriggio aveste messo l’opzione "moderazione"  per passare i messaggi al vostro rientro, al fine di mantenere una legittima sorveglianza.
      In altri blog succede.
      Può però anche essere possibile che il vostro server abbia preso come SPAM i miei messaggi, sospendendoli in automatico.
      Se può controllare, ciò dovrebbe essere avvenuto nel primo pomeriggio.

      Prendo atto altresì che non si tratta senz’altro di censura, e vi ringrazio.

    • Sympatros 21:13 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      In un post precedente, io esprimevo la mia opinione sul misterioso signor Franco/Carlo:

      …..Io sono arrivato alla conclusione che non può essere un personaggio di fantasia…. secondo me è dotato dell’attributo dell’esistenza… ma come mai, almeno da quel che ho letto, i magistrati non stringono il testimone di più su questo aspetto per riuscire ad identificare il personaggio, che per molti aspetti è il deus ex machina di tante cose? Che i magistrati sappiano già chi sia? E ci aspetta il botto finale?

      Enrix, prendendosi gioco della mia ingenuità, rispondeva:

      """"Franco?
      Se non fosse già defunto, ipotizzerei trattarsi di Franco Franchi
      .""

      Ora se rispondesse al vero questo link

      http://palermo.repubblica.it/dettaglio/trovata-sim-di-ciancimino-con-numero-di-agente/1688856

      Sembra che il personaggio misterioso esista veramente e le telefonate e la sim di cui parlava il giovane Ciancimino non sono tutte balle!

    • enrix007 22:01 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Se la SIM trovata ad agosto dell’anno scorso fosse stata quella di cui parla Massimo Ciancimino, e avesse contenuto il numero del Sig. Franco, noi oggi dovremmo saperlo, non trovi, Sympatros? C’è qualche notizia di questo genere che sino ad oggi ci sia stata tenuta nascosta? Non servivano analisi al microscopio. Bastava attivare la SIM in un telefonino, e Ciancimino in pochi secondi manovrando la rubrica, avrebbe detto: eccolo qui.
      Con tutte le volte che dice di aver conversato con lui al telefonino, dovrebbe essere un’operazione facile per Ciancimino Junior.

      Invece una settimana fa, in un articolo di Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo pubblicato sull’aggiornatissimo sito Antimafia2000, la SIM fantasma con il numero del caro Franco, viene data ancora per "mai rinvenuta".

      http://www.antimafiaduemila.com/content/view/24628/78/

      Eh…saperla, la verità, caro Sympatros.

    • Sympatros 22:37 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Eppure, a costo di apparire ingenuo, leggendo i verbali, da  un certo momento in poi, ho avuto la sensazione che gli inquirenti non stringessero adeguatamente il teste per capire se esistesse veramente il misterioso Carlo e quale fosse la sua identità.

      E mi chiedevo e continuo a chiedermi: … forse che i magistrati sappiano già chi sia? E tra l’altro mi sembra che negli ultimi interrogatori i magistrati non chiedano più conto della sim e, quando parlano del signor Carlo, lo danno come una presenza scontata e pacifica. Impressioni.. solo impressioni.

    • enrix007 23:35 on 7 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ehi, impressionato, hai forse trovato anche solo un punto, uno solamente, dove gli interroganti non danno per scontatamente vero quanto detto da Ciancimino junior, ma lo fanno cadere in contraddizione come farei io con lui per metterne alla prova la sincerità?

    • Sympatros 08:33 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Uelà, assicurato, c’è una cosa che mi chiedo, che non mi tormenta, ma m’incuriosisce: come fai ad essere così sicuro che gli inquirenti siano complici del giovane Ciancimino e gli lascino dire tutto ciò che vuole, non mettendone in evidenza le contraddizioni? Ma son proprio tonti ‘sti magistrati, che se ne faranno di un testimone che racconta balle, se poi verrà sottoposto ad un controinterrogatorio da parte della difesa, che sarà agguerrita e stringente almeno quanto te? Che se ne faranno? Sono autolesionisti? Gli piacciono le figure barbine?
      Sì, l’atmosfera degli interrogatori è permissiva, si tratta sempre di un teste che collabora, ma ci sono i momenti in cui lo costringono al chiarimento, più di una volta Ciancimino s’interrompe, per consultarsi con gli avvocati e in qualche occasione arriva pure a piangere. Pianto del coccodrillo? I punti vista,,,, i punti di vista, a cui noi umani siamo condannati!! Io vedo dei normali magistrati che cercano di fare il loro mestiere, sforzandosi di farlo con professionalità…. e tu invece ci vedi altro. E che ci vuoi fa’ … che ci vuoi fa’, c’est la vie!!

    • enrix007 08:47 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Allora se vedi tanta professionalità nel fatto che danno come presenza scontata quella del Sig. Franco, vuol dire che ritieni che sappiano già chi è.
      Speriamo che sia così.

      Perchè dare per scontata quella presenza negli interrogatori senza ancor  aver scoperto traccia vivente di quella persona, non è molto professionale, anzi, si rischia di aiutare il teste a costruire le favole, se questo fosse un bugiardo anzichè un collaboratore genuino..

    • Sympatros 08:51 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sì, sono propenso a crederlo…..

