SEGUGIO – ESTATE

SEGUGIO-ESTATE

 

Il tema della presunta “trattativa tra stato e mafia” dei primi anni 90, sta surriscaldando il paese.

Nelle ultime settimane, mentre il nostro blog rimaneva silenzioso, le notizie, le testimonianze, la comparsa di nuovi eventi e nuove ipotesi si accavallavano.  E più si accavallavano, più i vari organi di informazione, d’opinione e della politica e della magistratura  davano per accertata e provata  l’esistenza della trattativa, nei termini già più o meno definiti dalle procure di Palermo e Caltanissetta negli atti sino ad ora predisposti.

Veramente sono già tre annetti buoni che costoro danno per “sempre più certa” la trattativa, sempre più assodata, sempre più una roba che ormai nessuno potrebbe più negare.   Ogni giorno che passa, è sempre più certa.  Due anni fa era sempre più certa. L’anno scorso era sempre più assodata.  Pochi mesi fa una Corte di Firenze ha scritto in una sentenza che secondo lei era cosa certa (ma non in un dibattimento mirato a provarne l’esistenza ed a punirne i responsabili,  però). Ieri le ultime conferme hanno riconfermato ancora un pizzichino di più  ciò che prima era già confermato solo un pizzichino meno.  Oggi la certezza è granitica. Insomma, se resistono ancora a questo ritmo per una quartina sino al prossimo bisestile, il livello di certezza giungerà a tendere ad infinito, e per quantificarlo non basterà più il diritto ma si dovrà ricorrere all’analisi matematica.

Ormai è sufficientemente provato: la trattativa c’è stata.”  Così debuttava Giorgio Bongiovanni in un suo articolo la scorsa settimana, e la stessa cosa faceva Sonia Alfano: “Che dalla prima metà del 1992 in poi pezzi deviati dello Stato trattarono con Cosa Nostra è assodato.”   Altri iniziavano allo stesso modo la settimana precedente, ed idem altri ancora il mese l’altro, e avanti così indietro per mesi, passando  persino attraverso  l’immancabile Travaglio: “Siamo talmente abituati a sentir parlare di “trattativa” fra Stato e mafia che ci abbiamo fatto il callo. (già – ndr)  … Perché una cosa … è assolutamente certa: quella trattativa ci fu

Ma a questo punto, c’è un dubbio che mi attanaglia: Perché dover aprire oggi un articolo con un annuncio che ti spiega che “ormai” è dimostrata la trattativa, se hai già fatto la stessa cosa in un articolo di un mese fa, il quale a sua volta riprendeva la stessa apertura di tutta una pletora di articoli analoghi dei 24 mesi precedenti?

Se nel 2011 quella per te è già “l’ormai celeberrima trattativa tra lo Stato e la mafia” (Sonia Alfano), perché mai dopo un anno sentire l’esigenza di tranquillizzare nuovamente gli stessi tuoi lettori sulla sua esistenza?

Immaginiamo che un personaggio molto famoso scompaia dai quadranti dei radar con il suo aereo, mentre sorvola  l’Amazzonia.  Da quando si sarà dato ormai per morto, per quanti anni a seguire tutti gli scritti che parlano di lui continueranno a ripetersi con la premessa rituale: “Ormai la sua morte è data per certa”.

10? 20? Trent’anni?

Alla celebrazione del cinquantennio della scomparsa, ci sarà una ricca copertina del Times dedicata alla sua memoria ed un bell’editoriale che esordisce: “Ormai la sua morte è data per certa”.

No,  voi pensate che io sia un burlone, ma mettetevi pure comodi e aspettate di vedere i libri di storia dei vostri nipoti e poi mi farete sapere cosa vedrete scritto nelle prime righe dei paragrafi sulla “trattativa”.

Ora,  non vorremmo che in questa “escalation” di annunci a ripetizione circolare, il nostro perdurante silenzio sia stato interpretato come un segnale di perplessità, di cedimento, da parte nostra, nei confronti di ciò che per noi è invece sempre stata una certezza, vale a dire  che della trattativa, così come ci viene dipinta, non potrà mai venire fuori una prova reale, solida, concreta, fulminante,  e dico mai, non essendo essa mai esistita.

Nossignore.

Ogni elemento, ogni nuovo atto, rappresenta per noi sempre di più un’ulteriore conferma: la teoria della “trattativa”, sino alla prova contraria che attendiamo da anni, resta un grottesco grovello di incongruenze, forzature  e grossolane aberrazioni testimoniali ed interpretative. Tant’è vero che NON SOLO UNO delle decine e decine di articoli sino ad oggi scritti con frasi d’esordio del tipo “Ormai è sufficientemente provato: la trattativa c’è stata.” , si prende poi la pena di supportare tale premessa, nel corso dell’articolo, esponendone uno, uno soltanto, di questi elementi indiziari “sufficientemente probatori”.

E nota bene: io per indizio probatorio, intendo l’esistenza di uno, anche solo uno,  fatto anomalo, che non abbia un’altra spiegazione possibile più plausibile di quella della “trattativa”.   Pensate quanto sono generoso.

Il capo è sempre pronto e le ceneri son  nell’urna che non vedono l’ora di cospargerlo.

Abbiamo dunque dovuto lavorare un po’, e raccogliere i nuovi elementi, ma ora potete mettervi in poltrona ed inforcare gli occhiali, perché questo blog sta per tornare a far discutere grandi e piccini, con una bella raffica di articoli.

Buon divertimento.

 

Prossimamente!:

 

MUTOLO  (1) : «Borsellino si oppose alla trattativa »  (See…)  -  1° parte

MUTOLO  (2) : «Borsellino si oppose alla trattativa »  (See…)  -  2° parte

MUTOLO  (3) : « Mori aveva contatti per la trattativa con i boss » (See…)

MUTOLO (4) : Quel pomeriggio di luglio in cui Borsellino uscì sconvolto dall’incontro con Mancino

La testimonianza di Agnese Piraino Leto Borsellino.

Signore e signori, ecco tutto quello che forse ancora non sapete sulle revoche e le mancate proroghe dei DM ex 41bis del 1993. (P.S.: ma la trattativa che c’azzecca?)

Il “Contropapello” al microscopio.

BRUSCA  (1):  Giovanni Brusca, o del vero pentimento, ovvero quando il rimorso ti convince a spifferare ai PM  tutto ciò  che, con l’aiuto dell’abecedario, sei riuscito a leggere sui giornali, (specie quando si tratta di qualcosa che potrebbe arrecare danno ai carabinieri che hanno arrestato il tuo capo).

News sull’intervista a Paolo Borsellino del 21 maggio 1992: XXXXXX (Nessuna anticipazione) XXXXXXX