Travaglio – Segugio: terzo round.

Travaglio – Segugio: terzo round.

v:* {behavior:url(#default#VML);}
o:* {behavior:url(#default#VML);}
w:* {behavior:url(#default#VML);}
.shape {behavior:url(#default#VML);}

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
line-height:115%;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;}


131 commento di Marco Travaglio – lasciato il 10/1/2010 alle 12:4

Alcune precisazioni ancora, spero le ultime.
1) Quando parlo di Corti d’appello come “scontifici” mi riferisco a quando mantengono inalterato l’impianto accusatorio e limano qualche giorno sui mesi o qualche mese sugli anni inflitti in primo grado. Quando invece stravolgono le condanne di primo grado, fanno altro: le riformano, le rivedono, le smentiscono. Vedremo se è così anche nel caso mio: ho scritto che, diversamente da qualche trombone che sa tutto in anticipo, aspetto la motivazione.
2) Al sapientone (sono sempre io – ndr) che mi ricorda come la richiesta di archiviazione dell’indagine di Caltanissetta sui mandanti occulti delle stragi del ’92 fosse stata presentata dai pm due settimane prima che andassi a “Satyricon”, faccio notare che le richieste di archiviazione sono atti segreti, dunque sconosciuti fino a quando l’archiviazione non viene disposta dal gip. Dunque, quando andai a Satyricon, non lo potevo sapere come non lo sapeva nessuno, a parte i pm che avevano inoltrato la richiesta e il gip che l’aveva ricevuta. In ogni caso, dissi la pura e semplice verità: l’inchiesta era aperta, visto che fu chiusa soltanto l’anno seguente.
3) A chi continua a menarla con i tagli, suggerisco di tenersi la propria idea malata e distorta sulla manipolazione, se li aiuta a sentirsi meglio e a rafforzarsi nella loro convinzione patologica che tutto è merda, che siamo tutti uguali, che tutti i giornalisti manipolano e mentono. Io continuerò a ribadire ciò che so: e cioè che il filmato integrale dell’intervista è quello che abbiamo pubblicato. Forse i complottisti non hanno mai visto il filmato integrale di un’intervista: che non è un flusso armonico di immagini ininterrotte, ma un materiale magmatico di inquadrature diverse, da diversi punti di vista, in cui alla fine spesso l’intervistatore ripete due o tre volte la stessa domanda a seconda del numero delle inquadrature che gli vengono fatte dai vari cameramen o dallo stesso cameraman da diversi punti di osservazione.

Questo avviene alla fine dell’intervista, quando si accumulano molte immagini per movimentare la scena onde evitare la fissità del giornalista di spalle e dell’intervistato in primo piano. Il tutto in vista di un montaggio più vivace, che qui non c’è stato perché l’intervista non andò mai in onda e non fu mai montata.
4) Il montaggio che qualcuno, citando sentenze, definisce “manipolato” è, come ho detto nella presentazione del Dvd, era un brogliaccio che fu inviato all’Espresso dagli autori dell’intervista e che, l’ho saputo da Calvi un paio di mesi fa, non era stato autorizzato dagli autori. Penso comunque che riflettesse abbastanza bene il pensiero di Borsellino, anche se ovviamente lo sintetizzava. Ogni montaggio, ogni sintesi è un intervento soggettivo. Se qualcuno lo vuol chiamare “manipolazione”, lo può fare. Esistono manipolazioni tendenziose, capziose oppure semplicemente riassuntive. La famiglia Borsellino non s’è mai lamentata della sintesi operata in quel montaggio, tant’è che lo consegnò ai magistrati di Caltanissetta che indagavano sui mandanti delle stragi e a Rainews24 perché lo trasmettesse. Noi l’abbiamo pubblicato nell’Odore dei soldi.
5) Non voglio minimamente raccogliere le polemiche di Veltri: è in causa con Editori Riuniti perché nemmeno a lui han pagato tutti i diritti d’autore. Io, che avanzo un credito infinitamente più vasto del suo perché con E.R. ho pubblicato diversi libri oltre all’Odore dei soldi, ho deciso di non far causa. Quando mi han chiesto, come da contratto, di aggiornare il libro per ripubblicarlo, l’ho fatto volentieri, anche perché molti lettori protestavano: lo cercavano in libreria e non lo trovavano. Ho preteso che l’editore avesse l’assenso di Veltri, e l’editore mi ha assicurato di averlo avuto. L’editore voleva invertire l’ordine degli autori, mettendo prima il mio nome e poi quello di Veltri: mi sono opposto e ho preteso che restasse Veltri come primo autore.