    • enrix007 09:40 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      E’ la fede che sorregge l’uomo.

    • anonimo 10:53 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, toglimi una curiosità.
      Ieri rispondendo al sig. Piazzini, chiedendogli lumi su cosa intendeva per "stato", tra le tante hai citato "I comandi della Folgore".
      Sarà mica che sei passato per la Smipar anche tu?

      Anton

    • anonimo 11:07 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ancora una cosa Enrix.

      Ingroia per ben due volte chiese l’archiviazione nel primo processo contro Mori e De Caprio e il GIP non la concesse.
      Lo stesso Ingroia dichiarò che sarebbe stato ridicolo se sui avesse dovuto sostenere un’accusa in cui non credeva.
      Certo, quando poi fu costretto a sostenerte l’accusa fece dichiarazioni in senso opposto, ma questo è formalmente comprensibile. Era tanto convinto che alla fine chiese lui stesso l’assoluzione.

      Cosa è cambiato in questo nuovo processo? I capi di imputazione sono diversi? Secondo tè adesso Ingroia ha cambiato idea, si è convinto cioè che il Ros è colpevole, oppure stà semplicemente recitando un ruolo impostogli?

      Anton

    • anonimo 15:31 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Grandissimo il coniglio.
      Complimenti!

      Luigi

    • grilloz 21:58 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      ed ecco la famosa lettera:
      http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=&IDmsezione=9&IDalbum=24023&tipo=FOTOGALLERY#mpos
      (che io, fossi stato Ciancimino, avrei battuto a macchina)
      sarà originale come il papello?

    • grilloz 22:32 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      e un’altra domanda sorge spontanea:
      ma se Provenzano comunicava direttamente con dell’Utri (che, secondo le parole dello junior aveva sostituito il padre nella famosa trattativa) che bisogno aveva di usare Ciancimino come tramite per recapitare una lettera a Berlusconi?

    • enrix007 23:43 on 8 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ti correggo Grilloz: che bisogno aveva di darla a Lipari, perchè la desse a Junior, perchè la desse a Senior, perchè la desse a "Franco", perchè la desse a Dell’Utri, perchè la desse a Berlusconi.
      E non un messaggio di auguri, ma una lettera messa in una busta aperta (non incollata), indirizzata proprio a dell’Utri (con tanto di destinatario in testa) e contenente un tentativo di estorsione con minacce aggravate: o ci dai uno spazio in TV, o ti accoppiamo il figlio. Così, tanto per.

      Ed ora, tanto per, giustappunto, restare in argomento, riprendo a vedere il secondo tempo del film di Mr Bean che ho interrotto poco fa.

    • Sympatros 10:04 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Enrix, preso d sacro furore contro la mafia, la menzogna, la denigrazione dei benemeriti servitori dello stato, non utlizza soltanto le parole, le ricerche e i ragionamenti, ma va oltre… l’attacco a Ciancimino junior è totale… con tutte le armi.. con la grafica, coniglio, foto di una persona insignificante… utilizza persino il giudizio che il Ciancimino senior ha nei confronti del figlio… un buono a nulla.
      Forse lo zelo, anche se dettato da buoni intenti, va oltre il segno. Gli aspetti parodici e ironici nei confronti di Ciancimino, nei confronti della sua figura e della sua icona fisico-morale, finiscono per dare un punto a favore al Ciancimino.

      Un’attenuante er Massimino ce l’ha, ma vi immaginate cosa abbia significato per lui la presenza di un genitore, di un padre prepotente, invasivo, mafioso, che lo teneva legato ad un catena, che gli permetteva di girare per casa, ma non di uscire di casa? Vi immaginate avere a che fare con un padre che vedeva in lui una sorta di figlio degenere che non aveva né le fisique du role né la tempra del mafioso? Massimo Ciancimino, secondo me, ha più di un’attenuante…. attenuante certo che non giustifica eventuali reati da lui commessi.

      Enrix, mettere alla berlina lo junior, riportando i giudizi negativi che il padre aveva nei suoi confronti e parodiarne l’aspetto fisico, la vedo come un punto a favore di CIancimino ed un tuo autogloal!

    • Sympatros 10:05 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      L’autonomia della magistratura

      Se la magistratura fosse politicamente schierata a sinistra e politicizzata contro Berlusconi, avrebbe senz’altro fatto a meno ed evitato di raccogliere le testimonianze di Spatuzza e di Ciancimino junior…. se non ci sono riscontri reali a ciò che questi testimoni vanno dicendo… finiscono col fare il gioco di Berlusconi stesso e quindi non farebbero gli interessi dell’ipotetica parte politica per cui tifano.

      La magistratura si sta dimostrando sostanzialmente autonoma…. non possono non acquisire testimonianze del genere… sta alla magistratura giudicante e anche all’opinione pubblica stabilire cosa farne di testimonianze di questo tipo. Se alla maggioranza degli italiani va bene avere un Presidente del Consiglio su cui si dicono queste cose e su cui gravano questi sospetti….. la maggioranza, anche se potenzialmente rimbambita, in democrazia, ha comunque ragione.

