La patacca rossa

La patacca rossa

travaglio clown

Quest’estate è uscito un libro, dal titolo importante: «I MISTERI DELL’AGENDA ROSSA» (Aliberti editore).
Autori, i “repubblichini” Francesco Viviano e Alessandra Ziniti.

Qualcuno forse ricorderà, che l’uscita di questo libro fece un certo clamore, in quanto, come prometteva la campagna di lancio, nel volume veniva rivelato finalmente il nome del “Sig. Franco” nonché pubblicato il manoscritto inedito di don Vito che rivelava proprio questo nome.

Sulle pagine web dell’editore Aliberti, comparvero alcuni spazi dedicati al lancio del libro, dove veniva dato un certo risalto a questo dettaglio:
Ciancimino ha anche fatto il nome di questo “agente” speciale, non si sa ancora di quale Stato, che si faceva chiamare “signor Franco”.Il suo nome, come viene documentato in questo libro  che pubblica un MANOSCRITTO di Vito Ciancimino con il nome del “signor Franco”, sarebbe Keller Gross.(DA “IL TESTAMENTO DI CIANCIMINO JUNIOR di Francesco Viviano (I misteri dell’agenda rossa)  07/08/2010)
http://blog.alibertieditore.it/?p=4142

e ancora:

ESCLUSIVO: IL MANOSCRITTO INEDITO DI VITO CIANCIMINO DA UN NOME AL ‘SIGNOR FRANCO’
18/07/2010 | 11:10 |   
Keller Gross
«In questo MANOSCRITTO INEDITO di Vito Ciancimino viene rivelata per la prima volta l’identità del signor Franco(o ‘Carlo‘, ndr), alias Keller Gross. Il nome di quest’uomo, probabilmente appartenente ai servizi segreti, appare in un lista insieme a personaggi dell’ex Alto Commissariato dell’epoca per la lotta alla mafia».(Il Fatto Quotidiano, 18 luglio 2010).
Fonte: «
I MISTERI DELL’AGENDA ROSSA» (Aliberti editore) di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti.

clicca qui o sull’immagine per visualizzare il documento intero

All’epoca il sottoscritto trovò subito alcune incongruenze, fra la scrittura di quel “manoscritto inedito di don Vito”, e la scrittura autentica di don Vito.

Intervenni su alcuni forum di discussione, nonché blog, rimarcando tali anomalie.
Su uno di questi, “Livesicilia”, commentai sotto a questo pezzo della redazione:
Si conoscerebbe il cognome ma non ancora il volto. E’ il misterioso “signor Franco o Carlo” di cui Massimo Ciancimino parla attribuendogli il ruolo cerniera fra Cosa nostra, apparati, istituzioni e politici. Il cognome è Gross. A rivelarlo per la prima volta è stato il libro “I misteri dell’agenda Rossa”, dei giornalisti di Repubblica Franco Viviano e Alessandra Ziniti. Secondo i due cronisti “questo ‘agente’ speciale , non si sa ancora di quale stato, che si faceva chiamare ’signor Franco’ (…) sarebbe Keller Gross. Compare in una lista insieme a ex alti commissari per la lotta alla mafia, ex capi di polizia, ex dirigente del Sisde”. Ed ecco la lista di cui si parla (mostrata per gentile concessione dell’Aliberti Editore): G. Santovito, R. Maplica, F/C Gross, V. Parisi, D. Sica, G. De Francesco, B. Contrada, L. Narracci, E. Finocchiaro, E. Finocchiaro, F. Delfino, A. La Barbera, M.Finocchi.
Il nome di Gross, “F/C” starebbe proprio a indicare i nomi Carlo e Franco con cui si faceva chiamare, è cerchiato e collegato al nome di Gianni De Gennaro, il superpoliziotto che ha lavorato fianco a fianco con Giovanni Falcone. Bruno Contrada, già condannato a 10 anni per concorso esterno all’associazione mafiosa, e il generale dell’Arma Francesco Delfino, il primo a parlare con Balduccio Di Maggio e che avrebbe dato il la alla cattura di Totò Riina. Inoltre, Lorenzo Naracci sarebbe indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso nella strage di via D’Amelio e, recentemente, è stato svelato come Angelo La Barbera, fu questore di Palermo, era a libro paga dei servizi segreti.
C’è pero un’altra pista battuta dalla stampa che porta fino in Israele. Secondo quanto riporta “Il Fatto Quotidiano”, il famigerato “signor Franco” potrebbe essere Moshe Gross, ex console onorario israeliano. Ma che sia lui il trait d’union tra Cosa nostra e le istituzioni pare, agli inquirenti, poco probabile. A indicare agli investigatori il cognome del signor Franco (che si faceva chiamare anche Carlo) è stato Massimo Ciancimino che ha a lungo parlato del misterioso 007, ma che ancora non lo ha riconosciuto in foto.

