Differenti versioni

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Estratto dalla presentazione di copertina di:  “ll Caso Genchi – Storia Di Un Uomo in Balia Dello Stato” – di Edoardo Montolli

Luglio 1992, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c’è un poliziotto maledettamente bravo con le tecnologie. Ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi. è a lui che chiedono discoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipotizza una pista per via D’Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino. Ma quell’indagine non la finirà mai. Una mattina, mentre l’Italia esulta per l’arresto dei killer, all’improvviso sbatte la porta. E se ne va. Da allora non ne ha mai parlato.

Estratto dall’articolo L’Agenda Nera di Rizza e Lo Bianco” DI Benny Calasanzio (dal blog omonimo – 16/6/2010)

… Ma chi c’è dietro il più grande depistaggio della storia italiana che ora, venuto alla luce, sta gettando nel panico politici, magistrati ed investigatori? C’era, secondo i magistrati, innanzi tutto il gruppo investigativo Falcone Borsellino, guidato da Arnaldo La Barbera, che prima era stato estromesso dalle indagini e poi richiamato assieme al suo gruppo dopo le pressioni dei magistrati. Un gruppo in cui c’era anche Gioacchino Genchi, oggi consulente dell’autorità giudiziaria, che quando intuisce che a gestire le indagini non è più La Barbera, ma c’è qualcuno che lo sta manovrando e sta deviando le investigazioni lontano dalla più ovvia logica, dopo una sfuriata lunga una notte sbatte la porta e se ne va, mentre La Barbera gli confida in lacrime che chiudendo in fretta quell’indagine lo avrebbero promosso.

Estratto dal “Verbale di assunzione informazioni” n° 1595/08 R.G.N.R. del 9/6/2009 della Procura della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta (D.D.A.)

Dott.ssa ILDA BOCCASSINI:  Credo che al mio arrivo [a Caltanissetta – ndr] già erano stati sviluppati i tabulati dei telefonini di Falcone, nel senso che GENCHI non era l’unico esperto in materia. (…) All’inizio io non conoscevo GENCHI. Quando lo conobbi meglio, iniziai a nutrire perplessità che rappresentai a TINEBRA; GENCHI mi appariva come un soggetto che proponeva investigazioni particolarmente invasive senza ragioni che le giustificassero: mi riferisco di più a CAPACI;  quando GENCHI propose di compiere verifiche sulle carte di credito di Falcone, mi dissociai e lo dissi a TINEBRA. GENCHI appariva di una curiosità investigativa morbosa.  Fui io a rappresentare a TINEBRA che GENCHI non era certo insostituibile anche perché le altre forze di polizia, D.I.A., S.C.O. e R.O.S. disponevano di personale attrezzato per le indagini tecniche di cui si occupava GENCHI.

Non mi fu mai riferito da ARNALDO LA BARBERA che egli avesse avuto uno scontro con GENCHI per una diversità di opinioni in ordine alla opportunità, sostenuta da GENCHI, di ritardare l’arresto di Pietro SCOTTO. Prendo atto di quanto affermato da GENCHI e cioè che egli ha dichiarato di avere avuto un forte diverbio con il dott. LA BARBERA in quanto riteneva che dovesse essere svolta attività investigativa nei confronti dello SCOTTO, che avrebbe potuto consentire l’acquisizione di elementi comprovanti collusioni fra Cosa Nostra e servizi deviati. A tal proposito ribadisco che nulla mi disse di ciò il Dott. LA BARBERA e che, semmai, a me risulta esattamente il contrario e cioè che furono proprio anche le indagini condotte dal dott. GENCHI  a consentire l’arresto dello SCOTTO.  (Dott.ssa ILDA BOCCASSINI – 9 giugno 2009)

Estratto dalla nota del 25/5/1993 della Dr.ssa Ilda Boccassini e del Dott. Fausto Cardella al Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Dr. G. Tinebra.

(…) Il Dr. Genchi … nell’accettare di svolgere dette indagini, per le quali si era spontaneamente offerto, aveva mostrato di essere ben consapevole dell’onere, ed anche dei rischi, che esse comportavano.

Ha sorpreso, quindi, molto sorpreso il fatto che, pochi giorni orsono, il dott, Genchi abbia improvvisamente deciso di non collaborare più alle indagini, secondo quanto riferisce il dott. A. La Barbera, adducendo giustificazioni generiche e non del tutto convincenti.
ALLEGATI: