“Trattativa”, o attività di Polizia Giudiziaria?

Siamo giunti ad un punto delicato delle indagini sulla mitologica “trattativa” del 92-93  fra “Stato e Mafia”.

La Procura di Caltanissetta si è infatti finalmente espressa, e ci ha detto di essere convinta di 5 cose fondamentali:

1)    Che quello fra il col. Mori e don Vito Ciancimino non era un contatto preliminare Polizia Giudiziaria/Potenziale collaboratore di giustizia, come ce ne sono stati tanti, ma un pezzo peculiare della Trattativa Stato-Mafia

2)    Che Borsellino venne a sapere il 28 giugno 1992, dalla Dott.ssa Ferraro, di questa circostanza non già come di un contatto preliminare Polizia Giudiziaria/Potenziale collaboratore di giustizia, come ce ne sono tanti, ma come di una vera e propria Trattativa Stato-Mafia. (a questo proposito, per capire meglio se hanno proprio ogni ragione, consiglio a chi non la conoscesse, la visione di questa clip: http://www.youtube.com/watch?v=cVXNNKD4-cc )

3)    Che Paolo Borsellino ostacolò questa trattativa, e che quindi il suo omicidio fu anticipato a causa di questo problema.

4)    Che il traditore di cui Borsellino parlava alla vigilia della sua morte, potrebbe essere verosimilmente il generale Subranni.

5)    Che Massimo Ciancimino è un falso testimone, inattendibile e produttore di patacche, quasi sempre. Cioè, lo sarebbe sempre, meno che sul capitoli riguardanti il Gen. Mori e la sua trattativa con don Vito.

Ora, vorrei fare notare ai miei lettori che il punto 5 va scritto così, proprio così, con tutte quante le parole dopo il “cioè” nessuna esclusa, altrimenti vi sarebbero grosse difficoltà a sostenere come veri  i primi 3 punti.

Il motivo è semplice:  dalla data del suo arresto, alla fine del 1992, sino alla sua morte (2002), tutto ciò che don Vito Ciancimino ha detto (anche dinnanzi ai giudici) e scritto (ed ha scritto moltissimo) in merito a questo argomento, nega fermamente che le cose siano andate come sostengono oggi i magistrati, bensì conferma la versione del Generale Mori.

Quindi, tutti i verbali e gli scritti di don Vito Ciancimino su questo argomento, rappresentano una prova fondamentale a favore di Mori, mentre al contrario, di prove concrete a suo carico, non ce ne sono.

Solo ipotesi, deduzioni e teorie.

Da ciò consegue, che la testimonianza di Massimo Ciancimino su questo punto, è irrinunciabile, per i PM di Caltanissetta.

Infatti  EGLI AFFERMA CHE SU QUESTO PUNTO, SUO PADRE AVREBBE SEMPRE DETTO E SCRITTO IL FALSO, PER TIMORE DEI CARABINIERI .

Siamo in molti, naturalmente, a non credergli;  siamo in molti a percepire in questa versione dei fatti lo stesso puzzo di sola, lo stesso aroma di furbacchione che emana, ad es.,  da una certa “lettera a Fazio”    dove in calce ad un testo dattiloscritto in cui si legge di un “Borsellino, sicuramente oppositore fermo di questo accordo”, qualcuno, secondo i periti, avrebbe incollato col Photoshop , trascinandola da un documento di qualche anno più vecchio, una firma di don Vito Ciancimino.

Inoltre, se è vero che il buongiorno si deve vedere dal mattino, qui la mattinata è cominciata male.

Infatti uno di questi documenti, quello a mio giudizio più probatorio, è stato inizialmente pubblicato sul libro “Don Vito”,  di Ciancimino-La Licata, nella prima edizione, ma dopo che il sottoscritto fece notare su vari siti, ed in primis su “Livesicilia”, che quello scritto di don  Vito pareva scagionare Mori, una manina birichina  nell’attuale edizione scaricabile online  cancellò del tutto la parte cariata.

Ecco infatti qui di seguito le pagine 279 e 280 della prima edizione cartacea:

 

 

Come si può vedere invece in questa scansione, nell’edizione attualmente consultabile online, si passa direttamente da un paragrafo 8 tronco, alla parte finale del paragrafo 10, e quindi il paragrafo completamente censurato risulta il 9 (notare bene che non ci sono salti nella numerazione delle pagine)

 

 

Vediamo dunque cosa c’era scritto al paragrafo 9, quello censurato.

Qui c’è anche una scansione del manoscritto originale, che era esattamente riportato in quel paragrafo:

 

Come si può leggere, don Vito, IN UNO SCRITTO TESTAMENTARIO, UNA SPECIE DI DIARIO PERSONALE, REDATTO PRIMA DELLA SUA MORTE (che ragione avrebbe avuto quindi di mentire, in uno scritto del genere?) dal titolo “Paradigma di collaborazione”, afferma di essere stato in procinto di avviare una collaborazione FORIERA DI BUONI RISULTATI (intesa come collaborazione con la giustizia, evidentemente, altrimenti non avrebbe inserito la premessa “Un fatto importantissimo, che da solo sta a dimostrare la mia posizione personale nei confronti del fenomeno mafioso”) con il ROS, e quindi con il colonnello Mori, e che il suo arresto improvviso sarebbe stata un’operazione che di fatto gli impedì giustappunto di collaborare.

Ora, faccio rispettosamente notare, che la tattica, in questo caso, non è stata quella di dare una spiegazione a questo scritto, ma semplicemente quella di censurarlo, eliminandolo dal libro.  A casa mia, questa, si chiama coda di paglia.

Ma avremo tempo di riparlarne.

Se comunque Ciancimino, oltre che sul Sig. Franco, su de Gennaro, su Mister X, sulle “lettere di Provenzano”, sulla “lettera a Fazio”, sulle datazioni di molti documenti ed insomma su tutto quanto sta suscitando dubbi nei  magistrati, mentisse su questo punto, Mori avrebbe in pugno la prova della sua innocenza, e le tesi accusatorie dei PM nisseni ne uscirebbero maluccio.

Compito degli accusatori quindi, è convincerci della bontà di una logica che vorrebbe questo, e cioè che un testimone da essi stessi bollato come accanito mentitore, per una qualche ragione che andrebbe chiarita, su di un punto di particolare interesse dovrebbe essere invece sincero.  Staremo a vedere.

Per il momento, a scopo didattico e per capire meglio la psicologia del personaggio, ho deciso di rendere libero il download del mio libro “Prego, dottore!” in formato pdf,  libro già acquisito a suo tempo agli atti del pocesso Mori-Obinu in Palermo, su richiesta dello stesso gen. Mori.

E vi prego di tenere sempre presente, che io scrivevo quelle cose due anni fa. Ciò che scrivevo, va quindi confrontato non solo con ciò che si sa oggi, ma con ciò che si scriveva e si diceva, ad es., ad “Annozero”, in quello stesso periodo.

Buona lettura.

 

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Prego dottore