Sul Fatto abbiamo scritto che Borsellino parla di un’indagine ancora in corso sui rapporti fra Mangano, Dell’Utri e Berlusconi perché Borsellino lo dice più volte nell’intervista (versione integrale e versione montata) molto chiaramente, quando i giornalisti cercano di fargli dire qualcosa in più sui tre, e lui dice che si indaga ancora e non sa cos’è coperto da segreto e cosa no. Del resto, l’abbiamo scritto Veltri e io nella prima edizione dell’Odore dei soldi, e non vedo come Veltri possa smentirlo ora: come se non si riconoscesse nemmeno nella prima versione del nostro libro.
6) Io non mi sono mai schierato con alcun partito, nemmeno con l’Idv. L’ho semplicemente votata e sono felice di averlo fatto: nonostante tutti gli errori di Di Pietro nella scelta di alcuni uomini e nella gestione del partito, mi domando che cosa sarebbe la politica italiana se in Parlamento non ci fosse almeno l’Idv a fare opposizione dura e a costringere il Pd a farne una meno molle di quella che vorrebbe fare.
7) Alcuni amici del blog ricordano che ho sempre invitato i lettori a mantenere il loro senso critico verso tutto e tutti, me compreso. Lo confermo anche ora. Solo, visto che siamo sul blog di Corrias, Gomez e Travaglio, mi piacerebbe avere almeno il beneficio della buona fede. Chi pensa il contrario è libero di scriverlo su questo blog o di cambiare blog, ma non può certo pretendere risposte affettuose e rispettose. Io, con chi pensa che sono un manipolatore e un falsario, il mio rispetto e il mio affetto non li spreco. E adesso, per favore, occupiamoci di cose più serie e urgenti. Ciao a tutti.
mt

# 294 commento di segugio – lasciato il 11/1/2010 alle 2:42

Caro Travaglio,

Il “sapientone che Le ricorda come la richiesta di archiviazione dell’indagine di Caltanissetta sui mandanti occulti delle stragi del ’92 fosse stata presentata dai pm due settimane prima che Lei andasse a “Satyricon”,” ha sbagliato, perché in realtà era sul tavolo del GIP da più di tre mesi prima.

Sono andato infatti a controllare, ed era ai primi di dicembre del 2000.

E stia certo che terrò preziose anche le sue informazioni tecniche sulle richieste di archiviazione. Prima non lo sapevo, ma adesso che so che “sono atti segreti”, e “dunque sconosciuti fino a quando l’archiviazione non viene disposta dal gip”, farò più attenzione a come parlo. Ma per quanto riguarda questo caso specifico, invece, posso parlare tranquillo, perché si doveva trattare di una richiesta di archiviazione di tipo speciale, parendo nè segreta, né soprattutto sconosciuta, dal momento che Repubblica ne dette la notizia il 7 dicembre 2000, in un pezzo dal titolo “STRAGE DI CAPACI: ARCHIVIAZIONE PER IL LEADER DI FORZA ITALIA.”, dove c’era scritto, tra l’altro: “Dopo due proroghe del termine delle indagini VA IN ARCHIVIO IL PROCEDIMENTO 1370/98, le investigazioni più segrete su Berlusconi e Dell’ Utri, gli unici personaggi inseriti tra i "mandanti occulti" delle stragi.”

Purtroppo lei in quel periodo su Repubblica ci scriveva, ma evidentemente non la leggeva.

E certamente Lei non l’ha letta, quell’informazione, perché altrimenti , memore, anzi, pregno come dev’essere dell’insegnamento del suo maestro Montanelli, quando Le rammentava che “I fatti vanno raccontati tutti, chi ne censura qualcuno è un disonesto che, come tale, prima o poi viene smascherato”, mai e poi mai Lei avrebbe omesso di aggiornare il pubblico televisivo sull’effettivo stato dell’indagine, dopo avergli raccontato che quella stessa indagine "mentre Tescaroli parlava era in corso"”, se avesse perlomeno sfogliato Repubblica, e cioè il giornale per cui lavorava, prima di parlare. Non è vero?