    • enrix007 10:20 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Sympatros, quello non è un coniglio comune: è il leprotto bisestile di Alice nel paese delle meraviglie. Un personaggio con ben note e ben precise caratteristiche comportamentali che ho voluto richiamare non solo per similitudine grafica.

      Affermazioni del tipo "Come avete notato, all’inizio ho addirittura detto che era grafia di mio padre, avendo ovviamente la certezza, che non era assolutamente grafia di mio padre", paiono tratte direttamente dal libro di Carrol, e pertanto legittimano la mia scelta.

      Inoltre si, io immagino cosa voglia dire avere a che fare con quel genitore, ma immagino anche, allo stesso tempo, cosa voglia dire avere a che fare con un patrimonio di 60 milioni di euro lasciati dallo stesso genitore, che chiunque a questo mondo farebbe carte false (è un modo di dire, naturalmente) per recuperare.

      Interessante poi il ragionamento che hai fatto sulla magistratura.

      Applicasti lo stesso ragionamento con Tarantino e la commissione Telekom quando dava corda ad Igor Marini, Sympatros?

    • Sympatros 10:33 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Aspettiamo, Enrix, aspettiamo…. e vediamo se anche il Massimo.. come l’Igor accompagnerà in Svizzera i magistrati alla ricerca di riscontri e poi darò il mio giudizio.

    • Sympatros 10:39 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ma poi, Enrix, Tarantino era in veste di Presidente di una commisione parlamentare, roba politica, in Parlamento c’è il potere legislativo e non giudiziario. i politici non sono tenuti all’osservanza dell’atarassia e autonomia di giudizio come i magistrati…. anche se svolgevano un’inchiesta, sempre nel parlamento siamo, sempre politici sono!

    • enrix007 11:01 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      A parte il fatto che il PM rappresenta in diritto "parte", non sottoposta a vincoli di imparzialità, e quindi con l’atarassia non c’entra nulla, TU nel messaggio precedente ti sei lanciato a delineareun profilo logico che considerava l’eventualità di una magistratura "politicamente schierata".

      Quindi il confronto che ho fatto era legittimato da te stesso.

      Quindi cerca di non fare bailamme lanciando la pietra e nascondendo la mano, con messaggi tipo il 21, perchè sai che questo tipo di comportamento mi rende nervoso e c’ho il cancellino facile.

      Infine se tu vuoi aspettare aspetta pure. Forse non ti stai rendendo conto che lo Junior non fa in tempo a sventolare un foglio di carta che dopo un minuto è già pubblicato dai giornali (quindi scansionato prima che lo tirasse fuori in tribunale).
      E secondo te io dovrei aspettare il giudizio di una corte per esprimere un parere su un documento pubblicato da un giornale?

      Guarda che qui non siamo a Mosca nel 1967, ma in Italia nel 2010.

    • Sympatros 14:51 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Bailamme.. quale bailamme? Tarantino non sono stato io a tirarlo in ballo.

      """non sottoposta a vincoli di imparzialità"""

      I PM sono una parte e rappresentano una parte, ma dentro il processo. Per quanto riguarda la politica sono tenuti ad apparire ed essere imparziali.

    • anonimo 16:13 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      Scusate per la piccolezza: Trantino, non Tarantino.

    • enrix007 20:17 on 10 February 2010 Permalink | Rispondi

      si, vero, Trantino.

    • anonimo 13:11 on 11 February 2010 Permalink | Rispondi

      Probabilmente l’ha gia’ letto per farsi quattro risate, ma le segnalo comunque l’ultimo sproloquio di Marco Travaglio dalla sua tribuna in rete:

      http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/02/08/la_diretta_con_marco_travaglio.html

      A presto e complimenti come sempre

      Luigi

    • enrix007 14:15 on 11 February 2010 Permalink | Rispondi

      Si l’ho sentito e l’ho letto. Con questo entra nel guinness alla voce "giornalista cazzaro". Riesce a concentrare una dozzina di bugie, di falsità, in una decina di righe, meno di 5 min. di monologo.
      A me non ha fatto ridere, ha dato la nausea.

    • anonimo 19:14 on 11 February 2010 Permalink | Rispondi

      Si può sapere quali sono queste dodici balle dell’ultimo Passaparola?

      Moritz

    • enrix007 02:08 on 12 February 2010 Permalink | Rispondi

      Si, si può sapere, ma fra un paio di giorni. Questa sera, facciamo bricolage.

  • Avatar di enrix

    enrix 10:21 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: angelo jannone, , , , carlo alberto dalla chiesa, fabio repici, , , , , sonia alfano,   

    Nel nome dell'antimafia 

    Nel nome dell’antimafia.

