Note ed appunti sui verbali di M. Ciancimino – 1

Note ed appunti sui verbali di Massimo Ciancimino

teatrino2 Par. 1

A pag. 95 del primo verbale, in data 7 aprile 2008, Massimo Ciancimino racconta di come suo padre, avute delle “piantine“, delle mappe, dal Capitano de Donno, le restituì dopo circa una settimana con le annotazioni relative alla presunta ubicazione del covo di Riina.

CIANCIMINO: Questo me lo raccontò in carcere dopo alla fine, dice: non è difficile catturare RIINA, dopo che gli dico la pianta di dovè, gli segno la zona

INGROIA: E allora suo padre come lo sapeva?

CIANCIMINO: Mio padre me le diede io DE DONNO le diede a mio padre le piantine, io le diedi DE DONNO le diede a me, io le diedi a mio padre e mio padre le diede a me e io le diedi a DE DONNO.

Quindi Vito Ciancimino affidò  nelle fidate mani del figlio “spaccone” (vedi pag. 103 del verbale) le mappe con le annotazioni per individuare il covo di Salvatore Riina (niente niente), perché le passasse a De Donno.

INGROIA: E cerano annotazioni?

CIANCIMINO: Sì, annotazioni, sì.

INGROIA: Quindi allora

A questo punto Ciancimino gioca d’anticipo sulla domanda che Ingroia sta per riformulare per la seconda volta, fornendo sin da subito una netta risposta: egli invita Ingroia a non domandargli come suo padre potesse essere a conoscenza dell’ubicazione del covo, poiché afferma di non saperlo.

CIANCIMINO: Non mi chieda se come lo sapeva mio padre non lo so.

Quindi Massimo Ciancimino, non lo sa, come suo padre aveva potuto indicare la localizzazione del covo sulle piantine. Pertanto chiede di non domandarglielo.

Ma il magistrato incalza, e qualche secondo dopo domanda:

INGROIA: io le domando se quello che suo padre indicò era frutto di conoscenza di suo padre o era frutto di  unacquisizione di informazione che suo padre fece

CIANCIMINO: Di acquisizione di informazioni.

Quindi lo junior invece lo sapeva, come suo padre aveva potuto indicare la localizzazione del covo sulle piantine: da informazioni acquisite. E non solo, spiega anche come fa a saperlo.

INGROIA: con altri?

CIANCIMINO: Di acquisizione di informazioni perché mio padre si è preso 24 ore di tempo.

 

A questo punto, una volta spiegato e motivato di come suo padre aveva acquisito l’informazione da altri, cosa che dapprima Junior pensava di non sapere,  non resta che da chiarire da chi l’aveva acquisita, e perciò si da il via al ragionamento.

INGROIA: Se lei sforzandosi riesce a individuare chi può avere incontrato suo padre

CIANCIMINO: No.

INGROIA: e potere avergli chiesto informazioni.

E a questo punto, spunta il nome di Provenzano. Non ancora una certezza, ma solo un nome che lui “pensa dentro di sé”:

CIANCIMINO: No, io dico che la seconda, la seconda fase proprio è stata fatta cioè non ha voluto escludere, è stata fatta per questo io dentro di me penso che sia stata fatta col, col diciamo col PROVENZANO, perché è stata fatta molto diretta, siccome so, mi ha sempre raccontato e come ho visto, neanche questo soggetto era uno che cera cioè era molto diretto lincontro, telefono, arrivo, non arrivo come ho detto a PANORAMA, questo telefonava: sto venendo cioè se telefonava questo mio padre doveva essere svegliato

Allora i magistrati insistono perché ricordi meglio:

DI MATTEO: lei a PANORAMA, credo di non sbagliare nel ricordo

CIANCIMINO: Prego.

DI MATTEO: anche se non ce lho qua larticolo, mi pare che affermò pure, comunque le faccio la domanda, che comunque in quel periodo del 92 suo padre ebbe modo di incontrare il PROVENZANO, o no? Cioè le ora sta dicendo: i contatti sono stati molto diretti

CIANCIMINO: Sì, guardi

DI MATTEO: Io, io chiedo, ma nel 92

CIANCIMINO: Sì, sì

DI MATTEO: o nel periodo

CIANCIMINO: non so

DI MATTEO: precedentemente alle stragi, successivamente, a cavallo

CIANCIMINO: Sa cosè dottore, che non mi veniva più facile ricordare una faccia nuova come quel soggetto, una faccia nuova come il CINA che non uno che mi vedevo dai tempi di quando avevo 7 anni a casa, (Provenzano ndr) cioè

DI MATTEO: Sì, però signor CIANCIMINO

CIANCIMINO: Sì, capisco benissimo

DI MATTEO: poi ovviamente quello è un periodo che anche nella sua memoria sarà rimasto più focalizzato rispetto a quando

 Ed ecco quindi che lo junior, stimolato,  comincia a focalizzare.

CIANCIMINO: Mi sembra che lha incontrato      

DI MATTEO: E questo come

CIANCIMINO: o che abbia detto che aveva intenzione di vederlo, cioè mi sembra di aver capito questo però sa, non riesco a (inc.) glielo potrei man mano

Quindi ci siamo quasi.  Partiti da una cosa da non chiedergli perché a lui ignota, si è dunque arrivati ad un probabile (…mi sembra…) incontro con Provenzano, od alla probabile intenzione di incontrarlo.

Ma per il magistrato tanto basta per dar le cose come cotte e mangiate, perché alla domanda successiva procede dando per scontati gli incontri fra Vito Ciancimino e Provenzano:

DI MATTEO: E anche fino a quando, fino a quando sono hanno avuto luogo questi incontri di suo padre con PROVENZANO?

E a questo punto, quale interrogato si sentirebbe di contraddire quel PM?

Abbiamo quindi assistito, in diretta, a come Provenzano sta diventando  un possibile suggeritore dell’ubicazione del covo di Riina  nella lucida deposizione di Massimo Ciancimino, uno dai ricordi e dalle idee chiare. Alla prossima puntata.    (1 – continua)