E non rammarichiamoci troppo, Travaglio, con i suoi colleghi di Repubblica che, un paio di giorni dopo il suo “Satyricon”, sempre a proposito di quell’archiviazione supersegreta, hanno impropriamente intitolato un articolo “La procura di Caltanissetta conferma: sulle stragi del ’92 indagine chiusa” senza attendere il pronunciamento del GIP, che invece come Lei mi ha ricordato è quello che dice l’ultima sulla chiusura e sull’apertura. In fondo non hanno tutti i torti neppure loro: quando i PM posano i fascicoli sulla scrivania del GIP con la richiesta di archiviazione, chi ci può essere ancora in giro ad indagare? Fisicamente le indagini son certamente già chiuse, e comunque molto ma molto più chiuse di come le aveva descritte Tescaroli nell’aula pubblica di un Tribunale, cosa di cui Lei ha premurosamente ed urgentemente avvertito gli italiani.

Per tornare infine alla nostra intervista, prendo atto che la Sua versione più volte ribadita, e direi definitiva, è che il filmato integrale dell’intervista sia quello che avete pubblicato.

Qualcuno ogni tanto su ‘sti filmati ci fa dei montaggi, Lei ci dice, ma su questo non è stato fatto, Lei ci dice.

E va bene, allora vuol dire che queste domande e queste risposte:

E QUESTA INCHIESTA QUANDO FINIRÀ?
Entro ottobre di quest’anno …

QUANDO È CHIUSA, QUESTI ATTI DIVENTANO PUBBLICI?
Certamente…

"PERCHÉ CI SERVONO PER UN’INCHIESTA CHE STIAMO COMINCIANDO SUI RAPPORTI TRA LA GROSSA INDUSTRIA"
“Passerà del tempo prima che …”

se l’è inventate di sana pianta l’Espresso o chi per lui ha fatto la trascrizione, perché nel girato integrale senza tagli, né montaggi, non ci sono.

Una bella fantasia, non trova? No, voglio dire, una bizzarra invenzione, per essere lo stralcio di un’intervista aggiunta così, alla cazzo, non si capisce bene per quale insana ragione.

Inoltre la domanda formulata da Calvi nella versione trasmessa in RAI:

“Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell’Utri, siano collegati a uomini d’onore tipo Vittorio Mangano?”

se l’è registrata Calvi in studio e a Borsellino in realtà non è mai stata posta. (per forza, se nel “girato” intonso, integrale e non montato non c’è…).

Poi, una volta registrata, è stata sostituita all’audio di un altro stralcio di intervista, dove la scrivania è ripresa dalla parte posteriore. Poi questo pezzetto audio-video così ricostruito, è stato inserito al posto della domanda originale, che è stata eliminata. Poi sono state tagliate la testa e la coda della risposta. Poi è stato magistralmente tagliato un “in poi” nella parte di risposta rimanente. E il tutto per confezionare una Demo che dimostrasse ai colleghi ed ai famigliari del magistrato la genuinità dell’intervista. Mecojoni.

Il risultato di quest’alacre attività di “sintesi” di una domanda e di una risposta che nelle loro versione estesa e non sintetica erano invece una domanda ed una risposta, risultato che comunque “riflette abbastanza bene il pensiero di Borsellino”, è che il povero (ed inconsapevole) Borsellino, per gli spettatori RAI, fece coincidere perfettamente, nella sua risposta, le attività di riciclaggio di valuta della mafia all’inizio degli anni 70 con i “collegamenti fra Mangano (che nella domanda originale invece non veniva neppure nominato) e Berlusconi” di quel periodo di cui parla Calvi nella domanda postuma, circostanza che invece nella versione originale, per quanto concerne il pensiero di Borsellino, per nulla al mondo.

Eh si, credo che ancora una volta abbia ragione lei, Travaglio, quando nella Sua prefazione dice che in questo montaggio “forse hanno calcato un po’ la mano”. O putacaso sarebbe meglio dire che in quel montaggio “forse qualche tecnico frettoloso e senza supervisione ha calcato un po’ la mano”.

Detto ciò, soddisfatto delle sue risposte, mi congedo pure io.

Anche perché non voglio più sottrarla ai festeggiamenti che, mi pare di capire dal tono dei suoi scritti, Lei dovrebbe avere in corso per la conferma della condanna per diffamazione con netto sconto della pena decisa dalla Corte D’Appello, e sulla quale un giudice estensore ci informerà meglio prima o poi, ci auguriamo senza “calcare troppo la mano”.

Mi stia bene

enrix