    di Angelo Jannone

    Non smetto mai di stupirmi di fronte ai sillogismi perversi che tempestano il web. Già, il bello del web. Ognuno può dire la sua. E così si può conoscere l’Italia e capire il perché di alcune componenti politiche. Sono solo l’espressione di quello che c’è. E possiamo ben dire "abbiamo l’Italia che ci meritiamo".
    Dopo le stragi siciliane dei giudici Falcone e Borsellino, la Sicilia è stata pervasa da un furente moto sociale. La società civile esasperata dal superamento della soglia di tolleranza, ha reagito in maniera coraggiosa contro la mafia.
    E molti hanno trovato nel moto dell’Antimafia un loro spazio, un loro ruolo, hanno potuto giustificare la propria esistenza, finalmente.
    Quando sono tornato a Palermo dopo qualche anno, nel dicembre 2000, in occasione della Convenzione ONU sul Crimine Transnazionale, ho visto una città diversa, caratterizzato da uno strano folclorismo: il folclorismo dell’Antimafia.
    Feste, convegni, seminari, organizzati a latere della Convenzione, da miriadi di sigle ed associazioni sorte in nome della lotta alla mafia.
    Eppoi gli uffici semivuoti della Procura, perchè in questa grande orgia dell’antimafia i magistrati erano variamente impegnati nel prendere la parola in questo o in quell’altro convegno. Insomma un antimafia a tavolino.
    E negli interventi, alzavano la voce, si dimenavano, contro la mafia, contro le collusioni politiche, contro i servizi deviati, insomma l’importante era avere un nemico. E poi tutti mangiavano e bevevano, con camerieri che servivano da mangiare e da bere.
    E poi anche gran mangiate di pesce a Mondello.
    Si passava da un convegno all’altro, come a fine anno si passa da una festa all’altra.
    E frattanto i delegati di tutto il mondo, passeggiavano e visitavano Palermo.
    All’epoca io comandavo il Reparto Analisi del ROS Centrale ed avevo suscitato la delusione di alcuni CosaNostracentrici, in quanto segnalavo, ancora inascoltato, le nuove minacce, quelle delle mafie multietniche.
    Da quegli anni, sono oramai 10, una serie di personaggi ben collegati tra di loro, cavalcando la scia della lotta alla Mafia, hanno girato l’Italia, come fenomeni da baraccone, facendo la lista dei buoni e dei cattivi, secondo logiche molto discutibili ma che hanno dalla loro il dono empatico della suggestività, facendo leva sul desiderio giacobino mai sopito di una piccola fetta del popolo italiano.
    Ma veniamo a ciò che mi ha sorpreso questa volta. Un convegno, l’ennesimo, organizzato dall’europarlamentare di pietrista, Sonia Alfano, a Palermo, dal titolo suggestivo ed evocativo L’alba di una nuova Resistenza svoltosi il 12 dicembre 2009. L’Avvocato Fabio Repici è intervenuto come relatore.
    E come la resistenza partigiana, in nome dell’Antifascismo ha saccheggiato, violentato, depredato, coperta dalla storia, qui il rischio sempre immanente, a volte già reale è che chi confonde il contrasto alla Mafia o alle mafie, con una nuova resistenza, in nome dell’Antimafia violenti le coscienze altrui, depredandone la reputazione ed alterando la storia.
    E ciò che fa, tra gli altri, l’avvocato REPICI, che pur esordisce reclamando la disinformazione diffusa e definendosi ironicamente difensore di pericolosi incensurati, mentre non si preoccupa affatto di diffamarne altri di incensurati.
    Mori, De Donno, Obinu, Subranni, entrano tutti nel suo mirino, con una concatenazione artefatta di eventi, fatta, con il tipico stile del “guarda caso” o “chissa perché”.
    Allora Le mutuo un po’ il linguaggio, avvocato REPICI per dire “guarda caso” al Convegno vi era tra i relatori anche Peter Gomez, giornalista de “IL FATTO”.
    Di lui avevo cercato oltre che di Travaglio, all’indomani dell’uscita di un anticipazione del libro di Genchi.
    Avevo spiegato chi fossi e perché chiamavo. Niente. Non mi è stato concesso di parlare con nessuno.
    Eppure qualche giorno dopo Gomez firmava un articolo con il quale citava passaggi di una mia dichiarazione ai Pubblici Ministeri (non utilizzabile), senza avvertire il bisogno, che un giornalista scrupoloso dovrebbe avvertire, di sentire prima il diretto interessato. Si preoccupava invece di difendere il suo vecchio capo all’Espresso, nonché mio vecchio capo in Telecom Brasile, Paolo Dal Pino.
    E parliamo di disinformazione o di carente informazione?
    E con queste premesse che REPICI si esprime in termini inqualificabili nei confronti del ROS, paragonato al UAARR della seconda Repubblica, corpo deviato, dopo aver definito il primo coinvolto in qualche modo nella strage di Piazza Fontana. “L’ UAARR nella seconda Repubblica si chiamava ROS, Raggruppamento Operativo Speciale, il corpo deviato della seconda Repubblica. Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, fondato nel 1990, alla cui guida, fin dall’inizio, ci fu il generale Subranni.E quindi il difensore di “pericolosi incensurati”, attacca non solo altri pericolosi incensurati, ma addirittura i loro figli “Il Generale Subranni non è un nome della preistoria di questo paese, perché, è vero che è in pensione, però, vedete, quel ministro della Repubblica Angelino Alfano, oggi tante volte ricordato, ha una portavoce. Parla con la voce di tale Danila Subranni che del generale Subranni è la figlia.”
