Quando gli antimafiosi ti fanno il giochino delle tre tazzine

Quando gli antimafiosi ti fanno il giochino delle tre tazzine

giorgio

 

Antimafia  Duemila” è una nota testata di “Informazioni su Cosa Nostra ed organizzazioni criminali connesse”, fondata da Giorgio Bongiovanni.

Chi è Giorgio Bongiovanni?

Lo si può leggere nel suo “official site”:

Stigmatizzato, veggente gratificato dall’incontro con la Madre di Dio e con Gesù, in contatto anche con Esseri di altri mondi, coinvolto nel tanto discusso problema del terzo segreto di Fatima, impegnato in prima persona in opere sociali e nella lotta alla mafia: tutto questo, e altro ancora, è Giorgio Bongiovanni.”

A proposito degli “esseri di altri mondi”, ci vengono forniti anche maggiori dettagli:
Giorgio … man mano che passano gli anni prende sempre più consapevolezza di essere guidato da un Essere di Luce che chiama Nibiru-Arat-Ra. La simbiosi con questo Fratello superiore è tale che spesso sente di non poter scindere la sua stessa personalità da quella che lo compenetra. Per questo molti messaggi, anche se scritti in prima persona, porteranno la firma di Nibiru.”
Alcuni di questi esseri, “come Nibiru Arat Ra, provengono dalle Pleiadi e sono alti ma con caratteristiche diverse, hanno capelli bianchi, ma si tratta di un bianco luminoso, hanno pelle olivastra e occhi a mandorla, come i giapponesi, e lo sguardo severo, ma sono molto teneri. Appartengono alla stessa dimensione sia quelli dell’Alpha Centauri che quelli delle Pleiadi. Non vivono in pianeti, ma vivono negli astri, cioè nei Soli. Ci sono però anche extraterrestri che vivono nei pianeti.
Ora, dal momento che io vi dico
– ci spiega Bongiovanni – che questi extraterrestri provengono dagli astri, mi prenderete per pazzo perché secondo la scienza è impossibile vivere nei Soli col calore che c’è. Invece vi assicuro che si può vivere nel Sole con un corpo eterico astrale.”

Ma noi gli crediamo, e che diamine. Perché non dovremmo.

Non gli crediamo invece quando, ad esempio ieri sera 29 gennaio, alla presentazione del suo ultimo libro “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” (Aliberti Editore – coautore: Lorenzo Baldo) , ha concluso con certe affermazioni la conferenza di presentazione che si è tenuta presso l'Aula Magna della Falcoltà di Giurisprudenza di Palermo. Una manifestazione definita nella rivista degli autori “intensa ed emozionante a cui hanno partecipato come relatori, oltre agli autori (e quindi oltre ai corpi astrali dei loro consiglieri alieni invisibili – ndr), i fratelli del giudice Salvatore e Rita Borsellino, i giudici Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo

Comunque, come dicevamo, pare che Bongiovanni abbia concluso questa conferenza con questa affermazione:
Stiamo ancora cercando riscontri ma secondo noi Paolo Borsellino stava indagando su Marcello Dell'Utri. Anche per questo motivo c'è stata quell'accelerazione sulla sua morte. Ma di questo parleremo nel prossimo libro che stiamo già scrivendo”.

Ebbene, noi su questa affermazione del veggente, siamo molto più scettici che non sulle sue rivelazioni  sui residenti delle Pleiadi.
Lo siamo, perché abbiamo visionato e studiato con estrema attenzione la famosa intervista a Paolo Borsellino realizzata, due mesi prima della morte del magistrato, dalla buonanima di J.P.Moscardo con l’aiuto di un collega.

Da quell’intervista, nonostante gli estenuanti tentativi di scucire dalla bocca del magistrato qualcosa di compromettente per il cavaliere ed il suo Amministratore Delegato, (tentativi che comunque in qualche modo sono poi serviti allo scopo, grazie ad un sapiente e malandrino lavoro di montaggio e manipolazione ad opera di ignoti, trasmesso in Italia dalla RAI), emerge senza possibilità di equivoco che il povero Paolo Borsellino:

-       non sapeva nulla di dell'Utri
-       non si occupava di Dell'Utri
-       non gliene fregava nulla di dell'Utri
-       per sapere se c'erano indagini da parte di colleghi su Dell'utri e sopratutto su quale Dell'Utri (se Marcello oppure il fratello, poichè non sapeva neppure distinguere tra i due) doveva andarsi a vedere degli appunti presi al ruolo della procura nei giorni precedenti su espressa commissione degli intervistatori.

Ora, supponiamo che a qualcuno venga l’idea di andare a spiegare questi pochi e chiari concetti al nostro ufologo-mafiologo sul suo sito, quello di Antimafia Duemila, presente nelle pagine di “Face book.”

Lo può fare tranquillamente, ed infatti qualcuno lo ha fatto.

La redazione legge, eccome se legge.

Purtroppo però, nessun altro, al di là del suo autore  e della redazione, potrà mai leggere quel messaggio.

Infatti sul sito del nostro veggente stigmatizzato, onesto antimafioso, viene applicato un filtro particolare, che non credo sia stato inventato sulle Pleiadi dagli esseri di luce, ma che ricorda piuttosto il gioco dei tre bicchierini, quello in cui sono maestri in certe vie di Napoli.
Insomma, i messaggi che esprimono verità scomode, non vengono cancellati, ma semplicemente filtrati in maniera che nessun altro possa leggerli, se non l’autore stesso, che in tal modo resta ignaro della censura.

Una vera furbata, non è vero?

Ecco qui la prova:
il messaggio, postato dal mio amico Giobatta  Piedefermo (), così come viene visto dall’autore che lo ha postato:
 
antimafia00
ed ecco come vedono quella pagina tutti gli altri utenti di Face book:

antimafia d
 
soltanto tre messaggi.
 
Altri esempi:

antimafia03

 

antimafia07
I messaggi del mio amico Fafi Furnio , sono sempre lì, ma li vede solo il povero Fafi , e nessun altro.

Noi francamente siamo sbigottiti di tanta scaltrezza e finezza, di questo prodigioso modo di censurare senza darne l’impressione.

E capiamo anche le ragioni per cui, come ci spiega sul suo sito il Bongiovanni parlando di se stesso, certi Magistrati e giornalisti sono interessati alla professionalità con cui vengono pubblicate le notizie e gli approfondimenti a prescindere dalla sua esperienza mistica personale.”

Quest’uomo ha molto da insegnarci.

Enrix