Come ho già detto, io commentai, e quindi intervenne un certo CM (Ciancimino Massimo? Qualcuno mi disse che su quel blog junior era solito firmarsi così, ma comunque la cosa è tutt’altro che sicura), manifestandomi il suo disaccordo:

scritto da enrix
24 lug 2010 10:24 am

Io, invece di dare la caccia ai consoli onorari d’israele, inizierei con l’accostare questo elenchino di nomi al “papello”, rilevando che la “m” di Malpica è praticamente identica ad alcune “m” presenti sull’elenchino di richieste di Riina, e che la stessa cosa accade per alcune “N”, alcune “A”, alcune “E”, ed altre.
Inoltre proprio su questo sito di “livesicilia” ci sono numerosi manoscritti di don Vito originali ed autentici scansionati.
Invito i lettori e la redazione di livesicilia di esaminarli con cura, andando alla caccia di una “A” stampatella maiuscola con il vertice a punta come hanno le “A” di questo elenchino di alte cariche istituzionali (si veda ad. es. la “A” di “A. Ruffini”).
Sarà un’impresa ardua, perchè don Vito le A le faceva tutte quante con il vertice rigorosamente “a curva”, e non appuntito. …
C’è di più, un altro dettaglio ancora più importante.
Lo scrivano di questo elenchino, ha un paio di consuetudini non proprio comuni: “ingrandisce” le iniziali stampatelle maiuscole di OGNI PAROLA, esattamente come lo scrivano del papello”, e soprattutto PIAZZA UN PUNTINO SU TUTTE LE “I” NONOSTANTE QUESTE SIANO MAIUSCOLE, esattamente come lo scrivano del “papello”..
Non tutti lo fanno, ed infatti DON VITO NON LO FACEVA.
Si controllino pure i manoscritti di Don Vito. Lui i puntini sulle “I” stampatelle maiuscole, non li metteva proprio MAI. ….
Segugio.

scritto da cm
24 lug 2010 13:07 pm
enrix
ma tu lo sai che esistono i periti, vero? …

scritto da enrix
24 lug 2010 16:37 pm
Si, sono quelle persone che ti fanno notare che se lo scritto attribuito ad uno che non ha mai messo i puntini sulle “I” è pieno di puntini sulle I, può essere uno scritto falso.

scritto da cm
25 lug 2010 00:00 am
però la differenza con te è che sono persone laureate, che fanno i periti per mestiere e che vengono nominate dalla magistratura. Spesso sono anche docenti universitari, con una reputazione di scienziati alle spalle, non impiegati comunali detective per hobby.

scritto da enrix
25 lug 2010 11:12 am
Bene, allora che ne incarichi qualcuno alla svelta, la magistratura, di questi laureati, perchè qui c’è un tizio che gli ha consegnato un foglietto dicendo che è scrittura di suo padre dove anche un profano vede che ci sono differenze macroscopiche rispetto a quella vera di suo padre, il quale, puoi controllare tu stesso, non usava mai due segmenti ad angolo acuto per scrivere una “A” stampatella maiuscola, ma sempre un arco curvo, nè metteva mai (correttamente) un puntino sulle I stampatelle maiuscole come ha messo invece il tizio che ha scritto questa roba qui.
E come ha fatto, tra l’altro, anche l’anonimo scrivano del famoso papello di Riina, saltato fuori dal cappello a cilindro del rampollo Ciancimino esattamente come questo nuovo capolavoro.

 

Ma tutte queste discussioni, rilette oggi, risultano particolarmente vane, perché come al solito qualcuno non l’aveva scritta giusta.
Da allora infatti sono accadute alcune cose:

  1. pare ormai assodato che Moshe Gross, o Keller Gross, con il Phantomas dei servizi segreti, Sig. franco/Carlo, non c’entri nulla.
  2. Fra quella nota “manoscritta da don Vito” con il nome “F/C GROSS” collegato con una freccia al nome De Gennaro, ed alcune recenti dichiarazioni di Massimino Ciancimino a contorno, junior  è finito per beccarsi  un’iscrizione come indagato per calunnia ai danni di De Gennaro presso la Procura di Caltanissetta..