    Che brutto guaio questo! E che grave peccato!
    Ovviamente non poteva mancare la solita trattativa con lo Stato per ricordare che il Generale Subranni era comandante del ROS dell’epoca.
    E tra i relatori al Convegno anche il senatore Beppe Lumia, che addirittura del caso ne ha fatto oggetto di un interpellanza parlamentare.
    E poi via, raffiche di sproloqui, di sintesi ad effetto, sul Generale Ganzer, non poteva mancare anche lui.
    Certo, ha ragione quando afferma che nessun politico mai ha pensato di rimuoverlo dal Comando del ROS, così come nessun politico avrebbe mai pensato di rimuovere il prefetto De Gennaro dal suo delicatissimo incarico nonostante indagato a Genova per fatti del G8.
    Ma questo dovrebbe far riflettere su quanta credibilità abbiano certe indagini della magistratura infarcite spesso delle stesse impostazioni da Nuova Resistenza.
    Ma il REPICI supera ogni attesa quando afferma, ormai nella sbornia convegnistica:
    Altro personaggio – qui rasentiamo il cabaret – che ha contraddistinto il ROS nella seconda Repubblica, è un personaggio che avrebbe un nome e un cognome, che però, come nei fumetti, si fa chiamare per pseudonimo. Ora, ci sono stati esimi esempi di ufficiali nobili ed integerrimi nella storia dell’arma dei carabinieri: Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Capitano D’Aleo, il Capitano Basile. Ma voi ve lo immaginereste uno di questi personaggi che si fosse fatto chiamare con uno pseudonimo? Gli avrebbero riso in faccia. Non lo fecero. C’è invece un personaggio, che in teoria all’anagrafe si chiama Sergio De Caprio, che però è conosciuto con lo pseudonimo di Capitano Ultimo perché si sente evidentemente un personaggio dei fumetti. E’ un altro dei responsabili della mancata perquisizione al covo di Riina ed è uno dei personaggi – è un poveretto da come si propone – sui quali è però più difficile parlare, perché appena si cerca di mettere il dito sulle gravissime pecche di quell’ufficiale, ci sono personaggi, anche dell’antimafia ufficiale, che subito saltano in piedi e gridano allo scandalo. Perdonatemi, ma, con i personaggi da fumetti, investigazioni serie non se ne fanno e la storia del ROS è la prova di questo.
    Apprendiamo così che vi è anche un Antimafia Ufficiale contrapposta all’Antimafia Ufficiosa, quella della Resistenza .
    Quella che qui con il REPICI fa proprio un bel regalo a Cosa Nostra.
    Ricordo che l’allora capitano Ultimo- è conclamato processualmente – è stato condannato a morte proprio da Bernardo Provenzano, all’indomani dell’arresto di RIINA, ritenuto responsabile di aver umiliato “u curtu” posandolo e facendolo fotografare sotto la foto del Gen. Dalla Chiesa.
    E per qualche hanno, De Caprio, ha girato non in comode auto blindate, ma nel retro di un furgone come bestie, per sfuggire alle attenzioni di Cosa Nostra. Ed il generale Subranni, Mori e Obinu “tutti favoreggiatori di Provenzano” , secondo REPICI, ne era a ben conoscenza.
    Ricordo anche al REPICI che gli pseudonimi come li chiama lui, sono stati introdotti nella struttura anticrimine dell’Arma proprio dal Generale Dalla Chiesa, e non sono una scelta individuale, ma obbligatori, per ragioni di sicurezza. (Se non lo comprende glielo spiego in altra occasione)
    Ed è vergognoso che il REPICI si spinga a definire “porcate” le vicende del ROS, “ A proposito delle porcate del ROS, io vi segnalo questo che voi ancora non avete mai letto. Nell’anno 1993 Benedetto Santapaola era latitante a Terme Vigliatore. Era intercettato dal ROS con intercettazioni ambientali, i militari del ROS lo ascoltavano, veniva fatto anche il nome di Benedetto Santapaola, sapevano dov’era, avevano il nome, il cognome, l’indirizzo e nessuno è andato a prenderlo. Ancora nessuno è stato messo sotto processo per quella gravissima condotta.”
    REPICI non sa che su quell’episodio vi fu ampio chiarimento. Vi furono incidenti stradali durante il tentativo di catturare Santapaola.
    Cose che accadono quando si lavora.
    Ma veniamo alla conclusione di REPICI “Non è un caso, per altro, che i supporter di quegli ufficiali del ROS, di questi tempi, sono gli stessi supporter di Bruno Contrada, o gli stessi supporter dei servizi deviati.
    Ebbene si, caro REPICI. Ha ragione, non è un caso. Perché in realtà sono le persone come Lei che stanno spaccando in due l’Italia. Da una parte chi difende persone che hanno una storia di vero servizio per lo Stato e per la gente, con tutti gli umani errori di chi lavora sul serio, sacrificando la famiglia, rischiando la vita, saltando le notti, le domeniche e le feste e masticando polvere. Dall’altra chi, per fini politici legati al vecchio, atavico vizio di non accettare il metodo democratico, ma di pensare a rivoluzioni e resistenza, non esita ad immolare all’altare di una pseudo giustizia i primi, purché ciò sia utile a sostenere suggestivi teoremi, IN NOME DELL’ANTIMAFIA.
    *******

