BOZZE DI PAPELLI?

BOZZE DI PAPELLI?

pizzino
 
Il 29 settembre 2009, nel corso di una sua deposizione in procura a Palermo, con verbale già agli atti del processo “Mori”, Massimo Ciancimino parlò di un documento, acquisito dagli inquirenti che glielo mostrarono in quell'occasione chiedendo spiegazioni, dove erano apposte alcune annotazioni scritte di suo proprio pugno.

Più nel dettaglio, si trattava di un’elencazione "riassuntiva" di 5 dei 12 punti che a dir suo sarrebbero stati presenti nel papello (quello nella foto qui sopra, che all'epoca non era ancora stato consegnato da Junior, e quindi i PM non potevano conoscere): così fu definito in quell’occasione dallo stesso M.Ciancimino e dai Procuratori che la stavano interrogando, e quindi così compare a verbale.
 
Quindi in quell’interrogatorio gli fu mostrato il documento, e gli fu chiesto di leggere ad alta voce quei 5 punti.
 
Lui li lesse, ed ora li elenchiamo così come lui li lesse:
Maxi Processo;
416 bis
carcere casa;
arresto flagranza di reato;
defiscalizzare benzina
 
Su questi punti, che, ripeto, erano annotazioni autografe del testimone attualmente detenuto in carcere a Parma, gli fu chiesto dal dott. Ingroia se all’epoca, mentre lui annotava, aveva il papello davanti agli occhi.
 
Ciancimino junior rispose che non ricordava se aveva annotato a memoria o avendo davanti sé il papello.
 
Quindi gli fu chiesto perché si fermò riportando 5 soli punti e omettendone altri.
Lui  rispose che era finito lo spazio sulla carta, e allora gli fu fatto notare che poteva voltare pagina.
 
Gli fu chiesto perché li aveva annotati proprio su quel documento.
Lui rispose che non lo sapeva, e aggiunse: “perché ce l’avevo tra le mani, perché dovevo scriverli là, non lo so.”
 
Gli fu chiesto perché aveva annotato proprio quei 5 punti.
Lui rispose: “Perché credo che facevano parte di quelli discutibili…”
 
Ma ciò non è vero, non è vero che facevano tutti parte di quelli discutibili, ed ora vi spiego perché: perché 3 di quei 5 punti, vale a dire: maxi-processo, 416 bis, e arresto flagranza di reato, compaiono anche sul contropapello, e il contropapello è il documento che secondo Massimo Ciancimino è stato compilato da suo padre con le richieste “aggiustate” da mettere in trattativa con lo stato, in quanto quelle del papello, secondo don Vito e sempre per quello che dice il figlio, erano “un cumulo di minchiate”, “irricevibili”, cioè appunto discutibili.
 
Anzi: “416bis”, compare SOLO sul contropapello, l’elenco delle richieste aggiustate da suo padre, e non sul papello.
 
Per la precisione, accade questo:

4 dei 5 punti, sono richieste del papello, di cui 2, soltanto del papello.
3 dei 5 punti, appaiono sia sul papello che sul contropapello.
1 dei 5 punti, appare solo sul contropapello (416 bis).
 
Ora, se è vero che i signori pubblici ministeri hanno deciso di prendere il testimone dal lato giusto, obbligandolo finalmente a farla finita con le bugie e le calunnie, allora dovrebbero pure invitarlo a chiarire il motivo per cui  ha affermato nei loro uffici di aver annotato quei 5 punti “perché facevano parte di quelli discutibili…,” quando invece ciò non è vero perché tre di essi appaiono sul contropapello ed uno di essi solo sul contropapello, che come abbiamo detto non espone i punti discutibili, ma quelli preferiti da suo padre.
 
Ma soprattutto dovrebbero invitare il testimone a spiegare, nel modo più chiaro possibile, visto che l’ha scritto lui, perché mai giace in procura, vale a dire perché mai esiste,  un appunto da lui manoscritto in epoca ignota dove sono annotati punti mescolati del papello e del contropapello. E’ una bella stranezza.
 
Non vorremmo mai si trattasse di bozze, canovacci, insomma, prove generali, di papelli e affini.