Al che, stante tutto questo, io mi domando:  ma, e il MANOSCRITTO INEDITO DI VITO CIANCIMINO, quello con l’elenchino di superspie sig. Franco/Carlo compreso?
Che fine ha fatto?  E’ stato poi peritato da periti laureati e/o scienziati?
Ha qualcosa a che fare con l’iscrizione per calunnia del giovane Ciancimino?

In mio soccorso, giunge ancora una volta Marco Travaglio, che quatto quatto, sempre più informato di tutti quando si tratta di documentazione al vaglio delle procure,  ci rivela l’arcano nel suo passaparola del 6 dicembre, grazie ad uno di quegli incisi, messi lì, che quasi manco te ne accorgi (infatti subito subito, non me n’ero accorto neppure io):

La Procura di Palermo ha un atteggiamento più laico e, secondo me, più ragionevole, ossia quello di dire che se Massimo Ciancimino ci dice che suo padre gli aveva riferito che il signor Franco era legato a De Gennaro, non si può accusarlo di calunnia: ci sta semplicemente raccontando una cosa detta dal padre, mica ci ha detto che la sa lui, mica ha detto “ io accuso Gianni De Gennaro di”, ma “ io semplicemente ricordo quello che mi diceva mio padre”. Ci saranno mai guai giudiziari per De Gennaro in base a questo ricordo? No: perché? Perché è una delle classiche cose che non sono riscontrabili,l’unico riscontro è quella cartolina che Massimo Ciancimino scrisse sotto dettatura di suo padre, nella quale di fianco al nome di quel Gross c’è una freccia con un appunto con sopra scritto “ De Gennaro”, insieme a altri validi poliziotti e dirigenti di Polizia come Parisi e come altri. Quindi dove è la calunnia, se uno riferisce una cosa dettagli da un altro?” (Marco Travaglio)

Questa domanda finale, è esattamente la stessa che si poneva Marco Travaglio nei suoi articoli su Mario Scaramella, che fu accusato ed incriminato per calunnia, per aver riferito alla polizia i sospetti comunicati dal suo amico Alexander Litvinenko sul conto di una ex spia del KGB, A.Talik, che viveva a Napoli clandestinamente.
Anche allora, circa tre anni fa, Marco si poneva la stessa identica domanda: “Quindi dove è la calunnia, se uno riferisce una cosa dettagli da un altro?

E se la poneva in un periodo, dove “l’altro”, e cioè Litvinenko, era già defunto ucciso dal polonio, e pertanto non più interpellabile, esattamente come nel caso di don Vito e suo figlio.

Quindi per Marco, è automatico: se tu riferisci la calunnia di un morto, la colpa è del morto, e la calunnia in realtà non esiste.

Metro che si sarebbe dovuto applicare a Massimino Ciancimino così come a Mario Scaramella, che invece (per avere evidentemente riferito l’accusa di un cittadino inglese sotto la protezione del governo di sua maestà la regina anziché quella di un mafioso come don Vito, il che è molto più grave) si fece un annetto di carcere in via cautelare (pr Ciancimno invece non serve, perchè lui ha la scorta che lo tiene comunque sotto controllo).

Ed anche allora, come tutti ricordano, il coerentissimo paladino della giustizia Marco Travaglio prese le difese di Mario Scaramella per quest’ingiusta detenzione, così come oggi le prende della pecorella smarrita, così tanto pentita, che si sente di poter fare “tutto quello che minchia vuole” negli uffici della Procura di Palermo..

Grazie Marco, per quest’ennesimo chiarimento.

E dunque, non era affatto un MANOSCRITTO INEDITO DI DON VITO ma una cartolina che junior scrisse sotto dettatura di suo padre a margine di una busta già aperta ed usata (perché in quel momento i Ciancimino avevano finito la carta e don Vito ci aveva l’artrosi), e quindi il tuo editore, caro Marco, stando a quanto ci dici tu oggi, ci avrebbe venduto una patacca, quando pubblicizzò il libro di Viviano con frasi ad effetto del tipo: ESCLUSIVO: IL MANOSCRITTO INEDITO DI VITO CIANCIMINO DA UN NOME AL ‘SIGNOR FRANCO’

Ma non lo sanno, alla Aliberti, che la pubblicità ingannevole è una bruttissima cosa?

Comunque, tranquilli:  io non mi son fatto ingannare, perché il libro non l’ho comprato.