    * Su Facebook il fan’s club di Angelo Jannone a questo link:
    http://www.facebook.com/inbox/?tid=1191572478558#/pages/Angelo-Jannone/228461479037?ref=ts

     
    • poliscor 11:53 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      Grazie, enrix.

    • Sympatros 17:03 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      E la mafia sta a guardare…. divertita però…. ed è un bel divertimento godersi lo spettacolo, lo spettacolo gratuito dei detrattori critici, ironici e sdegnati dell’Antimafia…. l’antimafia modaiola…. fra i due litiganti il terzo gode… ma secondo voi dove si può nascondere e mimetizzare la mafia, nell’antimafia, nei detrattori dell’antimafia o in tutte e due?

      Sympatros

    • anonimo 17:49 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Sympa se dire la verità significa essere detrattori dell’antimafia .. cosi’ sia. Accusare,  chi dopo aver scartabellato ogni carta, spiega i reali fatti come sembrano essere andati (seguendo quanto dicono i documenti ufficiali), di essere complice della Mafia, lo reputo gravissimo, anches eposto solo come presunto interrogativo.

      Si spera che nel tempo i Travaglio, i Barbaceto, i Gomez, tutti i magistrati che si stanno occupando di questi fatti, facciano giustizia e ci spieghino il perchè di tutte queste contraddizioni.

      Io, penso anche i vari Enrix, e tanti altri saremmo felicissimi, visto che qui la battaglia non è contro nessuno in particolare, si tratta esclusivamente DI FAR TRIONFARE LA VERITA’ DOVUNQUE QUESTA CI PORTI.

      Non ho mai capito se ci sei o ci fai, fatto sta che quando la verità sembra andare verso una direzione ECCO USCIRE SYMPRA/ERUZ , a volte mi sembri in buona fede altre e meglio che non lo scrivo ….. cmq è poco importante capire cosa sei e cosa vuoi, semplicemente è curioso che spunti sempre fuori in queste situazioni.

      Gianluca

    • anonimo 18:16 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      Complimenti per il blog.
      Sosteniamo con serietà di giudizio e con tenacia, la vacuità di certi giustizialisti dell’ultima ora.
      Angelo Jannone

    • Sympatros 18:50 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      E’ veramente comico, direbbe il Baffino perdente di D’Alema, Gianluca mi vedeva come fumo nell’occhio nel sito di Guzzanti e si è pure adoperato, anche con dispendio di energia, a che io venissi espulso… adesso mi insegue negli altri siti e vuol dialogare con me.. è comica caro Gianluca, mi sei pure simpatico, ma ti ho detto che tu spesso non decodifichi molto bene i miei post. Non fa niente va. Non mi metterò a discutere con te su questo blog…. dove i documenti la fanno da padrone ed io non ho voglia di affaticarmi a leggere tanti a tali documenti… legiucchio qualcosa e poi faccio delle riflessioni… questo è il senso dei miei interventi, non altro.

      Salutami il Senatore, che ringrazio per avermi fatto passare, nel suo blog, momenti interessanti, seri e sicuramente divertenti.

      Sympatros

    • anonimo 21:15 on 27 January 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Sympra io non inseguo nessuno. Ti ho più volte spiegato che mi sembrava corretto mandare via chi non rispettava le regole, e tu le trasgredivi sistematicamente. Guzzanti non ci sentiva da quell’orecchio ed ha aspettato che lo esasperassi per mandarti via. Da liberale qual’è non voleva censurare, ma avendo fatto un regolamento che tu puntualmente violavi lo hai costretto.

      E’ tutto più semplice di quel che sembra, bastava che da parte tua ci fosse un comportamento consono e stavi ancora in Rivoluzione Italiana. Riguardo quello che hai scritto ora ti chiedo solo una cosa, chiamiamolo consiglio, se vuoi scrivere e commentare non leggiucchiare qualcosa e poi rifletti, leggi tutto quello che Enrix ti mette a disosizione e poi dicci tutto quello che vuoi.

      Poi naturalmente fai come preferisci ma di certo è antipatico dialogare e confrontarsi con chi AMMETTE CHE SI INFORMA SOLO PARZIALMENTE.

      Gianluca

      P.S. Giuro a volte non riesco proprio a comprenderti.

    • enrix007 00:34 on 28 January 2010 Permalink | Rispondi

      Momento, prego.

      No Sympatros, niente giochino delle tre carte o suoi succedanei coi bicchierini o coi campanellini.
      Qui non ci sono due litiganti, e la mafia che gode e sta a guardare, perchè il terzo è tutt’uno con uno dei due litiganti.
      C’è un’alleanza di cervelli che muove accuse infamanti contro i carabinieri che arrestarono Riina, che li vuole vedere puniti, sostenendo che furono alleati con Provenzano.
      Allora qui la mafia non è fuori che guarda, Sympatros, chiaro?
      E’ parte attiva,non facciamo i furbi,
      Delle due, una: o ha mosso il ROS, o muove i suoi detrattori. La mafia.
      Non è che tribunali, pentiti , giornalisti, parenti stretti si son mossi tutti insieme perchè è scoppiata tipo una moda delle figurine.
      Per questo io vado a caccia della menzogna. Basta snidare quella, e la verità prende forma per contrasto e chiaroscuro.
      Io quando faccio a pugni con un manoscritto apocrifo, dall’altra parte il mio antagonista non è un semplice appassionato di enigmi e cruciverba, o un falsario per hobby. Mi sono spiegato Sympatros?

      Ora, Sympatros…perchè io ti sto per bannare esattamente come ha fatto Guzzanti?
      Non perchè hai scritto il messaggio n°2, ma perchè ho come una vaga sensazione che tu lo abbia scritto nella perfetta lucida consapevolezza che le cose stanno come le ho scritte io qui sopra, e che tu abbia invece voluto fare il trucchetto dei tre bicchierini pensando che questo blog sia come il tavolino nel vicolo a fianco di Roma Termini.
      Nossignore. Qui non è la stazione, è casa mia, come ti ho già detto.

      Niente cortine fumogene. Niente giochino delle tre carte.

      Chi oggi colpisce il ROS e chi ieri e/o l’altro ieri è stato colpito dal ROS, è una carta sola. Intendiamoci bene, non sto parlando della maggioranza sprovveduta, quei poveracci che scendono in piazza a manifestare contro la mafia convinti che chi ha arrestato il capo dei capi lo abbia fatto in virtù di un accordo con altri mafiosi, ma dei burattinai, sto parlando.

      Comunque prendila come un’ammonizione seria, nel caso si ripeta, ecc..ecc.

    • Sympatros 08:51 on 28 January 2010 Permalink | Rispondi

      Io non reputo dei "poveracci" coloro che manifestano contro la mafia e poi non ho capito, secondo quale logica, la mafia non si possa nascondere in tutte e due o in nessuno dei due.

      "<i> Il terzo è tutt’uno con uno dei due litiganti</i>"

      Tu stai snidando la mafia nella cosiddetta antimafia e.. ne sei sicuro.

      Ti lascio alle tue sicurezze. Io resto con i miei dubbi e siccome  non è piacevole stare con la mannaia dell’ammonizione sul collo, lascerò tranquillo il tuo blog. Ciao Enrix.

    • anonimo 01:07 on 1 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Sympatros,
      scusa se mi inserisco in questo vostro scambio  di pareri.
      I punti di vista sono tutti leggittimi, purchè non offensivi. Capisco che anche la definizione di ciò che possa essere "offensivo" è cosa non agevole, come può sembrare.
      Ma certamente qui in discussione non è in generele il leggittimo quanto lodevole dissenso contro la Mafia, ma il senso della verità. E qui permettimi di essere d’accordo con Enrix che, aldilà dei toni a volte forti, sta svolgendo il compito egregio di far vedere l’altra faccia dei fatti ed in maniera documentata.
      Non si può fare dell’Antimafia, con le stesse metodologie con cui si esprime l’"agire mafioso". Ossia con un "vincolo associativo" fatto di magistrati, giornalisti ed intellettuali, pronti a distruggere o ad oscurare chi non la pensa allo stesso modo, tanto da indurre al silenzio voci fuori coro, per l"’intimidazione" che deriva dal timore di essere additati come amico degli amici, solo perchè si ha  un approccio diverso ai fatti.
      O solo perchè passare sul tuo cadavere è utile per sostenere delle teorie che alla fine portano ad un nemico politico. 
      Questo è il punto vero. Mori e Obinu, tanto per fare degli esempi, hanno scelto, con la loro cultura istituzionale, di tacere mediaticamente e di difendersi nel processo. Allora le armi sono impari. perchè il processo mediatico nei loro confronti è già stato consumato, da un uomo da spettacolo come Ciancimino Massimo, ad esempio, e non solo.
      Riflettiamo su questo.
      Angelo Jannone
      p.s. ma che significa "bannare"

    • anonimo 02:18 on 1 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Angelo non la conosco ma le dico subito che approvo i suoi ragionamenti riguardo l’antimafia all’Italiana.

      Approfitto della sua presenza su questo blog per chiederle alcune cose. Ho scoperto per la prima volta il suo nome accentrando l’attenzione su di lei pochi giorni fa leggendo il libro di Montolli "Il caso Genchi". Si parla di lei e del fatto che l’ha vista protagonista, l’inchiesta su Telecom Brasile

      Nel libro a pagina 328 trovo scritto che quanto riportato su Wikipedia non è affatto vero. Lei non è vittima di un complotto  ed i fatti non sono come spiegati su Wiki e come lei li descrive nel suo blog. Montolli spiega che lei ha evitato la galera proprio per aver confessato le proprie responsabilità.

      Il gip di Milano Giuseppe Gennari scrive che non la mandava in galera per la sua collaborazione, collaborazione che la portava a cambiare versione ed alla fine a dichiarare "Ho ceduto invece alla proposta di attacchi informatici perchè pensavo di rendermi in qualche modo utile, vista la mia situazione. Mi rivolsi a GHIONI chiedendogli se poteva mettermi in contatto con qualche Kacker per fare un lavoro di questo genere." (Tutto scritto nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare e personale del gip del tribunale civile e penale di MIlano Giuseppe Gennari, del 25 ottobre 2007).

      Affermazioni che su Wikipedia sarebbero riportate al contario. Ho controllato ed effettivamente è così.

      Visto che è il diretto interessato riguardo questo specifico fatto, come sono andate veramente le cose? Le sarò grato se potrà dare un contributo alla verità.

      Gianluca

    • enrix007 16:11 on 1 February 2010 Permalink | Rispondi

      Ringrazio Angelo Jannone per il suo ottimo intervento.

      Nota tecnica: "bannare" significa inserire un filtro, in questo caso dello splinder , che impedisca ad un determinato PC, identificato dall’IP e dai coockies, di accedere ai commenti. 

    • anonimo 21:05 on 1 February 2010 Permalink | Rispondi

      Caro Enrix,
      non ti saranno certo sfuggite la dichiarazioni odierne di Massimino:

      http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/01/news/ciancimino_depone-2151180

      e la replica di Ghedini:

      http://www.apcom.net/newspolitica/20100201_184059_532fa2e_81838.html

      Nei giorni scorsi, mi stavo giusto chiedendo quando sarebbe arrivato un riferimento ai soldi di Berlusconi ed eccomi accontentato.
      Un  dichiarante così, "informato" a 360 gradi su tutti i misteri d’Italia  non si era ancora visto.

      anton

    • anonimo 17:01 on 3 February 2010 Permalink | Rispondi

      […]Le ultime rivelazioni di Ciancimino stanno facendo tremare i vetri dei Palazzi: quando Toto’ Riina fu “venduto” allo Stato da ‘o binnu, la condizione era che il covo di via Bernini non fosse perquisito. Perche’ quel “salvacondotto” che aveva garantito la latitanza di Toto’ ‘u curtu doveva passare direttamente nelle mani di Provenzano. Cosa c’era in quel famoso archivio che – dice Massimo Ciancimino – se venisse alla luce ora potrebbe far saltare il Paese? E dove e’ ora?
      Le domande si rincorrono. Ma l’unica, vera risposta sul punto l’aveva data involontariamente proprio il carabiniere che quel covo lo lascio’ incustodito: lui, il Capitano Ultimo Sergio De Caprio, agli ordini del generale Mori.

      I MORI E GLI ULTIMI
      Torna cosi’ in primo piano quanto la Voce aveva rivelato in esclusiva per la prima volta a maggio del 2005. E’ il 20 febbraio 2003. Dinanzi al giudice Gaetano Brusa, chiamato a pronunciarsi sulle presunte diffamazioni a De Caprio contenute nel libro di Attilio Bolzoni e Saverio Lodato “C’era una volta la mafia”, lo stesso Capitano Ultimo spiega le ragioni del suo risentimento: «leggendo il libro viene presentata in maniera sistematica la presenza di accordi illeciti tra Carabinieri e grandissimi personaggi mafiosi come Bernardo Provenzano, che e’ ancora latitante; attraverso questi accordi si sarebbe sviluppata tutta una serie di dinamiche che avrebbero consentito l’arresto di Riina, che ho operato io personalmente (…) si dice chiaramente che non e’ stato voluto perquisire il covo di Riina perche’ c’era un fantoma… un archivio, viene introdotta la presenza di un archivio di Riina, che e’ un fatto gravissimo perche’ a me non risulta da nessuna parte, l’esistenza di questo archivio e praticamente la … il patto e’: Riina e’ stato preso per strada perche’ in cambio gli hanno dato la possibilita’ di nascondere questo archivio, che l’avrebbe preso Provenzano per poter ricattare 3000 perso… ah, grosse personalita’». Ma «nel libro di Bolzoni – confermo’ alla Voce Caterina Malavenda, difensore dei due giornalisti – non si parlava di dossier e non si precisava alcun numero». Dalla viva voce del Capitano Ultimo, insomma, oggi sappiamo che quei nomi erano tremila. E che Massimo Ciancimino, almeno su quel punto, sta dicendo la verita’.
      Dopo essersi scagliato con violente invettive contro i giornalisti della Voce, “rei” di aver rivelato quel suo “lapsus”, quella “excusatio non petita”, oggi Ultimo torna in campo. Lo ha fatto alla grande, organizzando un’imponente manifestazione a Palermo per celebrare la Crimor, l’unita’ militare combattente del Ros cui aveva dato vita dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio e che fu disciolta nel ‘97 in seguito alle accuse di favoreggiamento della mafia a carico di De Caprio e Mori (dalle quali furono poi entrambi assolti in primo grado). C’erano proprio tutti: il suo vice Arciere, che fu trasferito alla “Territoriale” di Pinerolo (nel 2008 finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in estorsione per la vicenda del tesoro rubato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi), e poi Aspide, Barbaro, Nello, Omar, Vichingo e tutti gli altri. In carne e ossa mancava solo lui, Ultimo, collegato in videoconferenza “per motivi di sicurezza”. Il tuto condito dall’ugola d’oro di Gigi D’Alessio, «condannato il 2 aprile 2008 in primo grado – ricorda polemica la Associazione familiari vittime della mafia – a nove mesi di reclusione per il reato di lesioni aggravate dall’esercizio arbitrario delle proprie ragioni (pena sospesa)».[…]
       

       

      Moritz
      http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=259

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